Atelier Gustavo Lins

Nato in Brasile, Gustavo Lins si è dedicato inizialmente agli studi di architettura. In seguito ha lavorato come free lance realizzando fantasie per i tessuti di Castelbajac, Gaultier, Kenzo e Galliano a Parigi per poi decidere di creare nel 2003 la propria linea di abbigliamento per uomo e per donna, distribuita nelle più importanti boutique del mondo. Pelle, tessuto, costruzioni architettoniche di ispirazione orientale che ricordano certe collezioni del primo Gianfranco Ferré.

Kenzo

Prende il nome dal suo fondatore, lo stilista giapponese Kenzo Takada (Hyogo, 1939). Quinto di sette figli, avrebbe voluto studiare stile, ma dai genitori viene iscritto ai corsi universitari di letteratura inglese. All’ateneo di Kobe Gaibo rimane tre mesi: parte per Tokyo dove, nel 1958, è ammesso alla Bunka Gakuen, la prestigiosa scuola di fashion design: al terzo anno di corso vince il primo premio. Dopo un periodo di lavoro per una catena di grandi magazzini, lascia il Giappone per Parigi. Arriva in Francia nel ’65, vede le sfilate dei grandi di allora, Cardin, Dior e Chanel, vende alcuni disegni a Louis Feraud e ad altri stilisti; lavora per Bon Magique e per Jardin des Modes. Ristruttura e dipinge (con un decor di giunchi) il suo primo negozio: nasce così la boutique Jungle Jap in Galérie Vivienne. È il 1970. Abiti – e maglieria – che rivoluzionano il gusto del momento: forme, materiali e disegni tradizionali del Giappone si mischiano armonicamente con lo stile europeo. Dieci anni dopo la società nata dal marchio Kenzo viene presieduta da Francois Beaufumé: fino al ’93, anno in cui il gruppo Arnault ne assume il controllo. Ma già nel ’76 le boutique Kenzo aprono i battenti in tutte le più grandi città del mondo, mentre la produzione si differenzia in varie linee: uomo, donna, bambino, jeans, accessori, biancheria per la casa, oltre a profumi per uomo e donna e a prodotti da bagno, nonché penne. Talento eclettico, Kenzo ha realizzato costumi per il teatro, in particolare per la Course du Temps di Stockhausen (1979) e realizzato un film, Rêve après Rêve (1980); è stato protagonista di mostre e retrospettive; ha vinto numerosi premi. Al compimento del suo sessantesimo anno d’età, Kenzo Takada ha annunciato l’addio alla moda e alla sua maison: "per dare un nuovo orientamento" alla sua vita. Dopo la sfilata del 7 ottobre 1999 si è ritirato. 

2002, maggio. Ritorno, a sorpresa. Kenzo con una linea di prêt-à-porter, accessori e biancheria della casa, chiamata Yume che in giapponese vuol dire Sogno. La collezione viene prodotta in joint venture con Lvmh Fashion Group, che nel 1999 ha assorbito la maison dello stilista giapponese. In concomitanza con la sua rentrée, lo stilista realizza un sogno accarezzato per lungo tempo, la creazione di una linea di moda pronta da vendere per corrispondenza. La collezione unica è riservata al catalogo della Redoute, del gruppo Ppr (Pinault Printemps Redoute) grande rivale della Lvmh nella lotta per la leadership mondiale nel settore del lusso. 2003, marzo. Dopo l’addio di Roy Krejberg, designer della linea uomo, la maison annuncia che non sfilerà durante la settimana parigina del prêt-à-porter. La motivazione ufficiale della rinuncia (Preferiamo concentrarci sull’apertura del nuovo flagship, che sorgerà presso l’ex immobile della Samaritaine Sport), sembra nascondere l’ennesimo colpo di scena: Kenzo Takada sarebbe stato contattato dalla Lvmh per tornare all’interno della griffe. (Pierangelo Mastantuono)
2003. Antonio Marras diviene direttore della Maison e da quel momento inizia una nuova stagione contrassegnata da una grande energia creativa che porta il marchio al raggiungimento di un notevole successo sia presso gli addetti ai lavori, sia presso il pubblico finale. La teatralità delle sfilate create dallo stilista sardo come vere e proprie rappresentazioni ben si armonizza con lo spirito di perfezione delle decorazioni e delle ambientazioni altamente raffinate tipiche della cultura giapponese. Reminiscenze simboliche, come il fiore di pesco, l’onda, il colore delle bambole kokeshi, si mescolano con le trame e i tessuti del folklore isolano e dalla fusione di tutti gli elementi che accomunano i due stilisti – l’isola, il mare, la natura – la griffe Kenzo si rinnova senza mai rinnegare la propria identità. Il successo delle collezioni donna è tale che ben presto vengono affidate a Marras anche tutte le altre linee, dall’uomo al bambino, alla casa, al profumo. Anche le boutique monomarca si rinnovano nel décor per riflettere il nuovo corso. Ultima in ordine cronologico quella di Milano inaugurata nel febbraio 2009, una sorta di pavillion settecentesco dove stucchi, piante e fiori creano la scenografia a una collezione delicata che riporta il visitatore alle atmosfere bucoliche dell’Arcadia.