ALBINO TEODORO

Nel 2004 nasce Albino Teodoro, brand fondato dallo stilista Albino D’Amato, classe 1974, in collaborazione con Gianfranco Fenizia. Lo stile sobrio di Albino Teodoro conta dettagli minimi e indispensabili: rende omaggio al passato,al Design e alla Couture anni ’60, a certi aspetti degli Eighties.

Indice

  1. Le origini
  2. Le prime collaborazioni
  3. La nascita del brand
  4. Lo stile del brand
  5. L’ultimo decennio
  6.  Ultime collezioni
    1. Autunno ’17 ready-to-wear
    2. Resort 2018
    3. Primavera ’18 ready-to-wear
    4. Pre-fall ’18
    5. Autunno/inverno ’18/19 ready-to-wear

Le origini

Albino D’Amato, fondatore di Albino Teodoro, nasce a Roma nel 1974. Dapprima studia architettura nella capitale e nello stesso tempo frequenta l’Accademia di Costume e di Moda. Poi, in seguito, si trasferisce a Torino per seguire i corsi di design industriale.

Dizionario della Moda Mame: Albino Teodoro. Lo stilista Albino D'Amato
Lo stilista Albino D’Amato

Proviene da una famiglia piuttosto rigida, che sognava per lui una carriera da architetto o da ingegnere. Abitava nello stesso quartiere di Valentino Garavani. Verso i 14 anni, di ritorno da scuola, era solito lasciare alcuni disegni nella cassetta della posta del couturier. Valentino rispose, consigliandogli di fare esperienza.

Nel 1995 svolge uno stage presso la Fiat Torino e l’anno dopo si trasferisce a Parigi. Qui frequenta alcuni corsi presso l’Ecole de la Chambre Syndicale de la Couture. Nello stesso periodo lavora da Ungaro, con Giambattista Valli, alla linea Parallel. Questa un’esperienza fondamentale per lui. Confessa:

“Tutto il mio universo creativo è nato lì.. Il talento è una cosa che hai dentro. Anche se all’inizio non conosci le tecniche o i materiali, o non sai disegnare, se è una cosa che vuoi davvero, succede”

Le prime collaborazioni

Sicuramente grazie alla sua preparazione eterogenea e al suo talento naturale per il disegno, lo stilista collabora con Maison prestigiose quali Emmanuel Ungaro, Giambattista ValliGuy Laroche. Ancora, Emilio Pucci e Louis Vuitton e Kenzo.
Successivamente, nel 2004, lo stilista torna in Italia. A Milano collaborerà, quindi, prima con Versace (collaborazione in effetti nata a Parigi) e poi Dolce & Gabbana e nel frattempo lavora alla sua linea personale.

Dizionario della Moda Mame: Albino Teodoro. Collezione autunno 2017
Collezione autunno 2017

La nascita del brand

Nel 2004 Albino fonda con il designer partenopeo Gianfranco Fenizia il brand che porta il suo nome, Albino Teodoro. Più tardi, nell’autunno di quell’anno presenta, infatti, la sua prima collezione primavera/estate 2005, in una galleria d’arte in Place des Vosges.

La scelta di presentare a Parigi comunica l’impronta che i due soci hanno scelto di dare ad Albino Teodoro, una collezione che associa all’esclusiva manifattura made in Italy un’allure decisamente parigina, con forti reminiscenze Couture.

Dizionario della Moda Mame: Albino Teodoro. Collezione autunno 2018
Collezione autunno 2018

La collezione vince Who is on next? , concorso indetto da Vogue e dalla Camera della Moda, guadagnandone in visibilità. Albino Teodoro si ispira, nei colori e nelle forme, al movimento Bauhaus: primo pezzo un trench militare con fodera in evidenza. Ancora, memorabile l’abito che Albino mostra a Franca Sozzani durante le selezioni: dopo aver sfilato in nero, una versione verde militare viene indossata per la serata di gala da Linda Evangelista.

In seguito, la seconda stagione, l’autunno/inverno 2005/06, suscita l’interesse di clienti internazionali, dagli States al Giappone, passando per Hong Kong ed, ovviamente, Europa. Albino D’Amato si occupa della parte creativa, mentre Gianfranco Fenizia ne cura gli aspetti organizzativi, direttamente dallo spazio dedicato di via Gallina 11 a Milano.

Lo stile del brand

La moda sobria di Albino Teodoro conta dettagli minimi e indispensabili: lo stile radicale rende omaggio al passato senza nostalgia,al Design e alla Couture anni ’60, a certi aspetti degli Eighties.

Dizionario della Moda Mame: Albino Teodoro. Collezione Resort 2018
Collezione Resort 2018

Misticismo, modernità e romanticismo si combinano nei suoi abiti dove prevale il gusto per la sartorialità. Design architettonico e femminilità sono, quindi, elementi imprescindibili, così come la capacità di mescolare colori in modo creativo e sofisticato. Prima di tutto, bisogna ricordare che il modello da cui imparare, per Albino, è stato Valentino:

“Una star, oltre che un designer straordinario. Ha creato un’ideale femminile che mi ha molto ispirato.Albino D’Amato

Le creazioni Albino Teodoro sono architettoniche, femminili, cool.

L’ultimo decennio

Nel 2007 Albino diviene consulente di Trussardi sule collezioni Uomo e Donna. Successivamente, le collaborazioni si estendono a Karl Lagerfeld e Les Copains, brand per il quale dall’aprile 2008 è consulente stilistico. Per Les Copains, dalla P/E 2010, disegna anche scarpe, prodotte da Le Sillla.
Albino è anche Design Director della Maison Vionnet e consulente del gruppo Max Mara.

Per l’autunno/inverno 2010/11 Albino Teodoro abbandona le atmosfere eighties per tornare alle linee anni ’60, mescolate a una rigorosa ispirazione ecclesiastica“. Il nero è illuminato da sfumature cipria e camel, l’insieme è mistico e romantico.

Dizionario della Moda Mame: Albino Teodoro. Collezione pre-fall 2018
Collezione pre-fall 2018

Ultime collezioni Albino Teodoro

Autunno ’17 ready-to-wear

A febbraio 2017, un mix di immagini è stato intonacato sul moodboard di Albino D’Amato. L’austero concettualismo dei designer giapponesi simescola ai languidi abiti di Jean Muir e ai sandali a spillo anni ’80 di Yves Saint Laurent, scattati da Guy Bourdin. Il tocco di raffinata eleganza era l’immagine di due ragazzini che si tenevano per mano, con giacche oversize troppo grandi per loro. Lo stilista dichiara:

“Non potevo resistere. C’è tanta tenerezza; è così dolce e innocente. Volevo catturare quella sensazione – mi ha ispirato a lavorare attorno all’idea di una decostruzione gentile”

Dopo una pausa di alcune stagioni, D’Amato torna in passerella. La collezione presenta studiatissimi capispalla, lunghi mantelli e cappe dal morbido tocco architettonico. I giochi di pieghe, di tradizione giapponese, donano al tutto estrema sensualità. Calibrate le imperfezioni: orli grezzi, rifiniture incomplete, scontri cromatici. Il punto di Flimsy d’ésprit appariva ancora più delicato sul feltro di lana; l’ovvia femminilità del pizzo era compensata da texture asciutte e maschili.

Resort 2018

Albino Teodoro ha abbinato tagli rigorosi a ricami opulenti, in un gioco di decostruzione leggera e decoro ridotto. Un raffinato cappotto da opera aveva una silhouette sottile, impreziosita da ricchi motivi floreali che sembravano stampati ma erano tessuti a jacquard. Linee semplici e pulite, come in una tunica geometrica in duchesse di satin, stampata con strisce bianche e nere. Una gonna ampia in broccato d’argento e oro era indossata con un top arricciato. Albino Teodoro ha anche provato alcuni look maschili: un parka, un cappotto e un eccentrico faille turchese e geranio.

Primavera ’18 ready-to-wear

Pre-fall 2018

Pochi mesi dopo, a gennaio 2018 Albino Teodoro predilige un approccio elegante e adulto. Il suo stile ha sempre virato verso una certa raffinatezza: le forme hanno un’inclinazione architettonica leggera e levigata da un tocco di glamour. Lo stilista è appassionato di haute couture e la raffinatezza della costruzione che ne consegue.

Albino Teodoro ha tagliato il tessuto in un elegante tailleur a doppio petto con pantaloni aderenti. Le superfici nitide e brillanti come la duchesse satin e il gazar sono le preferite del designer. A seguire, una corta tunica in zafferano o polveroso taffetà rosa era leggermente imbottita. La stessa sensazione di praticità chic era evidente nei capospalla: ricchi broccati o lussuosi doppi cashmer e lane. Le forme erano per lo più a trapezio, mantenute lineari ed eleganti, con un tocco anni ’60. Un elegante soprabito con cappuccio in jacquard di seta trapuntato bronzo e verde sembrava semplice e funzionale quanto elegante.

Autunno/inverno ’18/19 ready-to-wear

Minimalismo e struttura: la collezione autunno/inverno 2018-2019 di Albino Teodoro stupisce per la sua evoluta semplicità. Realizza una collezione che ricorda, per impianto concettuale, gli studi in architettura. La silhouette lineare si arricchisce di tessuti pregiati come il broccato con fili ricamati oro e viola o la seta, che alleggerisce long skirt con tasche alla francese. Le paillettes e il neoprene conferiscono alla collezione un’allure moderna e glamour. Giochi di asimmetrie attestano le tecniche acquisite durante i corsi presso l’Ecole de la Chambre Syndicale de la Couture.

“Ho lavorato intorno ai miei temi di moda preferiti: la costruzione couture, la sartoria maschile, gli anni ’60, le forme femminili, la geometria, il colore. Volevo inserirli in un contesto moderno” Albino D’Amato

Il punto forte della collezione era la sartoria, del resto una delle migliori risorse di Teodoro. I cappotti erano consistenti, tagliati nitidi ed evidenziati con interessanti combinazioni di colori. Poi, c’erano vari pezzi di valore. Ad esempio un mantello blu scuro con orlo asimmetrico sportivo ma elegante. Oppure ancora un tailleur maschile a scacchi con un enorme piumino bianco. Poi, una serie di abiti a palloncino di varie lunghezze, di broccato stampato in digitale. Ibridi di calza a gambaletto alti fino al ginocchio, indossati con sandali in pelle verniciata erano un gesto concettuale fuori contesto

TRUSSARDI

Trussardi: dal negozio di guanti ad oggi. Leggi la storia del marchio con l’iconico Levriero, che da sempre valorizza l’eleganza del Made in Italy.

Indice.

  1. Le origini.
  2. Nicola Trussardi.
  3. Il Levriero.
  4. Le prime sfilate.
  5. Trussardi e il teatro.
  6. L’espansione del brand.
  7. Beatrice Trussardi.
  8. Fondazione Nicola Trussardi.
  9. Palazzo Trussardi Alla Scala.
  10. I valori del Gruppo.
  11. Trussardi nel mondo.
  12. Gli anni recenti.

Le origini.

Il Gruppo Trussardi è stato fondato nel 1911 a Bergamo da Dante Trussardi. L’azienda nasce come un laboratorio per la produzione e la distribuzione di guanti di lusso. Il marchio è fin dalle sue origini sinonimo di eccellenza, di eleganza discreta, di sperimentazione e di innovazione.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Volantino pubblicitario del primo negozio di Dante Trussardi.
Volantino pubblicitario del primo negozio.

La qualità delle materie prime e la costante ricerca nella lavorazione della pelle la portano a diventare in pochi decenni una delle realtà più affermate del panorama internazionale degli accessori, tanto da essere presto fornitore ufficiale della Casa Reale Inglese.

Nicola Trussardi.

Alla fine degli anni Sessanta, nel pieno della rivoluzione dei costumi che sta sconvolgendo il mondo, il nipote di Dante prende le redini dell’azienda: Nicola Trussardi trasforma l’azienda in un gruppo industriale. Dopo aver compreso che il destino del guanto è ormai segnato, diversifica le produzioni e, nel 1973, entra nei settori dell’abbigliamento e degli accessori di lusso. Nicola studia la pelle, le lavorazioni, i mercati, il nuovo trend che sta imponendo il gusto italiano nel mondo. La visione di Nicola è di creare un marchio di lifestyle, capace di abbracciare con il suo stile ogni aspetto della vita, puntando sempre all’eccellenza.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Nicola con un Levriero.
Nicola con un Levriero.

Forte di una tradizione artigiana tutta italiana, trasmessa di generazione in generazione, Nicola Trussardi progetta, produce e lancia sul mercato valigie, borse, articoli per la casa e per l’ufficio, giacche dai tagli sempre nuovi. I prodotti Trussardi, con grande rapidità, si affermano in Italia e nel mondo come simboli di qualità assoluta. Negli anni Settanta inaugura la prima boutique di Milano (nel 1976, in Via Sant’Andrea – ancora oggi il flagship store del marchio) e il Gruppo si espande in tutti i mercati europei e americani.

Il Levriero.

Nel 1973 Trussardi è la prima maison di moda ad adottare un simbolo che identifica tutti i suoi prodotti, il Levriero. Icona di agilità e dinamismo, il Levriero rivoluziona il sistema della moda internazionale lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario di quegli anni con la sua raffinatezza e la sua eleganza, con la cura maniacale dei dettagli, con materiali di qualità incomparabile.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Il logo del Levriero.
Il logo del Levriero in pelle.

Le prime sfilate.

Negli anni Ottanta, grazie al successo del Levriero, l’azienda debutta nell’abbigliamento lanciando le sue prime collezioni uomo e donna. La maison si fa conoscere al grande pubblico con le prime sfilate aperte a tutti. Nicola, esperto di marketing, affronta sin da subito il mondo dei media con operazioni eclatanti che, a Milano, portano le sue sfilate in spazi inediti: Teatro alla Scala, piazza del Duomo, Pinacoteca di Brera, Stazione Centrale, Borsa, Ippodromo, Palatrussardi. Nel frattempo collabora con le più importanti aziende italiane alla ridefinizione del Made in Italy (da Alitalia a Garelli, da Agusta a Alfa Romeo).

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Interno in pelle di una BMW.
Interno in pelle Trussardi della BMW serie 5 GT.

Nicola si circonda di intellettuali ed artisti, che danno il loro contributo alla griffe: dal pittore Renato Guttuso, dai cui disegni ricava una stampa a girasoli, a registi e costumisti chiamati a collaborare alla messa in scena di sfilate. L’imprenditore, con la stretta collaborazione della moglie Maria Luisa, propone un prêt-à-porter dalle linee contemporanee e dinamiche, prediligendo nuove tecnologie di lavorazione della pelle e materiali moderni e preziosi. Ma Nicola non si ferma alla moda: è tra i primi ad intuire l’inarrestabile valore della griffe: firma biciclette, piastrelle, profumo, automobili, interni di aerei, elicotteri, biancheria per la casa.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Interno di un elicottero firmato Trussardi.
Interno di un elicottero firmato Trussardi.

Trussardi e il teatro.

Negli anni Trussardi è capace di miscelare con armonia la moda al teatro, il costume ai costumi. Collabora con il Teatro Piccolo di Milano e con il suo direttore Giorgio Strehler, vestendo il Macbeth in scena all’Arena di Verona e allestendo una sfilata al Castello Sforzesco con la regia di Dario Argento per la linea casual Trussardi Action. Nicola interpreta  se stesso nel film Prêt-à-porter di Robert Altman. Nel 1986 dà vita al Palatrussardi, una nuova piattaforma adatta a concerti e eventi di grande affluenza che ospita numerose performance, tra cui l’ultimo concerto di Frank Sinatra in Italia.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Frank Sinatra al Palatrussardi, 1986.
Locandina del concerto di Frank Sinatra al Palatrussardi, 1986.

L’espansione del brand.

Trussardi è uno stile per tutti momenti della giornata: il Gruppo lancia le linee Jeans, Home, Baby, Junior, Eyewear e Perfumes diventando sinonimo di eleganza e di qualità assoluta. Negli anni Novanta l’azienda prosegue nella strada dell’espansione internazionale puntando con lungimiranza nei nuovi mercati emergenti dell’Europa dell’Est, dell’Asia e del Medio Oriente. Vengono aperte nuove boutique monomarca a Hong Kong (1992), a Mosca (1993), a Taiwan (1994). In quegli anni è anche l’immagine a diffondere lo stile Trussardi in tutto il mondo grazie alla collaborazione con le voci più interessanti della fotografia internazionale come Richard Avedon, Mario Testino, Michel Comte e Steven Klein.

L’apertura di Trussardi al grande pubblico, uno dei valori centrali del lifestyle del brand, porta il Gruppo a inaugurare nel 1996 Palazzo Marino Alla Scala. Si tratta del primo flasghip building del mondo della moda che ospita non solo showroom e boutique ma anche uno spazio dedicato alle mostre, un café, una libreria, una boutique e un ristorante. I sei piani in Piazza della Scala sintetizzano tutte le declinazioni del Levriero che esprime eccellenza in ogni suo campo d’azione. Mediamente, negli ultimi anni, il fatturato si attesta sui 750 miliardi di lire l’anno. Nel 1998 Nicola fonda una scuola per gli operatori della moda di domani, di fotografi e comunicatori. Muore a 57 anni in un incidente d’auto, una notte d’aprile del 1999.

Il Gruppo Trussardi conserva i valori di un’impresa familiare, estesa però ai ritmi e alle modalità del vivere contemporaneo. Dopo la morte del padre, sono i figli Beatrice e Francesco a prendere il timone del brand, introducendo una moda più giovane. In particolare Beatrice, dal 2002, conduce l’azienda nel ruolo di Amministratore Delegato e Presidente del Gruppo. Il 2002 si chiude con un fatturato di 125 milioni di euro.

Beatrice Trussardi.

L’anno successivo, nel 2003, Francesco muore a 23 anni in un incidente d’auto, per un tragico destino, come quello del padre. Beatrice resta sola nell’azienda. Determinata a portare avanti il lavoro cominciato dal fratello presente, per l’inverno 2004, una delle più belle sfilate nella storia della griffe. Matteo Felli, già direttore generale, è il nuovo amministratore delegato.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Beatrice Trussardi.
Beatrice Trussardi.

Nel 2006 Beatrice nomina capo designer Eric Wright, uno stilista americano che ha lavorato fianco a fianco con Karl Lagerfeld quando disegnava per Fendi. Beatrice lo assume con l’intento di rafforzare la linea uomo. Rovesciando la rotta commerciale, vengono riportati in auge colori e fantasie dimenticate, e viene riscoperta la forma tonda per gli oggetti da tasca. Wright resta nell’azienda per due anni.

Con Beatrice, il Gruppo lancia, nel 2008, Trussardi 1911, un nuovo marchio di accessori e abbigliamento per uomo e donna, disegnati da Milan Vukmirovic, direttore creativo della maison. Vukmirovic, ex-fondatore e direttore artistico di Colette a Parigi, ex direttore creativo di Jil Sander, è una figura poliedrica che porta un tocco di modernità al brand. Mantenendo l’eleganza tipica del Gruppo, Vukmirovic lo spinge verso i linguaggi più innovativi del mondo e dello stile contemporaneo. Accanto a questa linea nascono anche i marchi Tru Trussardi, nel 2005, e TJ, entrambi dedicati alle esigenze della vita in città. Il primo è più orientato al lavoro, mentre il secondo è riservato al tempo libero.

Fondazione Nicola Trussardi.

Grazie all’iniziativa di Beatrice, il gruppo ha intensificato il suo impegno a favore della cultura contemporanea e la sua presenza nel mondo dell’arte con la Fondazione Nicola Trussardi. Si tratta di un’istituzione nomade che infiltra l’arte contemporanea nella vita quotidiana attraverso mostre di artisti internazionali negli spazi storici e monumentali della città di Milano. L’azienda si inserisce anche nel mondo dell’alta cucina con Il Ristorante Trussardi Alla Scala, uno dei migliori avamposti della gastronomia di qualità in Italia che ha di recente ottenuto il prestigioso riconoscimento delle due stelle Michelin.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Il ristorante Trussardi Alla Scala.
Il Ristorante Trussardi Alla Scala.

Palazzo Trussardi Alla Scala.

Nel 2009 il Gruppo ha ridefinito il concetto di flagship building grazie a profondi cambiamenti nella struttura di Palazzo Trussardi Alla Scala che è ora un avamposto della cultura e della tradizione del brand. Il piano terra del palazzo in Piazza della Scala, infatti, è oggi una struttura aperta e flessibile che ospita, dal 2008, il primo concept store Trussardi 1911, oltre ad uno spazio dedicato alle voci più interessanti del giornalismo d’immagine, e al Café Trussardi. Quest’ultimo è un esperimento che coniuga l’alta ristorazione con i ritmi frenetici della contemporaneità. Il déhors di cristallo, disegnato dallo studio Carlo Ratti Associati, è sovrastato dalla prima installazione in Italia di verde verticale di Patrick Blanc.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Palazzo Trussardi Alla Scala.
Palazzo Trussardi Alla Scala.

I valori del Gruppo.

Impegnato nei temi dell’innovazione, della sostenibilità e dell’impegno ambientale, il Gruppo è la storia e il futuro dell’eccellenza del Made in Italy nella moda, nel design, nell’arte e nella cucina. Il brand esprime un nuovo stile di vita, fondato sull’eccellenza: da quasi cento anni il marchio è espressione della solidità e della creatività di una casa, dell’impegno e dei valori di una famiglia.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Campionario di pelli.
Campionario di pelli.

Trussardi è un’azienda di persone che lavorano per le persone. Dagli artigiani italiani che realizzano a mano gli accessori e l’abbigliamento fino, alla realizzazione dei più complessi progetti internazionali, il Gruppo è al servizio dell’uomo. L’obiettivo è quello di rendere la sua vita più elegante, più appassionante, più preziosa, più stimolante.

Nella moda l’azienda ha maturato, in un secolo di esperienza, una capacità unica nella ricerca di modalità e tecniche nuove per trattare i pellami e i tessuti. Le radici del Gruppo affondano nel terreno della storia industriale italiana e la sua capacità di lavorare la pelle non ha eguali in tutto il mondo. Il laboratorio di guanti aperto da Dante Trussardi nel 1911 è un esempio storico della dedizione e delle ambizioni dell’azienda. La creatività del Gruppo, che ha attraversato, reinventandosi e rinnovandosi, l’ultimo secolo della nostra storia, esprime un immaginario fatto di eleganza misurata, di attenzione al dettaglio, di sobrietà e di fascino.

Nella moda, nel design, nell’arte e nella cucina, ogni volta che il brand va in scena coniuga la cultura e la riconoscibilità della sua storia con l’emozione, la leggerezza, l’ironia e le visioni della contemporaneità. Grazie alla forza della tradizione che ha costruito nel tempo, il brand è capace di proporre sorprese appassionanti, rapide innovazioni e piccole rivoluzioni quotidiane.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Guanto in pelle blu.
Guanto in pelle blu.

Trussardi nel mondo.

Trussardi è un Gruppo industriale che produce e distribuisce in tutto il mondo. Attraverso una differenziazione tra flagship stores, boutique, punti vendita in franchising, corner, licenze e grande distribuzione, i loro prodotti sono presenti in ogni mercato significativo per l’abbigliamento, gli accessori, i profumi e i complementi d’arredo e per la casa.

L’esclusiva rete distributiva del Gruppo comprende circa 440 punti vendita in tutto il mondo: 7 boutiques Trussardi 1911, oltre 300 tra boutique e corner Tru Trussardi, 17 negozi Trussardi Home, e oltre 110 negozi e punti di distribuzione di altri prodotti – tra cui il primo negozio monomarca TJ (Trussardi Jeans) aperto al Gum di Mosca – in 23 paesi in Europa, in Asia, in Medio Oriente.

Il Gruppo, con la prima linea Trussardi 1911 è inoltre presente nei più importanti multibrand del mondo tra cui Barneys, New York; Jeffrey’s, New York; The Webster, Miami; Ron Hermann, Los Angeles; Harrods, Londra; Joseph, Londra; Aizel, Mosca; Colette, Parigi; Printemps, Parigi; Mientus, Berlino; Quartier 206, Berlino; Abseits, Stoccarda; Lakis Gavalas, Atene; Galy, Ibiza; The Outpost, Barcellona; Chapeau, Valencia; White Gallery, Roma; Boon the shop, Seul; United Arrows, Tokyo; Restir, Tokyo; Designworks, Tokyo; Isetan, Tokyo; Estnation, Tokyo; Eight Million, Tokyo; Joyce, Hong Kong.

Gli anni recenti.

Nel 2011 c’è il centenario del brand. La linea Trussardi 1911 diventa ufficialmente solo Trussardi, mentre viene rotto il legame con Milan Vukmirovic. Il nuovo capo designer è Umit Benan Sahin, di origini turche, che ha precedente collaborato con Marc Jacobs, Cacharel e Sophie Theallet. Sahin debutta con la sua prima collezione alla Fashion Week di Milano per la Primavera/Estate 2012. L’anno successivo viene nominata Direttore Creativo  Gaia Trussardi, all’interno dell’azienda già dall’età di 23 anni.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Ritratto di famiglia.
Un ritratto della famiglia Trussardi.

Il marchio esprime la necessità di continua evoluzione e di rafforzare la sua identità. Beatrice si ritira dal fashion business per dedicarsi esclusivamente alla Fondazione, e lascia il 25% delle sue azioni al fratello Tomaso, che diventa Amministratore Delegato del Gruppo a partire dal 2013. L’azienda annuncia un piano quinquennale per riposizionare il brand nel settore del lusso accessibile. La linea Tru Trussardi viene chiusa, mentre proseguono le linee Trussardi e Trussardi Jeans, la prima rientra nello stile cool elegante, la seconda nello streetwear.

Oggi, Trussardi ha introdotto un nuova borsa molto contemporanea, la Lovy Bag. La borsa, fatta con i materiali più pregiati, rappresenta la vera artigianalità italiana. Michelle Hunziker, brand ambassador, rappresenta perfettamente gli elementi ironici ed eleganti del brand. Sicura di sé, dalla personalità spumeggiante, Michelle compare in tutte le campagne pubblicitarie della Lovy Bag dal 2016.

Dizionario della Moda Mame: Trussardi. Michelle Hunziker, ambasciatrice del brand, con la Lovy Bag.
Michelle Hunziker, ambasciatrice del brand, con la Lovy Bag.

Conti

"Stilista occulto", come lo ha definito Natalia Aspesi. Intelligente, ambizioso, colto, pazzo per la moda, è nato ad Amandola nelle Marche e da allora vive più vite, divergenti e parallele, con un costante pendolarismo tra Roma e Milano, tra la moda e lo studio, il teatro e il cinema, la religione. Ha raggiunto risultati molto alti come scenografo e costumista: un memorabile Falstaff del 1985 a Ginevra con la regia di Gigi Proietti. Da liceale, a Roma conosce Orson Welles e lo aiuta a preparare i costumi per il suo Don Chisciotte. Mentre studia architettura (s’è laureato nel ’76 con Bruno Zevi), collabora, per i costumi, con Lattuada e con Fellini. Poi, scopre l’alta moda nell’atelier Carosa della principessa Caracciolo. Dalle giovanili frequentazioni, Conti ha tratto conoscenze e stimoli che gli hanno poi permesso di evitare gli scogli della banalità nella navigazione nell’industria della moda che lo ha chiamato a collaborare — per collezioni di prêt-à-porter di diversi livelli, per la donna, per l’uomo — con il Gft, Trussardi, Valentino, Inghirami, Mario Valentino e Krizia. L’accettazione dei vincoli del mercato non è cosa semplice per la sua risentita sensibilità. Grazie a questo limite e alla disinvoltura culturale con cui cita fonti diversissime, da Jean Cocteau agli Amish, da Paul Bowles ai Chassidim, al neogotico, riesce a farsi riconoscere anche in situazioni di anonimato. E si trova a svolgere, a titolo gratuito, un ruolo critico di grande valore.