SALVATORE FERRAGAMO

Salvatore Ferragamo (1898-1960). Famoso calzolaio italiano, ha creato 20mila modelli e 350 brevetti, tra cui moltissime iconiche scarpe da donna. Leggi la storia del “calzolaio delle stelle”.

Indice

  1. La vita di Salvatore Ferragamo.
    1. Un giovane talento.
    2. L’emigrazione negli Stati Uniti.
    3. Il calzolaio delle stelle.
    4. Il ritorno in Italia.
    5. La zeppa.
    6. Salvatore Ferragamo i i suoi clienti famosi.
    7. L‘azienda dopo il 1960
  2. L’espansione dell’azienda, dagli anni Settanta ai primi anni 2000.
  3. L’espansione mondiale.
    1. Nuove aperture.
    2. Riconoscimenti.
    3. Un nuovo direttore creativo.
  4. Gli anni recenti.
  5. Evoluzione finanziaria.
  6. Situazione attuale.

1.La vita di Salvatore Ferragamo.

1.1Un giovane talento.

Undicesimo di 14 figli, Salvatore Ferragamo nacque a Bonito, un paese a cento chilometri da Napoli.

Fin da bambino Salvatore Ferragamo aveva le idee molto chiare: da grande voleva fare il calzolaio. I genitori, nonostante la grande miseria, non erano contenti della scelta dal momento che quelle del calzolaio era ritenuto il mestiere più umile.

All’età di 9 anni, creò, in una sola notte, il suo primo paio di scarpe per la prima comunione di una sorellina e riuscì così a convincere la famiglia a fargli intraprendere la carriera di calzolaio.

Salvatore successivamente iniziò quindi a lavorare come praticante nella bottega del calzolaio del paese Luigi Festa e, una volta compiuta la sua formazione, decise di spostarsi a Napoli per poter apprendere qualcosa in più e mettere a frutto la sua abilità. Rientrò infine a Bonito dove, a 13 anni, era titolare del suo primo negozio.

1.2 L’emigrazione negli Stati Uniti.

In seguito, nell’ aprile del 1915, quando non aveva compiuto ancora 17 anni, emigrò negli Stati Uniti viaggiando sulla nave Stampalia, per raggiungere i fratelli che già lavoravano là.. Inizialmente Salvatore Ferragamo si fermò sulla East Coast a Boston, dove il cognato gli aveva trovato un posto alla Queen Quality Shoes Company. Qui venivano prodotte migliaia di scarpe al giorno: suole e tacchi in mezzo secondo, un minuto per il lavoro di cucitura.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Ritratto.
Un ritratto del giovane Salvatore Ferragamo

Chiunque avrebbe ringraziato Dio per quel lavoro sicuro, non il giovanissimo Ferragamo, che aveva un’idea nobile del mestiere di calzolaio. Quelle macchine proprio non le sopportava. Ne uscivano scarpe “pesanti, goffe, tozze, con la punta a patata e il tacco di piombo”. Voltò quindi le spalle alla fabbrica e raggiunse i fratelli maggiori a Santa Barbara. 

Come racconta nell’autobiografia Il calzolaio dei sogni (Skira), Salvatore capì subito che quella favolosa California era la mecca tanto cercata, grazie a un’industria cinematografica in grande crescita.

Il contatto col mondo del cinema avvenne con il guardarobiere dell’American Films Company che si lamentava degli stivali per i film western: se calzavano bene, non piaceva il modello; se lo stile funzionava, erano come morse ai piedi degli attori. Ferragamo si propose e ne fece qualche paio. Furono un successo, tanto che il regista Cecil B. De Mille disse: “Il West sarebbe stato conquistato prima, se ci fossero stati questi stivali”. Salvatore ed i suoi fratelli Girolamo, Secondino e Alfonso aprirono così un negozio di calzature e riparazioni nel centro di Santa Barbara.

È l’inizio di un rapporto privilegiato, che Ferragamo manterrà con il mondo del cinema e che durerà non solo nel periodo americano.

1.3 Il calzolaio delle stelle.

Arrivarono in negozio le prime star. Tra le prime ci furono le sorelle  Mary e Lottie Pickford. Per quest’ultima Salvatore creò il modello ‘First’: un semplice paio di scarpe scollate in capretto marrone, con due orecchie che si alzavano sul davanti”.

Quando le produzioni cinematografiche si spostarono da Santa Barbara ad Hollywood, Salvatore Ferragamo decise di scommettere sulla propria attività e di seguire gli Studios per cercare nuove possibilità di espansione e miglioramento.

Nel 1923 aprì il suo nuovo negozio, l’Hollywood Boot Shop, e d’improvviso, parve che le stelle del cinema di Hollywood si sentissero tali solo calzando i modelli di Salvatore Ferragamo, che presto divenne noto come il “calzolaio delle stelle.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Primo negozio ad Hollywood.
L’annuncio dell’apertura del primo negozio ad Hollywood.

Creò sandali di un delicato color lavanda con tacchi ricoperti di strass per Jean Harlow, scarpe con tacchi tempestati di perle per Gloria Swanson, pantofole di in raso multicolore per Lillian Gish, calzature da uomo per clienti come Douglas Fairbanks e Rodolfo Valentino.

Durante gli anni In California Salvatore Ferragamo dedicò molto tempo allo studio del piede. Frequentò infatti corsi di anatomia umana all’università, trovando il primo indizio per la soluzione del problema nella distribuzione del peso del corpo sull’arco del piede.

In seguito alle sue ricerche fabbricò una componente rivoluzionaria per il sostegno delll’arco plantare tramite una lamina d’acciaio, il cambione, che normalmente i calzolai facevano in cartone e in cuoio spesso e che fu brevettata alla fine degli anni venti.

Ciò permise alle scarpe di Ferragamo di diventare leggere ma resistenti. A questa scoperta preliminare aggiunse una serie di studi sulle calzate, che lo portarono ad ideare un sistema originale di calzata, che avvicinava anche la produzione in serie al su misura.

Salvatore Ferragamo
Ferragamo con Sophia Loren. Copyright Attualità Fotografica Italiana Del Vecchio & Scala

1.4 Il ritorno in Italia.

Nel 1927 Salvatore Ferragamo decise di tornare in Italia e stabilirsi a Firenze, città che rappresentava nel mondo la bellezza e la cultura artistica nazionale e che era universalmente riconosciuta come sede dell’alto artigianato.  Nello stesso anno aprì in città un laboratorio di operai-artigiani per la produzione italiana delle sue scarpe.

La crisi economica mondiale del 1929, coinvolse anche la sua attività, che dovette affrontare la bancarotta e il fallimento. Ferragamo non si perse d’animo e ritornò presto in scena: nel 1938 fu in grado di acquistare, a rate, Palazzo Spini Feroni, in via Tornabuoni, che ancora oggi è il quartier generale dell’azienda. Nello stesso periodo comprò anche la villa michelangiolesca Il Palagio a Fiesole.

Salvatore Ferragamo
Palazzo Spini Feroni a Firenze

1.5 La zeppa.

 

Salvatore Ferragamo inventò la zeppa di sughero per rispondere ad un’esigenza di funzionalità, dettata dal periodo autarchico: sostituire la lamina di acciaio, interna alle calzature.

Senza l’acciaio adatto, che Ferragamo importava dalla Germania e che a causa delle sanzioni economiche imposte all’Italia non si poteva più acquistare, venne a mancare uno dei principi fondamentali di costruzione delle sue scarpe.

“Cominciai a lavorare con pezzi di sughero sardo -scrive Ferragamo- pressando, incollando, fissando e rifinendo finché lo spazio tra la suola e il tacco non fu riempito”.

Nacque così la zeppa, uno dei più celebri modelli della moda della fine degli anni trenta e degli anni quaranta. Ferragamo sperimentò molte varianti di zeppe: a tacco e a piattaforma, a strati pressati e bombati, scolpite e dipinte, decorate con specchietti di vetro con l’antica tecnica del mosaico o con grate in ottone lavorate a girali floreali e tempestate di pietre che furono indossate dalle sue clienti più famose.

L’attenzione e l’amore per i materiali hanno accompagnato tutto il lavoro di Salvatore Ferragamo e costituiscono una preziosa eredità che ha lasciato all’azienda ancora oggi.

Il materiale, dal quale al pari della forma e della lavorazione, dipende la bellezza, la comodità e la durata di una calzatura, è stato da Salvatore Ferragamo indagato e valorizzato in modo da mantenere il suo carattere e al tempo stesso adattarsi al modello a cui è veniva sottoposto.

Questo interesse e questa continua sperimentazione coinvolgevano non solo i pellami tradizionali e di qualità, ma anche i materiali poveri e insoliti.

Il classico merletto fiorentino, la carta, la corteccia d’albero, la rafia, la canapa, la pelle di pesce, il cellofan sostituirono, prima e durante la seconda guerra mondiale, i più duttili capretti e vitelli nonché gli esotici coccodrilli. Nell’immediato dopoguerra furono gli ultimi ritrovati della tecnica, il nylon o la rafia sintetica e, per la sera, i raffinati ricami in strass e perline di vetro, a suggerire tomaie uniche e irripetibili.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Una zeppa del 1942.
Un modello con il tacco a zeppa del 1942-1944

1.6 Salvatore Ferragamo e i suoi clienti famosi.

Negli anni cinquanta, Palazzo Spini Feroni era una visita d’obbligo per le attrici più famose del periodo così come per regnanti, nobili e capi di Stato: da Audrey Hepburn ai Dichi di Windor, da Greta Garbo ad Anna Magnani, da Paulette Goddard a Lauren Bacal fino a Sophia Loren. Salvatore riceveva personalmente i suoi clienti illustri ed era capace di soddisfare ogni richiesta, persino la più stravagante.

Anche Marilyn Monroe fu fedelissima cliente di Salvatore Ferragamo rendendo famose le sue décolleté dalla linea classica e con tacco 11 cm: un’altezza vertiginosa ma non scomoda, dato che Ferragamo aveva brevettato un tacco particolare, realizzato per metà in legno e per metà in acciaio, solido pur essendo sottile.

L’attrice possedeva decine di paia di scarpe firmate Ferragamo, che spesso acquistava presso il negozio di New York. A parte qualche ballerina con la confortevole suola a conchiglia, prediligeva le décolleté che le conferivano quella camminata ancheggiante, così seducente e particolare, che la rese unica.

1.7  L’azienda dopo il 1960

Quando Salvatore Ferragamo morì nel 1960, la moglie Wanda Miletti Ferragamo prese le redini dell’azienda per continuare l’operato di Salvatore con l’aiuto dei sei figli che, una volta cresciuti, diverranno responsabili dei diversi settori in cui l’impresa è suddivisa, dai reparti creativi alla produzione, alla distribuzione sui mercati internazionali all’amministrazione e finanza.

Ancora oggi, la famiglia Ferragamo è alla guida dell’azienda e questa peculiarità di impresa basata sui valori della famiglia rappresenta un elemento di forte distinzione dagli altri brand e imprime al marchio una forte connotazione italiana.

2.L’espansione dell’azienda, dagli anni Settanta ai primi anni 2000.

Negli anni Settanta, per merito dell’intraprendenza e preparazione di Wanda, presidente dell’azienda, l’azienda si espanse, passando dalle sole scarpe al total look. Ci furono le prime passerelle di moda, lo sviluppo delle linee uomo, profumi e occhiali che, via via, conquistarono il successo nel mercato.

Nel 1978 sua figlia Fiamma creò la décolleté Vara, che divenne presto un best seller. Oggi, la décolleté Vara è considerata uno degli elementi iconici di Ferragamo.

Salvatore Ferragamo
Iconica décolleté Ferragamo

Nel 1996 Ferragamo compì l’importante acquisizione del marchio Emanuel Ungaro. Due anni dopo il fatturato complessivo dell’azienda si attestò sugli 850 miliardi di lire, gran parte proveniente dall’Europa, dall’America, dall’Oriente, dall’Africa e dall’Oceania. Il marchio Ferragamo era presente quindi in tutto il mondo con 40 negozi di proprietà e molti punti vendita esclusivi. Nell’azienda di famiglia, oltre ai figli, ormai lavorano anche i nipoti del fondatore.

Sull’onda della nascita del Museo Salvatore Ferragamocon sede in palazzo Spini Feroni, l’azienda iniziò ad impegnarsi sul fronte della cultura e delle mostre d’arte e non solo come mecenate o sponsor.

Lo stilista francese Marc Audibet creò la collezione Autunno/Inverno 2000/2001. Nello stesso periodo, Leonardo Ferragamo divenne presidente di Altagamma, un’associazione fondata nel 1992 e composta da 43 prestigiose aziende italiane.

3. L’espansione mondiale.

3.1 Nuove aperture.

Nel 2001 l’azienda ha presentato i suoi piani di espansione mondiale tesi a rinnovare o aprire un totale di 100 boutique, con la collaborazione dell’architetto Michael Ghibellini. Con questo rinnovamento, l’obiettivo era quello di guadagnare uno stile architettonico ancora più sofisticato. E così, nel 2001, venne aperto un nuovo negozio in Corea, all’interno di una ricca area commerciale di Seoul. Lo store occupava un edificio di 4 piani con un giardino sul terrazzo.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Il negozio a Seoul.
Apertura del negozio a Seoul, Corea, 2001.

Nel 2002, nel centro storico di Vienna, vicino al castello di Hofburg, aprì un altro negozio. Poi, a partire dal 2003, sono stati aperti nuovi negozi a New York, Tokyo, Amsterdam e Londra.

Il 2001 si è chiuso con un fatturato consolidato di 641 milioni di euro, di cui il 46% realizzato in Oriente.

3.2 Riconoscimenti.

L’anno 2002 è stato pieno di novità e grandi soddisfazioni. Innanzitutto la joint venture con Ermenegildo Zegna per il lancio del nuovo marchio ZeFer, terminata più avanti nel 2013.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Zefer.
Un modello di borsa ZeFer.

In seguito, Wanda Ferragamo è stata nominata “Imprenditrice dell’anno” dalla organizzazione “Committee of 200” che annualmente premia le imprenditrici e top manager di tutto il mondo. La cerimonia si è svolta a New York. Ed ecco la motivazione: “Per essere riuscita a trasformare l’azienda di calzature in azienda internazionale del lusso, dove la famiglia mantiene il controllo totale del proprio fiorente business…”.

Lo stesso anno, l’azienda Ferragamo è stata riconosciuta come la miglior marca dell’anno in Cina. L’Asia era il continente dove la griffe vendeva di più nel 2002.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Wanda Ferragamo.
Wanda Ferragamo, 2002.

3.3 Un nuovo direttore creativo.

Nel 2002 viene nominato direttore creativo Donna Graeme Black che rimarrà fino al 2007.

Nel 2003 Salvatore Ferragamo fa il suo ingresso nel campo degli orologi.

Salvatore Ferragamo
Orologi Salvatore Ferragamo dal 2003

Nel 2004 il piano di espansione mondiale era in corso. La rete di distribuzione aveva 16 nuovi punti vendita, comprese nuove importanti boutique ad Osaka e a Hong Kong. Altri negozi, invece, come quello allo Shangai Center in Cina, a Parigi in Avenue Montaigne e a Milano in via Montenapoleone, sono stati riaperti dopo la ristrutturazione. Il Gruppo Salvatore Ferragamo ha chiuso l’anno con un fatturato consolidato di 549 milioni di euro, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente.

Nel maggio 2005, come parte del Progetto Moda della Provincia di Firenze, con una grande partecipazione del pubblico internazionale, Palazzo Strozzi ospitò una sfilata di Ferragamo in una serata memorabile organizzata da Beppe Modenese. Nel Giugno del 2005 Ferragamo ha siglato un accordo di cooperazione con Porsche Design per la produzione di scarpe, borse ed accessori di pelle.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Lo store Ferragamo a Firenze.
Lo store Ferragamo a Firenze.

Nel 2006 vennero aperti i nuovi negozi di via Condotti a Roma e di Francoforte. Nel novembre dello stesso anno, Michele Norsa divenne il nuovo CEO di Ferragamo. La sua mente manageriale portò l’azienda ad espandersi sempre di più, esplorando anche nuovi mercati come l’India, l’America Latina e la Thailandia.

4. Gli anni recenti.

Dal 2007 Ferragamo ha avuto come direttore creativo della linea Donna Christina Ortiz, fino al 2010. Nel 2008, l’azienda ha celebrato l’80esimo anniversario allestendo una mostra a Shanghai. L’anno successivo l’azienda rinnovò la storica licenza con Luxottica per la produzione di montature da vista e occhiali da sole a marchio Salvatore Ferragamo.

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. 80esimo anniversario.
La mostra a Shanghai in occasione dell’80esimo anniversario.

A partire dal 2010, il creative director della divisione Donna è stato Massimiliano Giornetti, già direttore creativo della sezione Uomo dal 2004. Il suo ruolo nella moda Donna si è prolungato fino al 2015.

Ferragamo è entrato ufficialmente nella borsa di Milano nel 2011. In questo periodo i profitti sono cresciuti del 70%, arrivando a 103,3 milioni di euro.

Nel 2013 Ferragamo si è focalizzato sugli accessori, oltre che sulle scarpe. Agli inizi di ottobre il brand ha iniziato a rivolgersi ai giovani con una campagna digitale innovativa. Nello stesso periodo sono stati ristrutturati alcuni negozi nei mercati europei ed americani per aumentare il profitto nella vendita al dettaglio.

La strategia è stata un successo e si è registrato un aumento del 81% degli utili fino ad arrivare a 81 milioni di euro nel primo semestre del 2013. I ricavi provenivano per lo più fuori dal mercato italiano, che stava lottando per uscire dalla recessione.

5. Evoluzione finanziaria.

Il piano di espansione mondiale procedeva proficuamente. Le vendite sono cresciute più rapidamente nell’ultimo quarto del 2014, aumentando del 9,3% rispetto al 2013. Il fatturato del 2014 si è chiuso a 1,3 miliardi di euro. In quel momento, le tensioni politiche in Russia ed Ucraina hanno ridotto il numero di acquirenti che partivano da quelle zone per comprare in Europa. Questo comportò una diminuzione delle vendite in alcune città d’Europa. L’area Asia/Pacifico invece si attestò come la migliore performer con il 37.2% delle vendite.

Salvatore Ferragamo ha aperto nuovi store in città meno note come Yantai in Cina, Surabaya, in Indonesia, e Cartagena in Colombia. L’azienda ha continuato a rinnovare negozi, tra cui quelli di Miami e Roma. Inoltre venne riaperto lo store di San Francisco, importante meta turistica per gli acquirenti cinesi.

In questo periodo Ferragamo ha affrontato un’ardua sfida, dovuta ad un indebolimento dell’euro, prezzi del petrolio più bassi e alla debolezza economica della Cina. Negli Stati Uniti, invece, il dollaro molto forte ha rallentato i flussi turistici. Questo ha influito su molte aziende di lusso negli ultimi mesi. Al contrario, in Giappone si sono registrate buone vendite grazie ai turisti cinesi. L’area Asia/Pacifico si riconferma il primo mercato in termini di ricavi per il Gruppo, in crescita del 2%, rispetto ai primi 9 mesi del 2014. Nel solo quarto trimestre 2015 la crescita è stata di oltre l’8%, e l’anno si è chiuso con un aumento dei ricavi del 7% rispetto al 2014.

Nel 2016 i ricavi sono stati di 1.438 milioni di euro.

6. Situazione attuale.

Attualmente, Ferragamo sta attraversando una serie di grandi cambiamenti. Nell’agosto 2016 è stato nominato CEO Eraldo Poletto, che, negli anni precedenti aveva raddoppiato le vendite in Furla. Inoltre, dopo l’uscita di Massimiliano Giornetti, sono stati assunti 3 nuovi direttori creativi: Guillaume Meilland per l’abbigliamento da uomo, Paul Andrew per le scarpe da donna e Fulvio Rigoni per il prêt-à-porter.

Da Ottobre 2017 dopo l’uscita di Fulvio Rigoni, Paul Andrew ha assunto la carica di Direttore Creativo Collezioni Donna

Dizionario della Moda Mame: Salvatore Ferragamo. Eraldo Poletto.
Il CEO Eraldo Poletto.

Il marchio ora si concentra nel creare campagne uniche ed emozionanti per mantenere la sua leadership nell’industria della moda.

Le creazioni di Ferragamo vivranno per sempre. La classica décolleté è sempre di moda e moltissime donne la indossano. Il marchio rappresenta l’ideale della scarpa da donna e si impegna a garantire l’eccellenza in termini di qualità, mantenendo a livelli eccezionali sia la produzione che gli standard artigianali.

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RAY-BAN

Questo iconico brand si è conquistato un posto unico nel mondo dell’eyewear e i suoi occhiali da sole sono stati indossati da molte celebrità attraverso gli anni.

RAY-BAN

Se si parla di occhiali da sole griffati, il pensiero corre subito a Ray-Ban. Questo iconico brand si è conquistato un posto unico nel mondo dell’eyewear e i suoi occhiali da sole sono stati indossati da molte celebrità attraverso gli anni. Con il passare del tempo, Ray-Ban si è guadagnato la reputazione di design superbo, eccellente performance e sofisticatezza inequivocabile, che sono le caratteristiche che lo hanno reso famoso nel mondo.

Indice

  1. Storia
  2. I principi Ray-Ban
  3. Lo sviluppo del brand
  4. Il brand sotto Luxottica
  5. Ray-Ban nel XXI secolo
  6. Celebrity Culture
  7. Nuove tecnologie
  8. Un occhio al presente e uno al futuro

STORIA

Ray-Ban è un brand di occhiali da sole e da vista fondato nel 1937 dalla compagnia americana Bausch & Lomb. Il marchio è noto soprattutto per le sue linee Wayfarer (“viaggiatore) e Aviator (“aviatore”).

Nel 1929, il Colonnello degli Air Crops delle Forze Armate Statunitensi, John A. Macready, lavora con la Bausch & Lomb a Rochester, la fabbrica di equipaggiamento medico con base a New York. L’obiettivo della collaborazione è creare occhiali da sole di aviazione che prevengano le distrazioni dei piloti causate dalle tonalità intense di blu e di bianco del cielo. In particolare, Macready si preoccupa di come gli occhiali possano appannarsi, riducendo così notevolmente la visibilità ad alta quota. Il prototipo del nuovo prodotto, creato nel 1936 e noto come “Anti-Glare”, è bordato in plastica ed è dotato di lenti verdi in grado di eliminare la luce riflessa dal vetro senza oscurare però la visibilità. Vengono aggiunte anche delle lenti a impatto resistenti nel 1038.

Secondo la BBC, gli occhiali utilizzano “lenti kalichrome per dare forma ai dettagli e minimizzare l’annebbiamento filtrando la luce blu, rendendo (gli occhiali) ideali per un clima nebbioso.” Durante gli anni ’50, il brand lancia il modello Echelon (Caravan), che ha successo quanto i Wayfarer e gli Aviator. Nel 1965 vengono introdotti anche gli Olympian I e II, che diventano popolari quando Peter Fonda gli indossa nel film Easy Rider. L’azienda produce inoltre linee d’edizione speciale, come The General nel 1987, che presenta somiglianze con gli Aviator originali indossati dal Generale Douglas MacArthur nella Seconda guerra mondiale.

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Peter Fonda nel film Easy Rider indossa dei Ray Ban

Nel 1999, la Bausch & Lomb vende il brand al Gruppo Luxottica, conglomerato italiano di ottica, per 640 milioni di dollari, dopo decadi di produzione di famosi occhiali da sole. Da questo momento, l’azienda si concentra in modo determinato nel muoversi nel campo delle operazioni ottiche, comprando gli strumenti Storz e Chiron Vision.

I PRINCIPI RAY-BAN

Fin dalla sua fondazione, il brand Ray-Ban si è sempre basato sull’aspirazione. Dal suo concetto originale di occhiali da sole per piloti americani, e attraverso la sponsorizzazione di molte celebrità, il marchio si è catalogato come uno di quelli di cui chiunque vorrebbe essere portavoce. Possedere un paio di Ray-Ban dovrebbe essere il più grande sogno di ogni fashion addicted che aspira a somigliare ai propri idoli.

L’invenzione degli iconici modelli Aviator affonda le proprie radici nello sviluppo del potere del volo. Negli anni ’30, infatti, il rapido sviluppo del design dell’aeronautica militare permette ai piloti di volare più lontano, più velocemente e più in alto. Ma tutto ciò genera un problema. I piloti raccontano che gli alti livelli dei bagliori sperimentati durante il volo ad alta quota causano difficoltà nella visibilità, mal di testa e nausee. Ciò, naturalmente, riduce l’abilità dei piloti di operare agli alti livelli necessari all’azione militare. Di conseguenza, urge una soluzione.

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Campagna del 2007 Never Hide

Qualche tempo prima, il Colonnello Macready ha sperimentato un volo in mongolfiera. Durante questa esperienza, è stato acceccato dal sole in ogni momento. Così nasce in lui l’idea di un paio di occhiali scuri che possano riparargli gli occhi e permettergli di vedere quello che lo circonda. Infatti, è convinto che questi prodotti potranno risolvere i problemi riscontrati dai piloti. Si rivolge quindi alla Bausch & Lomb per creare i nuovi occhiali da sole e l’azienda si mette al lavoro. Dopo vari esperimenti, il prototipo finale viene realizzato nel 1936.

SVILUPPO DEL BRAND

Negli anni successivi, i bordi in plastica vengono sostituiti con altri in metallo. Viene inoltre considerato che il termine “anti-glare” non è sufficientemente d’impatto per esaltare i nuovi occhiali. Così viene adottato il nome “Ray-Ban”, insieme al tag Aviator come collegamento al campo dell’aviazione. E il resto, come si usa dire, è storia. I Ray-Ban Aviator hanno così successo che non sono solo i piloti a indossarli. Foto d’epoca mostrano ufficiali d’alto rango che portano questi occhiali e, in breve tempo, essi vengono considerati il sinonimo del glamour tra i piloti militari. Questo rende gli occhiali un trend che continua a spopolare per i successivi 75 anni. Presto questi prodotti escono dall’ambito militare per entrare nel mondo di tutti i giorni di altri personaggi.

Nel 1938, l’azienda rilascia i Ray-Ban Shooter, disegnati specificatamente per chi utilizza armi da fuoco, in versioni con le lenti gialle o verdi. In particolare, le lenti gialle sono particolarmente utili per la loro capacità di riflettere la luce blu, aumentando i dettagli e minimizzando l’annebbiamento, renendoli ottimi da usare in caso di nebbia. Il design include anche un cosiddetto centro “cigarette circle” che permette di tenere entrambe le mani libere. Questa è diventata la caratteristica principale degli Shooter.

Sull’onda del successo, l’azienda lancia nel 1939 gli Outdoorsman, indirizzati agli appassionati di caccia, pesca e spari.

IL BRAND SOTTO LUXOTTICA

Sotto molti punti di vista, sembra oggi inevitabile che Ray-Ban sarebbe finito sotto il controllo di Luxottica. Quest’azienda, fondata da Leonardo Del Vecchio nel 1961, inizia la propria esistenza ad Agordo e si situa a Milano. Del Vecchio viene inizialmente istruito in un istituto scientifico, ma alla fine decide di entrare a far parte del mondo dell’eyewear. Va quindi ad Agordo, il cuore dell’industria italiana di eyewear, e crea la propria compagnia per fabbricare occhiali da sole.

Con il passare del tempo, l’azienda si convince del bisogno di prendere il controllo di tutti gli aspetti dell’operazione. Compra quindi una compagnia di distribuzione, la Scarrone, nel 1974 e poi stipula una serie di contratti molto note, come Armani e Vogue. In più, acquista quote di diverse aziende di ottica e compra altri fornitori di occhiali, come Pearl  Vision e OPSM. Compra rispettivamente Erroca per 20 milioni di euro e Oakley per 21 miliardi di dollari, diventato la più grande compagnia di ottica del mondo.

mame dizionario RAY-BAN 2018
Nuova linea 2018 della Ray-Ban

Oggi Luxottica rappresenta più dell’80% del mercato, includendo le linee di occhiali di molte case di moda, come per esempio Versace, Burberry, Stella McCartney, Chanel e Armani.

RAY-BAN NEL XXI SECOLO

Nel 2000, Luxottica inizia a ridisegnare Ray-Ban, tenendo conto dei nuovi trend della moda. In un significativo design rimodellato conosciuto come RB2132, la dimensione dei bordi viene ridotta e l’acetato viene sostituito con un tipo di plastica più leggera.

In ogni caso, Luxottica si occupa di rivivere le fortune del brand lanciando una maggiore espansione, che viene seguita da una lunga decade di turbine di attività. Nel 2003, Ray-Ban Optical ottimizza la prescrizione degli occhiali da sole. L’obiettivo è unire un design superbo e un’attenzione senza paragoni ai dettagli nel proprio artigianato. Tutto ciò, ovviamente, senza dimenticare le radici culturali che hanno reso il brand così famoso.

Sempre nel 2003, Luxottica lancia Ray-Ban Junior, una gamma di occhiali da sole disegnata specificatamente per bambini dagli 8 ai 12 anni. Questa linea viene ulteriormente espansa poi nel 2005 per includere bordi ipoallergenici più leggeri ma durevoli.

Il 2006 vede la modernizzazione del modello Wayfarer. Viene dunque assunto il fotografo musicale Mick Rock per creare un memorabile portfolio di immagini per portare i Wayfarer nell’era moderna. Musicisti indie rock vengono ingaggiati per questo progetto innovativo, noto come Ray-Ban Uncut: The Wayfarer Session. Inoltre, artisti come Peaches, James Murphy di LCD Sound System, Bobby Gillespie dei Primal Scream e Johnny Marr dei The Smiths offrono la loro presa contemporanea sul nuovo design dei Wayfarer.

mame dizionario RAY-BAN tre campagne never hide
Tre poster della campagna pubblicitaria Never Hide

Una campagna pubblicitaria del 2007, intitolata Never Hide, definisce il concetto secondo cui chi utilizza i Ray-Ban ha semplicemente bisogno di sentirsi coerente con la propria identità per rendere se stesso il centro dell’attenzione. La campagna coinvolge personalità immediatamente riconoscibili del passato e del presente, insieme a “normali” compratori di Ray-Ban che vogliono essere notati. La natura mondiale di questa innovazione ha un notevole impatto sul successo del brand.

CELEBRITY CULTURE

Il brand continua a unire la cultura della celebrità nelle proprie campagne, per esempio con il Ray-Ban Re-masters Project del 2008. Noti musicisti come Paolo Nutini, The Kills, Black Kids, Ladyhawke e Ipso Facto eseguono cover degli anni ’50 e ’60 per richiamare il popolare design Ray-Ban Club dell’epoca.

Dopo la campagna Never Hide nasce Never Hide Colorises. I fan dei Wayfarer possono creare i propri design colorati unici usando una penna speciale su bordi bianchi, insieme ad altre innovazioni tra cui design basati su stampe colorate (come, per esempio, la mappa della metropolitana di New York).

La linea Rare Print si avventura ancora una volta nella cultura dei film e della musica, attraverso una serie di stampe a tema che danno al brand un profilo contemporaneo. I concetti di base sono Buttons Pins e Comics. E, più recentemente, il brand ha sostenuto la comunità LGBT inserendo i colori dell’arcobaleno nella propria pubblicità.

NUOVE TECNOLOGIE

Ma, oltre alla promozione creativa del brand, Ray-Ban non trascura mai gli aspetti tecnologici del proprio design. Costantemente impegnato nel migliorare i propri prodotti, il marchio ha lanciato la Ray-Ban Tech Fiber Collection, utilizzando le ultimissime tecniche di manifattura nel campo dell’eyewear. La costruzione avvolgente dei bordi è fatta da sette leggeri strati di fibra di carbone, rendendo i vetri durevoli ed estremamente flessibili per resistere a danni accidentali. Le lenti hanno caratteristiche innovative simili. Create da policarbonato e cristallo, queste lenti con superbe capacità di polarizzazione, insieme a un naturale visione in alta definizione, hanno uno speciale riflettente che elimina l’annebbiamento ed esalta la protezione UV.

UN OCCHIO AL PRESENTE E UNO AL FUTURO

Durante questa decade, Luxottica prosegue la sua strategia di sponsorizzazione attraverso le celebrità, utilizzando un approccio dalle varie sfaccettature per innalzare il profilo del brand (come per esempio i concerti a tema). La campagna Never Hide ha continuato con i suoi eventi pubblicitari mondiali, mantenendo i principali ethos invariati ma reinventandone l’applicazione.

Il 24 marzo 2014, Ray-Ban ha firmato un accordo con Google per collaborare allo sviluppo di Google Glass. Di cosa si tratta? In pratica, di un pezzo di tecnologia indossabile. Sembrano un paio di normali occhiali, ma permettono a chi li indossa di svolgere le funzioni eseguibili da parte di un laptop o di uno smartphone. Con una voce incorporata, questo dispositivo permette di accedere a internet, allo store di informazioni, oltre che di effettuare chiamate e fare foto.