SACAI

Chitose Abe fonda Sacai a Tokyo nel 1999. L’ormai etichetta di alta moda maschile e femminile è nata come una collezione si sole poche maglie vendute proprio a casa della stilista. 

Indice

  1. Chitose Abe
  2. Il debutto
  3. Lo stile
  4. L’uomo
  5. Le borse
  6. Flagship store
  7. Creative Director e Businesswoman

Chitose Abe

Chitose Abe, fondatrice di Sacai, nasce a Gifu (Giappone) nel ’65 e parla il linguaggio dell’alta moda sin dalla giovane età. Grande appassionata delle avanguardie, ricorda come i suoi abiti sconvolgessero la madre:

“Si rifiutava di uscire con me, e talvolta piangeva persino! Ma per me, la moda è una parte importante della mia vita; è un modo di esprimermi

Dizionario della Moda Mame: Sacai. Chitose Abe
Chitose Abe

Dopo essersi laureata a Nagoya, Chitose Abe si trasferisce a Tokyo con le tasche piene solo delle sue speranze. Mossa fortuita: ben presto collabora con Comme des Garçons dove, per otto anni, sarà responsabile della maglieria. In seguito svolge un lungo apprendistato con Junya Watanabe, ex assistente di Rei Kawakubo da tempo insignita dell’onore di firmare una linea tutta sua.

Chitose Abe si forma, quindi, con i massimi esponenti della moda concettuale. Da Comme des Garçons impara a rendere gli abiti ben più di semplici vesti, senza perdere a quell’istanza di praticità sempre più pressante nel mondo della moda.

Il debutto

Chitose Abe fonda Sacai nel 1999 a Tokyo. Il nome del brand è una variazione del suo nome da ragazza, Sakai. È strano pensare che l’ormai etichetta di alta moda maschile e femminile sia nata come una collezione si sole poche maglie vendute proprio a casa della stilista. Chitose Abe dice che il desiderio di aprire una sua linea è nato dall’essersi stancata delle restrizioni sartoriali della nuova maternità:

“Tutto quello che indossavo erano jeans, pantaloni chino, maglioni con scollo a V, magliette e polo. Ho pensato: è così? È questo quello che voglio indossare?” E così ho iniziato a lavorare a maglia e a disegnare vestiti: una capsule collection di articoli di moda. Prendevo gli ordini con il bambino che gattonava”

La stilista escogita così il concetto di ibridazione, diventato ormai linguaggio comune della moda. Con il supporto di Rei Kawakubo, Sacai fiorisce: se nei primi anni vende “solo” in Europa e negli Stati Uniti, nel 2009 sfila a Parigi. Ad oggi la sede rimane a Tokyo, in Giappone.

Lo stile

Sacai incarna l’idea che le donne possano indossare ciò che vogliono, come vogliono, quando vogliono. Utilizza l’ibridazione attraverso giustapposizioni di trame contrastanti, trasformando gli abiti con forme e silhouette inaspettate. L’interesse di Chitose Abe è quello di creare abiti che siano unici e senza tempo, innovativi e sperimentali. Le creazioni Sacai partono dalla rielaborazione del gusto classico, sino ad arrivare a design adatti ad ogni occasione.

Dizionario della Moda Mame: Sacai. La donna Sacai
La donna Sacai

Il brand sostiene un chiaro messaggio di forza femminile, ma senza l’estetica maschile, che è spesso considerata parte integrante delle donne di successo. Afferma la stilista:

Mi diverto a mischiare denim e vestiti femminili. A Tokyo non c’è un confine definito tra abiti formali e casual. La gente va la mattina a lavoro e la sera a un party con lo stesso outfit. Fondo sempre molti elementi in un unico capo che si possa portare in tutti i momenti della giornata.

Dizionario della Moda Mame: Sacai. Collaborazione con Nike
Collaborazione con Nike

Le collezioni sono sempre pensate per le donne che vivono una vita frenetica. Le sagome tradizionali vengono trasformate e combinate con un’innovazione di gusto avanguardista. Eppure rimangono facili da indossare; trasudano un’elegante praticità. Sacai ha vinto le lodi di Karl Lagerfeld, Suzy Menkes e Anna Wintour. Inoltre, la stilista ha collaborato con Moncler, Dover Street Market e Nike.

L’uomo

Dizionario della Moda Mame: Sacai. L'uomo Sacai
L’uomo Sacai

La collezione uomo Sacai, lanciata nella primavera del 2009, si basa sulla stessa filosofia e approccio della collezione donna. Gli abiti attingono dalla tradizione, sono rivisitazione di capi di base, che ogni uomo possiede nel suo guardaroba. Ma intrisi di eleganza. Attualmente, sfilano a Parigi sia le collezioni Donna che quelle Uomo.

Le borse

Dizionario della Moda Mame: Sacai. That Bag, autunno/inverno 2017
That Bag, autunno/inverno 2017

Chitose Abe presenta la prima collezione di borse Sacai per la Primavera Estate 2017, diciottesimo anniversario del brand. Sono archetipi di borse riconoscibili, tagliati e impiombati utilizzando l’estetica “ibrida” tipica di Sacai. La stilista trasferisce alle borse il suo personale concetto di artigianalità couture e design giocoso, fusione di linee, stili e materiali diversi. Protegée di Rei Kawakubo, Chitose Abe lavora con Katie Hillier, designer di accessori e consultant per molti brand, che l’aiuta a trasformare la sua estetica in borse talvolta inaspettate, di sicuro uniche nell’affollato mercato accessori. Tutti pezzi che, spiega la stilista, “Io stessa indosserei”. Aggiunge:

“Ho deciso di disegnare questa collezione semplicemente perché sono riuscita a immaginare nei dettagli la borsa che volevo creare, in linea con lo stile SacaiProietto l’estetica dell’ibrido nelle borse, ripropongo modelli classici da usare, però, in modo diverso. Credo che quando una donna sceglie una borsa, voglia mostrare la propria identità. Quindi, per conquistarci un posto di successo in questo settore del fashion industry, anche noi dobbiamo assecondare e condividere questo desiderio.

Flagship store

Sacai ha aperto il primo flagship store nel settembre 2011 a Minamiaoyama, Tokyo. Chitose Abe ha scelto di lavorare con l’architetto Sou Fujimoto, noto per la sua integrazione di elementi contrari, con il quale si è strettamente identificata. Il concetto alla base del negozio era quello di creare un ambiente che non solo rispecchiasse la visione di Sacai come marchio, ma che fosse un negozio al dettaglio con un concetto che è in linea con la verosimiglianza della cultura dinamica di Tokyo come città.

Il negozio di Tokyo è stato seguito dai negozi di Hong Kong, Pechino e Seoul. Le collezioni sono attualmente disponibili in oltre 230 negozi in 40 Paesi. Inoltre, il brand viene venduto in circa 30 boutique italiane tra cui 10 Corso Como a Milano.

Dizionario della Moda Mame: Sacai. Paris Fashion Week, autunno/inverno 2018/19
Paris Fashion Week, autunno/inverno 2018/19

Creative Director e Businesswoman

Con una quota del 100% di Sacai, Chitose Abe è una voce fresca all’interno di un settore che spesso ignora la parte economica a favore di una creatività assoluta. “Faccio vestiti con la testa di una businesswoman“, ha detto la stilista nel 2011, “non come un’artista“. La determinazione al successo e l’innata capacità di comprendere ciò che le donne vogliono hanno portato ad un clamoroso successo internazionale.

“Il fatto che io sia designer e presidente sia la ragione più importante per cui Sacai può rimanere libero” Chitose Abe

E questo approccio alla libertà in ogni aspetto della sua azienda regale un’aggiunta deliziosa a un settore spesso saturo di ripetizioni .

NIKE

Marca americana di scarpe sportive, abbigliamento, attrezzature e accessori, fondata all’inizio degli anni ’60 da Phil Knight e Bill Bowman.

Indice

  1. Le origini
  2. Sviluppo del brand
  3. Collaborazioni e sponsorizzazioni
  4. Inaugurazioni 
  5. Il business sostenibile
  6. Situazione attuale

Le origini

Bill Bowman, fondatore di Nike, nel suo negozio
Bill Bowman, fondatore di Nike, nel suo negozio

Nike è un brand americano di scarpe sportive, nato nell’Oregon come Blue Ribbon Sports, nel 1964, per volontà di Phil Knight e Bill Bowerman (morto nel ’99). Nel 1971, divenne la famosa Nike che conosciamo oggi. Nella mitologia greca, Nike è la dea della vittoria e rappresenta il successo in guerra e nelle competizioni sportive. I due famosi motti di Nike sono “just do it” e il famigerato “swoosh”. Nike ha contribuito in modo determinante a imporre come scarpe di tutti i giorni le cosiddette basket, nei loro innumerevoli modelli, colori e tecnologie. Vanta come testimonial Michael Jordan, stella dei Chicago Bulls, uno dei più grandi giocatori di basket di tutti i tempi.

Sin dagli albori, Nike seguì una doppia filosofia, sviluppando calzature innovative e creando una strategia di comunicazione potente ed emotivamente coinvolgente. Nike ebbe grande successo ai Giochi Olimpici di Barcellona (1992): la squadra americana di basket (il famoso Dream Team, composto dai professionisti dell’Nba) calzava scarpe Nike. Inoltre, Ilie Nastase, tennista rivoluzionaria ed eclettica, fu la prima di una lunga lista di atleti che rappresentarono Nike nel corso degli anni. Tutto questo diede a Nike la possibilità di mostrarsi al mondo nella migliore maniera possibile.

Nike fu il primo brand a proporre, agli inizi degli anni ’80, la scarpa adatta per ogni singola disciplina sportiva: jogging, aerobica, body building, running. La decisione che risultò essere decisiva per il successo fu quella di inserire, nulle suole, un’intercapedine d’aria, prendendo spunto dalla tecnologia che dott. Martin già utilizzava. Quest’idea rese le calzature Nike Air leader del settore. A New York, nel cuore di Manhattan, la società aprì un modernissimo show room di più piani, i cui interni sono organizzati secondo i vari sport di cui Nike si occupava.

Sviluppo del brand

Nike Free, scarpe da corsa
Nike Free, scarpe da corsa

Nell’aprile 2002 Nike e Philips annunciarono di aver trovato un accordo per lo sviluppo di apparecchiature elettroniche pensate per l’attività fisica. La collaborazione iniziò a settembre, con il lancio di un lettore cd adatto alle sollecitazioni degli sportivi. Dopo il successo delle scarpe “di rapido utilizzo” senza lacci, nacque la linea di abbigliamento casual Nike Presto. La collezione, ampliata, comprendeva capi d’abbigliamento, orologi e borse.

A giugno, partì l’operazione di franchising del comparto europeo della multinazionale. L’inaugurazione dello store viennese da 350 mq fu la prima di una serie di spazi di prova da inaugurare in Europa nel giro di pochi mesi. La multinazionale intendeva arrivare all’apertura di 100 negozi europei entro il 2008. A dicembre vi fu l’inaugurazione del negozio di Milano, due piani in Corso Buenos Aires. Nel secondo trimestre del 2002, le vendite totali in Europa, Medio Oriente e Africa aumentarono dell’8%. Nello stesso periodo, invece, nel continente americano le vendite calarono dell’8%, sempre in base ai secondi tre mesi dell’anno. Entro il 2003 venne programmato il lancio worldwide delle scarpe per bambini 1-6 anni, ispirate alla serie Bionicle della Lego.

Nike fu tacciata di sfruttamento del lavoro minorile, in più in fabbriche che versavano in pessime condizioni. In risposta alle accuse, Nike annunciò che i programmi futuri sarebbero stati sempre controllati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro, al fine di prevenire lo sfruttamento dei bambini.

Nel 2004, Phil Knight lasciò la posizione di CEO, rimanendo, però, Presidente. William D. Perez fu la persona scelta per sostituirlo. La società chiuse l’anno con ricavi superiori ai 12,25 miliardi di dollari; fece donazioni significative (37,3 milioni di dollari in contanti) per In-Kind e più di 4.500 dollari a organizzazioni non-profit, anche a sostegno dell’attività fisica giovanile, per garantire alle nuove generazioni non solo divertimento, ma anche e soprattutto la salute.

Nike per lo sport infantile
Nike per lo sport infantile

Un anno dopo, Nike è diventò la prima azienda nel settore sport a divulgare informazioni relative alla sede operativa, al fine di incoraggiare la trasparenza nel settore produttivo. Nello stesso periodo, Rafael Nadal, stella del tennis, divenne nuovo portavoce di Nike. La società introdusse le Nike Free, scarpe da corsa molto minimal, che divennero anche il modello più ammortizzato dell’intero settore sport.

Collaborazioni e sponsorizzazioni

All’inizio del 2006, il William Perez lasciò la sua posizione di CEO. L’essere il più possibile trasparente, impegno che l’azienda da tempo aveva preso, stava rendendo la società la migliore compagnia statunitense e una delle prime 10 al mondo nella classifica del Global Reporters in termini di sostenibilità.

Sports Band, Nike+Apple
Sports Band, Nike+Apple

Dal 2007 Nike sponsorizzò per 5 anni la squadra indiana di cricket, per una cifra di 43 milioni di dollari. Lo stesso anno, Nike diede il benvenuto al nuovo CEO Mark Parker. In questo periodo, Nike collaborò anche con Apple, prima delle numerose collaborazioni con i grandi marchi della tecnologia e della comunicazione. Con Apple Nike produsse Nike+iPod, prodotto in grado di monitorare l’attività sportiva dei runner attraverso il supporto di iTunes e Nike+. A fine anno, Nike introdusse AF 25, dopo ben 25 anni di produzione della linea di calzature Air Force.

Nel 2008 Nike presentò le Air Jordan XX3, scarpe da basket eco-compatibili dalle altissime prestazioni. Nike Considered Design debuttò nello stesso periodo: la collezione fu in grado di fondere magistralmente sostenibilità e innovazione.

Nike Air Jordan XX3, 2008
Nike Air Jordan XX3, 2008

L’azienda, che già da molti anni garantiva ai consumatori prodotti di successo, per la prima volta tenne in considerazione tutti gli aspetti del design e dell’aspetto finale del prodotto, oltre alle caratteristiche tecniche: questo nuovo modo di intendere la progettazione fu esteso a tutte le linee: basket, corsa, calcio, allenamento donna, allenamento uomo e abbigliamento sportivo, come nel tennis e nell’ACG (All Condition Gear).

Nike e Finish Line annunciarono l’apertura di un nuovo tipo di vendita al dettaglio, chiamato Finish Line Ltd Customized, pensato per soddisfare le esigenze dei giovani atleti. Il concept store era nel Chandler Fashion Center vicino a Phoenix, in Arizona.

Grazie a una strategia di comunicazione intelligente ed efficace che coinvolgeva i più grandi rappresentanti delle culture giovanili, grazie all’essere sempre all’avanguardia e grazie ai continui rapporti con artisti, designer e influencer, Nike è riuscita a ritagliarsi un posto importante nell’immaginazione dei consumatori, non più solo sportivi, ma appartenenti a classi assai disparate. La politica di comunicazione del marchio comprendeva anche la creazione di piattaforme web molto attive, destinate a diventare piccole comunità virtuali per gli amanti delle sfide e dello sport.

Inaugurazioni

Nel 2009, Nike inaugurò un flagship store a Tokyo, nel 2011 riaprì lo spazio del 1948 a Londra, chiuso tre anni prima, dove allestì uno spazio che, oltre a garantire le vendite, intrattenesse anche i consumatori.

Nike Lab Tokyo
Nike Lab Tokyo

Il 2014 portò l’apertura di un negozio a Berlino, uno a Rio (dedicato esclusivamente al calcio), uno a San Francisco e uno a Seoul. Furono introdotti molti NikeLab, spazi in cui era possibile trovare sia l’e-commerce che aree creative. Con NikeLab il brand fu in grado di mostrare come interagiva e collaborava con altri innovatori e designer. Nel 2015 vennero introdotti prodotti di supporto sia alla respirazione sia al controllo della temperatura durante l’attività sportiva.

Nike SNKRS App
Nike SNKRS App

La società lanciò sul web una nuova applicazione, SNKRS, che consentiva ai fan di scoprire e acquistare nuovi prodotti. Fu considerata il miglior negozio di sneaker “a portata di mano”. Il brand iniziò a rendersi fautore della sostenibilità ambientalmente: Nike ha speso 50 milioni di dollari in ricerca e sviluppo per sostituire l’azoto al gas che era contenuto nelle suole delle Air Max, che purtroppo aveva contribuito al riscaldamento globale. Con questo cambiamento il brand introdusse Airmax 360. Alcuni anni fa, Nike ha introdotto la possibilità di personalizzare le scarpe: il servizio è disponibile sul sito web e negli store.

Il business sostenibile

Per Nike la sostenibilità giocò un ruolo fondamentale e venne sempre considerata un potente motore per la crescita futura dell’azienda: per oltre un decennio sostenibilità tecnologia e innovazione lavorarono di pari passo, garantendo soluzioni ottimali per atleti, ottime entrate per l’azienda e un continuo rispetto per l’ambiente. Nike si impegnò a ridurre le emissioni di carbonio, assicurandosi che il processo produttivo fosse sempre sostenibile.

Nike Scarpe eco-sostenibili
Nike Scarpe eco-sostenibili

Nel 2016, Nike ampliò la sua base logistica in Europa (50 km da Anversa), utilizzando solo fonti di energia rinnovabili, tra cui turbine eoliche e pannelli solari. Per rimanere in linea con la politica dell’eco-compatibilità, il 95% dei rifiuti, prodotti in loco, veniva sfruttato per creare energia. Oltre a ridurre gli sprechi, nel 2016 Nike migliorò le prestazioni delle Nike Flyknit (da quattro anni sul mercato), ora più leggere e protettive, dalle massime prestazioni e molto sostenibili nel processo di produzione.

Situazione attuale

Nike Campagna pubblicitaria gennaio 2017
Campagna pubblicitaria gennaio 2017

Il 12 febbraio 2017, Nike ha utilizzato il suo logo per presentare un’iniziativa a favore del rispetto e della lealtà durante le attività sportive: lo spot, intitolato “Equality”, vanta Michael B.Jordan, LeBron James e Serena Williams.

Nike ha consolidato il suo business e il suo successo attraverso importanti investimenti nella ricerca di nuove tecnologie per le prestazioni sportive, ricerca in continua evoluzione grazie alle collaborazioni con alcuni tra i migliori atleti di ogni disciplina. Così Nike è diventata azienda leader nella produzione di accessori e abbigliamento per calcio, basket, tennis, skateboard e molto altro. Attualmente, l’azienda conta 5 sedi sparse per il mondo e ben 62,6k dipendenti; i prodotti Nike possono essere trovati in ogni Paese: infatti, sono venduti in addirittura 110k negozi. Durante il 2017 sono stati aperti 931 nuovi Nike store.

Converse

Marchio americano di scarpe sportive, varato, nel 1908, da Marquis M. Converse. Nove anni dopo, propone le All Star, che diventeranno le scarpe da basket più conosciute al mondo ed entreranno nel guardaroba dei giovani di tutto l’Occidente. Nel ’71 la Converse Inc. È acquistata dalla Eltra Corporation e, nel ’94, si trasforma in una public company. Per uomo, donna e bambino, le scarpe Converse vengono prodotte e distribuite in più di 90 paesi, per un totale di oltre 9.000 punti vendita.  
Acquistata da Nike nel 2003 continua tutt’oggi a essere, con il modello All Star, la scarpa da tennis cult di giovani e non. Reinterpretate da stilisti e artisti di tutto il mondo e prodotte anche in edizione limitata, esistono in un numero enorme di varianti per colore e materiale.

Cole-Haan

Negli anni ’70, il mocassino Cole-Haan cucito a mano era d’ordinanza nella moda preppy, con le camicie Oxford button down, il blazer blu e il pantalone kaki. Eddie Haan e Trafton Cole fondano il marchio a Chicago, negli anni ’20. Nel 1975 viene acquistato da George Denney e tutta l’attività produttiva viene trasferita nel Maine, dove si trova ancora oggi. Nell’82, il lancio della collezione donna e, l’anno successivo, lo sbarco in Europa. Dall’88, Cole-Haan fa parte del gruppo Nike