Janson

Lavora in Italia. Le sue sfilate hanno sempre il sapore di un happening estemporaneo, fantasioso e mondano. Crea modelli al di fuori di ciò che fa strettamente tendenza, rielaborando i temi della stagione in maniera assolutamente originale e, talvolta, persino controcorrente. Nato in Francia, Janson si ritrova vicino di casa di Yves Saint-Laurent a Parigi, in rue Spontini. Pur senza conoscerlo mai di persona, frequenta il suo atelier, osservando, chiacchierando con le premières, assistendo alle prove. Rimane affascinato dalla couture: nascono qui certi motivi portanti della sua moda, il taglio sbieco, il volant che cade in una certa maniera, la pince studiatissima, l’amore per i disegni geometrici. A Parigi, studia alla scuola Saint Roch della Chambre Syndicale de l’Haute Couture, poi lavora per alcuni marchi dell’abbigliamento francese e, per qualche tempo, da Kenzo. Nell’80, si trasferisce a New York, chiamato da Diane Fürstenberg, che gli affida la direzione stilistica di tutte le licenze della sua linea di vestiti e, poi, della sua collezione couture. Di questa esperienza, a Janson è rimasto il gusto per capi confortevoli e pratici, che sdrammatizza sempre le sue collezioni sartoriali. Nell’86, apre il suo studio a Milano e, nell’88, crea la propria società di distribuzione, Apolide. Collabora, come consulente stilistico, con alcune aziende di abbigliamento italiane. Nel ’98, è stato chiamato a disegnare le collezioni Pucci. È stata una breve esperienza.
2003, luglio. Lo stilista disegna per Marzotto una linea oversize donna. La battezza Stephan.