Tweed

Il nome sarebbe derivato da una cattiva interpretazione di Twill (o Tweel, secondo la pronuncia scozzese), che significa tessuto diagonale, il cui aspetto irregolare deriva dalla tessitura di due o tre fili di trama invece di uno solo. Poiché questo metodo era usato nei grandi centri tessili che sorgevano nell’800 lungo il fiume Tweed, che separa la Scozia dall’Inghilterra, ciò spiegherebbe la confusione. Il tweed è famoso in tutto il mondo per la sua consistenza solida che ne garantisce la durata per anni. All’inizio si usavano filati grigi e neri e il motivo classico era quello spigato. Oggi viene prodotto in molti colori e motivi. L’harris tweed è una qualità particolare resa celebre dalla contessa di Dunmore che lo promosse presso i fabbricanti di tweed delle isole Harris, Lewis, Uist e Barr, nell’arcipelago delle Ebridi. L’etichetta Harris Tweed garantiva la pura lana vergine, cardata, tessuta, filata e tinta a mano con sostanze vegetali dagli abitanti di quelle isole. Oggi non è più un tessuto artigianale, ma lo si produce in circa 600 stabilimenti in una quantità di quasi tre milioni di metri all’anno. Di ottima qualità, dal caratteristico disegno chiaro-scuro, soprattutto spigato, e con una vasta gamma di colori, si differenzia dal tweed normale perché più ruvido. Harris Tweed diventa marchio registrato nel 1909 e il logo, un mappamondo, è preso dallo stemma dei conti di Dunmore. Il Donegal (o irish tweed) è un altro tipo di tweed, originario della contea di Donegal in Irlanda. Il Linton Tweed, prodotto dall’omonima azienda inglese fondata nel 1919 da William Linton, è stato usato nella haute couture da stilisti come Chanel e Schiaparelli, fino a Dior, Balenciaga, Courrèges, Balmain e Saint-Laurent.