BETTY CATROUX

Betty Catroux, la musa di Yves Sain Laurent, nasce il 1° gennaio 1945 a Rio de Janiero. “Pensavo a lei quando ho immaginato il completo pantalone. Tutti i codici maschili che ho applicato sulla donna” dice di lei lo stilista

Indice

  1. Betty Saint
  2. Il padre
  3. Un’adolescenza difficile
  4. Gli esordi
  5. Yves Saint Laurent
  6. La donna di Yves Saint Laurent
  7. Altre figure nella vita di Betty
  8. Più di una musa
  9. Gli ultimi anni

Betty Saint

Betty Saint, meglio conosciuta come Betty Catroux, nasce il 1° gennaio 1945 a Rio de Janiero dalla relazione tra la socialite francese Carmen Saint ed Elim O’Shaugnessy, diplomatico americano. Betty Catroux trascorse i primi quattro anni della sua vita in Brasile.

Il padre

La madre, archiviato un matrimonio lampo con un uomo del posto, decide di fare le valigie e di trasferirsi definitivamente a Parigi. Fino all’età di dodici anni Betty visse nell’incertezza di chi fosse realmente il padre. Si mise, così, a studiare i tratti somatici delle persone che frequentava la madre fino a scoprire che l’uomo che aveva creduto essere un amico della madre, era sangue del suo sangue.

Un’adolescenza difficile

Un’educazione borghese, con regole e imposizioni, ha tormentato l’adolescenza di Betty Catroux che trovò, nelle droghe, un sovvertivo per evadere da una routine che le stava stretta. Betty odia la moda. Per lei è solo un modo facile per far soldi; per rinnegare qualsiasi beneficio da borghese e vestire i panni della libertina colta. È così, che all’età di diciassette anni, inizia la sua carriera nel mondo della moda.

Gli esordi

La prima ad affidarsi alla sua immagine androgina fu proprio Coco Chanel, antesignana di una moda borghese che strizzava l’occhio al guardaroba maschile. Nel 1967 appare per la prima volta con alcuni scatti sulla rivista di moda Vogue.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Betty e François Catroux in uno scatto di Horst
Betty e François Catroux in uno scatto di Horst

Nel 1968, Betty Saint sposa l’arredatore francese François Catroux, nipote del generale Georges Catroux. Il giorno delle sue nozze, sfoggiò un look insolito composto da una pelliccia bianca e nera, shorts e gli immancabili stivali. La coppia ha due figli: Maxime, editore di libri, e Daphné, sposata con il conte Charles-Antoine Morand, il 15 giugno del 2002.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Betty e François nel giorno del loro matrimonio
Betty e François nel giorno del loro matrimonio

Yves Saint Laurent

Ma è al Regine’s che la sua vita cambia di colpo. I bagordi di una vita agiata sono condivisi con l’altra metà della sua anima. Una sera, tra fiumi di alcool e droga, due sguardi s’incrociano e diventano un’unica visione per il resto della vita.

“Yves era biondo platino, in total look in pelle nera. Ci assomigliavamo. Era così timido che dovette mandare qualcuno al mio tavolo. Poi mi chiese se avessi voluto sfilare per lui. Io dissi di no. Avevo fatto delle foto di moda all’epoca ma non era per me. Era solo un guadagno facile per andare a bere e fare casino.

Lui incarnava il perfetto bohemien lei, una borghese scandalosa. Entrambi erano la perfetta congiunzione di un universo che progrediva attraverso la lotta e la rivoluzione. Lei era una swimming girl lui, il genio dannato della moda.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Betty Catroux con Yves Saint Laurent e Lou Lou De La Falaise
Betty Catroux con Yves Saint Laurent e Lou Lou De La Falaise

“La prima volta che vidi Betty era al New Jimmy’s, la discoteca del Régine. Credo fosse il 1967. Indossava una gonna di plastica di Prisunic. Quel che impressionò fu il suo stile, l’androginia, il corpo, il viso, i capelli…Yves Saint Laurent

Tra scorribande alcoliche e “polvere bianca” la bella amazzone diviene la musa di Yves Saint Laurent.

La donna di Yves Saint Laurent

Il suo aspetto disinvolto, il suo corpo snello e le gambe chilometriche fecero di Betty un’icona di stile. Per il suo caro Yves non posò mai ma divenne la sua più stretta collaboratrice. Lei era l’incarnazione perfetta donna Yves Saint Laurent: forte, audace, disinvolta.

“Non mi vesto da donna. Non mi interessa affatto la moda” Betty Catroux 

Fin dagli anni ’50 è stata destinata a incarnare, con il suo corpo magro e nervoso, i capelli lunghi e diritti, le gambe chilometriche e le labbra sottili, la Donna Moderna: sicura di sé, a suo agio in pantaloni, magari rubati al suo lui o a un’altra lei. Per questo motivo Betty Catroux può essere definita l’antesignana della moda gender poiché per anni ha indossato pantaloni a sigaretta, t-shirt e blazer nero, oltre che il celebre abito smoking creato dal suo amico.

Altre figure nella vita di Betty

Nell’orbita del forte legame con Yves ruotarono altre figure fondamentali per la loro carriera. Yves Saint Laurent era un genio sempre in cerca d’ispirazioni. La sua fonte erano le donne. Per questo motivo Loulou de la Falaise e Catherine Deneuve entrarono nella stretta cerchia di contatti lavorativi dello stilista. Come anche Paloma Picasso, la donna del Sud, e Zizi Jeanmaire, la “commedienne” intellettuale.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Il trio Lulu de la Falaise, Yves e Betty
Il trio Lulu de la Falaise, Yves e Betty

“Saint Laurent disegna per donne che hanno una doppia vita. I vestiti del giorno aiutano la donna a stare in mezzo agli estranei, le permettono di andare dappertutto senza attirare un’attenzione non desiderata: grazie alla loro naturalezza un po’ mascolina, le conferiscono una certa forza, la equipaggiano per incontri che potrebbero dar luogo a conflitti. Però la sera, quando la donna può scegliere con chi stare, Yves la rende seduttrice”, dichiarò la Deneuve

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Yves, Loulou e Betty erano inseparabili
Yves, Loulou e Betty erano inseparabili

Più di una musa

“Pensavo a lei quando ho immaginato il completo pantalone. Tutti i codici maschili che ho applicato sulla donna. Se Paloma Picasso e Loulou de la Falaise ispirano la mia fantasia, Betty ispira il mio fisico rigoroso” Yves Saint Laurent

Gli ultimi anni

Tom Ford, per il suo debutto in Yves Saint Laurent, dedicò la sua prima collezione all’amazzone e musa ispiratrice del fondatore della maison. Le stesse orme furono calcate da Stefano Pilati.

La nostalgia dei tempi che furono, accompagnata dalla brama di ricompattare l’immagine forte e allusiva di Yves Saint Laurent, hanno spinto Anthony Vaccarello a digitare il numero di Betty. È stato come rispolverare dei ricordi custoditi gelosamente per far rivivere le emozioni più importanti della propria vita. Ma questa volta, Yves non c’è.

Dizionario della Moda Mame: Betty Catroux. Betty Catroux posa per YSL
Betty Catroux posa per YSL

A settantatre anni, Betty Catroux posa per la prima volta per Yves Saint Laurent per la campagna pubblicitaria autunno/inverno 2018-19. La bella modella posa davanti all’obbiettivo con un chiodo in pelle e blazer laminato. Indossa gli occhiali da sole, rigorosamente neri, come quelli che hanno nascosto i suoi occhi da più di cinquant’anni.

Ford

È il golden man che ha saputo reinventare il marchio Gucci e farne un fenomeno di trend mondiale. Texano, nato ad Austin e cresciuto a Santa Fé nel New Mexico, si trasferisce a New York, frequenta presso la Parson’s School i corsi di design, architettura d’interni e, successivamente, moda e stilismo. Conclusi gli studi a Parigi, rientra a New York e inizia la sua collaborazione con la stilista americana Cathy Hardwick. Passa poi da Perry Ellis di cui diviene primo assistente. Nel ’90 il grande salto: viene chiamato a far parte del nuovo team stilistico di Gucci come responsabile della linea donna. Il successo è immediato: la storica griffe, che soffriva di un’immagine troppo legata al passato, viene completamente rinnovata e conquista, sin dalla prima sfilata, il plauso delle più autorevoli riviste di moda internazionali. Da allora, stanno al proscenio il suo talento creativo e la sua sensibilità a cogliere e anticipare l’evoluzione del gusto con linee, materiali, colori e suggestioni che fanno subito tendenza. Nel ’94 viene nominato direttore creativo di tutte le linee di prodotto Gucci: dall’abbigliamento (uomo e donna) agli accessori, dall’oggettistica per la casa ai profumi. Lo stilista vive e lavora fra Londra, Parigi, Firenze e Milano ed è attualmente alla testa di un gruppo di designer provenienti da varie parti del mondo. 

2001, luglio. Time Magazine dichiara Tom Ford il più bravo designer d’America. Nell’intervista Tom dichiara: "La moda non si limita ai vestiti. La moda è tutto. Arte, musica, design, grafica, trucco, acconciature, architettura, automobili…"
2001, agosto. Disegna un anello a fascia, in oro con impresso il logo di Gucci, le due G capovolte. In tre misure, luccicante, semplice e lineare, è subito cult.
2001, ottobre. La collezione Saint-Laurent è ispirata a una moderna Diana cacciatrice: giaguaro, leopardo, pantera, per gonne corte e diritte, tutte maculate, per leggere sahariane, pantaloni aderenti, costumi leopardati.
2002, gennaio. Alle sfilate di Parigi Tom Ford ritorna alla formalità. Eleganza anni ’30 per Gucci, uno sguardo al passato ma rivisitato in un clima di assoluto relax.
2002, gennaio. Milano Moda Uomo. Per la collezione maschile di Gucci, Tom Ford disegna un uomo raffinatissimo come gli eroi di Scott Fitzgerald. Il grande Gatsby rivive sulla passerella in abiti chiari, pantaloni con risvolto di 7 centimetri, camicie con collo a punta. Per la sera solo nero, il colore preferito da Ford, per smoking e frac sofisticati, in velluto, da indossare con cappotti preziosi, foderati di visone rasato.
2002, luglio. Circolano voci di promozione alla vicepresidenza del gruppo Gucci e Yves Saint-Laurent, di cui è direttore artistico dal ’95. Carta bianca comunque su ogni decisione, e contratto assicurato sino alla fine del 2004.
2002, agosto. Dopo aver ideato per Saint-Laurent, abiti e profumi, è la volta degli orologi. La collezione si chiama Rive Gauche e presenta 35 modelli, in tre misure, per uomo e per donna.
2002, ottobre. In un gala al Radio City Musical Hall di New York è premiato col Vogue Fashion Award, come miglior stilista dell’anno.  
Lancia una campagna pubblicitaria per un profumo con l’immagine di un uomo dai capelli lunghi e occhiali da vista, completamente nudo. Ricorda la foto pubblicitaria di Yves Saint-Laurent che, nel 1971, si fece ritrarre nudo per il suo profumo maschile.
2002. YSL, alias Tom Ford, sfila a Parigi al museo Rodin. Questa volta si ispira al surrealismo: è una donna in tubini aderenti, giacchine corte e striminzite, camicie in satin. L’ultima follia: i capezzoli truccati, che fuoriescono dalle canotte o da vestiti trasparenti. Costumi in rete e zoccoli altissimi.
2002, dicembre. Cinquanta pezzi costituiscono la nuova collezione di gioielli in oro e pietre preziose, disegnata apposta da Tom Ford per l’inaugurazione del negozio Gucci a Roma in via Condotti, il primo dedicato solo a gioielli e orologi.  
2003, marzo. La nuova collezione YSL si ispira a quella creata negli anni ’70 da Saint-Laurent, con un occhio agli anni ’40. Una donna provocante e sexy, guêpière, calze a rete, trasparenze, reggiseni di pizzo visibili sotto gli abiti scollati a dismisura. Indubbiamente seduttiva nei materiali (pizzi, sete fruscianti, velluti stretch) e nei modelli aderentissimi, nelle scarpe dai tacchi vertiginosi, nei colori squillanti. (Gabriella Gregorietti)
Tom Ford lascia la direzione creativa di Gucci, per intraprendere una carriera da attore-regista, ma da lì a poco fonderà insieme al socio Domenico De Sole la società Tom Ford. Attualmente Tom Ford collabora con Estée Lauder per profumi e cosmetica e ha creato una linea di occhiali che portano il suo nome. Nel 2008 crea una linea maschile che sarà disponibile in numero limitato nelle boutique Ermenegildo Zegna, ma l’obiettivo nel prossimo futuro sarà lanciare un vero e proprio marchio in perfetto stile Tom Ford.

Hardwick

Nata a Seoul, non si è dedicata subito alla moda. Ha studiato musica. Ma, negli anni ’60, poco dopo essersi trasferita a San Francisco, ha aperto una sua boutique e ha continuato il mestiere a New York dove dal 1972 ha iniziato la sua attività di produzione in proprio. Si è sempre distinta per il suo stile originale: tra le sue esibizioni più importanti, la collezione dell’estate ’87, quando ha presentato lunghe gonne in jeans abbottonate ai fianchi con lunghi, profondi spacchi. Ha collaborato con Tom Ford e collabora con alcune case americane di prêt-à-porter, come Joan and David per la quale crea una linea di abbigliamento che si distingue per la ricercatezza della trama nei tessuti e per i colori tenui.