Fendi

Fendi è un’azienda italiana di alta moda, nota per le sue lussuose pellicce e la pelletteria. Leggi la storia dello storico marchio con la doppia F.

Indice

  1. Le origini
  2. Karl Lagerfeld direttore creativo
  3. La terza generazione
  4. LVMH acquista Fendi
  5. I successi
  6. Gli anni recenti
  7. 50 anni di collaborazione con Lagerfeld. Palazzo Fendi.
  8. Situazione attuale

Le origini

La doppia F è uno dei primissimi marchi del made in Italy a diventare famoso nel mondo. L’azienda nasce nel 1925, a Roma: un piccolo negozio di borse e pellicceria con annesso laboratorio, in via del Plebiscito. I fondatori Edoardo e Adele Fendi svilupperanno e potenzieranno la loro attività negli anni Trenta, ma il vero successo arriverà con la seconda generazione. Le cinque sorelle Paola, Anna, Franca, Carla e Alda apporteranno nuove energie e nuove idee.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il primo negozio a Roma.
Il primo negozio a Roma.

Karl Lagerfeld direttore creativo

Nel 1964 l’azienda apre il suo punto vendita storico nel cuore della capitale, in via Borgognona. L’anno successivo inizia la collaborazione con Lagerfeld, succeduto a Bert e a Cruz, e anche la nascita della griffe con la doppia F. Lagerfeld, con i consigli delle cinque sorelle, è riuscito a trasformare il concetto stesso di pelliccia. Viene così reinventato un capo tradizionalmente considerato pomposo, ingombrante e non sempre facile da indossare.

Con Lagerfeld, la pelliccia viene sdrammatizzata e acquista morbidezza, disinvoltura, vestibilità, e diventa “fun fur”, un prodotto base nel DNA del brand, che esiste ancora oggi. Parallelamente procede la ricerca di nuovi materiali, nuovi trattamenti, tecniche sperimentali, di pari passo con la riscoperta e l’utilizzo di pellicce dimenticate e trascurate in quanto considerate povere.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Una borsa della collezione Autunno/Inverno 2016/2917.
Una borsa in pelliccia multicolor della collezione Autunno/Inverno 2016/2017.

Anche la borsa, sebbene preziosa, abbandona, nell’interpretazione Fendi, la sua immagine di status-symbol per diventare più funzionale. La pelle viene stampata, tinta, intrecciata. Alle doppie F nero e fango, di immediata riconoscibilità, si affiancano il rigato e il disegno dama. Negli anni Settanta, viene inventata la granapaglia, una sorta di vitello graffiato da una speciale lavorazione. Nascono poi le linee Giano, Astrologia, Pasta e infine Selleria: pochi modelli e lavorazione completamente artigianale.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Le sorelle Fendi con Karl Lagerfeld.
Le sorelle Fendi con Karl Lagerfeld.

La terza generazione

Nel 1977 Lagerfeld lancia la prima collezione pret-à-porter della maison. Nel 1987 la terza generazione scende in campo e lancia la linea Fendissime, con pellicce, sportswear e accessori studiati per un mercato più giovane. Due anni più tardi viene inaugurata la prima sede negli Usa, a New York, sulla Fifth Avenue.

Nel frattempo, l’impero delle cinque sorelle, dopo la nascita delle linee accessori e Uomo, si arricchisce di numerose licenze: dalla maglieria ai costumi, ai jeans, agli ombrelli, agli orologi, agli occhiali, alle ceramiche, all’arredo, alla biancheria per la casa. Complessivamente una ventina di licenze, oltre alle linee di pellicceria e di pelletteria.

In questo periodo, circa l’80% della produzione viene esportato. In Italia e all’estero si contano un centinaio di boutique e circa 600 punti vendita. Il fatturato, nel 1999, si aggira sui 600 miliardi, cosa che colloca Fendi al quarto posto per importanza tra i marchi del prêt-à-porter italiano.

Fendi ha realizzato pellicce sia per il cinema sia per il teatro. Fra i numerosi film e produzioni, vanno ricordati: Gruppo di famiglia in un interno (1974) e L’Innocente di Visconti (1976), La vera storia della Dama dalle camelie di Bolognini (1980), La Traviata di Zeffirelli (1983), Interno Berlinese di Liliana Cavani (1985), la Carmen (1986), L’età dell’Innocenza di Scorsese (1993), Evita di Parker (1996).

Con la terza generazione, Silvia Venturini Fendi, affiancata da Karl Lagerfeld, è responsabile della collezione femminile, di stagione in stagione sempre più innovativa ed all’insegna della ricerca, soprattutto per quanto riguarda le pellicce.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Silvia Venturini Fendi.
Silvia Venturini Fendi.

LVMH acquista Fendi

Sul finire del 1999, l’azienda è al centro di molti appetiti d’acquisto. Dopo infinite voci di cessioni, la maison è passata sotto il controllo di Prada e di Bernard Arnault, già proprietario di Louis Vuitton. LVMH, in joint venture con Prada (Lvp Holding), acquista il 51% della società, ma la gestione resta nelle mani della famiglia Fendi. Più avanti, Prada inizia a cedere le sue quote a LVMH, che, nel 2004, acquista l’84% delle quote. Delle cinque sorelle Fendi, unica socia azionista di rilievo resta Carla Fendi.

I successi

 Nel gennaio 2001, Fendi collabora in joint venture con Aoi, da 30 anni distributore del marchio in Giappone. La nuova società, chiamata Fendi Japan K:K, è sul mercato a partire dalla collezione primavera-estate 2001.

A partire dal 2002, la collezione Uomo viene prodotta, per 5 anni, da Ma.co. azienda di Soragna (Parma). Nello stesso periodo, il marchio lancia la collezione Selleria, un servizio su ordinazione per articoli di pelletteria fatti a mano, tra cui le celebri borse Baguette e Pekaboo. Questo dà ai clienti l’opportunità di customizzare completamente la propria borsa: un vero e proprio lusso.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il servizio su ordinazione, fatto a mano.
Il servizio su ordinazione, fatto a mano.

Fendi continua a promuovere eventi culturali di portata internazionale, tra cui la mostra Goddess al Metropolitan Museum, nella sede del Costume Institute. Fra gli eventi più prestigiosi della primavera newyorkese, la mostra ha esposto due abiti, donazione dell’Archivio Fendi.

Nel 2005 Fendi festeggia i suoi 80 anni di carriera con l’inaugurazione di Palazzo Fendi a Roma. La nuova sede è ora il cuore pulsante dell’azienda, la più grande boutique Fendi nel mondo firmata da Peter Marino. Una storia fatta di primati mondiali, quella della maison italiana. Una storia che ha visto l’organizzazione di una sfilata evento sulla Muraglia Cinese nel 2007 con ben 88 modelle e ospiti d’eccezione.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La sfilata sulla Muraglia Cinese.
La sfilata sulla Muraglia Cinese.

L’apertura di una nuova boutique a Parigi nel 2008, invece, si è svolta con un concerto privato di Amy Winehouse per soli 400 invitati.

Gli anni recenti

La maison italiana è sempre promotrice di nuovi progetti ed innovazioni. Nel 2011 Fendi collabora con Maserati, in particolare sulla “GranTurismo Convertible”, grazie ai comuni valori di artigianalità e tradizione. L’auto è stata supervisionata da Silvia Venturini Fendi, e i materiali, realizzati su misura ed in diversi colori, sono stati creati appositamente per quel modello. L’auto ha l’inconfondibile logo della doppia F impressa sul sedili, al centro del simbolo del Tridente sulle ruote e nella parte davanti.

Nel 2013 la maison ha iniziato il lavoro di restauro sulle fontane a Roma. L’opera è cominciata con la fontana di Trevi, seguita dalle Quattro Fontane. Per Fendi, questo significa un profonda connessione tra la sua identità e quella della città di Roma. Fendi ha le sue radici a Roma, che è da sempre stata la sua musa. Lo stesso anno Fendi firma un contratto con Safilo Group S.p.A. per la produzione e la distribuzione a livello internazionale di occhiali da sole e da vista.

L’anno successivo, Fendi compie un altro passo verso la tecnologia svelando le nuove, lussuose cuffie create in collaborazione con Beats di Dr. Dre. Le cuffie Fendi x Beats by Dr. Dre sono annunciate durante la sfilata Primavera/Estate 2015 a Milano.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Le cuffie Beats by Dr. Dre.
Le cuffie Beats by Dr. Dre.

Sempre nel 2014, il brand ha collaborato con Zaha Hadid per creare una borsa di pelle a più strati, parte di una collezione destinata alla beneficenza. Per la prima volta, nel 2014 la maison si serve di droni per registrare le sfilate. Debutta, inoltre, Karlito, sia come come borsa, sia come charm (realizzando più di 1 milione di euro di fatturato).

Sempre nel 2014, Fendi acquisisce il 49% delle quote del gruppo svizzero Taramax SpA, azienda specializzata nella produzione di orologi di lusso. Questa azione permetterà una presenza più importante del gruppo Fendi all’interno del mercato dell’orologeria.

50 anni di collaborazione con Lagerfeld. Palazzo Fendi.

Nel 2015 Fendi trasferisce la propria sede all’interno del Palazzo della Civiltà Italiana, costruito nel 1942 in occasione dell’EXPO (che, però, non si è mai tenuta). Il progetto è stato curato dall’architetto Mario Nanni e l’edificio ospita, oggi, una mostra di arte contemporanea al primo piano.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La collezione di borse per la Primavera/Estate 2015.
La collezione di micro bags per la Primavera/Estate 2015.

Lo stesso anno Fendi presenta la prima collezione “Haute Fourrure” alla Fashion Week di Parigi. L’ampia gamma di pellicce di Fendi, internazionalmente riconosciuta, ha fatto il modo che il brand si distinguesse dai competitors, in quanto è uno dei pochi brand con un’offerta completa di pellicce. Nel 2015 Fendi ha celebrato i 50 anni di Karl Lagerfeld come direttore creativo, con il libro “Fendi by Karl Lagerferld”, che narra una storia esclusiva di eredità, creatività e modernità. Questo è il rapporto più lungo in assoluto tra un’azienda di moda ed un designer.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il libro di Karl Lagerfeld.
Il libro “Fendi by Karl Lagerfeld”.

Nel 2016 viene completata la ristrutturazione e l’apertura di Palazzo Fendi a Roma, tra via dei Condotti e Piazza di Spagna. All’interno è stato aperto il ristorante stellato giapponese Zuma. Al 2° piano sono presenti appartamenti privati per celebrities, VIPs e amici della maison. Il 3° piano ospita l’hotel Fendi, provvisto di 7 suites imperiali. Sulla terrazza dell’ultimo piano è, invece, presente un lounge bar. Per il 90esimo anniversario, Fendi ha organizzato, il 7 luglio 2016, una sfilata di alta moda A/I 2016-2017 presso la Fontana di Trevi a Roma, il restauro della quale è stato finanziato dalla maison romana.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La sfilata sulla fontana di Trevi.
La sfilata sulla fontana di Trevi.

Ha avuto luogo anche la mostra “Fendi Roma – gli Artigiani dei Sogni”, per spiegare il processo di produzione della pelliccia e gli elementi creativi.

Situazione attuale

Attualmente, le performance del brand sono molto alte, con un fatturato di più di un miliardo di euro. Pietro Beccari è CEO, mentre Carla Fendi è l’unico membro della famiglia ancora nell’azienda, con le cariche di presidente e amministratrice. Il direttore creativo Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi continuano a lavorare fianco a fianco per il successo dell’azienda, che resta l’unico brand ad avere un atelier di pellicce interno.

Aponte

Stilista italiana di maglieria. Apparteneva a una nota famiglia romana, suo padre avvocato, sua madre, Pinella Tittoni, mandolinista di talento. Si sposò giovanissima con un nobiluomo veneto, ottenne l’annullamento a metà degli anni ’30 e si risposò felicemente con il giornalista Salvatore Aponte che era stato corrispondente per il Corriere della Sera a Mosca, nella prima stagione rivoluzionaria. Insieme vissero tra Parigi e la Libia. Rientrarono in Italia all’inizio della guerra. Nel 1945, Laura iniziò la sua attività nel campo della moda, scegliendo la maglieria. L’esordio fu avventuroso. Mise insieme un gruppo di pullover di lana riciclata, lavorata ai ferri con jacquard e basati su disegni di artisti contemporanei romani. La sua prima cliente e sostenitrice fu la baronessa Gaby di Robilant. La presentò a Elsa Schiaparelli che volle le creazioni Aponte nella sua boutique parigina di Place Vendôme. Fu una sorta di incoronazione. In America, Harper’s Bazaar le dedicò una copertina. Il suo atelier era nella romana via Gesù e Maria. Nel ’59 fu invitata a Firenze per le sfilate della Sala Bianca. Nel ’70 si ritirò a Capri, lasciando l’azienda alla figlia Nora che, come stilista, ha continuato a lavorare con la sigla Laura Aponte Tricots fino all’83.  

Assunta

Pellicceria romana fondata da Assunta Aguccioni che iniziò da Balzani nel 1937 ma sin dal ’42 si mise in proprio, collaborando con Forquet, Carosa, Lancetti e Valentino. Nel ’69, vinse il premio cinematografico Maschera d’Argento per una pelliccia a "tegola", ispirata alla romana Chiesa di Santa Maria del Popolo. Confezionò pellicce lunghe e svasate, pantaloni sportivi in ermellino, intarsi fioriti e bermuda di visone. Nel ’69 si avvalse della collaborazione del fashion designer Alberto Lattuada che realizzò per la maison la collezione Esquimo nella quale i mantelli erano lavorati a mattonelle di persiano intarsiato. La collezione Ninotschka del ’71-’72 presentava capi in agnello di Crimea. Ha saputo proporre anche eleganti mantelli di cincillà, di zebra e di visone lavorato orizzontale. Tra le sue clienti, Romy Schneider.

Alma

Azienda italiana di maglieria fondata nel 1945 da Alma Donati. Ha sede a Bareggio (Milano). Oggi è un marchio del Gruppo Alma S.p.A. che, fra gli altri, è sul mercato anche con il marchio Spaziolo e che produce alta moda pronta nel settore della maglieria esterna. Il rapporto tra la quota delle vendite in Italia e all’estero (Europa, Stati Uniti e Giappone) è di 60 a 40.
Per la primavera-estate 2003 la stilista crea un guardaroba completo con gonne, borse e abiti lavorati all’uncinetto. L’abito da sposa "La Stella" è cucito interamente a mano con 600 trame a forma di stella, unite tra loro in maniera invisibile con l’effetto chiacchierino. Il bouquet è composto da margherite all’uncinetto.Si chiama Creazioni Alma la sartoria su misura che ha il suo show room romano in via XXIV Maggio.

Antichi Telai

Dal 1894 crea abiti e accessori per uomo secondo le più perfette e artigianali tecniche sartoriali. Lo stile impeccabile e la confezione su misura caratterizzano gli abiti, le cravatte di larghezza e lunghezza scelte dal cliente, le camicie con bottoni, polsini e colletti personalizzati, i tessuti provenienti dall’Inghilterra, come i filati Dormeuil e Holland & Sherry. Un’esclusiva (condivisa in Italia solo da Brioni) sono gli abiti di pashmina. Se l’abbigliamento è prevalentemente classico, negli accessori si trovano dettagli originali e più fantasiosi, come il fazzoletto da taschino con stoffa e fantasia scelti dal cliente o la cravatta con l’inserto (due cravatte di dimensioni, colori e disegni diversi, cucite una sull’altra con filo di seta). Le sedi della sartoria sono due, in via Silla e via Alessandri.

Balestra

Debutta negli anni ’50. La sua moda molto femminile è caratterizzata da un largo uso delle sete. Nelle ultime collezioni, ha usato anche stoffe nuovissime tramate di luce e abbinate allo chiffon. Triestino e mitteleuropeo di cultura, è entrato nel mondo della moda dopo aver studiato ingegneria. Una scommessa tra amici lo portò a disegnare un modello, il disegno fu così apprezzato che, spedito a Milano a sua insaputa, ricevette l’invito a collaborare a una collezione di alta moda per le sfilate di Firenze. Formatosi alla scuola di Jole Veneziani, delle sorelle Fontana e di Schuberth, ha aperto il suo primo atelier nel ’60 a Roma, in via Gregoriana, riscuotendo successo in America, nel Medio ed Estremo Oriente. Tra le sue clienti più note, Farah Diba e la regina di Thailandia. Oggi la maison Balestra ha sede in via Sistina ed è particolarmente attiva: una trentina di linee che vanno dal prêt-à-porter alla moda uomo.

2009. Lo stilista ha disegnato costumi per varie rappresentazioni teatrali, e ultimamente ha collaborato con il Teatro Verdi di Trieste in occasione dell’apertura della stagione lirica. I costumi creati da Renato Balestra per il Cavaliere della Rosa di Strauss hanno riscosso un enorme consenso di critica e pubblico. Il primo agosto 2008 c’è stata la prima di un grande musical prodotto dalla Broadway and Asia Production dal titolo Cinderella, per la quale Renato Balestra ha disegnato 320 costumi. Lo spettacolo ha avuto esito trionfale per lo stilista che è stato invitato a collaborare ad altre produzioni. Renato Balestra è uno dei primi italiani ad aver disegnato per Broadway.

Abate

Creatore italiano di gioielli e imprenditore della moda. Suo padre vantava un’antica tradizione di orafo in Sicilia. Lascia gli studi d’ingegneria a Torino e muove i primi passi nell’oreficeria. Nel 1960, avvia il sodalizio con Mila Nutrizio Schön, fondando la griffe Mila Schön, un grande successo imprenditoriale e creativo. Nel ’78 fonda la Schontess, a Fino Mornasco, azienda che studia e produce tessuti pregiati, confeziona cravatte, foulard anche per conto terzi. Alla metà degli anni ’80 cede la sua quota della maison Schön a un gruppo giapponese. Nell’85 viene eletto presidente della Camera della Moda, carica che manterrà per 6 anni, durante i quali trasforma la scalinata di Trinità dei Monti a Roma nella passerella della moda italiana per serate in mondovisione. Nello stesso periodo, si dedica al marchio che porta il suo nome e che produce prêt-à-porter. Apre negozi monomarca a Milano e a Porto Cervo, mentre continua a creare una sua linea di gioielleria. Vicenza, nell’ambito della manifestazione Orogemma, gli ha dedicato una mostra retrospettiva.