Cartalis

Studia moda alla scuola di Lette-Verein di Berlino. Dal 1991 al ’97 lavora per la maison di Nina Ricci a Parigi. Crea il suo marchio Cartalis nel 1997. Nel 2000 casa Swarovski lo assume per realizzare creazioni con ornamenti di cristallo. L’anno successivo presenta la sua collezione autunno-inverno 2001-2002 ai giardini delle Tuileries. Nel 2002 è la volta della sua seconda collezione couture.

Chalayan

Nasce a Cipro. Il padre aveva un ristorante alla periferia di Londra. Si diploma al Central Saint Martin’s College of Art and Design di Londra, nel 1993, e la sua collezione viene comperata in blocco ed esposta nelle vetrine di Browns. Introverso e cerebrale, disegna abiti sperimentali (usa anche il plexiglas), al confine con l’arte, come il famosissimo chador decostruito in tre pezzi del ’97. Per il taglio sicuro e le qualità concettuali, i suoi abiti sono stati spesso esibiti al Victoria and Albert Museum, al Barbican, alla Hayward Gallery. Nel ’99 ha vinto il titolo Designer of the Year al British Fashion Awards. Disegna anche la collezione del marchio americano Tsé Cashmere.
Negli ultimi anni, il successo e la fortuna di Chalayan sono decollati in maniera sorprendente. A produrlo e distribuirlo, è stato Franco Penè (dell’azienda fiorentina Gibo), vero talent scout della moda a livello internazionale, inserito dal Times tra i 25 nomi nuovi che contano. Penè ha scoperto e prodotto Alexander MacQueen, il duo Victor & Rolf (con cui ora è in società), Julie Verhoven. 

2000, febbraio. Chalayan ha inventato e realizzato, insieme ai grafici Rebecca Brown e Mike Heart, un vestito che, come dice il nome, Armail, sta in una normale busta e può essere spedito come una lettera. Per ora è prodotto in soli 200 esemplari. È in tyvek, un materiale che unisce le caratteristiche della carta a quelle del tessuto.
2002, luglio. Per la prima volta Chalayan ha presentato a Parigi la sua collezione uomo per la primavera-estate. È prodotta su licenza da Gibo, che già realizza la linea donna. La linea, che si chiama Absence et présence, conta 35 capi, soprattutto in cotone, denim e lana, sia formali, sia sportswear.
2002, ottobre. Il negozio parigino Colette, tempio delle nuove tendenze, dedica un’intera vetrina alla moda etnica di Chalayan. Per la primavera-estate, Chalayan ha però abbandonato l’etnico, per un gioco sapiente di tagli, aperture, scorci. Ha usato il jersey tubolare tagliato a oblò, con molteplici strati sovrapposti, che creano un effetto di buco chiuso da un altro buco. Lo stesso gioco è ripetuto con lo chiffon plissé soleil. La collezione è fatta di piccole giacche stringate con cintura in vita, di tono vagamente militare, su gonne a sbuffo laterale e camicette rimborsate sulla schiena. Sul palco sei musicisti (tra cui lo stilista) e suoni techno molto forti.
2003, giugno. La collezione uomo 2004 è stata un suggestivo viaggio tra passato e futuro, basato sulla memoria e il legame con le proprie radici. Non la classica sfilata, ma un modo anticonvenzionale di presentare gli indumenti con un film girato ad Atene Temporal meditations, un messaggio di riferimenti storici e di metafore. Al Teatro della Pergola di Firenze, si sono visti gli abiti e i simbolismi rubati alla nativa isola di Cipro, protagonisti in un vero e proprio film, durato 20 minuti, diretto e ideato dallo stesso stilista. Scene suggestive tra giocatori di backgammon che utilizzano pedine di ghiaccio e rituali quasi magici contro la sfortuna su una pista d’atterraggio. (Gabriella Gregorietti)
La continua contaminazione tra moda e arte ha permesso anche importanti operazioni filantropiche come nel 2007 quando donò un pezzo per la Mostra "Fashion is Art" a Londra in supporto alla raccolta di fondi organizzata da Radio Capital a favore dei bambini svantaggiati e al termine dell’esposizione l’abito venne venduto all’asta per una somma considerevole. All’inizio del 2008 Chalayan ha disegnato una serie di abiti con LED laser in collaborazione con la Swarovski ed esposti a Tokyo alla fine del mese di febbraio. Nel contempo Chalayan è diventato il direttore creativo della linea sportwear di Puma e il suo arrivo ha contribuito significativamente ad aumentare l’indice di gradimento del marchio. Interessante è anche la collaborazione con lo storico marchio tedesco di calze Falke, la cui prima collezione è stata presentata a Parigi per la stagione autunno-inverno 2008-09.

Anastassios

Studia moda alla scuola di Lette-Verein di Berlino. Dal 1991 al ’97 lavora per la maison di Nina Ricci a Parigi. Crea il suo marchio Cartalis nel ’97. Nel 2000, casa Swarovski lo assume per realizzare creazioni con ornamenti di cristallo. L’anno successivo presenta la sua collezione autunno-inverno 2001-2002 ai giardini delle Tuileries. Nel 2002, è la volta della sua seconda collezione couture.

2003. Sono sette i suoi show room nel mondo, da Tokyo a Toronto.