SALVATORE FERRAGAMO

Salvatore Ferragamo (1898-1960). Famoso calzolaio italiano, ha creato 20mila modelli e 350 brevetti, tra cui moltissime iconiche scarpe da donna. Leggi la storia del “calzolaio delle star”.

Indice

  1. La vita di Salvatore Ferragamo.
    1. Un giovane talento.
    2. L’emigrazione negli Stati Uniti.
    3. Il calzolaio delle star.
    4. Il ritorno in Italia.
    5. La zeppa.
    6. La morte di Salvatore Ferragamo.
  2. L’espansione dell’azienda, dagli anni Settanta ai primi anni 2000.
  3. L’espansione mondiale.
    1. Nuove aperture.
    2. Riconoscimenti.
    3. Un nuovo direttore creativo.
  4. Gli anni recenti.
  5. Evoluzione finanziaria.
  6. Situazione attuale.

La vita di Salvatore Ferragamo.

Un giovane talento.

Undicesimo di 14 figli, Salvatore Ferragamo nacque a Bonito, un paese a cento chilometri da Napoli dove l’emigrazione in America era la strada obbligata. Già all’età di 9 anni, il piccolo Salvatore, lasciata la scuola in terza elementare, creò in una notte il suo primo paio di scarpe (con un cartone bianco) per la prima comunione di una sorellina.

Fin da piccolo aveva le idee molto chiare: da grande voleva fare il calzolaio. I genitori, nonostante la grande miseria, non erano contenti della scelta: quello del calzolaio era uno dei mestieri più umili del Meridione. Ma Salvatore, a 11 anni, lavorava già nella bottega di Luigi Festa a Bonito e, a 13, era titolare del suo primo negozio dove cominciò a creare scarpe da donna. Si trattava di una bottega negli spazi di casa fra la porta d’ingresso e la cucina, con una vetrina di fronte alla chiesa, e cinque lavoranti di cui il più adulto aveva 18 anni.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Ritratto.
Un ritratto del giovane Salvatore Ferragamo.

L’emigrazione negli Stati Uniti.

In seguito, nel 1914, all’età di 16 anni, emigrò negli Stati Uniti sulla nave Stampalia, per raggiungere i fratelli che si trovavano già lì. Girolamo era sarto, Secondino falegname, Alfonso stirava vestiti nella sartoria dell’American Films Company di Santa Barbara. Ma, a Boston, il cognato Joseph Covelli gli aveva già trovato un posto alla Queen Quality Shoes Company. Qui venivano prodotte migliaia di scarpe al giorno, suole e tacchi in mezzo secondo, un minuto per il lavoro di cucitura.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. La nave Stampalia.
La nave Stampalia.

Chiunque avrebbe ringraziato Dio per quel lavoro sicuro, non il giovanissimo Ferragamo, che aveva un’idea nobile del mestiere di calzolaio. Quelle macchine proprio non le sopportava. Ne uscivano scarpe “pesanti, goffe, tozze, con la punta a patata e il tacco di piombo”. Voltò quindi le spalle alla fabbrica e raggiunse i fratelli maggiori a Santa Barbara. Quindi li convinse a mettere insieme gli esigui risparmi per investirli in un negozio di risolatura e riparazioni.

Come racconta nell’autobiografia Il calzolaio dei sogni (Sansoni), che porta in copertina il suo ritratto dipinto da Piero Annigoni, Salvatore capì subito che quella favolosa California era la mecca tanto cercata, con un’industria cinematografica in grande crescita.

Tutto è cominciato perché il trovarobe dell’American Films Company si lamentava degli stivali per i western: se calzavano bene, non piaceva il modello; se lo stile funzionava, erano come morse ai piedi degli attori. Ferragamo si propose e ne fece qualche paio. Furono un successo, tanto che il regista Cecil B. De Mille disse: “Il West sarebbe stato conquistato prima, se ci fossero stati questi stivali”. Fu la consacrazione della carriera di Ferragamo.

Il calzolaio delle star.

A quei tempi ad Hollywood stava iniziando il futuro movimento del “Made in Italy“. Arrivarono in negozio le prime star. L’antesignana fu Mary Pickford. Salvatore creò per lei il primo Ferragamo originale in capretto marrone, “con due orecchie che si alzavano sul davanti”.

D’improvviso, parve che le stelle del cinema in California e del boom di Hollywood si sentissero tali solo calzando i modelli del “ciabattino italiano”. Presto Ferragamo divenne noto come il “calzolaio delle star”. Era il 1923.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Primo negozio ad Hollywood.
L’annuncio dell’apertura del primo negozio ad Hollywood.

Creò sandali lavanda pallida per Jean Harlow, tacchi a turacciolo per Gloria Swanson, pantofole di raso multicolore per Lilian Gish, mocassini per Douglas Fairbanks e Rodolfo Valentino. Usava i materiali più disparati, dai cristalli ai ricami, alle piume, alle pelli di canguro, di antilope, di leopardo marino, di pesce. Questo lo distingueva dagli altri designer. In California ha inoltre studiato l’anatomia del piede e ha brevettato, per sostenere l’arco del piede, il sistema delle lamine d’acciaio da incorporare nella suola. Il suo successo fu dovuto alla comodità dei suoi modelli.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Ferragamo con Sophia Loren.
Ferragamo con Sophia Loren

Il ritorno in Italia.

Più avanti, c’è il ritorno in Italia, a Firenze, a caccia di bravi artigiani. Nel 1927 aprì la prima bottega fiorentina con 60 operai. Poi nel 1929, durante la Grande Depressione, ha affrontato la bancarotta e il fallimento. Ma Ferragamo non si perse d’animo e ritornò presto in scena. Nel 1938 fu in grado di acquistare, a rate, Palazzo Spini Feroni, in via Tornabuoni, che ancora oggi è il quartier generale dell’azienda. Nello stesso anno compra anche la villa michelangiolesca Il Palagio a Fiesole.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Primo negozio a Firenze.
Il primo negozio a Firenze, 1938.

La zeppa.

La popolarità di Salvatore Ferragamo continuò a crescere. Maria José andò all’altare con scarpe Ferragamo. Mussolini, che soffriva di calli e duroni, calzava i suoi stivali. La Maharani di Cooch Behar ordinò 100 modelli. Da New York, da Parigi, da Londra arrivavano le signore che si vestivano da Chanel e Schiaparelli. L’autarchia, con la carenza di materiali, alimenta il suo talento, grazie al quale escogita nuove trovate.

Per i sandali da sera inventò la tomaia di carta trasparente. L’acciaio per le lamine era ormai scadente. Allora creò la più straordinaria, mitica scarpa del secolo: quella ortopedica, la zeppa con il tacco di sughero, a riempire tutto lo spazio dell’arco del piede. Il modello fu un successo e venne venduto ovunque. Fece epoca e divenne un simbolo immediato di quegli anni e di quel costume.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Una zeppa del 1942.
Un modello con il tacco a zeppa del 1942.

La morte di Salvatore Ferragamo.

Nel 1940 Salvatore sposa una giovanissima del suo paese natale, Wanda Miletti, la figlia diciottenne del medico condotto e sindaco. Sarà la madre dei suoi 6 figli: Fiamma (scomparsa nel 1998), Ferruccio, Giovanna, Fulvia, Leonardo e Massimo. Tutti hanno lavorato nell’azienda di famiglia, ricoprendo le posizioni più importanti.

Nel 1960 Salvatore Ferragamo muore prematuramente. Dopo la sua morte, la moglie Wanda prende le redini dell’azienda. Salvatore ha lasciato un’azienda simbolo dell’Italia creativa e produttiva, con 20 mila modelli e 350 brevetti.

Restano le sue scarpe, che hanno segnato epoche, tempi, mode. Scarpe che hanno stregato Greta Garbo e i Duchi di Windsor, Sophia Loren e Anna Magnani, Audrey Hepburn, Judy Garland, Marilyn Monroe e schiere di nobili e capi di Stato. Queste donne rappresentarono gli inizi dell’iconico brand, che continua ancora oggi ad usare le “It Girls” per comunicare con i clienti e costruire l’immagine del marchio.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Ferragamo con Audrey Hepburn.
Ferragamo con Audrey Hepburn

Ferragamo è famoso per la creazione di scarpe come il tacco a zeppa, la punta francese, la punta da scena, il sandalo alla romana, il modello a conchiglia, quello invisibile di nylon, il tacco scolpito, sagomato come una prua di corazzata. Salvatore Ferragamo ha lasciato una firma che i suoi eredi portano avanti rimanendo sempre fedeli agli standard professionali e senza arroccarsi soltanto a difendere il già realizzato.

L’espansione dell’azienda, dagli anni Settanta ai primi anni 2000.

Negli anni Settanta, per merito dell’intraprendenza e preparazione di Wanda, presidente dell’azienda, l’azienda si espanse, passando dalle sole scarpe al total look. Ci furono le prime passerelle di moda, lo sviluppo delle linee uomo, profumi e occhiali che, via via, conquistarono il successo nel mercato.

Nel 1978 sua figlia Fiamma creò la décolleté Vara, che divenne presto un best seller. Oggi, la décolleté Vara è considerata uno degli elementi iconici di Ferragamo.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Le iconiche ballerine.
Le iconiche décolleté Vara ideate da Fiamma Ferragamo.

Nel 1996 Ferragamo compì l’importante acquisizione del marchio Emanuel Ungaro. Due anni dopo il fatturato complessivo dell’azienda si attestò sugli 850 miliardi di lire, gran parte proveniente dall’Europa, dall’America, dall’Oriente, dall’Africa e dall’Oceania. Il marchio Ferragamo era presente quindi in tutto il mondo con 40 negozi di proprietà e molti punti vendita esclusivi. Nell’azienda di famiglia, oltre ai figli, ormai lavorano anche i nipoti del fondatore.

Sull’onda della nascita del Museo Salvatore Ferragamocon sede in palazzo Spini Feroni, l’azienda iniziò ad impegnarsi sul fronte della cultura e delle mostre d’arte e non solo come mecenate o sponsor.

Lo stilista francese Marc Audibet creò la collezione Autunno/Inverno 2000/2001. Nello stesso periodo, Leonardo Ferragamo divenne presidente di Altagamma, un’associazione fondata nel 1992 e composta da 43 prestigiose aziende italiane.

L’espansione mondiale.

Nuove aperture.

Nel 2001 l’azienda ha presentato i suoi piani di espansione mondiale tesi a rinnovare o aprire un totale di 100 boutique, con la collaborazione dell’architetto Michael Ghibellini. Con questo rinnovamento, l’obiettivo era quello di guadagnare uno stile architettonico ancora più sofisticato. E così, nel 2001, venne aperto un nuovo negozio in Corea, all’interno di una ricca area commerciale di Seoul. Lo store occupava un edificio di 4 piani con un giardino sul terrazzo.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Il negozio a Seoul.
Apertura del negozio a Seoul, Corea, 2001.

Nel 2002, nel centro storico di Vienna, vicino al castello di Hofburg, aprì un altro negozio. Poi, a partire dal 2003, sono stati aperti nuovi negozi a New York, Tokyo, Amsterdam e Londra.

Il 2001 si è chiuso con un fatturato consolidato di 641 milioni di euro, di cui il 46% realizzato in Oriente.

Riconoscimenti.

L’anno 2002 è stato pieno di novità e grandi soddisfazioni. Innanzitutto la joint venture con Ermenegildo Zegna per il lancio del nuovo marchio ZeFer, terminata più avanti nel 2013.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Zefer.
Un modello di borsa ZeFer.

In seguito, Wanda Ferragamo è stata nominata “Imprenditrice dell’anno” dalla organizzazione “Committee of 200” che annualmente premia le imprenditrici e top manager di tutto il mondo. La cerimonia si è svolta a New York. Ed ecco la motivazione: “Per essere riuscita a trasformare l’azienda di calzature in azienda internazionale del lusso, dove la famiglia mantiene il controllo totale del proprio fiorente business…”.

Lo stesso anno, l’azienda Ferragamo è stata riconosciuta come la miglior marca dell’anno in Cina. L’Asia era il continente dove la griffe vendeva di più nel 2002.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Wanda Ferragamo.
Wanda Ferragamo, 2002.

Un nuovo direttore creativo.

La collezione invernale 2003/2004 ha visto il contributo di Graeme Black, direttore creativo per la donna, il quale ha sperimentato forme, volumi e combinazioni. Questa collezione s’ispirava alla Russia di san Pietroburgo, con richiami all’arte costruttivista ed una certa nostalgia del gusto e dell’opulenza decadente, che è stata reinterpretata su base moderna.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Greame Black.
Il direttore creativo Graeme Black.

Lo stesso anno vennero lanciati i nuovi occhiali da sole Maharani. Essi si ispiravano ad un celebre sandalo-gioiello creato nel lontano 1938 per la Maharani indiana di Cooch Behar. Il marchio Ferragamo possedeva più di 450 punti vendita disseminati in 55 paesi nel mondo. Fiore all’occhiello: il mercato asiatico.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Gli occhiali Maharani.
Gli occhiali da sole Maharani, 2003.

Nel 2004 il piano di espansione mondiale era in corso. La rete di distribuzione aveva 16 nuovi punti vendita, comprese nuove importanti boutique ad Osaka e a Hong Kong. Altri negozi, invece, come quello allo Shangai Center in Cina, a Parigi in Avenue Montaigne e a Milano in via Montenapoleone, sono stati riaperti dopo la ristrutturazione. Il Gruppo Salvatore Ferragamo ha chiuso l’anno con un fatturato consolidato di 549 milioni di euro, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente.

Nel maggio 2005, come parte del Progetto Moda della Provincia di Firenze, con una grande partecipazione del pubblico internazionale, Palazzo Strozzi ospitò una sfilata di Ferragamo in una serata memorabile organizzata da Beppe Modenese. Nel Giugno del 2005 Ferragamo ha siglato un accordo di cooperazione con Porsche Design per la produzione di scarpe, borse ed accessori di pelle.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Lo store Ferragamo a Firenze.
Lo store Ferragamo a Firenze.

Nel 2006 vennero aperti i nuovi negozi di via Condotti a Roma e di Francoforte. Nel novembre dello stesso anno, Michele Norsa divenne il nuovo CEO di Ferragamo. La sua mente manageriale portò l’azienda ad espandersi sempre di più, esplorando anche nuovi mercati come l’India, l’America Latina e la Thailandia.

Gli anni recenti.

Dal 2007 Ferragamo ha avuto come direttore creativo della linea Donna Christina Ortiz, fino al 2010. Nel 2008, l’azienda ha celebrato l’80esimo anniversario allestendo una mostra a Shanghai. L’anno successivo l’azienda rinnovò la storica licenza con Luxottica per la produzione di montature da vista e occhiali da sole a marchio Salvatore Ferragamo.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. 80esimo anniversario.
La mostra a Shanghai in occasione dell’80esimo anniversario.

A partire dal 2010, il creative director della divisione Donna è stato Massimiliano Giornetti, già direttore creativo della sezione Uomo dal 2004. Il suo ruolo nella moda Donna si è prolungato fino al 2015.

Ferragamo è entrato ufficialmente nella borsa di Milano nel 2011. In questo periodo i profitti sono cresciuti del 70%, arrivando a 103,3 milioni di euro.

Nel 2013 Ferragamo si è focalizzato sugli accessori, oltre che sulle scarpe. Agli inizi di Ottobre iniziò a rivolgersi ai giovani con una campagna digitale innovativa. Si procedette inoltre alla ristrutturazione di alcuni negozi nei mercati europei ed americani per aumentare il profitto nella vendita al dettaglio.

La tattica fu un successo e si registrò un aumento del 81% degli utili fino ad arrivare a 81 milioni di euro nel primo semestre del 2013. I ricavi provenivano per lo più fuori dal mercato italiano, che stava lottando per uscire dalla recessione.

Evoluzione finanziaria.

Il piano di espansione mondiale procedeva proficuamente. Le vendite sono cresciute più rapidamente nell’ultimo quarto del 2014, aumentando del 9,3% rispetto al 2013. Il fatturato del 2014 si è chiuso a 1,3 miliardi di euro. In quel momento, le tensioni politiche in Russia ed Ucraina hanno ridotto il numero di acquirenti che partivano da quelle zone per comprare in Europa. Questo comportò una diminuzione delle vendite in alcune città d’Europa. L’area Asia/Pacifico invece si attestò come la migliore performer con il 37.2% delle vendite.

Salvatore Ferragamo aprì nuovi store in città meno note come Yantai in Cina, Surabaya, in Indonesia, e Cartagena in Colombia. L’azienda continuò a rinnovare negozi, tra cui quelli di Miami e Roma. Inoltre venne riaperto lo store di San Francisco, importante meta turistica per gli acquirenti cinesi.

In questo periodo Ferragamo stava affrontando un’ardua sfida, dovuta ad un indebolimento dell’euro, prezzi del petrolio più bassi e alla debolezza economica della Cina. Negli Stati Uniti, invece, il dollaro molto forte ha rallentato i flussi turistici. Questo ha influito su molte aziende di lusso negli ultimi mesi. Al contrario, in Giappone si registravano buone vendite grazie ai turisti cinesi. L’area Asia/Pacifico si riconferma il primo mercato in termini di ricavi per il Gruppo, in crescita del 2%, rispetto ai primi 9 mesi del 2014. Nel solo quarto trimestre 2015 la crescita è stata di oltre l’8%, e l’anno si è chiuso con un aumento dei ricavi del 7% rispetto al 2014.

Nel 2016 i ricavi sono stati di 1.438 milioni di euro.

Situazione attuale.

Attualmente, Ferragamo sta attraversando una serie di grandi cambiamenti. Nell’agosto 2016 è stato nominato CEO Eraldo Poletto, che, negli anni precedenti aveva raddoppiato le vendite in Furla. Inoltre, dopo l’uscita di Massimiliano Giornetti, sono stati assunti 3 nuovi direttori creativi: Guillaume Meilland per l’abbigliamento da uomo, Paul Andrew per le scarpe da donna e Fulvio Rigoni per il prêt-à-porter.

Da Ottobre 2017 dopo l’uscita di Fulvio Rigoni, Paul Andrew ha assunto la carica di Direttore Creativo Collezioni Donna

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Eraldo Poletto.
Il CEO Eraldo Poletto.

Il marchio ora si concentra nel creare campagne uniche ed emozionanti per mantenere la sua leadership nell’industria della moda.

Le creazioni di Ferragamo vivranno per sempre. La classica ballerina è sempre di moda e moltissime donne la indossano. Il marchio rappresenta l’ideale della scarpa da donna e si impegna a garantire l’eccellenza in termini di qualità, mantenendo a livelli eccezionali sia la produzione che gli standard artigianali.

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Audibet

Esordisce nel ’71 come assistente di Ungaro per l’alta moda. Dal ’72 è lo stilista delle collezioni maschili di Cerruti e nel ’75 lo affianca per il lancio della prima collezione donna. Tra il ’77 e l’81 disegna le linee uomo di Christian Aujard e collabora con Basile e Laura Biagiotti. Usa soprattutto tessuti all’avanguardia. Disegna forme dinamiche. Lancia la sua griffe di prêt-à-porter femminile nell’84: resterà sul mercato fino all’estate ’88. Parallelamente crea per altri marchi. Nel ’91, per due stagioni, firma una linea di maglieria. Dal ’92 collabora con Hermès e Prada per le collezioni donna.

1999. Inizia a collaborare con Salvatore Ferragamo. Disegna la collezione donna della maison.

2001, ottobre. Abbandona la Ferragamo dopo quattro stagioni, gli succede lo stilista scozzese Graeme Black, reduce da sette anni di collaborazione con Armani.

Gervais

Ha studiato al Fashion Institute of Technology di New York e all’Esmod di Parigi. Inizia disegnando per alcuni marchi di Saks e Neimam Marcus e successivamente per Gucci. Valentino la nomina direttrice della linea Diffusione. Nel ’98, firma la sua prima collezione per la Maison Nina Ricci.
Dopo aver lasciato la direzione artistica di Nina Ricci nel 2001, nel 2004 passa al ruolo di direttore creativo di tutte le collezioni Salvatore Ferragamo al fine di ridefinire lo stile del brand. La stilista lascia però la casa di moda fiorentina dopo soli quattro mesi e dal 2007 si occupa del marchio Piazza Sempione.