CASADEI

Luxury brand italiano, disegna e produce calzature alla moda tra cui pumps, sandali, zeppe, sneaker, boot e accessori.

Indice

  1. Le origini: Quinto e Flora Casadei
  2. Le prime zeppe
  3. Le Pump
  4. La seconda generazione
  5. L’espansione del brand
  6. Il 50° anniversario
  7. Situazione attuale

Le origini: Quinto e Flora Casadei

Casadei, azienda calzaturiera e pellettiera di S. Mauro Pascoli, in provincia di Forlì, nacque alla fine degli anni ’50 come piccolo laboratorio artigiano che fabbricava calzature di sofisticata fattura. La storia del brand, oggi leader mondiale del settore, è tutt’altro che ordinaria: se si guarda il percorso intrapreso, si può notare come la fortuna di Casadei sia costruita sull’eccellenza del design e sulle competenze imprenditoriali.

Il brand dal design audace nacque nel 1958, quando Quinto e Flora Casadei iniziarono a realizzare calzature per i turisti della costa orientale. I due, insieme, diedero vita a un piccolo laboratorio, divenuto poi un vero e proprio impero: nascosta a San Mauro Pascoli, città di provincia della Rivera romagnola, regione nota soprattutto per l’agricoltura e le bellezze rinascimentali, la coppia Casadei diede il via ad una nuova forma d’arte.

Casadei Campagna pubblicitaria autunno/inverno 1963
Campagna pubblicitaria autunno/inverno 1963

Gli anni ’60 videro lo sviluppo di una struttura commerciale più formata, l’inizio delle esportazioni verso l’Europa, verso gli Stati Uniti e verso l’Estremo Oriente, la presentazione di una linea completa dedicata all’abbigliamento da sera e la nascita di una collezione di borse. Verso la fine degli anni Sessanta, la fama di Casadei si diffondeva ben oltre le frontiere italiane. Dopo aver vestito i piedi di tanti turisti, l’azienda a conduzione familiare espanse la sua scala di produzione e presenza internazionale. La società acquisì una struttura più solida e concentrò l’attenzione sulle esportazioni, sia nel mercato europeo, sia negli Stati Uniti d’America.

Le prime zeppe

Dopo la prima linea di sandali, Casadei presentò la sua prima serie di zeppe: scelta popolare e trendy nell’eccentrico decennio dei’60. I primi anni Settanta consentirono ai fondatori di spostare la base dall’officina prima ad una fabbrica industriale. Questo cambiamento permise loro di avere molta più libertà creativa, iniziando un vero e proprio viaggio nel mondo delle calzature.

Casadei Campagna pubblicitaria inverno 1971
Campagna pubblicitaria inverno 1971

Prendendo le zeppe come punto di partenza, Casadei sperimentò l’idea di zeppe con lacci e slip-on. Inoltre, il design divenne più coraggioso, impreziosendosi di delicati ricami. Più tardi, cambiò rotta, entrando in un’era di pump in pelle con tacco svasato.

Verso la fine degli anni Settanta, i concept di versatilità ed utilità trovarono sfogo nella prima linea di stivali Casadei, alti fino alle ginocchia o cortissimi. Con questo nuovo prodotto il brand ampliò anche la sua presenza nel mercato asiatico: nel ’77 si aprirono ufficialmente al mercato giapponese.

Le Pump

Casadei Pump anni '80
Pump anni ’80

Nei primi anni Ottanta il brand espanse la sua attività anche in Medio Oriente. Dopo stivali e zeppe, Casadei si rivolse verso le pump: l’interpretazione dell’azienda fu estremamente fantasiosa, tra  pois e tulle di velluto, alti tacchi conici in pelle dorata.

In pochissimo tempo le pump si assicurarono un posto nella hall of fame, diventando prodotto iconico dell’azienda. Dedicandosi alle curve aggraziate dei piedi femminili, il brand continuava a dilettarsi con diversi tessuti, finiture e ricami, riuscendo sempre a vincere l’incessante scorrere del tempo. Verso la fine degli anni Ottanta, il brand si adattò rapidamente alla tendenza “sportiva”, costruendosi un dizionario di sneakers ibride e scarpe da calcio con i tacchi.

La seconda generazione

Casadei Cesare Casadei nel suo ufficio
Cesare Casadei nel suo ufficio

Come la maggior parte delle aziende a conduzione familiare, anche Casadei aprì le porte alla seconda generazione: il figlio di Quinto e Flora, Cesare Casadei, divenne direttore creativo. Cesare entrò in carica nel ’94 e da allora promosse molto l’immagine del brand, facendo leva sul “Made in Italy” nel mondo. L’arrivo di Cesare segnò anche l’inizio delle collezioni unisex e la nascita di calzature casual, una più incredibile dell’altra.

Casadei Primavera/estate 1995, scatto di Nick Knight
Primavera/estate 1995, scatto di Nick Knight

Agli inizi del 2000, il brand decise di trasferire lo showroom di Milano in Via dell’Annunciata, in uno spazio progettato ad hoc per divenire sede aziendale. Casadei era ormai uno dei marchi preferiti tra le celebrità. Gli A-listers di Hollywood venivano fotografati con le Casadei, rendendo il brand un nome significativo nel circuito della moda;  i talenti della fotografia scattavano le campagne pubblicitarie dell’azienda, tutto votava per la crescita felice.

L’espansione del brand

Casadei Flagship Store di Londra
Flagship Store di Londra

Ad ottobre del 2002 la società, che contava più di 200 persone, aprì un nuovo negozio monomarca nel cuore di Londra, al n. 12 di Beauchamp Place, nel quartiere di Knightsbridge. Per Casadei l’Italia rimane il secondo mercato (dopo gli Stati Uniti) con 400 punti vendita, 4 dei quali monomarca (Milano, Firenze, Rimini e Ferrara); insieme alla Germania, l’Italia è il mercato più importante d’Europa. Altre due boutique furono aperte in Russia, a San Pietroburgo e a Mosca. L’espansione dell’azienda è garantita dall’ottimo fatturato, che nel 2001 raggiunse i 32.604 milioni di euro (+14,82% rispetto all’anno precedente).

Nel 2004 la Federation Of Italian Footwear mise sul mercato una serie limitata di francobolli dedicati alla celebre Casadei: grande riconoscimento per l’azienda che rappresenta l’eleganza e la tendenza delle calzature italiane nel mondo.

Il 50° anniversario

Casadei ha compiuto 50 anni nel 2008: per festeggiare il mezzo secolo di disegni accattivanti e di gloria artigianale, è stata chiamata la fotografa Ellen Von Unwerth: il risultato fu una pubblicazione sulle calzature Casadei negli anni, seguito da una mostra alla Triennale di Milano.

Casadei Mostra per i 50 anni di Casadei, scatto di Ellen Von Unwerth
Mostra per i 50 anni di Casadei, scatto di Ellen Von Unwerth

 

Anno dopo anno Casadei si espandeva in tutto il mondo: nel 2010 si lanciò a tutto gas nelle aperture di Roma, Cannes, Dubai, Casablanca e New York. Lo stesso anno ha portato anche le calzature e i tacchi Casadei alla settimana della moda di Milano.

L’etichetta scoprì anche il mondo digitale, con il lancio del loro sito web nel 2012, seguito dall’arrivo della boutique e-commerce nel 2013. Nel 2015, Cesare Casadei e l’Architetto Marco Costanzi progettarono il primo concept store di  Milano, seguito dalla presentazione di una nuova boutique nell’esclusiva Albemarle Street, a Mayfair, Londra. Nello stesso anno, la società rilanciò il suo portale di shopping online, grande passo verso la creazione di una nuova estetica.

Situazione attuale

Casadei Stiletto Blade, 2015
Stiletto Blade, 2015

Casadei ha iniziato il 2017 partecipando al Super Bowl: Lady Gaga, scelta per la prestigiosa performance di metà tempo, ha indossato i famosi Stiletto Blade di Casadei. Inoltre, Victoria Beckham viene spesso vista con la stessa calzatura, che sembra tanto essere una delle preferite delle celebrità, che inneggiano a Casadei come il brand più comodo tra i concorrenti.

Ad oggi, Casadei continua ad essere esempio di design impeccabile e intelligenza imprenditoriale, d’artigianalità esperta e d’innovazione ponderata. È testimonianza dell’eredità italiana, dei suoi colori vivaci e dei valori artigianali.

BULGARI

Bulgari è un luxury brand italiano che si occupa di gioielli, orologi, profumi, accessori e interior design per hotel.

Indice

  1. Le origini: Sotirio Bulgari
  2. Lo stile Bulgari
  3. Terza e quarta generazione
  4. Bulgari Hotels
  5. #Raise Your Hand
  6. LVMH rileva Bulgari
  7. Situazione attuale

Le origini: Sotirio Bulgari

Famiglia di gioiellieri italiani, ha come capostipite e fondatore Sotirio Bulgari, greco originario dell’Epiro. Sotirio Bulgari iniziò la sua carriera come gioielliere nel suo villaggio natale, Paramythia: giunto in Italia nel 1879, qui portò la antica tradizione orafa greca. Nel 1885, aprì un negozio a Roma, in via Sistina, con una collezione che contemplava sì tecniche antiche, ma anche moderne. L’azienda crebbe molto e, 20 anni dopo, aprì una nuova sede operativa in via Condotti.

A partire da metà ‘900, si inizia a definire un vero e proprio stile Bulgari, con caratteristiche proprie ed originali: tutto ciò grazie all’impegno creativo e alle ottime intuizioni dei figli di Sotirio, Costantino e Giorgio, entrati nell’azienda all’inizio degli anni ’30. Costantino, appassionato di collezionismo, iniziò a creare una vera e propria raccolta di oggetti artistici di vario genere: icone, pietre intagliate e altri reperti lo aiutarono ad approfondire lo studio e le conoscenze dell’arte orafa antica. Costantino scrisse anche Argentieri, Gemmari e Orafi, libro ritenuto anche oggi pietra miliare sulla tradizione dell’arte orafa italiana. Giorgio fu, invece, incaricato della gestione commerciale.

Lo stile Bulgari

Bulgari Serpenti
Serpenti

Alla fine degli anni ’40, BVLGARI introdusse gli orologi gioiello da polso Serpenti, a maglia tubogas o in maglia d’oro. Questo stile è ancora oggi molto popolare. Nel frattempo, la boutique del gioielliere divenne luogo d’incontro preferito dall’aristocrazia, i ricchi turisti americani che giungevano a Roma e il jet set del cinema internazionale non potevano esimersi dal visitarla. Introducendo il taglio cabochon e l’uso di pietre colorate incastonate nell’oro giallo, Bulgari lanciò un nuovo stile, caratterizzato sempre da grande libertà inventiva.

L’emblema della tradizione fu, invece, un compito lasciato alle antiche monete greche e romane che, a ciondolo, pendevano da collane e braccialetti a maglia tubogas, o come motivi decorativi, impreziosivano anelli, spille, orecchini e arredi in argento. La manifattura impeccabile, la raffinatezza della composizione e il design inconfondibile resero questi gioielli veri e propri oggetti di culto.

Terza e quarta generazione

Bulgari Campagna pubblicitaria 1960
Campagna pubblicitaria, 1960

Negli anni ’60, nell’azienda entrarono a far parte anche le figlie di Costantino, Anna e Marina, e i figli di Giorgio, Gianni, Paolo e Nicola. Dopo la morte di Giorgio, avvenuta nel 1966, il figlio Gianni divenne co-amministratore delegato, insieme alla cugina Marina. Questi ultimi furono presidenti dell’azienda, insieme al nipote Francesco Trapani, direttore generale. Negli anni ’70, Bulgari iniziò ad espandersi sul mercato internazionale, aprendo filiali a New York, Parigi, Ginevra e Monte Carlo.

Nel 1985, Gianni, amministratore delegato, si dimise e due anni dopo, nel 1987, lasciò l’azienda di famiglia dopo aver venduto la sua quota societaria ai fratelli Nicola e Paolo. I fratelli furono nominati presidente e vicepresidente della società e il nipote Francesco Trapani divenne amministratore delegato. L’obiettivo di Trapani, sin dai primi anni ’90, fu quello di diversificare l’azienda.

Gli anni ’80 e ’90 furono contrassegnati dall’opulenza: il perfetto adattamento di Bulgari al mondo contemporaneo continuò a produrre, ancora una volta, grandi capolavori. In questi anni si assistette alla nascita di Parentesi e a quella di Bulgari-Bulgari, la prima linea di gioielli modulari; Bulgari diede alla luce nuove forme ispirate al Colosseo e anche i famosi orologi Quadrato. L’attualità e la contemporaneità di Bulgari si rispecchiarono da sempre nella continua sperimentazione di nuovi materiali.

Nel 1991 debuttò la collezione Naturalia, ispirata al mondo animale e vegetale. Per l’occasione, Bulgari decise di donare al WWF (World Wildlife Fund), un film intitolato Anima Mundi. Gli anni ’90 videro la creazione di accessori uomo e donna, di piccoli oggetti di pelletteria, foulard, cravatte e occhiali.

Bulgari Gisele Bündchen indossa Lvcea
Gisele Bündchen indossa Lvcea

Nel 1996 Bulgari iniziò a sperimentare ancor più con nuovi materiali: nella linea di gioielli Chandra, la porcellana venne abilmente affiancata all’oro. Nel 2001 l’azienda lancia Lucea, una collezione dallo stile fresco e nuovo, caratterizzata da una fluida tessitura di oro e pietre preziose: la campagna pubblicitaria vide come protagonista la famosa modella Gisele Bündchen.

Bulgari Hotels

Bulgari Hotel Milano
Bulgari Hotel Milano

L’anno 2002 fu segnato dalla nascita di Bulgari Hotel & Resorts, una joint venture tra Bulgari e Luxury Group, il gruppo di hotel di lusso di Marriott International. Fu progettata una serie di hotel di lusso, il primo dei quali sarebbe stato nel centro di Milano, in via privata Fratelli Gabba, vicino alla Scala e al quartiere Brera. Nell’autunno 2003, l’azienda propose la fragranza femminile Omnia, ottava creazione della linea di profumi uomo-donna firmata Bulgari.

Nel 2009 vennero presentate due nuove collezioni: Bvlgari New e B.zero 1. La prima era caratterizzata da un cerchio d’oro con inciso l’iconico doppio logo. I materiali utilizzati erano oro giallo o bianco 18 carati, da soli o combinati sia con onice e madreperla, sia con luminosi pavé di diamanti. La nuova B.zero 1, invece, appariva fresca e femminile, grazie alle sue gemme colorate. Peridoti, topazi blu, granati, citrine e ametiste dal colore vivido e dalla particolare trasparenza, si combinano e si fondono con sottili catene ed elementi pendenti che danno vita e movimento ad ogni pezzo. Inoltre, gli orologi icona della maison italiana si rinnovano con tre nuovi quadranti in madreperla bianca, rosa e marrone. La peculiarità sono gli indici di diamante abbinati al cinturino, proposto in tre differenti colorazioni.

Bulgari Resort, Bali
Bulgari Resort, Bali

Nel 2004, venne inaugurato ufficialmente il primo Hotel Bulgari, in Via Privata Fratelli Gabba a Milano, nelle vicinanze de La Scala, in un palazzo milanese del XVIII secolo. Già nel 2005, vista la fama internazionale del brand, venne aperto un nuovo Hotel a Bali, seguito presto da quelli di Londra e Shanghai (rispettivamente 2012 e 2015). Un’ulteriore Hotel è previsto per fine 2017 a Dubai.

#Raise Your Hand

Anello Save the Children BULGARI
Anello Save the Children

Bulgari parla con molto orgoglio del suo impegno nel sociale: famosa la partnership del brand con Save the Children, per la quale lanciò la campagna #RAISE YOUR HAND. Nel 2009 l’azienda lanciò una collezione ad hoc, Save the Children, disegnata su misura e ispirata all’iconica linea B.zero1, i cui proventi fossero da destinare a Save the Children, appunto. Negli ultimi sette anni, oltre $50 milioni sono stati donati per la causa. #RAISE YOUR HAND 2016, invece, è una campagna che si impegna per attirare l’attenzione globale sulle precarie condizioni dei bambini ne mondo.

LVMH rileva Bulgari

Nel primo trimestre del 2011, LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton acquisì la quota di maggioranza di Bulgari S.p.A.. Nel 2014, per preservare il patrimonio e il nome Bulgari, venne aperto al pubblico un “palazzo unico” chiamato DOMVS, che fungesse da galleria d’arte espositiva.

Bulgari DOMVS
Bulgari DOMVS

Situato al secondo piano della boutique del marchio in Via Condotti, DOMVS offre uno storytelling unico dell’evoluzione stilistica di Bulgari, attraverso pezzi iconici come quelli raccolti per la prestigiosa Heritage Collection. Questo tempio mostra anche immagini e oggetti di dive che un tempo rappresentavano il marchio, come Elizabeth Taylor, Sophia Loren e Anna Edberg. All’inizio del 2015, Bulgari iniziò una collaborazione a lungo termine con una delle più celebri scuole di design, la Central Saint Martins, per sostenere i giovani stilisti, promuovendo numerosi concorsi di design.

Situazione attuale

Nel 2016 nacque Le Gemme Men, una nuova collezione di profumi maschili di lusso, ispirata alla tradizione e ai valori d’eccellenza della Haute Joaillerie. Nel luglio dello stesso anno, Bulgari lanciò Festa, una nuova, spettacolare collezione: con oltre un centinaio di gioielli e orologi, si ispirò molto all’art de vivre italiana. In particolare, la collana e il braccialetto Palio, che rappresentano la famosa corsa di cavalli senese, riscossero un grande successo.

Bulgari Festa, Bulgari Gioielli di lusso
Festa, Bulgari

Nel 2017, il Museo nazionale delle Arti del XXI secolo e Bulgari si uniscono nel progetto Premio MAXXI Bulgari, a sostegno della figura del giovane artista contemporaneo. Una giuria internazionale ha il compito di scegliere giovani talenti e presentare il loro lavoro al MAXXI. Oggi il nome Bulgari esprime in una sola parola il concetto di gioielleria classica modellata secondo i nuovi dettami del gusto contemporaneo.

 

Dalla conquista della crescente potenza artistica francese negli anni ’20, alla scarsità di risorse dovuta alla guerra negli anni ’40, alla scoperta di nuovi mercati, Bulgari si è guadagnata il diritto di essere definita l’azienda leader nella gioielleria di lusso.