MIU MIU

Miu Miu è freschezza, ironia, ingenuità e giovinezza. Leggi la storia del marchio voluto da Miuccia Prada per avere una zona di espressione personale.

Indice.

  1. Le origini.
  2. L’ispirazione: Miuccia Prada.
  3. La crescita del marchio.
  4. L’identità di Miu Miu.
  5. Campagne pubblicitarie innovative.
  6. Women’s Tales.
  7. Aperture internazionali.
  8. Situazione attuale.

Le origini.

Miu Miu nasce nel 1993 come linea femminile. Miuccia Prada ha scelto questo nome per portare all’estremo il concetto di femminilità, con uno stile leggero, ironico e ingenuo allo stesso tempo. Lo scopo del marchio è, per Miuccia, quello di offrire una zona franca di espressione personale.

L’anno successivo Miu Miu lancia la linea maschile, in contemporanea con Prada. Nel momento in cui il marchio Prada sta raggiungendo l’apice minimalista, Miu Miu propone una idea di eleganza naif e sofisticatamente ruvida.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. La prima sfilata.
La prima sfilata.

L’ispirazione: Miuccia Prada.

Sperimentale per natura, il brand emana un senso di vivacità e giovinezza, intesa come condizione mentale, non anagrafica. Come stilista Miuccia Prada si focalizza su stati d’animo che influenzano stili. Per lei, è sempre l’immateriale a determinare il materiale.

Convinta della natura cangiante della moda, persuasa del suo instancabile modificarsi, Miuccia Prada riesce a catturare con Miu Miu un’irrequietezza sensuale e glamour, che presto diventerà parte imprescindibile del suo DNA.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Il dettaglio di una borsa.
Il dettaglio di una borsa.

Miuccia Prada si indirizza ad una clientela particolarmente attenta alle nuove tendenze, disinvolte e sofisticate. Miu Miu esprime la visione di Miuccia Prada di uno stile alternativo, sempre caratterizzato da una forte personalità, completamente indipendente dal marchio Prada.

Trasformando la moda in uno stato mentale ed usando il cambiamento come strumento, Miuccia ha costruito attorno a Miu Miu, un mondo, un marchio di fabbrica e, allo stesso tempo, un nuovo modo di comunicare.

La crescita del marchio.

Nel 2002 Fabio Zambernardi diventa direttore creativo sia di Prada che di Miu Miu. I due marchi hanno un totale di 160 negozi a vendita diretta. Un anno dopo viene aperta una boutique a Tokyo, nel distretto Shibuya. Sempre nel 2003 entrambi i marchi firmano un accordo di licenza decennale con Luxottica per la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e da vista.

Nel 2005 la linea maschile di Miu Miu viene temporaneamente congelata. Dopo i trascorsi da nomade di lusso tra le passerelle di New York, Londra e Milano, Miu Miu trova la sua collocazione finale e naturale nel calendario della moda di Parigi nel marzo 2006. Dal 2007, le vendite annuali sono cresciute a 2.656.000 euro, così come è cresciuta la sofisticatezza del brand. Nel 2008 la linea uomo viene eliminata in modo permanente.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Un look dalla prima sfilata a Parigi.
Un look dalla prima sfilata a Parigi, 2006.

L’identità di Miu Miu.

Confrontandosi con il fashion world nella sua capitale indiscussa, Miu Miu usa la magnificenza degli scenari parigini come palcoscenico ideale per la sua essenza sperimentale, che unisce il savoir-faire della couture parigina con una rara e sofisticata eleganza, senza mai dimenticare l’ironia.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Un allestimento a Palais D'Iéna.
Un allestimento al Palais D’Iéna.

Forte di uno spirito all’avanguardia, Miu Miu mescola in una costante dissolvenza incrociata concetti di indoors/outdoors, città/campagna, maschile/femminile, couture/street, passato/futuro; le stampe creano eccessi, rotture e “contrappunti”; le calzature, ironiche ed eccentriche, sono un elemento focale; i confini tra alto e basso, trash ed elegante vengono deliberatamente ignorati.

La dialettica dello stile borghese viene rivisitata; i contrasti vengono ostentati piuttosto che nascosti. Ogni pezzo è realizzato con scrupolosa attenzione per il dettaglio; in questa cornice perfetta si inseriscono stranezze, contraddizioni ed errori intenzionali. Arguzia e esprit de finesse sono le chiavi.

Campagne pubblicitarie innovative.

Le innovative campagne pubblicitarie hanno segnato una chiara impronta stilistica: inizialmente scattate in stile neo-realista da Corinne Day e Ellen Von Unwerth, le immagini Miu Miu hanno presto sviluppato una loro inconfondibile unicità grazie alla scelta di celebrities come testimonial.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. La campagna pubblicitaria Fall 2017.
La campagna pubblicitaria Fall 2017.

Dall’esordio con Drew Barrymore nel 1995, il cast è cambiato costantemente e l’astrattismo dello stile narrativo è diventato un marchio di fabbrica: Kim Basinger, Maggie Gyllenhaal, Vanessa Paradis, Stacy Martin, Hailee Steinfeld, Chloë Sevigny, Amanda Seyfried, Elle Fanning solo per fare alcuni nomi, hanno tutte partecipato alle campagne stampa, realizzate con uno stile cinematografico.

L’intento, sempre, è definire una visione della femminilità fluida e spontanea. Un tocco volatile di nonchalance e un senso di sensuale irrequietezza persistono come nota di fondo dell’essenza di Miu Miu, costantemente mutevole e mai uguale a se stessa.

Women’s Tales

Women’s Tales è un’acclamata serie di cortometraggi commissionati da Miu Miu e diretti da autorevoli registe contemporanee internazionali. A oggi, tredici corti che raccontano strani, affascinanti mondi immaginari abitati da fantasie tipicamente femminili. Miu Miu Women’s Tales ha invitato le registe a celebrare la femminilità nel XXI secolo, esplorandola con occhio critico. Ciò significa abbracciare le infinite complessità e contraddizioni delle donne, per farle riflettere ed emozionare.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Carmen di Chloë Sevigny.
Carmen, film di Chloë Sevigny.

Nella serie di corti, le collezioni Miu Miu assumono un ruolo da protagonista, al fianco di famose attrici e modelle. I capi fungono da contrapposizione al dramma narrativo. Potere, desiderio. Vanità, ricercatezza. Riti, regole. Sogni, incubi. Anche il più piccolo momento della vita quotidiana di una donna racchiude in sé molteplici sfaccettature. Women’s Tales narra questi momenti ed enfatizza il ruolo, fondamentale e arricchente, dei vestiti.

Aperture internazionali.

Miu Miu apre la sua prima boutique in Cina nella città di Shenzhen nel 2009. Nel 2010 il marchio apre uno store a Glasgow in Scozia. Dopo Miu Miu si espande nel mercato dell’America settentrionale. Viene aperto un negozio a Houston, Texas, nell’estate del 2011. Altra apertura è quella all’interno del centro commerciale di Chadston a Melbourne, Australia. Sempre in Australia segue l’inaugurazione di un negozio a Sydney nel 2011.

Il 26 marzo 2015 Miu Miu presenta il suo nuovo progetto con gli architetti svizzeri Herzog & de Meuron. L’edificio di 720 metri quadri, situato in Miyuki Street nel quartiere Aoyama a Tokyo, è il cuore delle attività giapponesi del brand. Il progetto è collocato in diagonale rispetto al celebre Epicentro Prada, anch’esso disegnato dallo studio svizzero. In contrasto con l’edificio Prada, completamente vetrato, la discreta facciata metallica di Miu Miu si presenta opaca e per questo più calda. Il modello tipologico scelto dagli architetti è quello di una scatola collocata direttamente al livello della strada, con il coperchio leggermente sollevato a segnare l’entrata e consentire ai passanti di guardare all’interno.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Il negozio di Tokyo.
Il negozio di Tokyo, progetto di Herzog & de Meuron.

 

Situazione attuale.

Nel 2013 Miu Miu e Prada hanno creato un’esclusiva collezione di oltre 40 abiti da cocktail per “Il Grande Gatsby”. Nell’agosto 2015 Miu Miu lancia il suo primo profumo, che incarna lo spirito del marchio. La sorprendente combinazione di mughetto e Akigalawood crea una fragranza naturale e senza tempo, con un tocco assolutamente contemporaneo.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Il primo profumo.
Il primo profumo femminile.

Oggi, la strategia di espansione mondiale di Miu Miu si fonda sull’occupare ottime posizioni in città come New York, Londra, Parigi, Milano, Tokyo, Pechino e Hong Kong. Queste boutique sono l’espressione dello spirito sperimentale del brand, suggerendo un’attitudine intensa e giocosa allo shopping.

RAF SIMONS

Raf Simons (1968), stilista belga. Dopo aver lanciato la sua linea nel 2005, è diventato direttore creativo in Jil Sander, Dior e Calvin Klein.

Indice.

  1. Le origini.
  2. Mostre.
  3. Direttore creativo di Jil Sander e Dior.
  4. Direttore creativo di Calvin Klein.
  5. Simons eletto stilista dell’anno dal CFDA.

Le origini.

Raf Simons (1968). Stilista belga. Cresce al confine tra Olanda e Belgio e studia disegno industriale nella città di Gens. Inizia con designer di mobili nel 1991, per lo studio di Walter Van Beirendorck a Antwerp. Qui Walter gli insegna l’abc del mestiere.

L’incontro con Linda Loppa, direttrice della Royal Académie des Art, cambia la sua vita. Insieme al padre di Linda, sarto molto conosciuto in Belgio, realizza la sua prima collezione firmata. Nel 1995 lancia il suo marchio ed inizia a scrivere la storia della moda.

Mostre.

Nel gennaio 2003, insieme a Francesco Bonomi, è curatore della mostra Il Quarto Sesso, riguardo gli eccessi giovanili. La mostra viene presentata come parte del programma della Fondazione Pitti Discovery. Poi, nel 2005, Raf Simons celebra 10 anni nella moda con una sfilata evento, l’installazione video Repeat e la monografia Raf Simons Redux alla 68esima edizione di Pitti Uomo.

Direttore creativo di Jil Sander e Dior.

Nel 2005 lo stilista presenta la sua seconda linea, Raf by Raf Simons. Con questa collezione, lo stilista ritorna ai tratti distintivi del suo stile in una chiave nuova e moderna: una sorta di linea basica e a prezzi più bassi di quella principale. Dopo, a luglio, viene scelto come direttore creativo di Jil Sander. Lo stilista è subentrato a Jil Sander dopo l’ennesima divergenza della stilista con Prada, proprietaria del marchio. Simons rimane nell’azienda fino al 2012, anno in cui presenta la sua ultima collezione che ha lasciato gli spettatori – e lui stesso – molto commossi. Diventa quindi direttore creativo di Dior.

Dizionario della Moda Mame: Raf Simons. Ultima sfilata per Jil Sander.
Ultima sfilata per Jil Sander.

Il debutto dello stilista in Dior è un momento davvero speciale, che ha incantato tutti con un’aura di bellezza che poteva scaturire solo dall’incontro tra Raf Simons e Dior. Nel bellissimo film Dior and Ic’è un momento in cui lo stilista piange sulla terrazza con Pieter Mulier, la sua mano destra, quando si rende conto che sta per presentare la sua prima sfilata Dior Haute Couture. L’intero film è una festa di amore, dedizione, umiltà e rispetto per le ‘petits mains‘ della maison parigina.

Dizionario della Moda Mame: Raf Simons. La prima sfilata per Dior Haute Couture.
La prima sfilata per Dior Haute Couture.

Lo stile di Raf Simons, in particolare per la sua personale linea Uomo, ma anche per Jil Sander Dior, ha qualcosa di magico. Mentre ogni marchio ha sempre avuto identità, valori e personalità caratterizzanti, Simons è in continua metamorfosi: da una giovinezza ribelle, ad un minimalismo affilato, per arrivare al romantico perfezionismo in Dior.

Direttore creativo di Calvin Klein.

Dizionario della Moda Mame: Raf Simons. La prima sfilata per Calvin Klein.
La prima sfilata per Calvin Klein.

Nell’estate 2016 Raf Simons annuncia ufficialmente le sue dimissioni in Dior, e diventa direttore creativo di Calvin Klein. Steve Shiffman, CEO di Calvin Klein, ha dichiarato:

“L’arrivo di Raf Simons come direttore creativo rappresenta un nuovo capitolo per Calvin Klein. Dopo Mr Klein in persona, l’azienda non è mai stata guidata da un unico visionario creativo e io sono sicuro che questa decisione farà crescere il marchio Calvin Klein e avrà un impatto sul suo futuro. Sotto la sua direzione, Calvin Klein consoliderà ulteriormente la sua posizione come uno dei marchi lifestyle più importanti a livello mondiale”.

Simons eletto stilista dell’anno dal CFDA.

Dizionario della Moda Mame: Raf Simons. Il premio di stilista dell’anno dal CFDA.
Il riconoscimento di stilista dell’anno dal CFDA.

A giugno 2017 Raf Simons viene eletto stilista dell’anno dal CFDA (Council of Fashion Designers of America). È il secondo stilista, nella storia della moda americana, ad aver ricevuto questo titolo per entrambe le categorie (Uomo e Donna). Simons è secondo solo a Calvin Klein, che ha ottenuto il doppio riconoscimento nel 1993. I due hanno ricevuto il premio quasi alla stessa età: Calvin Klein a 51 anni, Raf Simons a 49. Questa vittoria è un po’ il benvenuto da parte dell’élite della moda americana, ma tutto il mondo è ansioso di osservare la visione di Simons per Calvin Klein.

FENDI

Fendi è un’azienda italiana di alta moda, nota per le sue lussuose pellicce e la pelletteria. Leggi la storia dello storico marchio con la doppia F.

Indice

  1. Le origini
  2. Karl Lagerfeld direttore creativo
  3. La terza generazione
  4. LVMH acquista Fendi
  5. I successi
  6. Gli anni recenti
  7. 50 anni di collaborazione con Lagerfeld. Palazzo Fendi.
  8. Situazione attuale

Le origini

La doppia F è uno dei primissimi marchi del made in Italy a diventare famoso nel mondo. L’azienda nasce nel 1925, a Roma: un piccolo negozio di borse e pellicceria con annesso laboratorio, in via del Plebiscito. I fondatori Edoardo e Adele Fendi svilupperanno e potenzieranno la loro attività negli anni Trenta, ma il vero successo arriverà con la seconda generazione. Le cinque sorelle Paola, Anna, Franca, Carla e Alda apporteranno nuove energie e nuove idee.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il primo negozio a Roma.
Il primo negozio a Roma.

Karl Lagerfeld direttore creativo

Nel 1964 l’azienda apre il suo punto vendita storico nel cuore della capitale, in via Borgognona. L’anno successivo inizia la collaborazione con Lagerfeld, succeduto a Bert e a Cruz, e anche la nascita della griffe con la doppia F. Lagerfeld, con i consigli delle cinque sorelle, è riuscito a trasformare il concetto stesso di pelliccia. Viene così reinventato un capo tradizionalmente considerato pomposo, ingombrante e non sempre facile da indossare.

Con Lagerfeld, la pelliccia viene sdrammatizzata e acquista morbidezza, disinvoltura, vestibilità, e diventa “fun fur”, un prodotto base nel DNA del brand, che esiste ancora oggi. Parallelamente procede la ricerca di nuovi materiali, nuovi trattamenti, tecniche sperimentali, di pari passo con la riscoperta e l’utilizzo di pellicce dimenticate e trascurate in quanto considerate povere.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Una borsa della collezione Autunno/Inverno 2016/2917.
Una borsa in pelliccia multicolor della collezione Autunno/Inverno 2016/2017.

Anche la borsa, sebbene preziosa, abbandona, nell’interpretazione Fendi, la sua immagine di status-symbol per diventare più funzionale. La pelle viene stampata, tinta, intrecciata. Alle doppie F nero e fango, di immediata riconoscibilità, si affiancano il rigato e il disegno dama. Negli anni Settanta, viene inventata la granapaglia, una sorta di vitello graffiato da una speciale lavorazione. Nascono poi le linee Giano, Astrologia, Pasta e infine Selleria: pochi modelli e lavorazione completamente artigianale.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Le sorelle Fendi con Karl Lagerfeld.
Le sorelle Fendi con Karl Lagerfeld.

La terza generazione

Nel 1977 Lagerfeld lancia la prima collezione pret-à-porter della maison. Nel 1987 la terza generazione scende in campo e lancia la linea Fendissime, con pellicce, sportswear e accessori studiati per un mercato più giovane. Due anni più tardi viene inaugurata la prima sede negli Usa, a New York, sulla Fifth Avenue.

Nel frattempo, l’impero delle cinque sorelle, dopo la nascita delle linee accessori e Uomo, si arricchisce di numerose licenze: dalla maglieria ai costumi, ai jeans, agli ombrelli, agli orologi, agli occhiali, alle ceramiche, all’arredo, alla biancheria per la casa. Complessivamente una ventina di licenze, oltre alle linee di pellicceria e di pelletteria.

In questo periodo, circa l’80% della produzione viene esportato. In Italia e all’estero si contano un centinaio di boutique e circa 600 punti vendita. Il fatturato, nel 1999, si aggira sui 600 miliardi, cosa che colloca Fendi al quarto posto per importanza tra i marchi del prêt-à-porter italiano.

Fendi ha realizzato pellicce sia per il cinema sia per il teatro. Fra i numerosi film e produzioni, vanno ricordati: Gruppo di famiglia in un interno (1974) e L’Innocente di Visconti (1976), La vera storia della Dama dalle camelie di Bolognini (1980), La Traviata di Zeffirelli (1983), Interno Berlinese di Liliana Cavani (1985), la Carmen (1986), L’età dell’Innocenza di Scorsese (1993), Evita di Parker (1996).

Con la terza generazione, Silvia Venturini Fendi, affiancata da Karl Lagerfeld, è responsabile della collezione femminile, di stagione in stagione sempre più innovativa ed all’insegna della ricerca, soprattutto per quanto riguarda le pellicce.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Silvia Venturini Fendi.
Silvia Venturini Fendi.

LVMH acquista Fendi

Sul finire del 1999, l’azienda è al centro di molti appetiti d’acquisto. Dopo infinite voci di cessioni, la maison è passata sotto il controllo di Prada e di Bernard Arnault, già proprietario di Louis Vuitton. LVMH, in joint venture con Prada (Lvp Holding), acquista il 51% della società, ma la gestione resta nelle mani della famiglia Fendi. Più avanti, Prada inizia a cedere le sue quote a LVMH, che, nel 2004, acquista l’84% delle quote. Delle cinque sorelle Fendi, unica socia azionista di rilievo resta Carla Fendi.

I successi

 Nel gennaio 2001, Fendi collabora in joint venture con Aoi, da 30 anni distributore del marchio in Giappone. La nuova società, chiamata Fendi Japan K:K, è sul mercato a partire dalla collezione primavera-estate 2001.

A partire dal 2002, la collezione Uomo viene prodotta, per 5 anni, da Ma.co. azienda di Soragna (Parma). Nello stesso periodo, il marchio lancia la collezione Selleria, un servizio su ordinazione per articoli di pelletteria fatti a mano, tra cui le celebri borse Baguette e Pekaboo. Questo dà ai clienti l’opportunità di customizzare completamente la propria borsa: un vero e proprio lusso.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il servizio su ordinazione, fatto a mano.
Il servizio su ordinazione, fatto a mano.

Fendi continua a promuovere eventi culturali di portata internazionale, tra cui la mostra Goddess al Metropolitan Museum, nella sede del Costume Institute. Fra gli eventi più prestigiosi della primavera newyorkese, la mostra ha esposto due abiti, donazione dell’Archivio Fendi.

Nel 2005 Fendi festeggia i suoi 80 anni di carriera con l’inaugurazione di Palazzo Fendi a Roma. La nuova sede è ora il cuore pulsante dell’azienda, la più grande boutique Fendi nel mondo firmata da Peter Marino. Una storia fatta di primati mondiali, quella della maison italiana. Una storia che ha visto l’organizzazione di una sfilata evento sulla Muraglia Cinese nel 2007 con ben 88 modelle e ospiti d’eccezione.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La sfilata sulla Muraglia Cinese.
La sfilata sulla Muraglia Cinese.

L’apertura di una nuova boutique a Parigi nel 2008, invece, si è svolta con un concerto privato di Amy Winehouse per soli 400 invitati.

Gli anni recenti

La maison italiana è sempre promotrice di nuovi progetti ed innovazioni. Nel 2011 Fendi collabora con Maserati, in particolare sulla “GranTurismo Convertible”, grazie ai comuni valori di artigianalità e tradizione. L’auto è stata supervisionata da Silvia Venturini Fendi, e i materiali, realizzati su misura ed in diversi colori, sono stati creati appositamente per quel modello. L’auto ha l’inconfondibile logo della doppia F impressa sul sedili, al centro del simbolo del Tridente sulle ruote e nella parte davanti.

Nel 2013 la maison ha iniziato il lavoro di restauro sulle fontane a Roma. L’opera è cominciata con la fontana di Trevi, seguita dalle Quattro Fontane. Per Fendi, questo significa un profonda connessione tra la sua identità e quella della città di Roma. Fendi ha le sue radici a Roma, che è da sempre stata la sua musa. Lo stesso anno Fendi firma un contratto con Safilo Group S.p.A. per la produzione e la distribuzione a livello internazionale di occhiali da sole e da vista.

L’anno successivo, Fendi compie un altro passo verso la tecnologia svelando le nuove, lussuose cuffie create in collaborazione con Beats di Dr. Dre. Le cuffie Fendi x Beats by Dr. Dre sono annunciate durante la sfilata Primavera/Estate 2015 a Milano.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Le cuffie Beats by Dr. Dre.
Le cuffie Beats by Dr. Dre.

Sempre nel 2014, il brand ha collaborato con Zaha Hadid per creare una borsa di pelle a più strati, parte di una collezione destinata alla beneficenza. Per la prima volta, nel 2014 la maison si serve di droni per registrare le sfilate. Debutta, inoltre, Karlito, sia come come borsa, sia come charm (realizzando più di 1 milione di euro di fatturato).

Sempre nel 2014, Fendi acquisisce il 49% delle quote del gruppo svizzero Taramax SpA, azienda specializzata nella produzione di orologi di lusso. Questa azione permetterà una presenza più importante del gruppo Fendi all’interno del mercato dell’orologeria.

50 anni di collaborazione con Lagerfeld. Palazzo Fendi.

Nel 2015 Fendi trasferisce la propria sede all’interno del Palazzo della Civiltà Italiana, costruito nel 1942 in occasione dell’EXPO (che, però, non si è mai tenuta). Il progetto è stato curato dall’architetto Mario Nanni e l’edificio ospita, oggi, una mostra di arte contemporanea al primo piano.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La collezione di borse per la Primavera/Estate 2015.
La collezione di micro bags per la Primavera/Estate 2015.

Lo stesso anno Fendi presenta la prima collezione “Haute Fourrure” alla Fashion Week di Parigi. L’ampia gamma di pellicce di Fendi, internazionalmente riconosciuta, ha fatto il modo che il brand si distinguesse dai competitors, in quanto è uno dei pochi brand con un’offerta completa di pellicce. Nel 2015 Fendi ha celebrato i 50 anni di Karl Lagerfeld come direttore creativo, con il libro “Fendi by Karl Lagerferld”, che narra una storia esclusiva di eredità, creatività e modernità. Questo è il rapporto più lungo in assoluto tra un’azienda di moda ed un designer.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. Il libro di Karl Lagerfeld.
Il libro “Fendi by Karl Lagerfeld”.

Nel 2016 viene completata la ristrutturazione e l’apertura di Palazzo Fendi a Roma, tra via dei Condotti e Piazza di Spagna. All’interno è stato aperto il ristorante stellato giapponese Zuma. Al 2° piano sono presenti appartamenti privati per celebrities, VIPs e amici della maison. Il 3° piano ospita l’hotel Fendi, provvisto di 7 suites imperiali. Sulla terrazza dell’ultimo piano è, invece, presente un lounge bar. Per il 90esimo anniversario, Fendi ha organizzato, il 7 luglio 2016, una sfilata di alta moda A/I 2016-2017 presso la Fontana di Trevi a Roma, il restauro della quale è stato finanziato dalla maison romana.

Dizionario della Moda Mame: Fendi. La sfilata sulla fontana di Trevi.
La sfilata sulla fontana di Trevi.

Ha avuto luogo anche la mostra “Fendi Roma – gli Artigiani dei Sogni”, per spiegare il processo di produzione della pelliccia e gli elementi creativi.

Situazione attuale

Attualmente, le performance del brand sono molto alte, con un fatturato di più di un miliardo di euro. Pietro Beccari è CEO, mentre Carla Fendi è l’unico membro della famiglia ancora nell’azienda, con le cariche di presidente e amministratrice. Il direttore creativo Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi continuano a lavorare fianco a fianco per il successo dell’azienda, che resta l’unico brand ad avere un atelier di pellicce interno.

PRADA

Dal negozio in Galleria di Mario Prada all’attuale Gruppo mondiale nel settore del lusso made in Italy di Miuccia. Leggi storia e aneddoti del marchio Prada.

Indice

  1. La storia dalle origini agli anni 2000.
    1. Le origini.
    2. Miuccia: la nipote ribelle e geniale.
    3. Gli anni Ottanta: il Nylon e il successo americano.
    4. Il ritorno a Milano.
    5. Gli anni Novanta: la Fondazione e le grandi acquisizioni.
    6. Il progetto degli Epicentri.
  2. Dal 2000 al 2005.
    1. Una nuova sede per le collezioni.
    2. Il bilancio del 2000.
    3. Le acquisizioni del 2001.
    4. L’Epicentro di New York.
    5. Situazione finanziaria del 2002.
    6. Prada punta sul Giappone. L’Epicentro di Tokyo.
    7. L’Epicentro di Los Angeles.
    8. Cessioni. Il lancio del primo profumo.
  3. Dal 2005 al 2010.
    1. I cortometraggi.
      1. Trembled Blossoms.
      2. Fallen Shadows.
    2. Progetti speciali.
      1. La mostra Waist Down.
      2. Prada Transformer.
    3. L’America’s Cup.
    4. Fondazione Prada.
  4. Dal 2011 ad oggi.
    1. Fondazione Prada a Venezia.
    2. Il progetto 24h Museum.
    3. La mostra Impossible Conversations.
    4. Prada per Il Grande Gatsby.
    5. I progetti ‘the new Prada Galleria’ e Prada Journal.
    6. Due nuovi cortometraggi.
      1. A Theraphy.
      2. Castello Cavalcanti.
    7. Acquisizioni del 2014.
    8. Pradasphere.
    9. Pasticceria Marchesi.
    10. Il restauro dell’Ultima Cena di Giorgio Vasari.
    11. Il progetto Past Forward.
    12. Fondazione Prada inaugura Osservatorio.
    13. La conferenza Shaping a Creative Future.

Dalle origini agli anni 2000.

Le origini.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Il van per le consegne, 1918.
Van per le consegne, 1918.

Le origini del marchio Prada partono dal lontano 1913 quando Mario Prada, artigiano milanese del lusso, apre un negozio in Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

Innovatore nel campo degli articoli da viaggio, degli accessori e dei beni di lusso, Prada utilizza, per i suoi prodotti, materiali raffinatissimi, manifatture di prima qualità e design all’avanguardia, divenendo ben presto un punto di riferimento per accessori in pelle e oggetti preziosi provenienti da tutto il mondo.

Grazie alla qualità delle sue creazioni, Prada soddisfa la richiesta dei più esigenti ed esperti clienti del mercato internazionale e dell’alta società. Nel 1919 diventa fornitore ufficiale della Real Casa d’Italia, ottenendo il diritto di includere lo stemma e i nodi sabaudi nel proprio marchio. (Fonte: “Prada”, edizione 2009, progetto Prada Arte).

D’altronde Mario Prada le idee le aveva ben chiare, il suo obiettivo era di:

“Colmare la carenza di oggetti che partecipassero all’avventura dello stilismo ma con avvenuto distacco; che fossero di moda, e capaci di non passare di moda nel giro di una stagione”.

Miuccia: la nipote ribelle e geniale.

Dizionario Moda Mame: Prada. Ritratto di Miuccia Prada Bianchi
Ritratto di Miuccia Prada.

La nipote Miuccia Prada è un ex jeune fille rangée della buona borghesia, sessantottina giudiziosa appassionata di teatro e mimo, iscritta alla scuola del Piccolo Teatro e all’Udi (Unione donne italiane) del Partito comunista.

Nel 1978 entra a far parte dell’azienda di famigliaInsieme al socio e marito Patrizio Bertelli, in vent’anni, la trasforma in un Gruppo mondiale nel settore dei beni di lusso targato Made in Italy. Diviene concorrente con marchi come Louis Vuitton, Chanel, Hermès, Gucci.

L’impresa diviene ad alto contenuto industriale, e alla fine del 1997 Prada può contare su:

  • 8 stabilimenti con 1184 dipendenti diretti;
  • 119 negozi monomarca, di cui 94 controllati direttamente;
  • un fatturato totale di 1.147.202 miliardi di lire.

Le tappe di quest’ascesa al vertice della moda internazionale sono segnate dalle felici intuizioni creative di Miuccia e dalle abili strategie d’impresa e comunicazione di Patrizio Bertelli.

Gli anni Ottanta: il Nylon e il successo americano.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Shopping bag in Nylon, 1978.
Shopping bag in Nylon, 1978. Ph: Albert Watson.

Nei primi anni Ottanta arrivano le borse in Nylon, in un materiale definito Pocono, brevettato con effetto seta e usato originariamente per i paracaduti militari. Le borse sono identificate dall’iconico logo: un triangolo rovesciato in metallo ispirato alla chiusura dei bauli di Mario Prada, che diventano subito oggetti di culto. Nel 1979 viene lanciata la prima collezione di scarpe.

Nel 1983 apre a Milano il primo Green Store, progettato dall’architetto Roberto Baciocchi. Esso è caratterizzato da una particolare sfumatura di verde chiaro che sarà presto riconosciuta in tutto il mondo come Verde Prada. Da questo momento in poi Prada apre una rete di Green Store in tutto il mondo, al cui interno è presente, in un modo o nell’altro, questo colore così unico. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Nel 1988 avviene il grande salto nell’abbigliamento femminile. Non è ancora finito il decennio di più spettacolare edonismo e consumismo del secolo e già la giovane milanese laureata in Scienze politiche, estranea al mondo iniziatico degli stilisti, fa intravedere una nuova svolta. Frettolosamente tacciata di “minimalismo“, la moda Prada è in realtà l’elaborazione concettuale e colta del disordine estetico della nostra epoca, ma senza alcuna astrazione.

Il ritorno a Milano.

Prada è Miuccia, ragazza borghese e schiva diventata un personaggio e il suo palcoscenico d’elezione è New York. Lei che gira a gambe nude anche a 10 gradi sotto zero o porta i calzini di lana con i sandali, lei che posa una seconda lunga gonna di chiffon sopra il ruvido tweed, lei che inventa le giacche a vento da sera.

Soltanto dopo essere diventati un “caso” negli Stati Uniti e sulla stampa anglosassone, i Prada-Bertelli riportano le collezioni sulle passerelle milanesi: e quei giornalisti italiani che, prima della trasferta americana, lasciavano vuote intere file delle sfilate in via Melzi d’Eril, vengono lasciati fuori dalla porta della nuova sede di via Maffei.

Scoppia uno scandalo a mezzo stampa, volano accuse di censura; ma a pace fatta il nome Prada diventa popolare ben oltre il mondo della moda e il momento delle sfilate. Anche perché la coppia, assecondando la comune passione per l’arte contemporanea, si trasforma da collezionista a mecenate.

Gli anni Novanta: la Fondazione e le grandi acquisizioni.

  • 1993: Nasce Fondazione Prada, e seguono le prime mostre: Eliseo Mattiacci e Nino Franchina. Lo stesso anno nasce la linea Uomo e viene creato, su specifico desiderio di Miuccia, il marchio indipendente Miu Miu.
  • 1995: nasce la Fondazione Prada, uno spazio d’arte milanese che ospita artisti del calibro di Anish Kapoor, Michael Heizer, Louise Bourgeois, Dan Flavin, Laurie Anderson, Sam Taylor Wood, Mariko Mori.
  • 1997: Patrizio Bertelli, esperto velista, decide di sponsorizzare e prendere parte all’America’s Cup del 2000 in Nuova Zelanda.

La scelta serve da supporto alla nuova linea Prada Sport, laboratorio di ricerca di nuovi materiali, forme, comportamenti. Le influenze si riflettono anche sulle altre linee (la Donna e l’Uomo) e sul marchio Miu Miu.

  • Giugno 1998: nuovo colpo di scena. Prada diventa un’importante azionista  di Gucci, quotata alla  borsa valori di New York. Nel gennaio 1999 tuttavia, di fronte alla scalata, con il 34,4% di Gucci da parte del francese LVMH (Louis Vuitton Moit Hennessy), Prada cede la sua quota a Bernard Arnault.In sei mesi ha realizzato un plusvalore di 192 miliardi di lire da investire nello sviluppo sempre più internazionale del marchio.

Negli anni successivi infatti avvengono:

  • l’acquisto della maggioranza di Helmut Lang;
  • la partecipazione in De Rigo (occhiali);
  • una quota di minoranza di Church’s, le scarpe inglesi;
  • poi il colpo grosso, l’acquisto della Jil Sander (il 75 per cento delle azioni ordinarie e il 15 di quelle quotate in Borsa);
  • infine la vincente offerta pubblica d’acquisto della maggioranza Church’s e l’alleanza con Bernard Arnault e la sua Lunch per il possesso della griffe Fendi. È la fine di agosto del 1999.

Il progetto degli Epicentri.

Nel 1999 il brand inaugura un progetto unico in collaborazione con AMO, il ‘think-tank’ dell’Office for Metropolitan Architecture (OMA), e con l’architetto Rem Koolhaas. Miuccia Prada e Patrizio Bertelli affidano ad AMO il compito di analizzare i trend dello shopping mondiale, concettualizzando nuovi prodotti e applicando le loro scoperte a nuovi tipi di negozi. Nasce quindi il progetto di tre Epicentri, negozi progettati al di fuori della tipologia del Green Store, destinati a diventare un vero e proprio laboratorio sperimentale.

Forte di un’identità che trascende il semplice marchio, l’azienda continua ad affermare la sua originalità in modi nuovi e inaspettati. È per esempio tra i primi a collaborare con architetti visionari come Rem Koolhaas e Herzog & de Meuron,vincitori del prestigioso Pritzker Prize: gli Epicentri di New York, Tokyo e Los Angeles, così diversi rispetto al concetto classico del negozio, sono il risultato di un’accurata analisi delle dinamiche del mercato nella società contemporanea e di un’innovazione architettonica rivoluzionaria. In queste boutique vengono esposti beni di lusso che sono il frutto di una tecnologia e di un design straordinari, affiancati da una molteplicità di attività ed eventi esclusivi. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Dal 2000 al 2005.

Una nuova sede per le collezioni.

All’inizio dell’anno, l’azienda viene inserita da Interbrand tra i 100 marchi più importanti al mondo. A partire dal 2000, Prada presenta le sue collezioni in via Fogazzaro a Milano, in un ex stabilimento industriale. L’edificio, ristrutturato a questo scopo, viene continuamente riconfigurato dando vita a nuovi ambienti architettonici. Per valorizzare il concetto delle collezioni, infatti, vengono proiettati film, video ed ambientazioni sonore uniche. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte)

A luglio viene costituita una joint venture paritetica con LVMH, denominata Lvp Holding Bv, per l’acquisizione del 51% delle azioni ordinarie di Fendi. Ad ottobre avviene l’acquisizione del 100% delle azioni di Azzedine Alaia. Debuttano le collezioni Eyewear e Beauty.

Il bilancio del 2000.

Il fatturato consolidato è in crescita del 56,6% rispetto al 1999. Il margine lordo è aumentato del 49,8%. In diminuzione l’utile netto, 184 miliardi di lire (-42,7%). Il dato 1999 è però influenzato dalla plusvalenza per la vendita delle azioni Gucci alla LVMH, al netto della quale i profitti sarebbero stati di 134 miliardi.

Resta alto l’indebitamento, che, tuttavia, non è determinato da una errata gestione finanziaria, bensì dalle molteplici acquisizioni realizzate nel 1999 e nel 2000: Church’s, Helmut Lang, Jil Sander, Fendi (in joint venture con Lvmh) e Azzedine Alaia. Significativo il rapporto tra indebitamento netto e patrimonio netto di gruppo, migliorato nel 2000, grazie all’aumento di capitale di Prada Holding per 260 milioni di euro.

Il bilancio della maison Jil Sander, che rappresenta il 10 per cento del fatturato complessivo, ha evidenziato un fatturato di 134,8 milioni di euro. I mercati in cui maggiore è la presenza competitiva sono quello tedesco e americano; in Italia, la griffe è presente a Milano con uno show room in Piazza Castello.

Acquisizioni del 2001.

  • Febbraio. Acquisizione del 70% di Santacroce.
  • Aprile. Acquisizione del 51% della società Car Shoe, marchio ideato e brevettato nel 1962 dall’artigiano lombardo Gianni Mostile, produttore di scarpe per appassionati di automobilismo. Il valore dell’operazione non è stato reso noto.
  • Luglio. Acquisizione del 70% di Genny, azienda marchigiana capitanata da Donatella Girombelli. Rumors additano il prezzo di cessione tra i 100 e i 120 miliardi di lire, cifra a cui bisogna sottrarre l’alto indebitamento.
  • Novembre. Accordo con LVMH per la vendita del 50 per cento della partecipazione del Gruppo Prada in Lvp Holding Bv (che deteneva le azioni di Fendi possedute da LVMH e Prada), per un valore di 295 milioni di euro. Prada e LVMH avevano acquistato il 51% di Fendi nel 1999, pagando 425 milioni di dollari. La cifra serve ad abbassare l’indebitamento del Gruppo italiano.

L’Epicentro di New York.

Dopo tre anni di ricerca, Prada apre il primo Epicentro a New York, nel Guggenheim Museum SoHo di Broadway. Rem Koolhaas e OMA creano una scenografia dal design spettacolare: un’onda di legno che collega il piano terra a quello inferiore, gabbie appendiabiti sospese e motorizzate che si muovono lungo una rete di binari montati a soffitto, e infine un vero e proprio palco che si schiude dall’onda per ospitare eventi speciali. Il progetto ha un successo immediato e rimane uno dei Prada store contemporanei di maggiore interesse a livello mondiale.

Dizionario Moda Mame: Prada. 2001, apre Prada Epicenter a New York
2001, apre Prada Epicenter a New York

Una delle caratteristiche più rilevanti dell’Epicentro di New York è il muro settentrionale che si estende per un intero isolato, raggiungendo la lunghezza di sessanta metri. Sin dai primi disegni, OMA ha concepito il muro come una sorta di tela su cui applicare wallpaper temporanei. Prada e lo studio newyorchese di design 2×4 hanno creato diversi wallpaper allo scopo di produrre contenuti sempre nuovi. Quasi contemporaneamente all’apertura dell’Epicentro di New York, Prada avvia con gli architetti svizzeri Herzog & de Meuron la progettazione del secondo Epicentro, situato a Tokyo. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte)

La tanto attesa quotazione alla Borsa di Milano è rimandata a causa del momento sfavorevole. Le molteplici acquisizioni effettuate negli ultimi anni hanno appesantito la situazione debitoria del Gruppo, che, per affrontarla, sta pensando di emettere un bond (obbligazione). Ammonta a 700 milioni di euro il bond a favore di Prada. La domanda da parte degli investitori è stata cinque volte superiore rispetto alla disponibilità. I 700 milioni verranno così utilizzati: 300 per l’aumento di capitale e 400 per rimborsare i debiti.

Situazione finanziaria nel 2002.

  • Marzo. Debutta a Mosca, nel centrale Tretyakov Passage, il primo monomarca in Russia. Partner del Gruppo è la Mercury Distribution.
  • Giugno. Costituita una joint venture paritetica con il gruppo Puig per la creazione e distribuzione di profumi e cosmetici contraddistinti dal marchio Prada. Con l’acquisto del restante 25% di Jil Sander, Prada ha il controllo totale della griffe tedesca.
  • Agosto. Viene rilevato il restante 24,29% della Genny Spa. I marchi Genny e Byblos, cui si è aggiunto Ozium, sono presenti nel prêt-à-porter di fascia alta e in altre linee di prodotto tra cui pelletteria, occhiali e profumi attraverso contratti di licenza.
  • Settembre. Fabio Zambernardi è il design director dei marchi Prada e Miu Miu per le linee abbigliamento, calzature e accessori.  Viene lanciato l’orologio sportivo GTS Chrono-Automatic IWC for Prada, in edizione limitata.

I punti vendita diretti di Prada e Miu Miu sono complessivamente 160. I ricavi del Gruppo si sono attestati a 1,57 miliardi di euro. Il volume d’affari ha mantenuto una distribuzione geografica equilibrata: 26% Italia, 25 resto d’Europa, 23 Nord America e 26 Giappone e area Asia-Pacifico. I marchi storici Prada e Miu Miu hanno contribuito all’83% dei ricavi complessivi. L’utile netto consolidato è pari a 27 milioni di euro.

Prada punta sul Giappone. L’Epicentro di Tokyo.

  • Marzo. Perfezionato un accordo per la distribuzione degli occhiali Prada negli Usa, Canada e Porto Rico, con l’azienda Avante-Garde Optics (Gruppo Luxottica). Debutta un nuovo flagship store a Tokyo, nel quartiere di Ginza, il terzo nella Terra del Sol Levante. Per l’occasione, Prada ha prodotto una linea di borse in edizione limitata (2000 esemplari), rivolta esclusivamente al mercato giapponese.

Debutta a Tokyo il nuovo Epicentro Prada, progettato dagli architetti Herzog & de Meuron. L’edificio a sei piani, situato nel distretto di Aoyama, è una delle opere architettoniche più riconoscibili della città: la facciata di vetro verde sporge da una griglia diagonale che ne costituisce la struttura, mentre all’interno ospita zone commerciali, lounge e spazi per eventi. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Dizionario Moda Mame: Prada. 2003, debutto dell'Epicentro di Tokyo
2003, debutto dell’Epicentro Prada a Tokyo
  • Luglio. Viene perfezionato un accordo decennale di licenza con Luxottica Group, leader mondiale nel settore ottico, per la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e da vista con i marchi Prada e Miu Miu. L’accordo contempla l’acquisizione da parte di Luxottica delle società di produzione e distribuzione di occhiali detenute al 100% dal Gruppo Prada, per un controvalore complessivo di 26,5 milioni di euro.

L’Epicentro di Los Angeles.

Nel 2004 apre i battenti il flagship store di Hong Kong. Miuccia riceve a New York l’International Award dal Cfda.

Dopo il successo dell’Epicentro di New York, OMA progetta un nuovo spazio a Los Angeles, sulla storica Rodeo Drive di Beverly Hills. Per certi aspetti il nuovo progetto è l’inverso di quello di New York: un’onda si alza dal livello della strada, sale verso il secondo piano e scende di nuovo. La facciata è formata da un’unica lastra di alluminio. Molti dei muri interni sono composti da una speciale spugna in resina che conferisce un inconsueto aspetto ‘poroso’ agli spazi. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte)

Dizionario Moda Mame: Prada. 2004, debuitta l'Epicentro di Los Angeles
2004, debutto dell’Epicentro Prada a Los Angeles

Nello stesso anno, il brand amplia le proprie attività attraverso la sponsorizzazione di Luna Rossa, barca a vela partecipante all’America’s Cup (e la conseguente introduzione, l’anno successivo, di una linea di abbigliamento tecnico ad hoc).

In aprile viene perfezionato un accordo con la Aedes, che darà vita alla Real Estate International, la quale acquisisce il patrimonio immobiliare del Gruppo Prada per un valore di circa 100 milioni di euro, con una plusvalenza di Prada di 30 milioni di euro. La joint venture ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio in case, uffici, negozi e aree.

Nel frattempo viene completata l’acquisizione di Helmut Lang: il quartier generale del brand a New York viene smantellato e trasferito a Milano, mentre si opta per la sospensione della linea di abbigliamento Genny, acquisita tre anni prima.

Cessioni. Il lancio del primo profumo.

Nel 2005, Simonetta Ciampi viene nominata designer director per le borse e gli accessori. Nel periodo successivo il gruppo Prada si alleggerisce, con la cessione di Helmut Lang, Jil Sander (2006) e di Azzedine Alaïa, che torna al 100% nelle mani dello stilista franco-tunisino, mentre tra gli investitori entra Banca Intesa, che partecipa con un 5% del capitale. La strategia di razionalizzazione porta, nello stesso periodo, all’incorporazione del calzaturificio Lamos.

Sempre nel 2005, per il lancio della prima fragranza femminile, Miuccia Prada invita il regista cinematografico Ridley Scott e sua figlia Jordan a collaborare alla realizzazione di un cortometraggio. Rispondendo al desiderio di Miuccia Prada di rappresentare la complessità dell’essenza femminile, Jordan sceglie un’antica poesia del I secolo, intitolata Thunder Perfect Mind, che illustra le innumerevoli sfaccettature della psiche femminile. Thunder Perfect Mind è girato da padre e figlia a Berlino e ha come protagonista Daria Werbowy, interprete dei diversi ruoli femminili di moglie, vergine, madre, figlia, amante. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte)

Dal 2005 al 2010.

I cortometraggi.

Nel marzo 2007, Prada lancia Prada Phone by LG, il primo cellulare interamente touch screen. Più di un milione di pezzi venduti in 18 mesi di presenza sul mercato. Il processo di ottimizzazione degli asset dà i suoi frutti: Prada S.p.A. chiude il 2007 con utile record di 127 milioni di euro, in progresso del 65,8% rispetto all’anno precedente.

Trembled Blossoms.

A inizio 2008, durante la settimana della moda di New York, viene presentato Trembled Blossoms. In linea con il processo creativo di Prada, Trembled Blossoms nasce da idee contraddittorie. L’intrecciarsi delle molteplici ispirazioni di Miuccia Prada, che spaziano dall’Art Nouveau ai quadri di Hieronymus Bosch, sono perfettamente restituite dai disegni surreali dell’artista James Jean, che stimolano la realizzazione di un wallpaper, di un cortometraggio animato e di tessuti stampati, abiti, borse e packaging. Il film Trembled Blossoms è presentato all’Epicentro di New York nell’autunno del 2007, accompagnato da una performance live del gruppo Coco Rosie, che ha composto la colonna sonora del film.
Il film viene in seguito proiettato durante una serie di eventi esclusivi negli Epicentri di Los Angeles e Tokyo. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Fallen Shadows.

Trembled Blossoms è seguito da un altro corto animato, intitolato Fallen Shadows e diretto da James Lima. Il film, che si ispira alla collezione fotografata da Steven Maisel nella campagna con Linda Evangelista, presenta un’innovativa tecnica di sovrapposizione di immagini digitali e tradizionali: un fondale dipinto a mano fa da background ad un’animazione di ultima generazione creata interamente al computer. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte) .

Progetti speciali.

La mostra Waist Down.
Dizionario della Moda Mame: Prada. La mostra Waist Down.
L’allestimento della mostra Waist Down.

Tra i progetti per l’arte, Waist Down è una mostra itinerante che raccoglie ed espone i modelli più originali e significativi delle gonne create da Prada dal 1988 a oggi. La mostra è concepita da Prada e AMO come un evento modulato di volta in volta in base allo spazio espositivo destinato ad accoglierlo. L’inaugurazione della mostra ha luogo nel 2004 all’Epicentro di Tokyo, la seconda location è il celebre Peace Hotel di Shanghai.

Nel 2006 Waist Down si sposta nell’Epicentro di New York a SoHo, per continuare all’Epicentro di Los Angeles a Beverly Hills e concludersi con l’installazione inaugurale del Prada Transformer di Seoul. Ogni evoluzione interpreta e si conforma ai diversi spazi espositivi, mescolando attività e caratteristiche dell’evento con la cultura della città ospite (Tokyo nel 2004, Shanghai nel 2005, New York e Los Angeles nel 2006 e Seoul nel 2009). (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Prada Transformer.

In seguito, il progetto Prada Transformer unirà diverse discipline all’interno di un’unica costruzione, raccogliendo le varie sfaccettature di Prada, rispettandone allo stesso tempo l’autonomia e l’unicità. Si tratta di un’installazione ospitata per sei mesi accanto allo storico Gyeonghigung Palace nel centro di Seoul, capitale della Corea del Sud.

Ideato da Prada, in collaborazione con l’architetto Rem Koolhaas, il tetraedro è stato concepito per ospitare quattro eventi dedicati all’arte, al cinema, alla moda e al mondo della cultura. Ogni evento ha una planimetria distinta: esagonale, rettangolare, cruciforme e circolare. Rispetto a un qualunque tipico spazio espositivo che si adatta a tutto, il Transformer si rovescia letteralmente, adattando le proprie sembianze alle caratteristiche di ogni evento.

Dizionario Moda Mame: Prada. Il progetto Prada Transformer in Corea del Sud
Il progetto Prada Transformer in Corea del Sud

In riconoscimento del valore culturale di questo progetto all’avanguardia, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha voluto includere il Transformer nel suo viaggio di Stato in Corea. Si tratta dell’unico caso, nella storia della Repubblica, in cui un edificio privato viene inserito nel programma della visita ufficiale del Capo dello Stato.

L’America’s Cup.

Dizionario Moda Mame: Prada. Il catamarano "Luna Rossa"
Il catamarano “Luna Rossa”

Gli orizzonti del Gruppo Prada trascendono i confini della moda: arte, architettura, cinema, cultura, ma anche le grandi sfide come l’America’s Cup, sono parte integrante dei valori fondamentali del marchio. Appassionato e competente velista, nel 1997 Patrizio Bertelli lancia una sfida italiana all’America’s Cup, la più importante competizione velica internazionale. La barca ‘Luna Rossa‘ vince la Louis Vuitton Cup, le selezioni del Challenger per la Coppa America del 2000, aggiudicandosi così il diritto di sfidare il defender neozelandese, da cui poi sarà sconfitta in un’avvincente finale. Ma ‘Luna Rossa‘ rimarrà un fenomeno nazionale, un’icona che ha scritto una delle più importanti pagine della storia dello sport italiano: mai in precedenza un evento velico aveva riscosso tanto seguito in Italia.

Fondazione Prada.

Dizionario Moda Mame: Prada. La Fondazione Prada a Milano
La Fondazione Prada a Milano, in largo Isarco 2.

Pochi mesi più tardi viene svelato il progetto, curato da Rem Koolhaas, della nuova Fondazione Prada di Milano, che apre al pubblico nel maggio del 2015: uno spazio di 17.500 metri quadri in un complesso industriale dei primi del Novecento. Nel campo dell’arte e della cultura, la Fondazione è considerata un vero e proprio riferimento a livello mondiale. L’attenzione e l’interesse di Miuccia e Maurizio Bertelli per il mondo dell’arte contemporanea portano alla decisione di aprire uno spazio in cui presentare esposizioni realizzate in rapporto di piena collaborazione con artisti italiani ed internazionali.

“Fondazione Prada è un’iniziativa che si propone di ricevere e ritrasmettere le più profonde provocazioni mentali dell’arte del nostro tempo”. Miuccia Prada.

Nel corso degli anni, la Fondazione Prada ha esplorato diversi soggetti d’indagine, aprendosi a tematiche inerenti a settori quali l’architettura, la filosofia, la scienza, il design e il cinema.

DAL 2011 AD OGGI.

Fondazione Prada a Venezia.

A partire dal 31 maggio 2011, la Fondazione ha aperto un nuovo spazio espositivo a Ca’ Corner della Regina, prestigioso palazzo settecentesco affacciato sul Canal Grande a Venezia, dopo un importante intervento di restauro conservativo della struttura. Questo imponente edificio storico, che la Fondazione Musei Civici di Venezia ha reso disponibile per un periodo di 6-12 anni, ha inaugurato con una mostra complessa e articolata che rispecchia l’attività multiforme della Fondazione.

Dizionario Moda Mame: Prada. La Fondazione Prada in Ca' Corner della Regina a Venezia
La Fondazione Prada in Ca’ Corner della Regina a Venezia

Lo stesso anno avviene l’entrata in Borsa del Gruppo Prada. L’azienda ha collocato il 20% delle proprie azioni presso la borsa di Hong Kong, registrando una valorizzazione iniziale dell’azienda a 9,2 miliardi di euro, con l’offerta coperta 3,5 volte rispetto alle azioni disponibili.

Il progetto 24h Museum.

Dizionario della Moda Mame: Prada. 24H Museum.
Il progetto 24H Museum.

Nel 2012 Prada lancia il progetto 24h Museum, concepito da Francesco Vezzoli, in collaborazione con lo studio AMO di Rem Koolhaas. L’installazione per il 24h Museum ha proposto tre momenti distinti, ognuno ispirato ad un particolare tipo di spazio museale: storico, contemporaneo, dimenticato. Nei tre ambiti, Francesco Vezzoli ha immaginato un “museo che non c’è” dove ha esposto, suo personale omaggio all’eterno femminino, l’interpretazione di sculture di stampo classico che alludono ad alcune dive contemporanee.

Nella tradizione delle collaborazioni con gli artisti e degli approcci multipli al processo creativo, Prada interviene per realizzare un nuovo progetto di sperimentazione linguistica e visiva con il 24h Museum di Francesco Vezzoli dove l’intera esposizione dura 24 ore, palcoscenico per una grande festa barocca.

La mostra Impossible Conversations.

Sempre nel 2012, il Costume Institute, Metropolitan Museum of Art, ospita la mostra Schiaparelli and Prada: Impossible Conversations. Dal 10 maggio al 19 agosto 2012, (preceduta il 7 maggio dall’Evento benefico di Gala), l’esposizione ha esplorato le inaspettate affinità tra le due stiliste italiane appartenenti a epoche diverse.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Impossible Conversations.
La mostra Impossible Conversations.

Traendo ispirazione dalle “Interviste impossibili” di Miguel Covarrubias per Vanity Fair degli anni Trenta, i curatori Harold Koda e Andrew Bolton hanno dato vita a conversazioni irreali tra queste due donne, a suggerire nuove chiavi di lettura del loro lavoro innovativo.

Nelle gallerie sono presentati capi icona di Elsa Schiaparelli e Miuccia Prada, oltre a 8 video che simulano una serie di conversazioni tra le due stiliste, diretti da Baz Luhrmann per illustrare come nel loro lavoro, abbiano esplorato temi analoghi mediante approcci molto diversi.

Prada per Il Grande Gatsby.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Il Grande Gatsby.
Catherine Martin e Miuccia Prada per Il Grande Gatsby.

Nel 2013 Miuccia Prada ha collaborato con la costumista Catherine Martin per creare una collezione di oltre 40 esclusivi abiti da cocktail e da sera Miu Miu e Prada per Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann. Una mostra speciale di costumi selezionati è stata esposta all’Epicentro di New York dal 1 al 12 maggio 2013, per poi spostarsi all’Epicentro di Tokyo dal 14 al 30 giugno e infine ha approdare all’IFC Mall a Shanghai dal 11 al 21 settembre 2013.

L’esposizione, dal titolo “Catherine Martin and Miuccia Prada Dress Gatsby“, ha combinato abiti da sera, vestiti, cappelli, calzature e gioielli a schizzi, foto di scena, filmati del backstage e trailer del film. L’allestimento ha previsto anche manichini che indossavano i look di ogni personaggio accompagnati da video tratti sia dal film che dal dietro le quinte. Curata dallo studio 2×4 di New York, l’esposizione è stata progettata per mutare a ogni tappa, allo scopo di riflettere le caratteristiche uniche di ogni città che l’ha ospitata.

I progetti “the new Prada Galleria” e Prada Journal.

Nel 2013 Prada acquisisce un’intera porzione cielo-terra di un immobile in Galleria Vittorio Emanuele II affacciato sull’Ottagono e prospiciente il negozio storico dedicato alle collezioni femminili.
Nasce il progetto “The new Prada Galleria”, che si svilupperà in più fasi. La prima vede l’apertura nel 2013 del nuovo negozio Prada Uomo al piano terra del palazzo. Gli spazi vengono interamente restaurati secondo i canoni estetici e architettonici dello storico negozio del 1913.
Le fasi successive del progetto prevedono l’apertura di uno spazio dedicato alla ristorazione al piano mezzanino e l’apertura di spazi espositivi dedicati alla Fondazione Prada.

Parallelamente, contribuisce ai lavori di ristrutturazione delle facciate della Galleria terminano nel 2015, secondo un progetto realizzato con Versace e con il contributo di Feltrinelli. Il restauro ha riscoperto l’originaria bicromia delle facciate, riportando all’attenzione del grande pubblico la figura del progettista, l’architetto Giuseppe Mengoni, e fornendo dati e informazioni scientifiche per la futura conservazione del monumento.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Il progetto "the new Galleria".
The new Galleria: Galleria Vittorio Emanuele II dopo il restauro.

Nel 2013 Prada lancia il concorso letterario Prada Journal, in collaborazione con Giangiacomo Feltrinelli Editore e Luxottica. Il progetto nasce dalla curiosità di esplorare linguaggi innovativi attraverso forme d’espressione che convergano sulla parola scritta, creando una piattaforma indipendente di interesse e un’insolita riserva di ricerca editoriale. Prada Journal ha avuto altre due edizioni nel 2014 e nel 2015.

Due nuovi cortometraggi.

A Theraphy.

Nel 2013 Prada presenta a Cannes il cortometraggio A Theraphy, scritto e diretto da Roman Polanski, starring Ben Kingsley e Helena Bonham Carter. L’autore de Il Pianista e Carnage ha immaginato una seduta psicanalitica alquanto bizzarra, dove la moglie di Tim Burton interpreta una ricca e annoiata signora, griffatissima, mentre Kingsley è il suo analista.

Castello Cavalcanti.

Nel 2014 un’altra collaborazione in ambito cinematografico: un cortometraggio di 8 minuti diretto dall’acclamato regista americano Wes Anderson. Castello Cavalcanti rientra perfettamente nell’universo autoriale di Anderson, solo che questa volta ci troviamo in Italia. È il settembre del 1955 e Jason Schwartzman è appena andato a sbattere con la sua auto da corsa contro una statua di Gesù. Il risultato è un racconto popolare sui casi del destino in tipico stile ‘andersoniano’.

Acquisizioni del 2014.

A marzo, Prada SpA annuncia l’acquisizione dell’80% della Angelo Marchesi Srl, proprietaria della storica pasticceria milanese fondata nel 1824. Lo stesso anno avviene l’acquisizione della storica conceria Tannerie Mégisserie Hervy a Isle, nei pressi di Limoges. L’acquisizione è stata realizzata in joint-venture con la Conceria Superior SpA di Santa Croce, da tempo partner industriale del Gruppo Prada. L’obiettivo dell’operazione è garantire il recupero e il rilancio di una struttura produttiva che costituisce un esempio di eccellenza nella tradizione conciaria delle pelli di agnello e in particolare delle nappe “plongé”, con lo scopo di preservarne il prezioso know-how artigianale.

Pradasphere.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Pradasphere a Hong Kong.
Pradasphere a Hong Kong.

Sempre nel 2014, Prada presenta il progetto Pradasphere: una mostra dedicata al marchio e curata dallo studio 2×4 di New York. La prima edizione è ospitata da Harrods a Londra per la durata di un mese. La mostra racconta le multiformi ossessioni del marchio attraverso moda, arte, architettura, cinema, sport e altro ancora. Per l’occasione, Harrods ha ospitato quaranta vetrine, un pop-up store e uno spazio temporaneamente allestito per accogliere la pasticceria Marchesi. La seconda edizione di Pradasphere si è svolta ad Hong Kong, in uno spazio appositamente creato per l’occasione.

Pasticceria Marchesi.

Dopo l’acquisizione della Angelo Marchesi Srl, nel settembre 2015 Pasticceria Marchesi inaugura i nuovi spazi di via Monte Napoleone 9, il primo locale dopo l’apertura dello storico caffè milanese. Marchesi Monte Napoleone rimane fedele al suo stile e alla sua impeccabile qualità, offrendo una selezione ancora più ampia di prodotti. Progettato dall’architetto Roberto Baciocchi, il nuovo negozio si estende su una superficie di 120 metri quadrati e gli interni reinterpretano l’atmosfera e il fascino degli spazi di via Santa Maria alla Porta 11/a.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Pasticceria Marchesi in via Monte Napoleone, 9.
Pasticceria Marchesi in via Monte Napoleone, 9.

A distanza di un anno, Pasticceria Marchesi apre un terzo negozio nel cuore di Milano, all’interno dell’emblematica Galleria Vittorio Emanuele II, simbolo della città. Al nuovo spazio, situato al piano mezzanino dell’edificio che ospita Prada Uomo, si accede – tramite scala o ascensore – sia dalla Galleria Vittorio Emanuele II che dal negozio Prada. Il nuovo spazio Marchesi si sviluppa su una superficie di 250 metri quadrati, in un suggestivo ambiente scandito da numerose finestre ad arco con affacci sugli splendidi affreschi e sui preziosi pavimenti a mosaico della Galleria.

Il restauro dell’Ultima Cena di Giorgio Vasari.

Dizionario della Moda Mame: Prada. L'Ultima Cena di Giorgio Vasari.
L’Ultima Cena di Giorgio Vasari.

Il 4 novembre 2016 ritorna a Santa Croce, a cinquant’anni dall’Alluvione, il capolavoro restaurato di Giorgio Vasari, grazie all’impegno di Opificio delle Pietre Dure e al contributo di Prada, Getty Foundation e Protezione Civile. La cerimonia si svolge alla presenza del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e Patrizio Bertelli, Amministratore Delegato del Gruppo Prada, Irene Sanesi, Presidente dell’Opera di Santa Croce, Marco Ciatti, Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure e Antoine Wilmering, Getty Foundation Senior Program Officer.

L’Ultima Cena di Giorgio Vasari, che acqua e fango travolsero in una sala di questo museo il 4 novembre del 1966, per decenni è stata conservata in un deposito della Soprintendenza insieme a molte altre opere alluvionate. Dopo cinquanta anni, grazie a nuove tecnologie, all’impegno dell’Opificio delle Pietre Dure e al sostegno di Prada, Getty Foundation e Protezione Civile è stato ultimato il restauro e il dipinto viene ricollocato nel Cenacolo.

Il progetto Past Forward.

Past Forward è un progetto cinematografico multipiattaforma nato nel 2016 dalla collaborazione tra Miuccia Prada e il regista e sceneggiatore statunitense David O. Russell. Acclamato per film quali American Hustle, The Fighter e Il lato positivo, Russell ha immaginato Past Forward come un paesaggio onirico, surreale e silenzioso con un cast eclettico, che ripropone le scene in combinazioni variabili.

Il risultato è una storia inaffidabile, una visione di parallasse in cui scene, personaggi, costumi, generi, e anche i molteplici finali, si ripetono e si tramutano, rifiutando la logica della narrativa convenzionale. Così facendo Russell rappresenta i suoi personaggi come elementi di un collage complesso, lasciando allo spettatore il compito di decodificare che cos’è l’esperienza, il ricordo, il sogno, e capire la sovrapposizione e le differenze tra loro.

Fondazione Prada inaugura Osservatorio.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Osservatorio.
Fondazione Prada inaugura Osservatorio.

Nel dicembre 2016 Fondazione Prada inaugura Osservatorio, un nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Osservatorio è un luogo di esplorazione e indagine delle tendenze e delle espressioni della fotografia contemporanea, della costante evoluzione del medium e delle sue connessioni con altre discipline e realtà creative. In un momento storico in cui la fotografia è parte integrante del globale flusso di comunicazione digitale, Fondazione Prada, attraverso le attività di Osservatorio, si interroga su quali siano le implicazioni culturali e sociali della produzione fotografica attuale e della sua ricezione. Si estende così il repertorio di modalità e strumenti con i quali la Fondazione interpreta e si relaziona con il presente.

Ospitato al quinto e sesto piano di uno degli edifici centrali, Osservatorio si trova al di sopra dell’ottagono, al livello della cupola in vetro e ferro che copre la Galleria realizzata da Giuseppe Mengoni tra il 1865 e il 1867. Gli ambienti, ricostruiti nel secondo dopoguerra a seguito dei bombardamenti che hanno colpito il centro di Milano nel 1943, sono stati sottoposti a un restauro che ha reso disponibile una superficie espositiva di 800 m2 sviluppata su due livelli.

La conferenza Shaping a Creative Future.

A marzo 2017, il Gruppo Prada ha presentato a MilanoShaping a Creative Future”, conferenza organizzata in collaborazione con Yale School of Management e Politecnico di Milano School of Management. L’evento ha esplorato nuove possibili connessioni tra sostenibilità e innovazione e provocato un confronto tra l’imprenditoria, la cultura e il mondo accademico internazionale.

Nel corso della prima giornata, presso la Fondazione Prada, docenti di entrambe le università hanno incontrato esponenti di aziende e associazioni, per elaborare una prospettiva critica che ha costituito lo spunto alla discussione del giorno successivo. La giornata seguente, presso la sede Prada, personalità del mondo imprenditoriale e portavoce di organizzazioni internazionali si sono confrontati nel corso di una conferenza plenaria, arricchendo il dibattito con stimolanti intuizioni ed esperienze personali.

 

Genny

Al principio erano gonne e camicette, elementi base del guardaroba, che Arnaldo Girombelli produceva con il marchio Genny come complemento e arricchimento delle collezioni in vendita nella sua boutique di Ancona. Una produzione artigianale, sempre più apprezzata dalle clienti, tanto che nel ’76 l’imprenditore marchigiano chiama come coordinatrice dello stile la giovanissima Donatella Ronchi: diventerà sua moglie e dal 1980, alla sua morte, gli succederà alla guida dell’azienda. Antesignano del made in Italy e della sua formula vincente — un sapiente dosaggio di moda, industria e sintonia con i gusti del pubblico — Girombelli nel ’68 apre il primo stabilimento per una produzione di qualità sartoriale: un centinaio i dipendenti. Nel ’73 inizia la collaborazione di Gianni Versace, stilista emergente sbarcato prima a Firenze, poi a Milano, dalla natia Reggio Calabria: un sodalizio che durerà fino agli anni ’90 (oltre a Genny, Versace disegnerà ai suoi esordi la linea giovane Byblos e la collezione Complice, nata nel 1975). La complicità con gli stilisti e l’apertura a talenti diversi per origine e vocazione — da Claude Montana a Keith Varty e Alan Cleaver, da Dolce & Gabbana a Christian Lacroix, da Rebecca Moses a John Bartlett, da Richard Tyler a Josephus Thimister — è la carta vincente del gruppo di Ancona, che, diventato nell’87 una holding finanziaria, ha accentuato la sua vocazione internazionale. Dalla scomparsa del marito, Donatella Girombelli è l’anima del Gruppo: oltre alle strategie aziendali (è presidente della holding) determina le scelte stilistiche, soprattutto per le collezioni Genny, in sintonia con le trasformazioni della società e il mutamento del ruolo della donna. Dopo lo stile forte e iperfemminile degli anni ’80, dopo la moda più concettuale dei ’90, è il momento della ricerca dell’equilibrio tra lusso e semplicità. "Purista-modernista, classico e solare e molto italiano", così Donatella (che ora ha al suo fianco il figlio Leonardo) ama definire la Genny del 2000. 

2001, giugno. Accordo preliminare per l’acquisizione di Genny da parte di Prada, che si impegna a garantire l’attuale livello di occupazione. Donatella Girombelli, presidente di Genny dal 1980, ha così commentato la decisione: "È stata la scelta più giusta per il nostro Gruppo. La competizione mondiale nel settore del lusso richiede oggi dimensioni maggiori per competere ad alto livello. Il futuro dell’azienda sarà sicuramente migliore, grazie all’ingresso in un Gruppo importante e in forte crescita come Prada". Donatella Girombelli e suo figlio Leonardo manterranno incarichi nella nuova società.
2002, settembre. Debutto di Francisco Rosaf, nuovo stilista (ha 37 anni) di Genny. Rivitalizza la tradizione del pizzo, che è sempre stato importante nella storia del marchio e che ritorna come stampa sui tessuti insieme a fiori colorati.

Audibet

Esordisce nel ’71 come assistente di Ungaro per l’alta moda. Dal ’72 è lo stilista delle collezioni maschili di Cerruti e nel ’75 lo affianca per il lancio della prima collezione donna. Tra il ’77 e l’81 disegna le linee uomo di Christian Aujard e collabora con Basile e Laura Biagiotti. Usa soprattutto tessuti all’avanguardia. Disegna forme dinamiche. Lancia la sua griffe di prêt-à-porter femminile nell’84: resterà sul mercato fino all’estate ’88. Parallelamente crea per altri marchi. Nel ’91, per due stagioni, firma una linea di maglieria. Dal ’92 collabora con Hermès e Prada per le collezioni donna.

1999. Inizia a collaborare con Salvatore Ferragamo. Disegna la collezione donna della maison.

2001, ottobre. Abbandona la Ferragamo dopo quattro stagioni, gli succede lo stilista scozzese Graeme Black, reduce da sette anni di collaborazione con Armani.

Guariento

È nata a Milano. Le è stato assegnato nel 1999, l’Infil Award, il premio per giovani stilisti di maglieria intima, ideato e realizzato da Sponso per Infil, azienda italiana leader del settore: una borsa di studio di 5 milioni e la presentazione della collezione vincitrice al Salon International de la Lingerie di Parigi nel gennaio 2000. Si è diplomata all’Istituto Marangoni di Milano nel ’94 e ha cominciato una lunga gavetta. Dopo avere collaborato con due studi di consulenza stilistica, ha lavorato come figurinista nella sartoria artigiana di Angela Piatti Zardin, dal ’95 a tutto il ’97 alla Reality di Gigi Monti-Basile (stilista, grafica, scelta di tessuti, controllo dei campionari, casting per le campagne pubblicitarie) e, nel febbraio ’98, come free lance ("per posizionamento di ricami e applicazioni su capi d’abbigliamento", dice il suo curriculum) da Prada per la sfilata autunno-inverno donna.