Ato

Si cela uno stilista giapponese dietro questo marchio dedicato all’uomo che propone vestiti, ma anche accessori. Il creatore, non si vuole mostrare per non condizionare in qualche modo nell’acquisto la sua clientela. L’avventura è iniziata nel 1993 con l’apertura di un negozio nel quartiere chic di Aoyama a Tokyo. Dopo il grande successo in patria, arriva nel 2000, la consacrazione internazionale, quando importanti department store stranieri acquistano in esclusiva i capi firmati dalla maison. Le collezioni non hanno mai temi, per non limitare la creatività e alcune persone dello staff lavorano tre giorni in boutique per restare sintonizzati con i compratori.

Ashida

Stilista giapponese di origine coreana. Può contare su più di 200 punti vendita, tra il Giappone e Parigi. L’eco del suo successo è arrivata anche in Italia: nel 1989 è stato nominato Cavaliere della Repubblica. Ha esordito nel ’51 sotto l’ala del creatore Junichi Nakahara. Ha cominciato a sfilare a Parigi nel ’77. Ha diversificato le sue collezioni con tre diversi marchi: Jun Ashida, Miss Ashida, Jun Ashida for men. Nell’azienda lavora anche la figlia Tae.

2000. Si chiama "Nostalgia, a farewell to the 20th Century" la collezione autunno-inverno, un particolare omaggio del designer nipponico al secolo appena concluso. Il guardaroba, presentato all’Akasaka Prince Hotel di Tokyo, è un campionario delle decadi passate, tra tessuti di lusso e richiami stilistici. La sfilata della giovane Tae, figlia dello stilista, è intitolata Transitino.

2002. Nuovo successo grazie a un foulard-scialle presentato per la stagione 2002-2003.

2003. Tra gli estimatori del 73enne stilista ci sono anche componenti della casa imperiale nipponica. La Principessa Mikasa veste Ashida e non manca alle sfilate.

Arakawa

Studia prima Fine Art a Tokyo, poi moda allo Studio Berµot di Parigi, città nella quale nel ’93 presenta il suo primo prêt-à-porter. Due anni dopo, fa sfilare per le strade della capitale giapponese capi realizzati con soli materiali tradizionali nipponici, in una collezione speciale dal titolo Koinobori, lo stendardo multicolore tipico della festa dei bambini in maggio.  

1999. Lancia la prima linea di "artwork clothing", abbigliamento che può essere indossato o appeso al muro come un quadro.

2001. La collezione autunno-inverno è interamente ispirata a Seiko Matsuda, idolo pop degli anni ’80 durante l’adolescenza dello stilista.

Prosegue la collaborazione con la Honda per la creazione della linea di abbigliamento per motociclisti chiamata Shinichiro Arakawa Honda, che viene integrata da una produzione per donna. L’uscita di ogni nuova collezione è diventata appuntamento fisso della Settimana della Moda di Tokyo.

Le tre collezioni di inizio millennio presentate a Parigi sono ispirate alle dimensioni spaziali: larghezza, lunghezza e profondità.

A. P. C.

Atelier de Production e de Création, sigla usata dallo stilista Jean Touitou (Tunisi, 1951) che, dopo avere studiato tutt’altro (storia e linguistica), sceglie la moda, trova lavoro da Kenzo e Agnès B. e, nel 1987, debutta con questo marchio, preferendo il sottotono ai riflettori. S’impone per la sapienza del taglio sartoriale, i tessuti esclusivi e il gusto dei recuperi storici. Predilige lo stile essenziale, minimalista, rigoroso: è precisione allo stato puro, lavorazioni che si apprezzano da vicino alle quali la passerella non rende giustizia. L’atelier si occupa anche di cose assai lontane dalla moda. Produce olio d’oliva. Nel ’95 ha lanciato una propria casa discografica producendo, per esempio, dischi di Sofia Coppola e Marc Jacobs. Sei anni dopo, ha investito in un film dvd di Zoe Cassavetes. Nel catologo di vendita per corrispondenza di A.p.c., che si avvale della collaborazione di Eley Kishimoto e di Jessica Ogden, propone anche abiti di Anna Sui e Martine Sitbon. Touitou ha 3 boutique a Parigi, 1 a Londra e 4 in Giappone.

1991. Primo negozio in Giappone e l’anno seguente nell’area di Soho a New York. Sono gli anni in cui lancia il suo catalogo per corrispondenza. Dopo l’apertura della boutique parigina nel sesto arrondissement si propone anche nella vendita su internet. 

1998. Sbarca a Londra. Realizza diverse compilation musicali. 

2002. Secondo negozio: a Tokyo, ad Harajuku, zona frequentata dagli under 20.

Anastassios

Studia moda alla scuola di Lette-Verein di Berlino. Dal 1991 al ’97 lavora per la maison di Nina Ricci a Parigi. Crea il suo marchio Cartalis nel ’97. Nel 2000, casa Swarovski lo assume per realizzare creazioni con ornamenti di cristallo. L’anno successivo presenta la sua collezione autunno-inverno 2001-2002 ai giardini delle Tuileries. Nel 2002, è la volta della sua seconda collezione couture.

2003. Sono sette i suoi show room nel mondo, da Tokyo a Toronto.