BURBERRY

Luxury brand londinese, famoso nel mondo della moda per i suoi impermeabili, trench e capispalla, ma anche per i numerosi accessori, profumi, occhiali da sole e cosmetici.

Indice

  1. Le origini: Thomas Burberry
  2. Tessuto: Gabardine 
  3. Il Trench
    1. L’Esercito Britannico
    2. Gli esploratori
    3. L’aviazione
  4. Direttore Creativo: Christopher Bailey
  5. Informazioni finanziarie
  6. Nuovo CEO: Angela Ahrendts
  7. Situazione attuale

Le origini: Thomas Burberry

Thomas Burberry, classe 1835, iniziò la sua carriera come apprendista, al fianco di un commerciante di tessuti. Ben presto, a 21 anni, fondò Burberry, concentrandosi principalmente sull’abbigliamento outdoor. Come per il giaccone Barbour, anche Burberry rappresenta uno di quei casi di identificazione assoluta di un brand con un prodotto: infatti oggi, con Burberry, viene comunemente inteso l’impermeabile-soprabito color beige con la fodera in tartan nera e rossa, con o senza cintura in vita. Questo prototipo nacque nel 1856, quando Thomas Burberry aprì la T. B. & Sons, il suo primo negozio di stoffe a Basingstoke (Hampshire).

Burberry Thomas Burberry
Thomas Burberry

Tessuto: Gabardine

Mame Fashion Dictionary: Tessuto Gabardine
Tessuto Gabardine

Assieme al proprietario di una fabbrica di cotone, Thomas Burberry produsse un soprabito-impermeabile dalla linea ampia, in stoffa di cotone chiamata gabardine, reso impermeabile una prima volta allo stato di filato, e una seconda volta già tessuto a trama fitta. Questo prodotto rivoluzionò il mondo degli impermeabili. Nel 1891 l’azienda si trasferì per la prima volta a Londra, al 30 di Haymarket.

Il Trench

L’Esercito Britannico

Nel 1901 il Ministero della Guerra gli commissionò un modello adatto agli impieghi militari: fu la sua fortuna. La nuova uniforme diede una nuova fisionomia al modello. L’anno successivo, brevettò il gabardine e, nel 1912, anche il trench-coat Burberry che, allo scoppio della prima guerra mondiale, divenne il trench dei British Royal Flying Corps.

Burberry Un Ufficiale Britannico indossa il trench Burberry
Un Ufficiale Britannico indossa il trench Burberry

Il capo aveva spalline, una cintura in vita fornita di anelli per appenderci quel che poteva essere necessario in trincea, cinghie e cinghiette per farne una sorta di scafandro contro l’acqua e il freddo, raddoppi di tessuto nelle parti più esposte alla pioggia e innumerevoli tasche.

Gli esploratori

Nel 1914 Burberry vestiva diversi esploratori polari: infatti, ad esempio, nel 1911 vestì Roald Amundsen, il primo uomo a raggiungere il Polo Sud. Inoltre, Sir Ernest Shackleton, famoso esploratore, indossò il Burberry gabardine per tre spedizioni all’inizio del XXsecolo.

Pubblicità Burberry
Pubblicità Burberry

A partire dal 1920, dopo essere stato messo alla prova in quella terribile guerra, Burberry si propose ad una clientela di classe media, borghese, e riscosse subito un gran successo, un successo che continua sino ad oggi, senza cedimenti, nonostante le decine e decine di imitazioni.

L’aviazione

Burberry Clouston e Betty Kirby
Clouston e Betty Kirby

Nel 1937 Burberry disegnò i capi per A.E. Clouston e Betty Kirby-Green, che definirono il nuovo record mondiale per il volo più veloce da Londra a Città del Capo. Volarono con “The Burberry”, aereo sponsorizzato dal brand.

Burberry rimase un’azienda a conduzione familiare fino al 1955, quando fu rilevata. A quel tempo Burberry era così parte integrante della cultura britannica, che la Regina Elisabetta II e il Principe del Galles conferirono all’azienda il Royal Warrant.

Direttore Creativo: Christopher Bailey

Burberry Motivo Burberry
Motivo Burberry

Alla fine degli anni ’90, la casa di moda assunse Roberto Menichetti, designer che varò una linea estremamente innovativa rispetto alla consolidata tradizione dell’azienda.

Nel 2000 l’azienda fu ristrutturata e promossa, rivitalizzando il suo successo e le sue vendite anche in nuovi settori di mercato. Nel settembre dello stesso anno venne presentata a Londra la collezione primavera/estate 2001 disegnata da Menichetti. Nel laboratorio di Gubbio, dove lavorava anche Ivonne, madre del designer italo-americano, i prodotti erano realizzati artigianalmente, in seta e cotone, cuciti con fili di carbonio. Nel maggio 2001, Menichetti lasciò la guida artistica di Burberry: la sua posizione divenne di Christopher Bailey.

Burberry Christopher Bailey
Christopher Bailey

Gli elementi caratteristici di Burberry rimasero nel tempo: il tweed inglese e i trench vengono infatti riproposti in modi diversi ogni anno. La ventata di novità portata dall’arrivo di Bailey come nuovo direttore creativo si concretizzò nella creazione di una seconda linea, Burberry Prorsum, legata ai trend e rivolta a un pubblico più giovane, dove la tradizione del marchio e dei suoi elementi irrinunciabili (l’uso del tweed, i trench rivisitati col loro proverbiale pattern, la palette di colori) si mescolava a un’esigenza di modernizzazione e di conquista di nuove categorie di consumatori.

Lo stesso nome del marchio, Prorsum, è il motto latino di incoraggiamento (Avanti!), che il cavaliere del logo Burberry porta scritto sul vessillo, quasi a simboleggiare uno sguardo al futuro, senza rinunciare alla tradizione (e al core business) che ha fatto la fortuna del brand.

Christopher Bailey infatti non solo rivisitò forme e volumi, colori e materiali, ma portò al marchio quella ventata di glamour irrinunciabile per la visibilità. Oltre al coinvolgimento di star del cinema, della musica e della moda, anche le campagne pubblicitarie si fecero moderne e competitive.

Il brand si lanciò in settori del mercato inesplorati, come i profumi per donna e uomo, accessori di ogni tipo, fino alla proposta di una linea di denim per donna e uomo nella collezione primavera/estate 2009 e all’annuncio dell’imminente realizzazione di una linea di intimo. La ritrovata vivacità portò il brand anche ad un ampliamento delle sue catene di boutique nel mondo e a un restyling dei negozi, oltre a una nuova attenzione per linguaggi della promozione, come la vendita online dei suoi prodotti.

Informazioni finanziarie

A marzo 2002, la società acquisì una propria rete di distribuzione nel mercato coreano. A giugno dello stesso anno, annunciò che il 2001 si era concluso con un aumento del 220% dell’utile operativo, pari a 69 milioni. A fine 2002 vennero aperti negozi a San José, in California e il secondo a New York, dopo il restyling dei sei piani della prima boutique.

Nel mese di luglio, il gruppo britannico Great Universal Stores (GUS), che tra i vari marchi controllava anche Burberry, decise di far quotare l’azienda. Il prezzo delle azioni venne fissato a 230 pence (3,6 euro). Con la vendita di 22,75 milioni di azioni (il 25% della società), la quotazione del brand raggiunse i 1.150 milioni di sterline. A fine 2002, fu inaugurato il secondo negozio monomarca a Knightbridge e venne aperta una nuova boutique a Barcellona. L’anno si concluse con un aumento delle entrate del 19%.

Negozio Burberry, Knightsbridge, Londra
Negozio Burberry, Knightsbridge, Londra

Per l’autunno-inverno 2003-2004, venne rilanciato il marchio Thomas Burberry, dedicato al tempo libero e allo sport. Questa linea a prezzi contenuti aveva come target i ragazzi 18-25 e si ispirava alle tute da rugby e alla storia del denim. Nel giugno 2003, durante la cerimonia annuale organizzata dal Council of Fashion Designers of America (CFDA), Rose Marie Bravo di Burberry venne insignita del premio Eleanor Lambert.

Nuovo CEO: Angela Ahrendts

Nel 2006, Rose Marie Bravo, amministratore delegato che dicevano avrebbe portato la società al successo internazionale, si ritirò dall’incarico. Fu sostituita da Angela Ahrendts, che proveniva da Liz Claiborne, la quale divenne nuovo CEO il primo luglio 2006. Un anno dopo, nel 2007, il brand iniziò a vendere anche online.

Nel novembre 2009, Christopher Bailey fu messo a capo del dipartimento creativo. Negli anni seguenti, Ahrendts e Bailey trasformarono con successo l’azienda rimuovendo l’iconico motivo tartan del brand da quasi il 10% dei nuovi prodotti.

Burberry Collezione primavera/estate 2009
Collezione primavera/estate 2009

Ad aprile 2014, Angela Ahrendts lasciò Burberry a favore di Apple Inc. e Christopher Bailey diventò il nuovo CEO, pur rimanendo anche direttore creativo.

Situazione attuale  

Nel febbraio 2017 Burberry rivoluzionò il settore della moda con la prima sfilata See Now Buy Now per la collezione autunno/inverno 2017: i fan poterono acquistare a fine show le creazioni appena mostrate in passerella.

Burberry Collezione autunno/inverno 2017
Collezione autunno/inverno 2017

“I cambiamenti che stiamo facendo ci permetteranno di costruire una connessione più stretta tra l’esperienza che creiamo con le nostre sfilate e il momento in cui le persone possono esplorare fisicamente le collezioni da soli.”   Christopher Bailey. 

Nel 2017 Burberry annuncia una nuova partnership con Coty per crescere e sviluppare le linee beauty. A luglio, l’ex capo di Celine, Marco Gobbetti, diventa il nuovo CEO, a sostituzione di Bailey, il quale rimane, però, direttore creativo