CASADEI

Luxury brand italiano, disegna e produce calzature alla moda tra cui pumps, sandali, zeppe, sneaker, boot e accessori.

Indice

  1. Le origini: Quinto e Flora Casadei
  2. Le prime zeppe
  3. Le Pump
  4. La seconda generazione
  5. L’espansione del brand
  6. Il 50° anniversario
  7. Situazione attuale

Le origini: Quinto e Flora Casadei

Casadei, azienda calzaturiera e pellettiera di S. Mauro Pascoli, in provincia di Forlì, nacque alla fine degli anni ’50 come piccolo laboratorio artigiano che fabbricava calzature di sofisticata fattura. La storia del brand, oggi leader mondiale del settore, è tutt’altro che ordinaria: se si guarda il percorso intrapreso, si può notare come la fortuna di Casadei sia costruita sull’eccellenza del design e sulle competenze imprenditoriali.

Il brand dal design audace nacque nel 1958, quando Quinto e Flora Casadei iniziarono a realizzare calzature per i turisti della costa orientale. I due, insieme, diedero vita a un piccolo laboratorio, divenuto poi un vero e proprio impero: nascosta a San Mauro Pascoli, città di provincia della Rivera romagnola, regione nota soprattutto per l’agricoltura e le bellezze rinascimentali, la coppia Casadei diede il via ad una nuova forma d’arte.

Casadei Campagna pubblicitaria autunno/inverno 1963
Campagna pubblicitaria autunno/inverno 1963

Gli anni ’60 videro lo sviluppo di una struttura commerciale più formata, l’inizio delle esportazioni verso l’Europa, verso gli Stati Uniti e verso l’Estremo Oriente, la presentazione di una linea completa dedicata all’abbigliamento da sera e la nascita di una collezione di borse. Verso la fine degli anni Sessanta, la fama di Casadei si diffondeva ben oltre le frontiere italiane. Dopo aver vestito i piedi di tanti turisti, l’azienda a conduzione familiare espanse la sua scala di produzione e presenza internazionale. La società acquisì una struttura più solida e concentrò l’attenzione sulle esportazioni, sia nel mercato europeo, sia negli Stati Uniti d’America.

Le prime zeppe

Dopo la prima linea di sandali, Casadei presentò la sua prima serie di zeppe: scelta popolare e trendy nell’eccentrico decennio dei’60. I primi anni Settanta consentirono ai fondatori di spostare la base dall’officina prima ad una fabbrica industriale. Questo cambiamento permise loro di avere molta più libertà creativa, iniziando un vero e proprio viaggio nel mondo delle calzature.

Casadei Campagna pubblicitaria inverno 1971
Campagna pubblicitaria inverno 1971

Prendendo le zeppe come punto di partenza, Casadei sperimentò l’idea di zeppe con lacci e slip-on. Inoltre, il design divenne più coraggioso, impreziosendosi di delicati ricami. Più tardi, cambiò rotta, entrando in un’era di pump in pelle con tacco svasato.

Verso la fine degli anni Settanta, i concept di versatilità ed utilità trovarono sfogo nella prima linea di stivali Casadei, alti fino alle ginocchia o cortissimi. Con questo nuovo prodotto il brand ampliò anche la sua presenza nel mercato asiatico: nel ’77 si aprirono ufficialmente al mercato giapponese.

Le Pump

Casadei Pump anni '80
Pump anni ’80

Nei primi anni Ottanta il brand espanse la sua attività anche in Medio Oriente. Dopo stivali e zeppe, Casadei si rivolse verso le pump: l’interpretazione dell’azienda fu estremamente fantasiosa, tra  pois e tulle di velluto, alti tacchi conici in pelle dorata.

In pochissimo tempo le pump si assicurarono un posto nella hall of fame, diventando prodotto iconico dell’azienda. Dedicandosi alle curve aggraziate dei piedi femminili, il brand continuava a dilettarsi con diversi tessuti, finiture e ricami, riuscendo sempre a vincere l’incessante scorrere del tempo. Verso la fine degli anni Ottanta, il brand si adattò rapidamente alla tendenza “sportiva”, costruendosi un dizionario di sneakers ibride e scarpe da calcio con i tacchi.

La seconda generazione

Casadei Cesare Casadei nel suo ufficio
Cesare Casadei nel suo ufficio

Come la maggior parte delle aziende a conduzione familiare, anche Casadei aprì le porte alla seconda generazione: il figlio di Quinto e Flora, Cesare Casadei, divenne direttore creativo. Cesare entrò in carica nel ’94 e da allora promosse molto l’immagine del brand, facendo leva sul “Made in Italy” nel mondo. L’arrivo di Cesare segnò anche l’inizio delle collezioni unisex e la nascita di calzature casual, una più incredibile dell’altra.

Casadei Primavera/estate 1995, scatto di Nick Knight
Primavera/estate 1995, scatto di Nick Knight

Agli inizi del 2000, il brand decise di trasferire lo showroom di Milano in Via dell’Annunciata, in uno spazio progettato ad hoc per divenire sede aziendale. Casadei era ormai uno dei marchi preferiti tra le celebrità. Gli A-listers di Hollywood venivano fotografati con le Casadei, rendendo il brand un nome significativo nel circuito della moda;  i talenti della fotografia scattavano le campagne pubblicitarie dell’azienda, tutto votava per la crescita felice.

L’espansione del brand

Casadei Flagship Store di Londra
Flagship Store di Londra

Ad ottobre del 2002 la società, che contava più di 200 persone, aprì un nuovo negozio monomarca nel cuore di Londra, al n. 12 di Beauchamp Place, nel quartiere di Knightsbridge. Per Casadei l’Italia rimane il secondo mercato (dopo gli Stati Uniti) con 400 punti vendita, 4 dei quali monomarca (Milano, Firenze, Rimini e Ferrara); insieme alla Germania, l’Italia è il mercato più importante d’Europa. Altre due boutique furono aperte in Russia, a San Pietroburgo e a Mosca. L’espansione dell’azienda è garantita dall’ottimo fatturato, che nel 2001 raggiunse i 32.604 milioni di euro (+14,82% rispetto all’anno precedente).

Nel 2004 la Federation Of Italian Footwear mise sul mercato una serie limitata di francobolli dedicati alla celebre Casadei: grande riconoscimento per l’azienda che rappresenta l’eleganza e la tendenza delle calzature italiane nel mondo.

Il 50° anniversario

Casadei ha compiuto 50 anni nel 2008: per festeggiare il mezzo secolo di disegni accattivanti e di gloria artigianale, è stata chiamata la fotografa Ellen Von Unwerth: il risultato fu una pubblicazione sulle calzature Casadei negli anni, seguito da una mostra alla Triennale di Milano.

Casadei Mostra per i 50 anni di Casadei, scatto di Ellen Von Unwerth
Mostra per i 50 anni di Casadei, scatto di Ellen Von Unwerth

 

Anno dopo anno Casadei si espandeva in tutto il mondo: nel 2010 si lanciò a tutto gas nelle aperture di Roma, Cannes, Dubai, Casablanca e New York. Lo stesso anno ha portato anche le calzature e i tacchi Casadei alla settimana della moda di Milano.

L’etichetta scoprì anche il mondo digitale, con il lancio del loro sito web nel 2012, seguito dall’arrivo della boutique e-commerce nel 2013. Nel 2015, Cesare Casadei e l’Architetto Marco Costanzi progettarono il primo concept store di  Milano, seguito dalla presentazione di una nuova boutique nell’esclusiva Albemarle Street, a Mayfair, Londra. Nello stesso anno, la società rilanciò il suo portale di shopping online, grande passo verso la creazione di una nuova estetica.

Situazione attuale

Casadei Stiletto Blade, 2015
Stiletto Blade, 2015

Casadei ha iniziato il 2017 partecipando al Super Bowl: Lady Gaga, scelta per la prestigiosa performance di metà tempo, ha indossato i famosi Stiletto Blade di Casadei. Inoltre, Victoria Beckham viene spesso vista con la stessa calzatura, che sembra tanto essere una delle preferite delle celebrità, che inneggiano a Casadei come il brand più comodo tra i concorrenti.

Ad oggi, Casadei continua ad essere esempio di design impeccabile e intelligenza imprenditoriale, d’artigianalità esperta e d’innovazione ponderata. È testimonianza dell’eredità italiana, dei suoi colori vivaci e dei valori artigianali.

CESARE PACIOTTI

Azienda italiana di calzature artigianali di gran pregio, venne fondata nel 1948 da Giuseppe e Cecilia Paciotti, genitori di Cesare.

Indice

  1. Le origini
  2. Prima collezione uomo: scarpe e abbigliamento
  3. Il pugnale
  4. Paciotti 4US
  5. Esposizioni
  6. Paciotti attraversa un periodo difficile
  7. Situazione attuale

Le origini

Cesare Paciotti, classe 1958, è uno Stilista di calzature italiano. Non fu lui ad avviare l’attività che oggi porta il suo nome, bensì i suoi genitori, Giuseppe e Cecilia Paciotti, che nel 1948 fondarono l’azienda a Civitanova Marche. Le calzature che producevano erano artigianali, di gusto classico e di altissimo livello qualitativo.

Cesare Paciotti nel suo ufficio
Cesare Paciotti nel suo ufficio

Sin dalla tenera età, Cesare apprese dai genitori I segreti del mondo della calzatura e ben presto si dedicò, appassionato, a schizzi e prototipi. Dopo aver terminato gli studi al DAMS di Bologna, Cesare eredita dal padre la conduzione dell’azienda nel 1980. Diventato direttore creativo, l’azienda fu ribattezzata Cesare Paciotti; la sorella, Paola, si occupava della gestione aziendale.

Prima collezione uomo: scarpe e abbigliamento

All’inizio degli anni ’80, Cesare creò la sua prima collezione di calzature. La sua linea, allora solo maschile, rappresentò con le sue forme anticonformiste e con le sue campagne trasgressive un punto di rottura nel rigore e nella tradizione di cui questo settore era permeato. Alla qualità affianca l’innovazione con forme forti e geometriche e l’uso di molti accessori metallici. Nello stesso periodo iniziò la collaborazione con Gianni Versace, Romeo Gigli e Dolce e Gabbana, i quali vollero Paciotti per realizzare le calzature delle loro collezioni.

Cesare Paciotti Campagna pubblicitaria 1992
Campagna pubblicitaria 1992

Nei primi anni ’90, fu la volta della collezione donna con i suoi tacchi a spillo iconici ed estremamente femminili. Dopo qualche stagione, arrivò una linea di borse, valigie, cappelliere, zaini, ventiquattrore. Nel ’98, il lancio degli occhiali. Il 2001 si chiuse con un fatturato di 49 milioni di euro, 13 milioni in più rispetto alla chiusura precedente. 

Il pugnale

Cesare Paciotti Iconico Stiletto con il logo a pugnale
Iconico Stiletto con il logo a pugnale

La forte personalità del marchio è simboleggiata da un pugnale, la cui impugnatura reca le iniziali del designer, donando alla maison un logo inconfondibile.

Paciotti 4Us

Cesare Paciotti Collezione Paciotti 4US
Collezione Paciotti 4US

Nel 2002 debuttò la nuova collezione “Paciotti 4Us”. La griffe fu tra i 40 espositori italiani che partecipano al Wsa International di Las Vegas, una fra le più importanti fiere del settore calzaturiero degli Stati Uniti. Venne presentata anche Ebe, la borsa a forma di fazzoletto, che prende il nome dalla mitologica coppiera degli dei, incaricata di versare l’ambrosia ai banchetti. Ebe era in canvas, camoscio, nappa e paglia, con manico in pelle o in midollino.

Esposizioni

Nel febbraio 2003, il New York Fashion Institute of Technology Museum celebrò le calzature di Cesare Paciotti, insieme alle borse di Gucci e a un centinaio di capi di altri nomi, nella mostra Italy, in the Life Styles. Da maggio ad agosto, le calzature di sapore classico Cesare Paciotti furono nuovamente protagoniste al Metropolitan Museum of Art di New York: la rassegna, dal titolo Goddess, era un excursus tra centinaia di abiti, stampe, fotografie dal 1800 ad oggi, per sottolineare l’influenza della veste classica sulla moda degli ultimi tre secoli.

Paciotti attraversa un periodo difficile

Negli anni le linee di Cesare Paciotti si espansero ulteriormente: nel 2007 debuttarono i gioielli e gli orologi, ai quali si aggiunsero nel 2008 una collezione di abbigliamento intimo e moda mare. All’ampliamento delle categorie di prodotto si affiancò un’intensa attività di relazioni pubbliche, che portò Cesare Paciotti ad associarsi a numerose celebrities, che divennero testimonial delle campagne del marchio. Continuò, nel frattempo, l’espansione della rete retail con l’apertura di punti vendita di proprietà e in franchising in Cina, a Dubai e a Riyadh in Arabia Saudita.

Ma nel 2013 l’azienda Paciotti entrò in crisi. Questa crisi fu dovuta sia al crollo del mercato, sia al fatto che Paciotti mancava di molte entrate, in quanto i suoi clienti italiani non erano in grado di saldare i debiti in questo duro periodo di recessione. Due terzi dell’azienda erano basati sul fatturato delle vendite in Italia, ma il mercato locale, con il crollo delle vendite, si era notevolmente ridotto.

Cesare Paciotti Campagna pubblicitaria 2013
Campagna pubblicitaria 2013

Dopo un periodo di forte recessione, l’azienda Paciotti sentì la necessità di continuare l’attività rilanciando, con ingenti sforzi, il nome del brand. L’azienda ebbe il supporto dei fornitori, che ebbero fiducia nel progetto di rilancio, anche in un momento così delicato.

Situazione attuale

Nell’ottobre 2017, Paciotti ha collaborato con la stilista sloveno-italiana Ada Kokosar, lanciando una capsule collection chiamata Paciotti by Midnight. Questa collezione è ispirata alle scarpette in cristallo di Cenerentola e allo stile sontuoso di Maria Antonietta. Rivestita interamente in PVC, permette di indossare queste scarpe in raso anche sotto la pioggia.

Cesare Paciotti Paciotti by Midnight
Paciotti by Midnight

Oggi, Paciotti S.p.A. punta non solo a una crescita delle vendite nel mercato italiano, ma anche ai mercati esteri, come la Russia e l’Est, i cui ricavi sono aumentati del 32-65%. Oltre a un lancio in nuovi mercati, è stata operata anche una ristrutturazione interna, con 120 dipendenti a Civitanova Marche, alcuni flagship store e una particolare attenzione all’e-commerce, con vendite in aumento del 3,5%. La famiglia Paciotti ha deciso di investire tutto l’investibile per salvare la maison, simbolo del lusso made in Italy.

ALBERTO GUARDIANI

Indice

  1. Le origini
  2. Lo sviluppo
  3. Gli iconici Lipstick Heel
  4. Situazione attuale

Le origini

Linea di calzature per uomo e per donna prodotta dalla Nuova Centauro. L’azienda, la cui bussola, è il confronto tra tradizione (nello stile, nelle tecniche) e innovazione, è stata fondata con il nome Centauro nel 1947 dai fratelli Luigi e Dino Guardiani a Montegranaro, in provincia di Ascoli Piceno. Nel 1972 è subentrato Alberto, il figlio di Dino che, nel frattempo, era rimasto il solo proprietario.

Alberto Guardiani, calzature maschili
Calzature maschili

È lui che, nel 1980, ha ribattezzato l’azienda, che ha lanciato una linea donna e, tenendo ferma la produzione classica, ha varato Low Tide, marchio mirato al mercato giovane e dello sport.

Nel ’99, l’azienda ha inaugurato a Montegranaro, in provincia di Ascoli Piceno, uno stabilimento a ciclo completo: progettazione, taglio, assemblaggio e atelier di rifinitura.

Lo sviluppo

Il 27 febbraio 2007 Alberto Guradiani apre un nuovo showroom a Milano, in Corso Venezia 29. Lo showroom si trova in un edificio del XVIII secolo, originariamente monastero che accoglieva pellegrini, in seguito anche residenza della famiglia Calzoni-Sforza. È un palcoscenico ideale per lo stile di Alberto Guardiani, una scenografia poetica per i suoi prodotti esclusivi, che tanto profumano di democratico lusso.

 

Nel 2007 il marchio ha aperto un nuovo negozio a Roma, in Piazza di Spagna, e, un anno dopo, a Napoli. “Questo è il primo passo su un programma rigoroso che vedrà, entro febbraio 2008, l’apertura di altri due negozi monomarca in Italia, altri due passi importanti nel nostro piano di sviluppo commerciale. Finora, ci sono 11 negozi monomarca in tutto il mondo”, ha spiegato Alberto Guardiani.

Nel marzo 2009 il marchio ha pubblicato la collezione limitata Eiffel Tour per celebrare i 120 anni del simbolo parigino. Nella collezione, la Tour Eiffel risplende sulla vernice, nera, come il cielo di una notte parigina.

Gli iconici Lipstick Heel

Alberto Guardiani, Lipstick Heel
Lipstick Heel

Il Lipstick Heel di Alberto Guardiani è una décolleté con tacco a forma di rossetto. È una scarpa icona che trae ispirazione dalle grandi stelle del passato e del presente. Gioca con l’atmosfera glamour e provocante de La dolce vita, simboleggiata dalle sensuali labbra color rubino di Anita Ekberg.

Situazione attuale

Oggi, il marchio è gestito da Alberto Guardiani e Rossella Beato Guardiani. Nel 2016 Serena Guardiani, figlia di Alberto e nipote del fondatore Dino, è stata nominata direttore creativo delle collezioni donna del marchio. Serena si è diplomata all’Istituto Marangoni di Milano e si unisce alle sue sorelle maggiori Rubina e Guya all’interno dell’azienda.

Alberto Guardiani Primavera/estate 2018
Primavera/estate 2018

FRATELLI ROSSETTI

Nel 1953, Renzo Rossetti, insieme al fratello Renato, aprì la prima fabbrica di scarpe a Parabiago. Erano solo gli albori del noto marchio Fratelli Rossetti.

Indice

  1. Le origini: Renzo e Renato Rossetti
  2. Il mocassino Brera
  3. La scarpa Flexa
  4. La famiglia Rossetti
    1. Museo Renzo Rossetti
  5. Sviluppo del Brand
  6. Situazione attuale

Le origini: Renzo e Renato Rossetti

Nel 1953 da Renzo e Renato Rossetti aprirono una prima fabbrica di scarpe a Parabiago, iniziando quello che in seguito divenne il noto marchio Fratelli Rossetti: infatti. l’azienda come la conosciamo ora, venne fondata ufficialmente nel 1955. I fratelli di Sanguinetto, nel veronese, dapprima produssero scarpe sportive e, solo in seguito, calzature eleganti.

Renzo Rossetti, fondatore di Fratelli Rossetti
Renzo Rossetti, fondatore di Fratelli Rossetti

Renzo iniziò a lavorare all’età di 13 anni come tipografo, poi come disegnatore meccanico e infine divenne produttore artigianale di calzature tecniche per ciclisti. Il successo arrivò proprio grazie alla maestria nel confezionamento artigianale. Disse:

“Abbiamo sempre lavorato come se avessimo dovuto rispondere personalmente alle richieste del cliente, per ogni singolo paio di scarpe che abbiamo venduto.”

Fratelli Rossetti lavora molto sull’innovazione, ma sempre applicata allo stile classico del made in Italy. Nel libro I Mass-Moda. Fatti e Personaggi dell’Italian Look (Editore Spinelli, 1979), Adriana Mulassano afferma: “I poveri uomini, quanto a scarpe, erano proprio conciati male”. Il mercato non offriva altro che scarpe con lacci e frange o modelli “derby”, in pelle nera o marrone. Non vi erano stili nuovi o stagionali e l’immaginazione lasciava lo spazio alla routine. Così i Fratelli Rossetti iniziarono la loro fortuna: bandirono i lacci, promuovendo i mocassini; presentarono scarpe sfoderate estive molto morbide, da indossare nude, senza calze; disegnarono stivali, tacchi alti e giocarono con materiali di vari colori, sottoposti ad un processo di invecchiamento, che li rendesse più apprezzabili da parte di un pubblico dai gusti classici.

Il mocassino Brera

Fratelli Rossetti l'iconico mocassino Brera
L’iconico mocassino Brera

Nel 1961 fu creato il loro masterpiece, il mocassino Brera. Il successo fu tale che nel 1966 i Fratelli Rossetti furono costretti a espandersi, costruendo un nuovo e modernissimo impianto di produzione.

Negli anni ’70, il brand collaborò con i più famosi designer italiani, tra cui Valentino, Armani e Pierre Cardin, unendo creatività a ottimi risultati produttivi.

La prima linea di calzature femminili fu creata nel 1973. Le boutique monomarca aprivano una dietro l’altra: Genova, Venezia, Milano (via Matteotti e via Montenapoleone), Bari, Roma, Parigi e Chicago. Diego, figlio di Renzo, entrò a far parte dell’azienda di famiglia nel 1978: sotto la sua direzione, Fratelli Rossetti divenne il primo brand italiano di moda ad aprire una boutique su Madison Avenue, a New York. Oggi Diego è presidente dell’azienda.

Dario iniziò la sua carriera nel dipartimento stilistico nel 1981, dopo aver frequentato un’università con corsi specifici di calzoleria. Appassionato d’arte, d’antiquariato, e soprattutto di auto d’epoca, cercò qui l’ispirazione per le sue nuove creazioni. Negli anni ’90 Luca si laureò alla Bocconi di Milano e fu immediatamente coinvolto nella gestione aziendale. In quegli anni, tutti e tre i fratelli lavoravano per l’azienda di famiglia.

La scarpa Flexa

Recente creazione dei Fratelli Rossetti, composta da 18 pezzi assemblati a mano, è in grado di adattarsi perfettamente ai movimenti del piede, grazie alla grande e unica flessibilità e al cinturino removibile.

Lo storico calzaturificio di Parabiago, nel milanese, produce più di 400.000 paia di scarpe l’anno, con un fatturato che alla fine degli anni ’90 si aggirava sui 70 miliardi di Lire. Circa il 50% della produzione era venduto in Italia e il 10% negli Stati Uniti, dove la compagnia è attiva da più di vent’anni e dove, nel giugno 1999, aprì un grande showroom sulla Madison Avenue, a New York.

Fratelli Rossetti Scarpa Flexa
Scarpa Flexa

Nel maggio del 2002, venne creato il modello Flexa Sailing, su esplicita richiesta di Mascalzone Latino, la barca italiana che gareggia alla Coppa America. Per rispondere a tutte le richieste dei membri del team, i prototipi vennero testati dall’equipaggio stesso durante gli allenamenti all’Elba e ad Auckland. Il modello venne messo ufficialmente in vendita nel luglio 2002, in due versioni diverse: Flexa Sailing Professional, con gli stessi standard tecnici della scarpa indossata dall’equipaggio dell’America’s Cup, e Flexa Sailing, meno high-tech, per gli appassionati di vela. La scarpa era disponibile in rosso e blu, i colori di Mascalzone Latino e nelle nuance del sabbia.

Più tardi, a novembre, scarpe, stivaletti e desert boots si vestirono dei colori più sgargianti: rosso, verde e giallo; scarpe basse e tacchi si danno alla vita mondana, al canto e al ballo. Nello stesso stile di Elisa Savi, queste scarpe vennero disegnate dai Fratelli Rossetti per il musical americano Fiddler on the Roof (Il violinista sul tetto), premiato con tre Oscar nella sua versione cinematografica e con più di 3.000 esibizioni a Broadway, a Londra e in Giappone

La famiglia Rossetti

Nel 2003 l’azienda, con i suoi 260 dipendenti, era una delle più importanti del settore in termini di fatturato, numero di dipendenti e immagine internazionale. La proprietà è ancora della famiglia Rossetti. Il presidente del gruppo, Renzo Rossetti, lavorò assiduamente per proporre una strategia valida sul lungo termine. I suoi tre figli si spartirono così i compiti: Diego, 46 anni, ormai in azienda da più di venti, divenne direttore marketing e commerciale e coordinò tutte le attività di comunicazione in Italia e all’estero; Dario, 44 anni, in compagnia da più di dieci, iniziò a seguire il coordinamento, la pianificazione, la modellazione e gli acquisti; Luca, 37 anni, laureato alla Bocconi, divenne direttore generale.

Fratelli Rossetti i Fratelli Rossetti
I Fratelli Rossetti

A febbraio 2003, Fratelli Rossetti apre il suo primo outlet a Foxtown e un grande negozio multimarca a Mendrisio, in Svizzera. La strategia di Fratelli Rossetti non è mai cambiata nel corso degli anni e può essere riassunta in un concetto chiava che, ancora oggi, risulta estremamente efficace: massima armonia tra tecnologia e tradizione, massimo equilibrio tra qualità e prezzo. Oggi, in Italia, ci sono 13 boutique; all’estero, le sedi principali dell’azienda si trovano a New York, Parigi, Londra, Bruxelles e Hong Kong.

Museo Renzo Rossetti

Fratelli Rossetti Collezione Museo Renzo Rossetti
Collezione Museo Renzo Rossetti

Renzo Rossetti fonda l’omonimo museo dove espone la sua ricca collezione delle più svariate scarpe, etniche e non, accumulate in più di 50 anni a Parabiago. Iniziò questa collezione in tenera età, prima della seconda guerra mondiale, e, dopo molti anni, finalmente potè esaudire il desiderio di avere uno spazio dedicato. Il museo, che può essere visitato su appuntamento, conta 3.000 paia di scarpe in condizioni impeccabili.

Sviluppo del Brand

Chiudendo il 2004 con un fatturato di 55 milioni di Euro, l’anno seguente Fratelli Rossetti inaugurò la terza boutique a Parigi, in Rue de Grenelle, e un nuovo negozio a Dubai.

Nel 2004 e nel 2008 vennero aperti negozi in franchising a Dubai. Diventando la Cina un nuovo, ampio mercato del lusso, anche nel 2010 vennero lì inaugurati nuovi store.

Sempre nel 2008, Fratelli Rossetti, ormai brand dalla fama mondiale, rafforzò la propria strategia internazionale investendo nel mercato asiatico: venne spreto un nuovo negozio ad Hong Kong, nuovi punti vendita a Pechino, a Hangzhou e a Shenzhen. Nel 2010 il gruppo chiuse l’anno con una crescita delle entrate del 14% rispetto al 2009 (72 milioni di vendite). Nel 2011 crebbe di un altro 10% rispetto all’anno precedente.

Nel 2011 Fratelli Rossetti collaborò con il designer californiano George Esquivel: nella collezione primavera /estate, i prodotti d’alta qualità dell’azienda si vestirono di innovativi cromatismi. Lo stesso anno, Fratelli rossetti aprì il suo primo online store. Nel 2012, il brand firmò una nuova collaborazione con NBC Sports per il Super Bowl, vestendo i commentatori sportivi con calzature Fratelli Rossetti.

Fratelli Rossetti "Fatto a misura"
“Fatto a misura”

Sempre nel 2012, venne inaugurato il servizio “su misura” al quale seguì il lancio di una collezione in edizione limitata per la piattaforma online shoescribe. L’ anno seguente, in via Montenapoleone a Milano, Fratelli Rossetti fece vivere al suo pubblico la “Toledo Experience”, uno spettacolo live per esperire la famosa tecnica di colorazione a mano dell’azienda. Per rafforzare la presenza del brand in Estremo Oriente, aprirono un negozio di 100mq a Taipei, la capitale di Taiwan.

Situazione attuale

Fratelli Rossetti 2017
Fratelli Rossetti 2017

Nel 2015, il marchio propone “A tribute to Brera”, il loro iconico mocassino; introduce Dandy Mirror, rivisitando il derby nelle nuove versioni a specchio, decicato alle donne che vogliono potersi sentire sexy anche senza vestire il tacco. La campagna spopola con l’hashtag #sexyinflats. L’anno chiude con un fatturato di 72 milioni di Euro, dell 4% superiore rispetto all’anno precedente, dimostrando il vincente orientamento del marchio nel mercato contemporaneo.

Fratelli Rossetti, si pone come obiettivo per il 2018 quello di espandersi aprendo 11 nuovi negozi in Cina. Il brand, in tutti questi anni, è riuscito ad espandersi sul mercato, pur mantenendo i suoi valori originari, adattandosi, ma non piegandosi, alle mutevoli esigenze della moda e dei consumatori.