Head

Una leggenda. Dopo centinaia di film, 8 Oscar, 33 nomination, morì in piena attività mentre lavorava al Mistero del cadavere scomparso. Brava in tutti gli stili e in tutte le epoche, capace di adattare i modelli ai caratteri dei personaggi, vestì praticamente tutte le grandi star femminili: da Marlene Dietrich a Bette Davis, da Liz Taylor (Un posto al sole) ad Audrey Hepburn, da Barbara Stanwyck (La fiamma del peccato) alle bionde e glaciali eroine "hitchcockiane" Grace Kelly (La finestra sul cortile) e Tippi Hedren (Gli uccelli). Ma dichiarava di preferire i costumi maschili ("Con gli uomini è molto più facile lavorare: tutto quello che vogliono è finire in fretta") e il suo nome è legato anche a parecchi western (Il cavaliere della Valle Solitaria). Debuttò come disegnatrice alla Paramount Pictures. Vi rimase per ventinove anni, diventando la responsabile del dipartimento-costumi, prima di traslocare alla Universal, dove fu attiva fino al suo ultimo giorno di vita. Un’esistenza spesa sui set: ma le sue creazioni, copiate in tutto il mondo, influenzarono la moda ben al di là del cinema. 

Greer

Ha vestito Ingrid Bergman (Io ti salverò), Katharine Hepburn, Ginger Rogers e Sylvia Sidney sullo schermo, Shirley Temple il giorno delle nozze. Creatore eclettico, era nato nel Nebraska e aveva cominciato la carriera nella Casa di mode Lucille. Trasferitosi in Europa, fu costumista teatrale e lavorò per Molyneux e Poiret a Parigi. All’inizio degli anni ’20 diventò direttore del dipartimento-costumi della Famous Players-Lasky (poi Paramount Pictures), dove disegnò abiti per la star Pola Negri e per Nita Naldi nei Dieci comandamenti (’23). La ribalta della Paramount Pictures lo rese notissimo e lo convinse ad aprire nel ’27, primo tra i costumisti cinematografici, una casa di mode a Hollywood. Parallelamente, Greer proseguì la sua attività nel cinema collaborando con diversi studi.