Testoni

Azienda calzaturiera. Nata a Bologna nel 1929, produceva solo per l’uomo. Ha poi ampliato il campionario alle scarpe da donna e alla pelletteria di lusso, con sistemi ancora legati all’antico artigianato. È a conduzione familiare. Al timone c’è la terza generazione: la figlia del fondatore Amedeo Testoni, Marisa, col marito Enzo Fini. L’azienda, che vanta una clientela elitaria, ha uno show room in via Montenapoleone a Milano, uno in via Condotti a Roma e 50 boutique monomarca. Il calzaturificio di Bologna ha acquisito il 30 per cento di Futurnet, azienda di Padova, guidata da Stefano Martinetto, che possiede la licenza Puma per la collezione Puma Black Station (linee Nuala e Platinum). Futurnet, fondata nel 1998 come azienda importatrice dei marchi Evisu e Fake London, ha conseguito nel 2001 un fatturato di 11 milioni di euro. Futurnet ha sottoscritto con la tedesca Puma un accordo di licenza di cinque anni per la produzione e la distribuzione mondiale di una nuova linea di abbigliamento casual. &quad;Grazie ai suoi fatturati in crescita, l’azienda decide di puntare su due blocchi ben precisi, che costituiscono i suoi mercati più solidi: Europa e Cina. “Nel 2008 abbiamo scelto di tornare a focalizzarci in maniera decisa sul mercato europeo, da noi forse trascurato negli ultimi anni, che ci ha premiato fornendo ottime performance sia nella parte continentale che, soprattutto, in quella dell’Est Europa. Quest’ultima area, alla quale abbiamo prestato particolare attenzione presidiandola direttamente e andando a inserire nelle nostre collezioni pezzi in linea con le richieste del mercato, ci ha gratificato crescendo in maniera determinante”, come dichiara Bruno Fantechi, attuale amministratore delegato.