MISSONI

Indice.

  1. Le origini.
  2. Lo stile Missoni.
  3. Premi e riconoscimenti.
  4. Missoni e l’arte.
  5. La seconda generazione.
  6. L’espansione del brand.
  7. Missoni celebra 50 anni.
  8. Gli anni recenti.
  9. Situazione attuale.

Le origini.

Missoni è un marchio leader dello stilismo mondiale soprattutto nel settore della maglieria, che ha completamente rivoluzionato in senso creativo e innovativo, con uno spiccato, inconfondibile, vibrante senso del colore. Con i Missoni, la maglieria diventa moda e, insieme, arte applicata.

L’azienda è stata fondata da Ottavio (Tai) Missoni (1921) e dalla moglie Rosita Jelmini (1931) nel 1953, anno del loro matrimonio. Si erano conosciuti a Londra, in occasione delle Olimpiadi del 1948: il bell’Ottavio, già campione italiano assoluto sui 400 metri nel 1938 e a Vienna campione mondiale studentesco, era finalista nei 400 a ostacoli. Aveva anche una piccola attività di produzione di tute sportive a Trieste. Rosita, minuta, giovanissima, già molto determinata, veniva da un’esperienza stilistica nell’azienda di famiglia, produttrice di scialli e biancheria per la casa.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Il matrimonio di Ottavio e Rosita, 1953.
Ottavio e Rosita nel giorno del loro matrimonio, il 18 aprile 1953.

Cominciarono con un piccolo laboratorio nel seminterrato della loro abitazione di Gallarate. Loro prima cliente fu la boutique di Biki a Milano, poi, nel 1958, La Rinascente. La prima a segnalarli sulla stampa fu Anna Piaggi su Arianna (1965) che, nel 1967, gli dedicò anche la loro prima copertina. Nel 1966 c’è la prima sfilata in collaborazione con Emmanuelle Khanh; mentre del 1967 è il debutto a Palazzo Pitti, con un’anticipazione del nude look. Nel 1969 costruiscono lo stabilimento di Sumirago, con villa annessa; sempre “casa e bottega”, ma il successo è ormai internazionale. Nel 1970 Bloomingdale’s apre un punto vendita Missoni nella sede di New York.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. I look della prima sfilata a Palazzo Pitti, 1969.
I look della prima sfilata a Palazzo Pitti, 1969.

Lo stile Missoni.

È di quell’anno l’invasione del “put-together“, libera e solo apparentemente casuale mescolanza e sovrapposizione di punti e fantasie, che resterà come segno distintivo dello stile Missoni, insieme con il patchwork, con le righe colorate e con il “fiammato” bianco nero e arcobaleno. Ma ci saranno anche le greche, le reti, gli scozzesi, i motivi derivati del folclore, in particolare i disegni astratti “africani”; poi la maglia-pelliccia, le lane cotte, i tweed, gli elasticizzati.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Tessuti esposti alla mostra "Missoni, art, colour".
Tessuti esposti alla mostra “Missoni, art, colour”.

Lo spessore variabile dei filati e delle texture, le invenzioni grafiche e tecniche, i sensibili accostamenti di colore, le radici di un discorso legato alla cultura artistica europea, soprattutto l’arte astratta e informale, ma anche a un certo decorativismo dell’arte applicata di area anglosassone, un’attenta evoluzione delle forme, sempre in stretto connubio con il materiale, ma soprattutto una grande sincerità, libertà e felicità creativa. Questi sono gli elementi che hanno trasformato Missoni in un modo di vivere e i loro abiti in oggetti amati. Tutti i loro prodotti sono affascinati per forma, colori e materiali.

Premi e riconoscimenti.

Tutto questo ha fatto della moda Missoni molto più che una moda, un modo di vivere, e dei loro abiti dei veri oggetti d’affezione, lusinghieri per forma, per colore, per sostanza. Nel 1972 il New York Times decreta:

“I Missoni fanno la migliore maglieria del mondo e, secondo qualcuno, la moda più bella del mondo”.

Women’s Wear Daily li colloca fra i primi 20 Fashion Power, Vogue America fra i 10 stilisti europei che più influenzano il modo di vestire internazionale. Nel 1973, gli assegnano il Neiman Marcus Award. È il primo di una lunga serie di riconoscimenti: il Tomy Award nel 1976; il Premio Italia nel 1986; a Rosita il Premio Internazionale del Design a New York; a Ottavio il cavalierato del lavoro nel 1993, il Pitti Immagine nel 1994; l’attestato di Honorary Royal Designer for Industry nel 1997 a Londra.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Ottavio nel suo ufficio.
Ottavio nel suo ufficio.

Verso la metà degli anni Settanta iniziano a creare biancheria per la casa e tessuti per arredamento; già producono accessori, poi gioielli. Ottavio comincia a esporre i suoi arazzi nelle gallerie d’arte, prima a Venezia, poi in tutto il mondo. Nel 1976 si apre la prima boutique Missoni a Milano: seguiranno altre 5 in Italia, 2 a Parigi, 3 in Germania, 3 in Giappone, altre 5 in Oriente una a New York.

Missoni e l’arte.

Ottavio, che veste sempre in maglione, viene riconosciuto fra i dieci uomini più eleganti del mondo. Il nome di Rosita viene dato a un fiore e a una stella. I 25 anni del loro lavoro vengono celebrati, nel 1978, alla Rotonda della Besana di Milano, con una retrospettiva che, due anni dopo, è ospitata dal Whitney Museum of American Art di New York.

Nel 1994, a Firenze e successivamente a Milano, il mondo dei Missoni è raccontato dalla mostra Missonologia. Nel 1995, è Gallarate a festeggiarli con l’esposizione Ottavio e Rosita Story. Nel 1996, due sono le mostre in Giappone: al Sazon Museum of Art e al Nagoya City Museum. Prototipi della moda Missoni figurano nelle collezioni permanenti del Moma di New York, del Dallas Museum of Art, del Museum of Costum di Bath. I Missoni hanno creato anche costumi per il teatro lirico (Lucia di Lammermoor, Teatro alla Scala di Milano, 1983) e per il balletto (David Parsons Dance Company, 1994).

La seconda generazione.

Nel 1997 nasce la prima collezione Missoni tutta in tessuto, prodotta e distribuita da Staff International. Nel 1998, debutta Missoni M, per uomo e donna, in collaborazione con la Marzotto. Nello stesso anno, i Missoni acquistano la nuova sede, un palazzo di 6 piani nella milanese via Durini. Vi traslocheranno Rosita e Tai con i loro figli a cui, al culmine di una nuova serie di successi, premiati dalla critica e dal mercato per la loro esemplare fedeltà alla propria cifra stilistica, hanno passato, nel 1997, il timone dell’azienda.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Un ritratto di famiglia.
Un ritratto di famiglia.

Angela (1958) è così art director, responsabile dello stile; Vittorio (1954) responsabile commerciale; Luca (1956) responsabile tecnico. Inoltre, della tribù Missoni fanno parte, a garantire il futuro del nome, nove nipoti. Continua così quella tradizione di azienda a forte connotazione familiare e a carattere artistico-artigianale che, pur nel grande sviluppo e nel successo internazionale, ha reso tanto amabile questo nome, non solo nel mondo della moda e della cultura.

Nel 2000 Luca Missoni firma la sua prima collezione maschile per l’inverno 2001-2002. La maglia è reinterpretata con grafismi in sovrapposizione, righe, zig-zag che sembrano pennellate, disegni fiammati. In una continua ricerca sulla materia, su punti, trame, fantasie che appartengono da sempre alla storia Missoni e a quella del costume. Collezione che si affida anche ai contrasti tra tessuti secchi e asciutti e sete morbide o maglie brillanti e luminose. Per la primavera-estate 2002, colori sbiaditi, e piquet traforato, di cachemire leggerissimo.

L’espansione del brand.

A dicembre 2001 la collezione di scarpe Missoni Sport viene prodotta e distribuita da Big Time. La licenza ha un valore che supera i 13 milioni di euro. Per quanto riguarda il resto della produzione, Missoni ha annunciato:

“Basta cedere le licenze. Dal 2002 produrremo e distribuiremo noi la linea Missoni Sport”.

Sono stati fatti imponenti investimenti, con un’area di 2.500 metri quadrati nei pressi di Samirago, interamente dedicati alla linea Sport. Anche i negozi e i corner monomarca verranno ristrutturati. All’interno del marchio, continua la ricerca su nuovi tipi di tessuto e procedimenti di agugliatura. Caratteristico resta il fiammato bianco, grigio e beige.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Un classico tessuto.
Un classico tessuto “fiammato” Missoni.

L’azienda chiude il 2002 con un fatturato di circa 130 milioni di euro (di cui oltre 62 realizzati con la prima linea).  Nel corso dell’anno, Missoni ha realizzato vendite dirette per 51 milioni di euro, contro i 48 milioni dell’anno precedente. L’export, concentrato in Giappone, U.S.A. e Germania, rappresenta oltre l’85% dell’intero giro d’affari. Accanto ai negozi multimarca, la griffe possiede 12 boutique monomarca a vendita diretta e circa un centinaio in franchising.

A gennaio del 2003, dopo circa 20 anni di collaborazione con Seibu, Missoni cambia il distributore per la prima linea in Giappone. Firma un accordo quinquennale di distribuzione con Kashiyama Onward, uno dei più grandi industriali tessili. Il Giappone rappresenta per la griffe circa 15 milioni di euro e il 25% del business.

Missoni celebra 50 anni.

Per il 2003 anche altre novità: la celebrazione del cinquantenario dell’azienda con due mostre, una a Milano e l’altra a Tokyo e, in settembre, l’apertura di una boutique di 70 metri quadrati all’interno di Harrods a Londra.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. Missoni celebra 50 anni.
Missoni celebra 50 anni.

Ad aprile 2003 viene inaugurato il nuovo show room di Missoni a Milano in via Solferino, un’ex-fabbrica di ombrelli di fine Ottocento, in fondo a un cortile della vecchia Milano. Vittorio Missoni spiega che la location è perfetta oltre che per presentare insieme le diverse linee anche per sfilate, esposizioni o altro genere di eventi. La ex-fabbrica apparteneva a lontani parenti dei nonni di Rosita Missoni. Un mese dopo Missoni celebra i 50 anni dalla sua fondazione con una grande sfilata a Vienna, sulla piazza del Municipio, per l’apertura dell’undicesima edizione del Life Ball, tradizionale notte di beneficenza per la lotta contro l’Aids.

A giugno viene rilanciata la collezione maschile che rappresenta circa un terzo del fatturato, puntando soprattutto sullo sviluppo degli accessori. Luca Missoni presenta la sua collezione a Milano Moda Uomo. Maglie dai mille colori mischiati insieme, micropolo aderenti in crêpe di cotone stampato a losanghe, maglie in tulle e viscosa, cardigan a zig-zag grandi e vistosi, leggerissime canotte in filo di lino lavorato a piccola rete o intessute con fili di lurex, trasparenze che simulano un effetto tatuaggio, maglie-camicie di seta e lamé per la sera.

Moda e design si uniscono, a luglio 2003, per le automobili della casa giapponese Mazda, che ha fatto da sponsor alle sfilate di AltaRoma. Dopo la serie di spider Mx-5, con allestimenti esclusivi e in serie numerate, Missoni firma i colori e gli interni dell’ultima Mx-5, realizzata in unico esemplare e venduta all’asta online, a favore dell’Aism (Associazione italiana sclerosi multipla).

A novembre i festeggiamenti per i 50 anni continuano con la presentazione della collezione Primavera/estate 2004 a Tokyo, presso lo Yoyogi National Stadium. Il Giappone ama lo stile italiano e l’evento richiama 3000 persone. Tai e Rosita, inoltre, mettono in mostra un centinaio di abiti in una retrospettiva a Milano. Tra questi, la celeberrima tuta blu marchiata “Italia” di Ottavio per la Nazionale di atletica (1948) e la prima tuta in lurex oro (1958).

Gli anni recenti.

A gennaio 2004 viene firmato un accordo con Pagnossin, a capo del Gruppo Richard Ginori. Quest’ultimo crea una linea di stoviglie e oggetti per la casa creati da Rosita, parte della collezione Missoni Home. Ad aprile si svolge il terzo premio “Dama d’argento” presso il Museo Poldi Pezzoli. “Le persone che fanno grande Milano” includono Ottavio e Rosita. Viene concordata una licenza quinquennale con Silvio Vecellio Reane (Allison Holding Group) per la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e da vista. Nel mese di settembre viene rinnovato fino al 2010 l’accordo di licenza con Marzotto.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. La collezione Missoni Home.
La collezione Missoni Home.

Nel 2005 si svolge l’Esposizione Universale in Giappone ad Aichi, e Tai viene chiamato a rappresentare il Friuli-Venezia Giulia. Lo stand include l’installazione “Harmony from Diversity”. L’opera consiste in una serie di manichini completamente vestiti da maglieria patchwork, ed è frutto della collaborazione di Ottavio e Luca con il designer Angelo Figus. A marzo 2005 viene siglata una licenza con Estée Lauder per la produzione e la distribuzione di una linea di profumi Missoni.

Sempre nel 2005 viene firmato un altro accordo di licenza, stavolta con Rezidor Hotel Group, per creare una catena di 20 Hotel Missoni in tutto il mondo. L’accordo tuttavia termina nel 2014 e le due strutture Missoni, una ad Edinburgo e l’altra nel Kuwait, hanno cambiato marchio, rimanendo proprietà della Carlson Rezidor.

Situazione attuale.

Il 2007 porta un cambiamento ai vertici dell’azienda: Massimo Gasparini viene infatti nominato Direttore Generale, avviando così un processo di trasformazione dell’apparato direttivo, che da una conduzione di tipo famigliare passa a uno schema manageriale. Il Consiglio di Amministrazione resta composto da Vittorio, Angela e Luca Missoni. Missoni ha obiettivi chiari per il futuro. Oltre al raddoppio dei punti vendita monomarca si punta su progetti paralleli, come ad esempio la creazione del Museo Missoni, dove sarà esposto il patrimonio storico dell’azienda, a cura di Luca Missoni. Angela Missoni, già direttrice creativa della linea donna, diviene responsabile unica dello stile della maison, occupandosi dunque anche della collezione uomo.

Nel 2011 Missoni lancia una collezione di soli 400 pezzi in collaborazione con Target. La collezione viene venduta in un giorno. Dato il grande successo, Missoni collabora ancora una volta con Target nel 2014. Il giorno del lancio, il sito era down a causa dell’altissimo interesse per la collezione.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. La collezione per Target.
La collezione di Missoni per Target.

Il 2013 è un anno difficile per tutta la famiglia. Vittorio, Amministratore Delegato del brand, muore in un incidente aereo nei pressi del Venezuela. Dopo 4 mesi muore anche Tai, creatore del marchio.

Ad aprile 2015 il Museo MA*GA di Gallarate (VA) dedica ad Ottavio e Rosita Missoni una mostra dal titolo “Missoni, l’arte, il colore“. La mostra crea un dialogo tra la moda e l’arte europea del XX secolo, esplorando la creatività e lo spirito imprenditoriale della maison italiana, oltre che la straordinaria cultura e la genialità dei suoi due fondatori. La mostra viene poi ospitata, nel maggio 2016, presso il Museo della Moda e del Tessuto di Londra, in collaborazione con la Woolmark.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. La mostra "Missoni, art, colour" al Fashion and Textile Museum di Londra.
La mostra “Missoni, art, colour” al Fashion and Textile Museum di Londra.

Nel 2017 viene lanciata una capsule collection di abbigliamento sportivo per il sito di e-commerce di lusso mytheresa.com. La collezione comprende 6 pezzi creati da Angela Missoni, e il volto della campagna è Jennifer Missoni, nipote di Angela. Durante la sfilata per la collezione Autunno/Inverno 2017 Angela Missoni fa un discorso per invitare le persone ad abbracciare l’unità, i diritti umani e la famiglia. Afferma che il rosa è ormai il nuovo nero, insieme a tutta la famiglia rappresentante lo stile Missoni.

Dizionario della Moda Mame: Missoni. I Missoni indossano i cappelli Pink Pussy durante la sfilata Autunno/Inverno 2017.
I Missoni indossano i cappelli Pink Pussy durante la sfilata Autunno/Inverno 2017 per supportare i diritti delle donne.

 

Janson

Lavora in Italia. Le sue sfilate hanno sempre il sapore di un happening estemporaneo, fantasioso e mondano. Crea modelli al di fuori di ciò che fa strettamente tendenza, rielaborando i temi della stagione in maniera assolutamente originale e, talvolta, persino controcorrente. Nato in Francia, Janson si ritrova vicino di casa di Yves Saint-Laurent a Parigi, in rue Spontini. Pur senza conoscerlo mai di persona, frequenta il suo atelier, osservando, chiacchierando con le premières, assistendo alle prove. Rimane affascinato dalla couture: nascono qui certi motivi portanti della sua moda, il taglio sbieco, il volant che cade in una certa maniera, la pince studiatissima, l’amore per i disegni geometrici. A Parigi, studia alla scuola Saint Roch della Chambre Syndicale de l’Haute Couture, poi lavora per alcuni marchi dell’abbigliamento francese e, per qualche tempo, da Kenzo. Nell’80, si trasferisce a New York, chiamato da Diane Fürstenberg, che gli affida la direzione stilistica di tutte le licenze della sua linea di vestiti e, poi, della sua collezione couture. Di questa esperienza, a Janson è rimasto il gusto per capi confortevoli e pratici, che sdrammatizza sempre le sue collezioni sartoriali. Nell’86, apre il suo studio a Milano e, nell’88, crea la propria società di distribuzione, Apolide. Collabora, come consulente stilistico, con alcune aziende di abbigliamento italiane. Nel ’98, è stato chiamato a disegnare le collezioni Pucci. È stata una breve esperienza.
2003, luglio. Lo stilista disegna per Marzotto una linea oversize donna. La battezza Stephan.

Hugo Boss

Otto fabbriche operanti in 6 paesi; 2 mila addetti. L’industria è stata fondata nel 1923 a Metzingen, vicino a Stoccarda, dal rappresentante di commercio Hugo Boss. Prima della guerra fornitrice della polizia e dell’esercito, è in seguito diventata la più importante azienda tedesca di abbigliamento per l’uomo, con l’accorta regia di Uwe e Jocken Holy, i nipoti del fondatore. Il successo internazionale è degli anni ’80, con l’ascesa dello yuppismo e dei colletti bianchi, per i quali Boss è stato uno status symbol. Negli anni ’90, ha generato due altri marchi: Baldessarini, linea più ricercata, e Hugo, linea pensata per un pubblico giovane e informale. La società è stata acquistata nel ’91 dal gruppo italiano Marzotto.
2000, ottobre. Il marchio Boss entra nel settore dell’abbigliamento femminile, un passo orientato a sfruttare nuovi segmenti nel mercato internazionale. L’investimento iniziale totale è di 75 milioni di vecchi marchi tedeschi.
2001, dicembre. Dopo aver consolidato nel mercato italiano il marchio Boss, il Gruppo punta sui brand Hugo e Baldessarini, le altre due linee del Gruppo tedesco controllato da Marzotto. Hugo è forte in Germania, Nord Europa e Inghilterra, ma la sua quota all’interno del fatturato italiano di Hugo Boss è marginale così come quella di Baldessarini, il top di gamma del Gruppo. Quest’ultimo, caratterizzato da un alto contenuto sartoriale e realizzato interamente in Italia, viene distribuito in 10 boutique multimarca.
2001. La collezione Boss Woman, lanciata alla fine del 2000, consegue un fatturato di 48 milioni di euro, soffrendo una perdita di 28 milioni, rispetto ai 14 preventivati. Contrariamente a quanto annunciato, il Gruppo ammette che il break even non verrà raggiunto nel 2002. Nasce un problema Boss Woman.
2001. Il fatturato complessivo ammonta a 1,095 miliardi euro, più 19 per cento rispetto al 2000. L’utile netto è pari a 107 milioni di euro, in progresso dell’8 per cento rispetto ai 99 milioni di euro dell’anno precedente, ma al di sotto della crescita attesa dalla società. Il brand Boss ha registrato un aumento del 16 per cento, Hugo del 48 e Baldessarini del 52.
2002, marzo. A fronte dei risultati negativi di Hugo Boss Woman la casa madre, che vuole esercitare un controllo diretto, riporta l’ufficio stile e sviluppo collezione a Metzingen, nel quartier generale del Gruppo. Non sarà più Cristina Salvador a disegnare la collezione donna, ma Lothar Reiff che è il direttore creativo di tutte le collezioni Boss.
2002. Il Gruppo tedesco ha archiviato l’anno con un fatturato di 1,093 miliardi di euro, in linea con quello del 2001 (di 1,095 miliardi). Il fatturato, però, è cresciuto dell’1,3 per cento se depurato dell’effetto cambi. I profitti sono stati di 74,7 milioni, in netto calo rispetto ai 117,6 milioni del 2001.
2003, maggio. Il fatturato del primo trimestre si è concluso, con un calo delle vendite del 5 per cento, a 340 milioni di euro. Le stime relative al 2003 sono per una situazione di stabilità rispetto all’anno precedente. Senza tenere conto dell’impatto derivante dal rafforzamento dell’euro, il giro d’affari è risultato invariato rispetto allo stesso periodo del 2002. L’utile netto di periodo è sceso invece a 44 milioni di euro, dai 53 milioni del primo trimestre 2002 a tassi di cambio comparabili. 

Il 2002 è l’anno di nascita della linea Baldessarini, dal nome dello stilista della casa Werner Baldessarini. Oggi le collezioni firmate Boss sono: la BOSS Black, abiti eleganti e d’affari, la BOSS Selection, linea Haute Couture, la BOSS Orange, casual, la BOSS Green, sportiva e la HUGO, casual e giovanile.