Bedin

È figlio d’arte. Il padre e la madre sono sarti per uomo: si conobbero lavorando per il medesimo laboratorio e possiedono a Vicenza un negozio d’abbigliamento nel centralissimo corso Fogazzaro. Bedin è, quindi, nato e cresciuto nel mondo della moda, venendone a conoscere fascino e segreti, tessuti e lavorazioni. "I miei genitori mi hanno sempre insegnato il gusto per le cose belle, le cose vere", dice. Terminati gli studi di ragioneria, si trasferisce a Parigi per seguire i corsi di stilismo della Chambre Syndicale de la Couture. Dopo un anno, ecco l’ingresso da Lagerfeld, per seguire all’ufficio stile la linea KL: una esperienza straordinaria, importantissima per la sua formazione. Passa quindi, per una stagione, da Tierry Mugler. Poi, mentre presenta il suo book da Cloé, si sente dire: "Lei è pronto per una sua collezione". Da lì, il grande passo: la creazione di una sua linea che — realizzata in Italia — dal 2001 viene presentata a Parigi durante la settimana del prêt-à-porter. Inoltre, gli è stato affidato il rilancio del marchio Worth per la moda, cominciato nella settimana della Haute Couture a gennaio, con la presentazione di una linea di lingerie. 

Chloé

Casa francese d’alta moda pronta, creata da Jacques, Lenoir e Gabrielle Aghion nel 1952, e rivelatasi da allora e soprattutto nei tardi anni ’60-’70 come una palestra e un vivaio per alcuni fra i più celebri nomi dello stilismo. Si deve all’energia imprenditoriale dei due fondatori nel rispondere alla nuova richiesta di un prêt-à-porter che non facesse rimpiangere l’alta moda, l’evolversi di Chloé, attraverso l’apporto di stilisti diversi, ora isolati, ora in équipe, da Gérard Pipart a Graziella Fontana, da Christiane Bailly a Carlos Rodriguez. Fino all’incontro decisivo con Lagerfeld, che diventa l’unico creatore (’66-83). Il suo stile audace, ironico, talora esasperato, sempre sorprendente, la cura dell’accessorio nella creazione in proprio di bottoni, bijoux, cappelli, il tono inedito delle sfilate, determinarono il successo internazionale di Chloé e del suo gusto giovane ma sofisticato, di aggressiva femminilità. Nell’ultimo scorcio degli anni ’90, è Stella McCartney, la figlia del Beatles Paul, la stilista della griffe.
Dal 1985 Chloé entra a far parte del gruppo Richmont e dopo Stella McCartney si alternano altri giovani stilista alla guida della direzione artistica della maison: Phoebe Philo dal 2001, Paulo Melim dal 2006 e Hannah MacGibbon nel 2008. Nel corso degli anni la produzione Chloé si è allargata al campo degli accessori e dei profumi. Distribuito in tutto il mondo, possiede prestigiose vetrine monomarca nelle strade più esclusive delle città mete dello shopping di lusso come Parigi, Londra, Milano, New York sino a Shanghai e Dubai.

Jerphanion (de)

Ha seguito i corsi dello Studio Bercot. Ha cominciato come assistente da De Luca e, nel ruolo di coéquipière, è sempre rimasta sia lavorando per Lagerfeld da Chloé (è stata direttrice delle licenze giapponesi e responsabile degli accessori), sia lavorando da Mugler dove è stata anche mannequin vedette. Non si è mai messa in proprio. Lagerfeld, nel ’93, l’ha nominata direttrice del suo studio di prêt-à-porter.

Bouyer

Studia alla scuola di Arti Applicate di Parigi, specializzandosi in tecnica di confezioni. Nel 1980, è assistente di Lagerfeld. Successivamente, entra come disegnatore nella maison di calzature Charles Jourdan e vi rimane per 7 anni. Lavora con Muriel Grateau, Alaïa e Tarlazzi. Poi, rientra da Jourdan per lanciare una linea di abbigliamento che vende 25 mila pezzi a stagione.