PATRICIA URQUIOLA

La designer spagnola Patricia Urquiola, classe 1961, dopo le collaborazioni con i maestri del settore (Castiglioni e Magistretti), apre il suo studio di architettura e design nel 2001. Da allora, solo grandi successi.

Indice

  1. Le origini
  2. Gli esordi
  3. Urquiola design studio
  4. Lo stile Urquiola
  5. Art Director di Cassina
  6. Premi e riconoscimenti

Le origini

Nata a Oviedo (Spagna) nel ’61, l’architetto e designer Patricia Urquiola è indubbiamente il nome più famoso per pattern e textile. Studia Architettura al Politecnico di Madrid e al Politecnico di Milano, dove si laurea, nell’89 con Achille Castiglioni.

Dizionario della Moda Mame: Patricia Urquiola. La designer con il posacenere Synthesis 02 di Ettore Sottsass (Olivetti)
La designer con il posacenere Synthesis 02 di Ettore Sottsass (Olivetti)

“All’età di 18 anni desideravo uscire di casa, ero brava in matematica e possedevo un forte istinto creativo. L’architettura divenne una possibilità, forse anche perché la facoltà, a Oviedo, non esisteva. Appartengo a una famiglia borghese, padre ingegnere, madre studiosa di filosofiaPatricia Urquiola.

Gli esordi

Da giovanissima ha lavorato con grndi nomi del panorama italiano, come Achille Castiglioni e Eugenio Bettinelli, per i quali sarà assistente tra Milano e l’École nationale supérieure de création industrielle (ENSCI) di Parigi. Sarà anche responsabile per lo sviluppo dei nuovi prodotti di DePadova. Lavora, poi, a stretto contatto con Vico Magistretti, con cui realizza FlowerLoom sofaChaise e Chaise Longue. Coordina anche il design group di Lissoni Associati.

Urquiola design studio

Ma la sua carica non si poteva fermare e, così, nel 2001 apre il suo studio personale. Lavora nei settori del product design, degli interni e dell’architettura.

Dizionario della Moda Mame: Patricia Urquiola. Prototipi della collezione per Kartell (salone del mobile 2016); ceramiche Tierras e vaso Landscape (Rosenthal). Sul retro, il cavallo del design Award 2013
Prototipi della collezione per Kartell (salone del mobile 2016); ceramiche Tierras e vaso Landscape (Rosenthal). Sul retro, il cavallo del design Award 2013

Disegna prodotti per le aziende più importanti non solo del panorama italiano, ma anche di quello internazionale. Collabora, tra i tanti, con Moroso, per cui disegna la poltrona Klara; con Molteni&C con il letto Clip, le sedie e poltroncine Glove, divano-letto Night&Day, e l’armadio Gliss Up. Per B&B Italia progetta i divani Canasta Collection; per Rosenthal le porcellane Landscape; per Mutina il tavolo The Big Bug. Da non dimenticare l’importante collaborazione con Alessi, big nel panorama del product design, per cui presenta i cesti Spirogira. Ma molte altre sono le società a cui ha prestato il suo design. Tra queste: Agape, Axor-Hansgrohe, Baccarat, Boffi, Budri, De Padova, Driade, Flos, Gan, Georg Jensen, Glas Italia, Haworth, Kartell, Kvadrat, Listone Giordano, Louis Vuitton, Mutina e Verywood.

Tra i suoi progetti più recenti in architettura il museo del Gioiello di Vicenza, l’Hotel Mandarin Oriental di Barcellona, l’Hotel Das Stue a Berlino e la Spa dell’Hotel Four Seasons di Milano. Ha fatto progetti retail e allestimenti  per Gianvito Rossi, BMW, Cassina, Ferragamo, Flos, Missoni, Molteni, Officine Panerai, H&M, Santoni, Pitti Uomo Firenze.

Alcuni dei suoi prodotti sono esposti nei maggiori musei di arte e design, tra cui il MoMa di New York, il Musée des Arts decoratifs di Parigi, il Museo di Design di Zurigo, il Vitra Design Museum di Basilea, il Victorian&Albert Museum di Londra, lo Stedelijk di Amsterdam, e il Museo della Triennale di Milano.

Lo stile Urquiola

“Chi guarda una poltrona deve percepire con l’occhio un senso di comfort mentale, non solo fisicoPatricia Urquiola.

Patricia Urquiola è una punta di diamante che colpisce i più importanti brand. Lo Studio Urquiola incorpora uno stile moderno con accenti femminili ed elementi insospettabili. Dai mobili alle piastrelle, dalle luci ai tessuti e dai tappeti ai miscelatori bagno, lo stile distintivo del design di Patricia Urquiola combina un approccio minimalista con elementi floreali, creando design semplici e divertenti. Con stravaganza mescola stili, modelli e materiali per adattarsi al proprio gusto personale, stimolando curiosità ed emozione.

Dizionario della Moda Mame: Patricia Urquiola. Tappeti della serie Rotazioni e Visioni, 2016
Tappeti della serie Rotazioni e Visioni, 2016

Riesce a far dialogare gli arredi attraverso tonalità in nuance o con contrasti pronunciati. L’artista è capace di fondere innovazioni di forma e tecnologia, con grande attenzione ai materiali. Ergonomia e bellezza. Novità e fascino. Da Achille Castiglioni ha appreso la curiosità e il rigore: queste due qualità possono rendere profondo e irripetibile ogni progetto. Vico Magistretti, invece, era pura generosità, dice Patricia. In apparenza sembrava algido, elegantissimo, distante. Nel lavoro, però, era capace di farti partecipe, ti spronava, ti stordiva di frasi. Aveva letteralmente il bisogno di comunicare.

“Se devo scegliere, se posso farlo, scelgo il design. Lo dico consapevole del valore che ha l’architettura per me. Ho aperto lo studio quando ero nei pressi dei miei 40 anni, spinta da Piero Lissoni soprattutto. mi sembrava di essere matura per esprimere il mio linguaggio. Lissoni diceva: “se hai un criterio, un’opinione, devi provarci”. Se penso al design, vedo oggetti che nascono e crescono felicemente, visti da dentro e da fuori. Ma ogni approccio fa sempre parte di un percorso personale. La verità è che sono attratta da ogni possibile conquista perché sperimentare significa anche sbagliare e poi riprovare. Ogni frazione del presente contiene qualcosa che riguarda il futuroPatricia Urquiola.

Art Director di Cassina

Patricia Urquiola viene nominata direttrice creativa di Cassina a settembre 2015. Mentre Cassina prepara le celebrazioni del 90° anniversario, la partnership con la designer spagnola arricchisce ulteriormente la potenza creativa dell’azienda. Cassina è sempre stata una fonte di fascino e d’ispirazione per la designer, soprattutto per la ricerca che svolge per individuare percorsi di nuove forme e significati nel mondo dell’arredo, rappresentando allo stesso tempo l’essenza dello spirito moderno nel design. Inoltre, il legame di Cassina con il lavoro di Vico Magistretti, una delle influenze principali di Patricia Urquiola, è significativo.
Dizionario della Moda Mame: Patricia Urquiola. Patricia Urquiola per Cassina. Fondazione Feltrinelli, FuoriSalone 2017
Patricia Urquiola per Cassina. Fondazione Feltrinelli, FuoriSalone 2017

I primi progetti in corso di Cassina e Patricia Urquiola includono il rinnovo dello storico Showroom di New York Midtown, la ricerca e lo sviluppo di nuovi progetti che saranno presentati dal 2016, e la preparazione del programma dei festeggiamenti dei 90 anni di Cassina nel 2016-2017.

Patricia Urquiola collabora anche con la Direzione Creativa di Poltrona Frau Group dove si confronta con la Direzione Creativa di Poltrona Frau e con Giulio Cappellini, Art Director di Cappellini.

Premi e riconoscimenti

Patricia Urquiola è stata insignita della Medaglia d’ Oro al Merito delle Belle Arti, conferitale dal Governo spagnolo. Tra i diversi premi e riconoscimenti internazionali anche l’Ordine di Isabel la Cattolica, da sua Maestà il Re di Spagna Juan Carlos I. Ancora, ottiene il Design Prize Best System Award nel 2003, il Good Design Award per il Lighting nel 2004 e il Red Dot Design Award nel 2005.

Vince il titolo di “Designer del decennio”(2000-2010) secondo due riviste tedesche, Home e Häuser, e anche quello di “Designer dell’anno” secondo Wallpaper (2006), Ad Spagna (2008), Elle Decor International (2003, 2005, 2007 e 2008) e Architektur und Wohnen Magazine. Nel 2015 è ambasciatrice dell’Expo di Milano. Nello stesso anno viene anche nominata direttrice artistica di Cassina.

MISSONI

Indice.

  1. Le origini.
  2. Lo stile Missoni.
  3. Premi e riconoscimenti.
  4. Missoni e l’arte.
  5. La seconda generazione.
  6. L’espansione del brand.
  7. Missoni celebra 50 anni.
  8. Gli anni recenti.
  9. Situazione attuale.

Le origini.

Missoni è un marchio leader dello stilismo mondiale soprattutto nel settore della maglieria, che ha completamente rivoluzionato in senso creativo e innovativo, con uno spiccato, inconfondibile, vibrante senso del colore. Con i Missoni, la maglieria diventa moda e, insieme, arte applicata.

L’azienda è stata fondata da Ottavio (Tai) Missoni (1921) e dalla moglie Rosita Jelmini (1931) nel 1953, anno del loro matrimonio. Si erano conosciuti a Londra, in occasione delle Olimpiadi del 1948: il bell’Ottavio, già campione italiano assoluto sui 400 metri nel 1938 e a Vienna campione mondiale studentesco, era finalista nei 400 a ostacoli. Aveva anche una piccola attività di produzione di tute sportive a Trieste. Rosita, minuta, giovanissima, già molto determinata, veniva da un’esperienza stilistica nell’azienda di famiglia, produttrice di scialli e biancheria per la casa.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Il matrimonio di Ottavio e Rosita, 1953.
Ottavio e Rosita nel giorno del loro matrimonio, il 18 aprile 1953.

Cominciarono con un piccolo laboratorio nel seminterrato della loro abitazione di Gallarate. Loro prima cliente fu la boutique di Biki a Milano, poi, nel 1958, La Rinascente. La prima a segnalarli sulla stampa fu Anna Piaggi su Arianna (1965) che, nel 1967, gli dedicò anche la loro prima copertina. Nel 1966 c’è la prima sfilata in collaborazione con Emmanuelle Khanh; mentre del 1967 è il debutto a Palazzo Pitti, con un’anticipazione del nude look. Nel 1969 costruiscono lo stabilimento di Sumirago, con villa annessa; sempre “casa e bottega”, ma il successo è ormai internazionale. Nel 1970 Bloomingdale’s apre un punto vendita Missoni nella sede di New York.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. I look della prima sfilata a Palazzo Pitti, 1969.
I look della prima sfilata a Palazzo Pitti, 1969.

Lo stile Missoni.

È di quell’anno l’invasione del “put-together“, libera e solo apparentemente casuale mescolanza e sovrapposizione di punti e fantasie, che resterà come segno distintivo dello stile Missoni, insieme con il patchwork, con le righe colorate e con il “fiammato” bianco nero e arcobaleno. Ma ci saranno anche le greche, le reti, gli scozzesi, i motivi derivati del folclore, in particolare i disegni astratti “africani”; poi la maglia-pelliccia, le lane cotte, i tweed, gli elasticizzati.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Tessuti esposti alla mostra "Missoni, art, colour".
Tessuti esposti alla mostra “Missoni, art, colour”.

Lo spessore variabile dei filati e delle texture, le invenzioni grafiche e tecniche, i sensibili accostamenti di colore, le radici di un discorso legato alla cultura artistica europea, soprattutto l’arte astratta e informale, ma anche a un certo decorativismo dell’arte applicata di area anglosassone, un’attenta evoluzione delle forme, sempre in stretto connubio con il materiale, ma soprattutto una grande sincerità, libertà e felicità creativa. Questi sono gli elementi che hanno trasformato Missoni in un modo di vivere e i loro abiti in oggetti amati. Tutti i loro prodotti sono affascinati per forma, colori e materiali.

Premi e riconoscimenti.

Tutto questo ha fatto della moda Missoni molto più che una moda, un modo di vivere, e dei loro abiti dei veri oggetti d’affezione, lusinghieri per forma, per colore, per sostanza. Nel 1972 il New York Times decreta:

“I Missoni fanno la migliore maglieria del mondo e, secondo qualcuno, la moda più bella del mondo”.

Women’s Wear Daily li colloca fra i primi 20 Fashion Power, Vogue America fra i 10 stilisti europei che più influenzano il modo di vestire internazionale. Nel 1973, gli assegnano il Neiman Marcus Award. È il primo di una lunga serie di riconoscimenti: il Tomy Award nel 1976; il Premio Italia nel 1986; a Rosita il Premio Internazionale del Design a New York; a Ottavio il cavalierato del lavoro nel 1993, il Pitti Immagine nel 1994; l’attestato di Honorary Royal Designer for Industry nel 1997 a Londra.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Ottavio nel suo ufficio.
Ottavio nel suo ufficio.

Verso la metà degli anni Settanta iniziano a creare biancheria per la casa e tessuti per arredamento; già producono accessori, poi gioielli. Ottavio comincia a esporre i suoi arazzi nelle gallerie d’arte, prima a Venezia, poi in tutto il mondo. Nel 1976 si apre la prima boutique Missoni a Milano: seguiranno altre 5 in Italia, 2 a Parigi, 3 in Germania, 3 in Giappone, altre 5 in Oriente una a New York.

Missoni e l’arte.

Ottavio, che veste sempre in maglione, viene riconosciuto fra i dieci uomini più eleganti del mondo. Il nome di Rosita viene dato a un fiore e a una stella. I 25 anni del loro lavoro vengono celebrati, nel 1978, alla Rotonda della Besana di Milano, con una retrospettiva che, due anni dopo, è ospitata dal Whitney Museum of American Art di New York.

Nel 1994, a Firenze e successivamente a Milano, il mondo dei Missoni è raccontato dalla mostra Missonologia. Nel 1995, è Gallarate a festeggiarli con l’esposizione Ottavio e Rosita Story. Nel 1996, due sono le mostre in Giappone: al Sazon Museum of Art e al Nagoya City Museum. Prototipi della moda Missoni figurano nelle collezioni permanenti del Moma di New York, del Dallas Museum of Art, del Museum of Costum di Bath. I Missoni hanno creato anche costumi per il teatro lirico (Lucia di Lammermoor, Teatro alla Scala di Milano, 1983) e per il balletto (David Parsons Dance Company, 1994).

La seconda generazione.

Nel 1997 nasce la prima collezione Missoni tutta in tessuto, prodotta e distribuita da Staff International. Nel 1998, debutta Missoni M, per uomo e donna, in collaborazione con la Marzotto. Nello stesso anno, i Missoni acquistano la nuova sede, un palazzo di 6 piani nella milanese via Durini. Vi traslocheranno Rosita e Tai con i loro figli a cui, al culmine di una nuova serie di successi, premiati dalla critica e dal mercato per la loro esemplare fedeltà alla propria cifra stilistica, hanno passato, nel 1997, il timone dell’azienda.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Un ritratto di famiglia.
Un ritratto di famiglia.

Angela (1958) è così art director, responsabile dello stile; Vittorio (1954) responsabile commerciale; Luca (1956) responsabile tecnico. Inoltre, della tribù Missoni fanno parte, a garantire il futuro del nome, nove nipoti. Continua così quella tradizione di azienda a forte connotazione familiare e a carattere artistico-artigianale che, pur nel grande sviluppo e nel successo internazionale, ha reso tanto amabile questo nome, non solo nel mondo della moda e della cultura.

Nel 2000 Luca Missoni firma la sua prima collezione maschile per l’inverno 2001-2002. La maglia è reinterpretata con grafismi in sovrapposizione, righe, zig-zag che sembrano pennellate, disegni fiammati. In una continua ricerca sulla materia, su punti, trame, fantasie che appartengono da sempre alla storia Missoni e a quella del costume. Collezione che si affida anche ai contrasti tra tessuti secchi e asciutti e sete morbide o maglie brillanti e luminose. Per la primavera-estate 2002, colori sbiaditi, e piquet traforato, di cachemire leggerissimo.

L’espansione del brand.

A dicembre 2001 la collezione di scarpe Missoni Sport viene prodotta e distribuita da Big Time. La licenza ha un valore che supera i 13 milioni di euro. Per quanto riguarda il resto della produzione, Missoni ha annunciato:

“Basta cedere le licenze. Dal 2002 produrremo e distribuiremo noi la linea Missoni Sport”.

Sono stati fatti imponenti investimenti, con un’area di 2.500 metri quadrati nei pressi di Samirago, interamente dedicati alla linea Sport. Anche i negozi e i corner monomarca verranno ristrutturati. All’interno del marchio, continua la ricerca su nuovi tipi di tessuto e procedimenti di agugliatura. Caratteristico resta il fiammato bianco, grigio e beige.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Un classico tessuto.
Un classico tessuto “fiammato” Missoni.

L’azienda chiude il 2002 con un fatturato di circa 130 milioni di euro (di cui oltre 62 realizzati con la prima linea).  Nel corso dell’anno, Missoni ha realizzato vendite dirette per 51 milioni di euro, contro i 48 milioni dell’anno precedente. L’export, concentrato in Giappone, U.S.A. e Germania, rappresenta oltre l’85% dell’intero giro d’affari. Accanto ai negozi multimarca, la griffe possiede 12 boutique monomarca a vendita diretta e circa un centinaio in franchising.

A gennaio del 2003, dopo circa 20 anni di collaborazione con Seibu, Missoni cambia il distributore per la prima linea in Giappone. Firma un accordo quinquennale di distribuzione con Kashiyama Onward, uno dei più grandi industriali tessili. Il Giappone rappresenta per la griffe circa 15 milioni di euro e il 25% del business.

Missoni celebra 50 anni.

Per il 2003 anche altre novità: la celebrazione del cinquantenario dell’azienda con due mostre, una a Milano e l’altra a Tokyo e, in settembre, l’apertura di una boutique di 70 metri quadrati all’interno di Harrods a Londra.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Missoni celebra 50 anni.
Missoni celebra 50 anni.

Ad aprile 2003 viene inaugurato il nuovo show room di Missoni a Milano in via Solferino, un’ex-fabbrica di ombrelli di fine Ottocento, in fondo a un cortile della vecchia Milano. Vittorio Missoni spiega che la location è perfetta oltre che per presentare insieme le diverse linee anche per sfilate, esposizioni o altro genere di eventi. La ex-fabbrica apparteneva a lontani parenti dei nonni di Rosita Missoni. Un mese dopo Missoni celebra i 50 anni dalla sua fondazione con una grande sfilata a Vienna, sulla piazza del Municipio, per l’apertura dell’undicesima edizione del Life Ball, tradizionale notte di beneficenza per la lotta contro l’Aids.

A giugno viene rilanciata la collezione maschile che rappresenta circa un terzo del fatturato, puntando soprattutto sullo sviluppo degli accessori. Luca Missoni presenta la sua collezione a Milano Moda Uomo. Maglie dai mille colori mischiati insieme, micropolo aderenti in crêpe di cotone stampato a losanghe, maglie in tulle e viscosa, cardigan a zig-zag grandi e vistosi, leggerissime canotte in filo di lino lavorato a piccola rete o intessute con fili di lurex, trasparenze che simulano un effetto tatuaggio, maglie-camicie di seta e lamé per la sera.

Moda e design si uniscono, a luglio 2003, per le automobili della casa giapponese Mazda, che ha fatto da sponsor alle sfilate di AltaRoma. Dopo la serie di spider Mx-5, con allestimenti esclusivi e in serie numerate, Missoni firma i colori e gli interni dell’ultima Mx-5, realizzata in unico esemplare e venduta all’asta online, a favore dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla).

A novembre i festeggiamenti per i 50 anni continuano con la presentazione della collezione Primavera/estate 2004 a Tokyo, presso lo Yoyogi National Stadium. Il Giappone ama lo stile italiano e l’evento richiama 3000 persone. Tai e Rosita, inoltre, mettono in mostra un centinaio di abiti in una retrospettiva a Milano. Tra questi, la celeberrima tuta blu marchiata “Italia” di Ottavio per la Nazionale di atletica (1948) e la prima tuta in lurex oro (1958).

Gli anni recenti.

A gennaio 2004 viene firmato un accordo con Pagnossin, a capo del Gruppo Richard Ginori. Quest’ultimo crea una linea di stoviglie e oggetti per la casa creati da Rosita, parte della collezione Missoni Home. Ad aprile si svolge il terzo premio “Dama d’argento” presso il Museo Poldi Pezzoli. “Le persone che fanno grande Milano” includono Ottavio e Rosita. Viene concordata una licenza quinquennale con Silvio Vecellio Reane (Allison Holding Group) per la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e da vista. Nel mese di settembre viene rinnovato fino al 2010 l’accordo di licenza con Marzotto.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. La collezione Missoni Home.
La collezione Missoni Home.

Nel 2005 si svolge l’Esposizione Universale in Giappone ad Aichi, e Tai viene chiamato a rappresentare il Friuli-Venezia Giulia. Lo stand include l’installazione “Harmony from Diversity”. L’opera consiste in una serie di manichini completamente vestiti da maglieria patchwork, ed è frutto della collaborazione di Ottavio e Luca con il designer Angelo Figus. A marzo 2005 viene siglata una licenza con Estée Lauder per la produzione e la distribuzione di una linea di profumi Missoni.

Sempre nel 2005 viene firmato un altro accordo di licenza, stavolta con Rezidor Hotel Group, per creare una catena di 20 Hotel Missoni in tutto il mondo. L’accordo tuttavia termina nel 2014 e le due strutture Missoni, una ad Edinburgo e l’altra nel Kuwait, hanno cambiato marchio, rimanendo proprietà della Carlson Rezidor.

Situazione attuale.

Il 2007 porta un cambiamento ai vertici dell’azienda: Massimo Gasparini viene infatti nominato Direttore Generale, avviando così un processo di trasformazione dell’apparato direttivo, che da una conduzione di tipo famigliare passa a uno schema manageriale. Il Consiglio di Amministrazione resta composto da Vittorio, Angela e Luca Missoni. Missoni ha obiettivi chiari per il futuro. Oltre al raddoppio dei punti vendita monomarca si punta su progetti paralleli, come ad esempio la creazione del Museo Missoni, dove sarà esposto il patrimonio storico dell’azienda, a cura di Luca Missoni. Angela Missoni, già direttrice creativa della linea donna, diviene responsabile unica dello stile della maison, occupandosi dunque anche della collezione uomo.

Nel 2011 Missoni lancia una collezione di soli 400 pezzi in collaborazione con Target. La collezione viene venduta in un giorno. Dato il grande successo, Missoni collabora ancora una volta con Target nel 2014. Il giorno del lancio, il sito era down a causa dell’altissimo interesse per la collezione.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. La collezione per Target.
La collezione di Missoni per Target.

Il 2013 è un anno difficile per tutta la famiglia. Vittorio, Amministratore Delegato del brand, muore in un incidente aereo nei pressi del Venezuela. Dopo 4 mesi muore anche Tai, creatore del marchio.

Ad aprile 2015 il Museo MA*GA di Gallarate (VA) dedica ad Ottavio e Rosita Missoni una mostra dal titolo “Missoni, l’arte, il colore“. La mostra crea un dialogo tra la moda e l’arte europea del XX secolo, esplorando la creatività e lo spirito imprenditoriale della maison italiana, oltre che la straordinaria cultura e la genialità dei suoi due fondatori. La mostra viene poi ospitata, nel maggio 2016, presso il Museo della Moda e del Tessuto di Londra, in collaborazione con la Woolmark.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. La mostra "Missoni, art, colour" al Fashion and Textile Museum di Londra.
La mostra “Missoni, art, colour” al Fashion and Textile Museum di Londra.

Nel 2017 viene lanciata una capsule collection di abbigliamento sportivo per il sito di e-commerce di lusso mytheresa.com. La collezione comprende 6 pezzi creati da Angela Missoni, e il volto della campagna è Jennifer Missoni, nipote di Angela. Durante la sfilata per la collezione Autunno/Inverno 2017 Angela Missoni fa un discorso per invitare le persone ad abbracciare l’unità, i diritti umani e la famiglia. Afferma che il rosa è ormai il nuovo nero, insieme a tutta la famiglia rappresentante lo stile Missoni.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. I Missoni indossano i cappelli Pink Pussy durante la sfilata Autunno/Inverno 2017.
I Missoni indossano i cappelli Pink Pussy durante la sfilata Autunno/Inverno 2017 per supportare i diritti delle donne.

 

Khanh

Un esempio di eclettismo tutto femminile quello della parigina Emmanuelle che si trasforma da modella in stilista, diventando uno fra i pionieri del prêt-à-porter negli anni ’60. Il suo stile è inconfondibilmente giovane e frizzante, ben in sintonia con la moda yé-yé dell’epoca. Famosi i lunghi colletti dei cappotti e quelli rotondi delle giacche e delle bluse, le gonne a vita bassa e le mini a volant, le decorazioni in pizzo su lino e i ricami, gli ombrelli trasparenti, le tute da sci e le pellicce a buon mercato. Tutto ebbe inizio nell’atelier di Balenciaga, dove faceva la modella: era il 1956. Sfilare per grandi sarti, come Givenchy, fu per un po’ la sua professione. Ma non avrebbe certo immaginato che far da sé i propri vestiti le avrebbe portato fortuna. Si fece notare e divenne protagonista di un servizio fotografico su Elle. Una via nuova e alternativa di fare moda rispetto a quella dell’haute couture, la sua, premiata con l’opportunità di disegnare per alcune griffe parigine. Cominciò con Dorothée Bis e, dal ’62 al ’67, lavorò per Cacharel ma anche per Missoni, per Krizia e per Max Mara. Nel ’72 lanciò la sua griffe firmando un contratto con la società Troisa per la produzione e la commercializzazione: contratto sciolto per vie legali dopo un decennio. Nell’87 si riappropriò della società e della produzione della sua linea e ripartì, fondando la Emmanuelle Khanh International per sviluppare il business e i contratti di licenza. 

All’inizio del nuovo millennio, la Emmanuelle Khahn International, insieme ad altri brand come Scherrer e Jacques Fath, viene acquistata da France Luxury Group, società fondata nel 2002 da Moufarrige e da Francois Barthes.
La griffe ha spostato massicciamente la propria attenzione verso l’eyewear, con un occhio di riguardo agli occhiali per bambini.