Car Shoe

Car Shoe è un marchio fondato nel 1963 su brevetto di Gianni Mostile. Leggi la storia del marchio ora parte del Gruppo Prada.

Le origini.

Il marchio Car Shoe viene fondato nel 1963, anno in cui il Ministero dell’Industria e del Commercio Italiano riconosce a Gianni Mostile il brevetto di un modello di scarpa assolutamente innovativo: un mocassino con la suola perforata da minuscoli tasselli in gomma battuta. Parte come calzatura per automobilisti ma in seguito diventa un accessorio moda di grande comfort e praticità.

Car Shoe entra nel Gruppo Prada.

Nell’aprile 2001 il Gruppo Prada rileva la maggioranza della società Car Shoe SA, proprietaria del marchio Car Shoe. L’intento è quello di preservare e rilanciare il marchio attraverso lo stile e le qualità originali del modello “driving”, ideato dal fondatore negli anni Sessanta.

Il primo negozio Car Shoe, progettato da Roberto Baciocchi, apre in via della Spiga 50 a Milano il 5 Marzo 2001. Dopo aprono, in successione, i punti vendita di Capri e Roma. Nel 2010 Car Shoe espande il suo network retail in Asia e apre il suo primo flahsgip store a Signapore, nel prestigioso Ion Orchard Mall. Lo stesso anno, il marchio rafforza la sua presenza in Asia con l’apertura di un altro negozio ad Hong Kong. A dicembre 2011 il brand apre il suo primo negozio nel Regno Unito a Londra in New Bond Street. Nel novembre dell’anno successivo apre a Dubai nel prestigioso “Dubai Mall- Level Shoe District”. L’ultima apertura, nel luglio del 2013, è a Forte dei Marmi.

Gli anni recenti.

Nel giugno 2010, il Gruppo Prada acquisisce il controllo totale del marchio, rilevando la quota di minoranza dal socio che la deteneva. Nel 2012 viene lanciato il nuovo sito ecommerce. A seguire il brand apre i suoi profili Social su Facebook, Instagram, Twitter e Pinterest.

Nel 2013, in occasione della celebrazione del 50esimo anniversario, Car Shoe lancia un nuovo modello di driving in collaborazione con Automobili Lamborghini. Lo stesso anno il brand lancia il Driver’s Club – uno spazio dedicato al lifestyle e alla tradizione ispirato dalla passione per la guida. Per l’edizione settembre 2013 del Revival Festival di Goodwood, la storica gara automobilistica, Car Shoe ha progettato un negozio temporaneo originale a Goodwood high Street, West Sussex, per tutta la durata del festival.

Nel 2014 il brand presenta i “Car Shoe Bulletins”, appunti di viaggio che percorrono le strade più iconiche del mondo.

Miu Miu

Miu Miu è freschezza, ironia, ingenuità e giovinezza. Leggi la storia del marchio voluto da Miuccia Prada per avere una zona di espressione personale.

Indice.

  1. Le origini.
  2. L’ispirazione: Miuccia Prada.
  3. La crescita del marchio.
  4. L’identità di Miu Miu.
  5. Campagne pubblicitarie innovative.
  6. Women’s Tales.
  7. Aperture internazionali.
  8. Situazione attuale.

Le origini.

Miu Miu nasce nel 1993 come linea femminile. Miuccia Prada ha scelto questo nome per portare all’estremo il concetto di femminilità, con uno stile leggero, ironico e ingenuo allo stesso tempo. Lo scopo del marchio è, per Miuccia, quello di offrire una zona franca di espressione personale.

L’anno successivo Miu Miu lancia la linea maschile, in contemporanea con Prada. Nel momento in cui il marchio Prada sta raggiungendo l’apice minimalista, Miu Miu propone una idea di eleganza naif e sofisticatamente ruvida.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. La prima sfilata.
La prima sfilata.

L’ispirazione: Miuccia Prada.

Sperimentale per natura, il brand emana un senso di vivacità e giovinezza, intesa come condizione mentale, non anagrafica. Come stilista Miuccia Prada si focalizza su stati d’animo che influenzano stili. Per lei, è sempre l’immateriale a determinare il materiale.

Convinta della natura cangiante della moda, persuasa del suo instancabile modificarsi, Miuccia Prada riesce a catturare con Miu Miu un’irrequietezza sensuale e glamour, che presto diventerà parte imprescindibile del suo DNA.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Il dettaglio di una borsa.
Il dettaglio di una borsa.

Miuccia Prada si indirizza ad una clientela particolarmente attenta alle nuove tendenze, disinvolte e sofisticate. Miu Miu esprime la visione di Miuccia Prada di uno stile alternativo, sempre caratterizzato da una forte personalità, completamente indipendente dal marchio Prada.

Trasformando la moda in uno stato mentale ed usando il cambiamento come strumento, Miuccia ha costruito attorno a Miu Miu, un mondo, un marchio di fabbrica e, allo stesso tempo, un nuovo modo di comunicare.

La crescita del marchio.

Nel 2002 Fabio Zambernardi diventa direttore creativo sia di Prada che di Miu Miu. I due marchi hanno un totale di 160 negozi a vendita diretta. Un anno dopo viene aperta una boutique a Tokyo, nel distretto Shibuya. Sempre nel 2003 entrambi i marchi firmano un accordo di licenza decennale con Luxottica per la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e da vista.

Nel 2005 la linea maschile di Miu Miu viene temporaneamente congelata. Dopo i trascorsi da nomade di lusso tra le passerelle di New York, Londra e Milano, Miu Miu trova la sua collocazione finale e naturale nel calendario della moda di Parigi nel marzo 2006. Dal 2007, le vendite annuali sono cresciute a 2.656.000 euro, così come è cresciuta la sofisticatezza del brand. Nel 2008 la linea uomo viene eliminata in modo permanente.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Un look dalla prima sfilata a Parigi.
Un look dalla prima sfilata a Parigi, 2006.

L’identità di Miu Miu.

Confrontandosi con il fashion world nella sua capitale indiscussa, Miu Miu usa la magnificenza degli scenari parigini come palcoscenico ideale per la sua essenza sperimentale, che unisce il savoir-faire della couture parigina con una rara e sofisticata eleganza, senza mai dimenticare l’ironia.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Un allestimento a Palais D'Iéna.
Un allestimento al Palais D’Iéna.

Forte di uno spirito all’avanguardia, Miu Miu mescola in una costante dissolvenza incrociata concetti di indoors/outdoors, città/campagna, maschile/femminile, couture/street, passato/futuro; le stampe creano eccessi, rotture e “contrappunti”; le calzature, ironiche ed eccentriche, sono un elemento focale; i confini tra alto e basso, trash ed elegante vengono deliberatamente ignorati.

La dialettica dello stile borghese viene rivisitata; i contrasti vengono ostentati piuttosto che nascosti. Ogni pezzo è realizzato con scrupolosa attenzione per il dettaglio; in questa cornice perfetta si inseriscono stranezze, contraddizioni ed errori intenzionali. Arguzia e esprit de finesse sono le chiavi.

Campagne pubblicitarie innovative.

Le innovative campagne pubblicitarie hanno segnato una chiara impronta stilistica: inizialmente scattate in stile neo-realista da Corinne Day e Ellen Von Unwerth, le immagini Miu Miu hanno presto sviluppato una loro inconfondibile unicità grazie alla scelta di celebrities come testimonial.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. La campagna pubblicitaria Fall 2017.
La campagna pubblicitaria Fall 2017.

Dall’esordio con Drew Barrymore nel 1995, il cast è cambiato costantemente e l’astrattismo dello stile narrativo è diventato un marchio di fabbrica: Kim Basinger, Maggie Gyllenhaal, Vanessa Paradis, Stacy Martin, Hailee Steinfeld, Chloë Sevigny, Amanda Seyfried, Elle Fanning solo per fare alcuni nomi, hanno tutte partecipato alle campagne stampa, realizzate con uno stile cinematografico.

L’intento, sempre, è definire una visione della femminilità fluida e spontanea. Un tocco volatile di nonchalance e un senso di sensuale irrequietezza persistono come nota di fondo dell’essenza di Miu Miu, costantemente mutevole e mai uguale a se stessa.

Women’s Tales

Women’s Tales è un’acclamata serie di cortometraggi commissionati da Miu Miu e diretti da autorevoli registe contemporanee internazionali. A oggi, tredici corti che raccontano strani, affascinanti mondi immaginari abitati da fantasie tipicamente femminili. Miu Miu Women’s Tales ha invitato le registe a celebrare la femminilità nel XXI secolo, esplorandola con occhio critico. Ciò significa abbracciare le infinite complessità e contraddizioni delle donne, per farle riflettere ed emozionare.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Carmen di Chloë Sevigny.
Carmen, film di Chloë Sevigny.

Nella serie di corti, le collezioni Miu Miu assumono un ruolo da protagonista, al fianco di famose attrici e modelle. I capi fungono da contrapposizione al dramma narrativo. Potere, desiderio. Vanità, ricercatezza. Riti, regole. Sogni, incubi. Anche il più piccolo momento della vita quotidiana di una donna racchiude in sé molteplici sfaccettature. Women’s Tales narra questi momenti ed enfatizza il ruolo, fondamentale e arricchente, dei vestiti.

Aperture internazionali.

Miu Miu apre la sua prima boutique in Cina nella città di Shenzhen nel 2009. Nel 2010 il marchio apre uno store a Glasgow in Scozia. Dopo Miu Miu si espande nel mercato dell’America settentrionale. Viene aperto un negozio a Houston, Texas, nell’estate del 2011. Altra apertura è quella all’interno del centro commerciale di Chadston a Melbourne, Australia. Sempre in Australia segue l’inaugurazione di un negozio a Sydney nel 2011.

Il 26 marzo 2015 Miu Miu presenta il suo nuovo progetto con gli architetti svizzeri Herzog & de Meuron. L’edificio di 720 metri quadri, situato in Miyuki Street nel quartiere Aoyama a Tokyo, è il cuore delle attività giapponesi del brand. Il progetto è collocato in diagonale rispetto al celebre Epicentro Prada, anch’esso disegnato dallo studio svizzero. In contrasto con l’edificio Prada, completamente vetrato, la discreta facciata metallica di Miu Miu si presenta opaca e per questo più calda. Il modello tipologico scelto dagli architetti è quello di una scatola collocata direttamente al livello della strada, con il coperchio leggermente sollevato a segnare l’entrata e consentire ai passanti di guardare all’interno.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Il negozio di Tokyo.
Il negozio di Tokyo, progetto di Herzog & de Meuron.

 

Situazione attuale.

Nel 2013 Miu Miu e Prada hanno creato un’esclusiva collezione di oltre 40 abiti da cocktail per “Il Grande Gatsby”. Nell’agosto 2015 Miu Miu lancia il suo primo profumo, che incarna lo spirito del marchio. La sorprendente combinazione di mughetto e Akigalawood crea una fragranza naturale e senza tempo, con un tocco assolutamente contemporaneo.

Dizionario della Moda Mame: Miu Miu. Il primo profumo.
Il primo profumo femminile.

Oggi, la strategia di espansione mondiale di Miu Miu si fonda sull’occupare ottime posizioni in città come New York, Londra, Parigi, Milano, Tokyo, Pechino e Hong Kong. Queste boutique sono l’espressione dello spirito sperimentale del brand, suggerendo un’attitudine intensa e giocosa allo shopping.

Prada

Dal negozio in Galleria di Mario Prada all’attuale Gruppo mondiale nel settore del lusso made in Italy di Miuccia. Leggi storia e aneddoti del marchio Prada.

Indice

  1. La storia dalle origini agli anni 2000.
    1. Le origini.
    2. Miuccia: la nipote ribelle e geniale.
    3. Gli anni Ottanta: il Nylon e il successo americano.
    4. Il ritorno a Milano.
    5. Gli anni Novanta: la Fondazione e le grandi acquisizioni.
    6. Il progetto degli Epicentri.
  2. Dal 2000 al 2005.
    1. Una nuova sede per le collezioni.
    2. Il bilancio del 2000.
    3. Le acquisizioni del 2001.
    4. L’Epicentro di New York.
    5. Situazione finanziaria del 2002.
    6. Prada punta sul Giappone. L’Epicentro di Tokyo.
    7. L’Epicentro di Los Angeles.
    8. Cessioni. Il lancio del primo profumo.
  3. Dal 2005 al 2010.
    1. I cortometraggi.
      1. Trembled Blossoms.
      2. Fallen Shadows.
    2. Progetti speciali.
      1. La mostra Waist Down.
      2. Prada Transformer.
    3. L’America’s Cup.
    4. Fondazione Prada.
  4. Dal 2011 ad oggi.
    1. Fondazione Prada a Venezia.
    2. Il progetto 24h Museum.
    3. La mostra Impossible Conversations.
    4. Prada per Il Grande Gatsby.
    5. I progetti ‘the new Prada Galleria’ e Prada Journal.
    6. Due nuovi cortometraggi.
      1. A Theraphy.
      2. Castello Cavalcanti.
    7. Acquisizioni del 2014.
    8. Pradasphere.
    9. Pasticceria Marchesi.
    10. Il restauro dell’Ultima Cena di Giorgio Vasari.
    11. Il progetto Past Forward.
    12. Fondazione Prada inaugura Osservatorio.
    13. La conferenza Shaping a Creative Future.

Dalle origini agli anni 2000.

Le origini.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Il van per le consegne, 1918.
Van per le consegne, 1918.

Le origini del marchio Prada partono dal lontano 1913 quando Mario Prada, artigiano milanese del lusso, apre un negozio in Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.

Innovatore nel campo degli articoli da viaggio, degli accessori e dei beni di lusso, Prada utilizza, per i suoi prodotti, materiali raffinatissimi, manifatture di prima qualità e design all’avanguardia, divenendo ben presto un punto di riferimento per accessori in pelle e oggetti preziosi provenienti da tutto il mondo.

Grazie alla qualità delle sue creazioni, Prada soddisfa la richiesta dei più esigenti ed esperti clienti del mercato internazionale e dell’alta società. Nel 1919 diventa fornitore ufficiale della Real Casa d’Italia, ottenendo il diritto di includere lo stemma e i nodi sabaudi nel proprio marchio. (Fonte: “Prada”, edizione 2009, progetto Prada Arte).

D’altronde Mario Prada le idee le aveva ben chiare, il suo obiettivo era di:

“Colmare la carenza di oggetti che partecipassero all’avventura dello stilismo ma con avvenuto distacco; che fossero di moda, e capaci di non passare di moda nel giro di una stagione”.

Miuccia: la nipote ribelle e geniale.

Dizionario Moda Mame: Prada. Ritratto di Miuccia Prada Bianchi
Ritratto di Miuccia Prada.

La nipote Miuccia Prada è un ex jeune fille rangée della buona borghesia, sessantottina giudiziosa appassionata di teatro e mimo, iscritta alla scuola del Piccolo Teatro e all’Udi (Unione donne italiane) del Partito comunista.

Nel 1978 entra a far parte dell’azienda di famigliaInsieme al socio e marito Patrizio Bertelli, in vent’anni, la trasforma in un Gruppo mondiale nel settore dei beni di lusso targato Made in Italy. Diviene concorrente con marchi come Louis Vuitton, Chanel, Hermès, Gucci.

L’impresa diviene ad alto contenuto industriale, e alla fine del 1997 Prada può contare su:

  • 8 stabilimenti con 1184 dipendenti diretti;
  • 119 negozi monomarca, di cui 94 controllati direttamente;
  • un fatturato totale di 1.147.202 miliardi di lire.

Le tappe di quest’ascesa al vertice della moda internazionale sono segnate dalle felici intuizioni creative di Miuccia e dalle abili strategie d’impresa e comunicazione di Patrizio Bertelli.

Gli anni Ottanta: il Nylon e il successo americano.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Shopping bag in Nylon, 1978.
Shopping bag in Nylon, 1978. Ph: Albert Watson.

Nei primi anni Ottanta arrivano le borse in Nylon, in un materiale definito Pocono, brevettato con effetto seta e usato originariamente per i paracaduti militari. Le borse sono identificate dall’iconico logo: un triangolo rovesciato in metallo ispirato alla chiusura dei bauli di Mario Prada, che diventano subito oggetti di culto. Nel 1979 viene lanciata la prima collezione di scarpe.

Nel 1983 apre a Milano il primo Green Store, progettato dall’architetto Roberto Baciocchi. Esso è caratterizzato da una particolare sfumatura di verde chiaro che sarà presto riconosciuta in tutto il mondo come Verde Prada. Da questo momento in poi Prada apre una rete di Green Store in tutto il mondo, al cui interno è presente, in un modo o nell’altro, questo colore così unico. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Nel 1988 avviene il grande salto nell’abbigliamento femminile. Non è ancora finito il decennio di più spettacolare edonismo e consumismo del secolo e già la giovane milanese laureata in Scienze politiche, estranea al mondo iniziatico degli stilisti, fa intravedere una nuova svolta. Frettolosamente tacciata di “minimalismo“, la moda Prada è in realtà l’elaborazione concettuale e colta del disordine estetico della nostra epoca, ma senza alcuna astrazione.

Il ritorno a Milano.

Prada è Miuccia, ragazza borghese e schiva diventata un personaggio e il suo palcoscenico d’elezione è New York. Lei che gira a gambe nude anche a 10 gradi sotto zero o porta i calzini di lana con i sandali, lei che posa una seconda lunga gonna di chiffon sopra il ruvido tweed, lei che inventa le giacche a vento da sera.

Soltanto dopo essere diventati un “caso” negli Stati Uniti e sulla stampa anglosassone, i Prada-Bertelli riportano le collezioni sulle passerelle milanesi: e quei giornalisti italiani che, prima della trasferta americana, lasciavano vuote intere file delle sfilate in via Melzi d’Eril, vengono lasciati fuori dalla porta della nuova sede di via Maffei.

Scoppia uno scandalo a mezzo stampa, volano accuse di censura; ma a pace fatta il nome Prada diventa popolare ben oltre il mondo della moda e il momento delle sfilate. Anche perché la coppia, assecondando la comune passione per l’arte contemporanea, si trasforma da collezionista a mecenate.

Gli anni Novanta: la Fondazione e le grandi acquisizioni.

  • 1993: Nasce Fondazione Prada, e seguono le prime mostre: Eliseo Mattiacci e Nino Franchina. Lo stesso anno nasce la linea Uomo e viene creato, su specifico desiderio di Miuccia, il marchio indipendente Miu Miu.
  • 1995: nasce la Fondazione Prada, uno spazio d’arte milanese che ospita artisti del calibro di Anish Kapoor, Michael Heizer, Louise Bourgeois, Dan Flavin, Laurie Anderson, Sam Taylor Wood, Mariko Mori.
  • 1997: Patrizio Bertelli, esperto velista, decide di sponsorizzare e prendere parte all’America’s Cup del 2000 in Nuova Zelanda.

La scelta serve da supporto alla nuova linea Prada Sport, laboratorio di ricerca di nuovi materiali, forme, comportamenti. Le influenze si riflettono anche sulle altre linee (la Donna e l’Uomo) e sul marchio Miu Miu.

  • Giugno 1998: nuovo colpo di scena. Prada diventa un’importante azionista  di Gucci, quotata alla  borsa valori di New York. Nel gennaio 1999 tuttavia, di fronte alla scalata, con il 34,4% di Gucci da parte del francese LVMH (Louis Vuitton Moit Hennessy), Prada cede la sua quota a Bernard Arnault.In sei mesi ha realizzato un plusvalore di 192 miliardi di lire da investire nello sviluppo sempre più internazionale del marchio.

Negli anni successivi infatti avvengono:

  • l’acquisto della maggioranza di Helmut Lang;
  • la partecipazione in De Rigo (occhiali);
  • una quota di minoranza di Church’s, le scarpe inglesi;
  • poi il colpo grosso, l’acquisto della Jil Sander (il 75 per cento delle azioni ordinarie e il 15 di quelle quotate in Borsa);
  • infine la vincente offerta pubblica d’acquisto della maggioranza Church’s e l’alleanza con Bernard Arnault e la sua Lunch per il possesso della griffe Fendi. È la fine di agosto del 1999.

Il progetto degli Epicentri.

Nel 1999 il brand inaugura un progetto unico in collaborazione con AMO, il ‘think-tank’ dell’Office for Metropolitan Architecture (OMA), e con l’architetto Rem Koolhaas. Miuccia Prada e Patrizio Bertelli affidano ad AMO il compito di analizzare i trend dello shopping mondiale, concettualizzando nuovi prodotti e applicando le loro scoperte a nuovi tipi di negozi. Nasce quindi il progetto di tre Epicentri, negozi progettati al di fuori della tipologia del Green Store, destinati a diventare un vero e proprio laboratorio sperimentale.

Forte di un’identità che trascende il semplice marchio, l’azienda continua ad affermare la sua originalità in modi nuovi e inaspettati. È per esempio tra i primi a collaborare con architetti visionari come Rem Koolhaas e Herzog & de Meuron,vincitori del prestigioso Pritzker Prize: gli Epicentri di New York, Tokyo e Los Angeles, così diversi rispetto al concetto classico del negozio, sono il risultato di un’accurata analisi delle dinamiche del mercato nella società contemporanea e di un’innovazione architettonica rivoluzionaria. In queste boutique vengono esposti beni di lusso che sono il frutto di una tecnologia e di un design straordinari, affiancati da una molteplicità di attività ed eventi esclusivi. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Dal 2000 al 2005.

Una nuova sede per le collezioni.

All’inizio dell’anno, l’azienda viene inserita da Interbrand tra i 100 marchi più importanti al mondo. A partire dal 2000, Prada presenta le sue collezioni in via Fogazzaro a Milano, in un ex stabilimento industriale. L’edificio, ristrutturato a questo scopo, viene continuamente riconfigurato dando vita a nuovi ambienti architettonici. Per valorizzare il concetto delle collezioni, infatti, vengono proiettati film, video ed ambientazioni sonore uniche. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte)

A luglio viene costituita una joint venture paritetica con LVMH, denominata Lvp Holding Bv, per l’acquisizione del 51% delle azioni ordinarie di Fendi. Ad ottobre avviene l’acquisizione del 100% delle azioni di Azzedine Alaia. Debuttano le collezioni Eyewear e Beauty.

Il bilancio del 2000.

Il fatturato consolidato è in crescita del 56,6% rispetto al 1999. Il margine lordo è aumentato del 49,8%. In diminuzione l’utile netto, 184 miliardi di lire (-42,7%). Il dato 1999 è però influenzato dalla plusvalenza per la vendita delle azioni Gucci alla LVMH, al netto della quale i profitti sarebbero stati di 134 miliardi.

Resta alto l’indebitamento, che, tuttavia, non è determinato da una errata gestione finanziaria, bensì dalle molteplici acquisizioni realizzate nel 1999 e nel 2000: Church’s, Helmut Lang, Jil Sander, Fendi (in joint venture con Lvmh) e Azzedine Alaia. Significativo il rapporto tra indebitamento netto e patrimonio netto di gruppo, migliorato nel 2000, grazie all’aumento di capitale di Prada Holding per 260 milioni di euro.

Il bilancio della maison Jil Sander, che rappresenta il 10 per cento del fatturato complessivo, ha evidenziato un fatturato di 134,8 milioni di euro. I mercati in cui maggiore è la presenza competitiva sono quello tedesco e americano; in Italia, la griffe è presente a Milano con uno show room in Piazza Castello.

Acquisizioni del 2001.

  • Febbraio. Acquisizione del 70% di Santacroce.
  • Aprile. Acquisizione del 51% della società Car Shoe, marchio ideato e brevettato nel 1962 dall’artigiano lombardo Gianni Mostile, produttore di scarpe per appassionati di automobilismo. Il valore dell’operazione non è stato reso noto.
  • Luglio. Acquisizione del 70% di Genny, azienda marchigiana capitanata da Donatella Girombelli. Rumors additano il prezzo di cessione tra i 100 e i 120 miliardi di lire, cifra a cui bisogna sottrarre l’alto indebitamento.
  • Novembre. Accordo con LVMH per la vendita del 50 per cento della partecipazione del Gruppo Prada in Lvp Holding Bv (che deteneva le azioni di Fendi possedute da LVMH e Prada), per un valore di 295 milioni di euro. Prada e LVMH avevano acquistato il 51% di Fendi nel 1999, pagando 425 milioni di dollari. La cifra serve ad abbassare l’indebitamento del Gruppo italiano.

L’Epicentro di New York.

Dopo tre anni di ricerca, Prada apre il primo Epicentro a New York, nel Guggenheim Museum SoHo di Broadway. Rem Koolhaas e OMA creano una scenografia dal design spettacolare: un’onda di legno che collega il piano terra a quello inferiore, gabbie appendiabiti sospese e motorizzate che si muovono lungo una rete di binari montati a soffitto, e infine un vero e proprio palco che si schiude dall’onda per ospitare eventi speciali. Il progetto ha un successo immediato e rimane uno dei Prada store contemporanei di maggiore interesse a livello mondiale.

Dizionario Moda Mame: Prada. 2001, apre Prada Epicenter a New York
2001, apre Prada Epicenter a New York

Una delle caratteristiche più rilevanti dell’Epicentro di New York è il muro settentrionale che si estende per un intero isolato, raggiungendo la lunghezza di sessanta metri. Sin dai primi disegni, OMA ha concepito il muro come una sorta di tela su cui applicare wallpaper temporanei. Prada e lo studio newyorchese di design 2×4 hanno creato diversi wallpaper allo scopo di produrre contenuti sempre nuovi. Quasi contemporaneamente all’apertura dell’Epicentro di New York, Prada avvia con gli architetti svizzeri Herzog & de Meuron la progettazione del secondo Epicentro, situato a Tokyo. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte)

La tanto attesa quotazione alla Borsa di Milano è rimandata a causa del momento sfavorevole. Le molteplici acquisizioni effettuate negli ultimi anni hanno appesantito la situazione debitoria del Gruppo, che, per affrontarla, sta pensando di emettere un bond (obbligazione). Ammonta a 700 milioni di euro il bond a favore di Prada. La domanda da parte degli investitori è stata cinque volte superiore rispetto alla disponibilità. I 700 milioni verranno così utilizzati: 300 per l’aumento di capitale e 400 per rimborsare i debiti.

Situazione finanziaria nel 2002.

  • Marzo. Debutta a Mosca, nel centrale Tretyakov Passage, il primo monomarca in Russia. Partner del Gruppo è la Mercury Distribution.
  • Giugno. Costituita una joint venture paritetica con il gruppo Puig per la creazione e distribuzione di profumi e cosmetici contraddistinti dal marchio Prada. Con l’acquisto del restante 25% di Jil Sander, Prada ha il controllo totale della griffe tedesca.
  • Agosto. Viene rilevato il restante 24,29% della Genny Spa. I marchi Genny e Byblos, cui si è aggiunto Ozium, sono presenti nel prêt-à-porter di fascia alta e in altre linee di prodotto tra cui pelletteria, occhiali e profumi attraverso contratti di licenza.
  • Settembre. Fabio Zambernardi è il design director dei marchi Prada e Miu Miu per le linee abbigliamento, calzature e accessori.  Viene lanciato l’orologio sportivo GTS Chrono-Automatic IWC for Prada, in edizione limitata.

I punti vendita diretti di Prada e Miu Miu sono complessivamente 160. I ricavi del Gruppo si sono attestati a 1,57 miliardi di euro. Il volume d’affari ha mantenuto una distribuzione geografica equilibrata: 26% Italia, 25 resto d’Europa, 23 Nord America e 26 Giappone e area Asia-Pacifico. I marchi storici Prada e Miu Miu hanno contribuito all’83% dei ricavi complessivi. L’utile netto consolidato è pari a 27 milioni di euro.

Prada punta sul Giappone. L’Epicentro di Tokyo.

  • Marzo. Perfezionato un accordo per la distribuzione degli occhiali Prada negli Usa, Canada e Porto Rico, con l’azienda Avante-Garde Optics (Gruppo Luxottica). Debutta un nuovo flagship store a Tokyo, nel quartiere di Ginza, il terzo nella Terra del Sol Levante. Per l’occasione, Prada ha prodotto una linea di borse in edizione limitata (2000 esemplari), rivolta esclusivamente al mercato giapponese.

Debutta a Tokyo il nuovo Epicentro Prada, progettato dagli architetti Herzog & de Meuron. L’edificio a sei piani, situato nel distretto di Aoyama, è una delle opere architettoniche più riconoscibili della città: la facciata di vetro verde sporge da una griglia diagonale che ne costituisce la struttura, mentre all’interno ospita zone commerciali, lounge e spazi per eventi. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Dizionario Moda Mame: Prada. 2003, debutto dell'Epicentro di Tokyo
2003, debutto dell’Epicentro Prada a Tokyo
  • Luglio. Viene perfezionato un accordo decennale di licenza con Luxottica Group, leader mondiale nel settore ottico, per la produzione e la distribuzione di occhiali da sole e da vista con i marchi Prada e Miu Miu. L’accordo contempla l’acquisizione da parte di Luxottica delle società di produzione e distribuzione di occhiali detenute al 100% dal Gruppo Prada, per un controvalore complessivo di 26,5 milioni di euro.

L’Epicentro di Los Angeles.

Nel 2004 apre i battenti il flagship store di Hong Kong. Miuccia riceve a New York l’International Award dal Cfda.

Dopo il successo dell’Epicentro di New York, OMA progetta un nuovo spazio a Los Angeles, sulla storica Rodeo Drive di Beverly Hills. Per certi aspetti il nuovo progetto è l’inverso di quello di New York: un’onda si alza dal livello della strada, sale verso il secondo piano e scende di nuovo. La facciata è formata da un’unica lastra di alluminio. Molti dei muri interni sono composti da una speciale spugna in resina che conferisce un inconsueto aspetto ‘poroso’ agli spazi. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte)

Dizionario Moda Mame: Prada. 2004, debuitta l'Epicentro di Los Angeles
2004, debutto dell’Epicentro Prada a Los Angeles

Nello stesso anno, il brand amplia le proprie attività attraverso la sponsorizzazione di Luna Rossa, barca a vela partecipante all’America’s Cup (e la conseguente introduzione, l’anno successivo, di una linea di abbigliamento tecnico ad hoc).

In aprile viene perfezionato un accordo con la Aedes, che darà vita alla Real Estate International, la quale acquisisce il patrimonio immobiliare del Gruppo Prada per un valore di circa 100 milioni di euro, con una plusvalenza di Prada di 30 milioni di euro. La joint venture ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio in case, uffici, negozi e aree.

Nel frattempo viene completata l’acquisizione di Helmut Lang: il quartier generale del brand a New York viene smantellato e trasferito a Milano, mentre si opta per la sospensione della linea di abbigliamento Genny, acquisita tre anni prima.

Cessioni. Il lancio del primo profumo.

Nel 2005, Simonetta Ciampi viene nominata designer director per le borse e gli accessori. Nel periodo successivo il gruppo Prada si alleggerisce, con la cessione di Helmut Lang, Jil Sander (2006) e di Azzedine Alaïa, che torna al 100% nelle mani dello stilista franco-tunisino, mentre tra gli investitori entra Banca Intesa, che partecipa con un 5% del capitale. La strategia di razionalizzazione porta, nello stesso periodo, all’incorporazione del calzaturificio Lamos.

Sempre nel 2005, per il lancio della prima fragranza femminile, Miuccia Prada invita il regista cinematografico Ridley Scott e sua figlia Jordan a collaborare alla realizzazione di un cortometraggio. Rispondendo al desiderio di Miuccia Prada di rappresentare la complessità dell’essenza femminile, Jordan sceglie un’antica poesia del I secolo, intitolata Thunder Perfect Mind, che illustra le innumerevoli sfaccettature della psiche femminile. Thunder Perfect Mind è girato da padre e figlia a Berlino e ha come protagonista Daria Werbowy, interprete dei diversi ruoli femminili di moglie, vergine, madre, figlia, amante. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte)

Dal 2005 al 2010.

I cortometraggi.

Nel marzo 2007, Prada lancia Prada Phone by LG, il primo cellulare interamente touch screen. Più di un milione di pezzi venduti in 18 mesi di presenza sul mercato. Il processo di ottimizzazione degli asset dà i suoi frutti: Prada S.p.A. chiude il 2007 con utile record di 127 milioni di euro, in progresso del 65,8% rispetto all’anno precedente.

Trembled Blossoms.

A inizio 2008, durante la settimana della moda di New York, viene presentato Trembled Blossoms. In linea con il processo creativo di Prada, Trembled Blossoms nasce da idee contraddittorie. L’intrecciarsi delle molteplici ispirazioni di Miuccia Prada, che spaziano dall’Art Nouveau ai quadri di Hieronymus Bosch, sono perfettamente restituite dai disegni surreali dell’artista James Jean, che stimolano la realizzazione di un wallpaper, di un cortometraggio animato e di tessuti stampati, abiti, borse e packaging. Il film Trembled Blossoms è presentato all’Epicentro di New York nell’autunno del 2007, accompagnato da una performance live del gruppo Coco Rosie, che ha composto la colonna sonora del film.
Il film viene in seguito proiettato durante una serie di eventi esclusivi negli Epicentri di Los Angeles e Tokyo. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Fallen Shadows.

Trembled Blossoms è seguito da un altro corto animato, intitolato Fallen Shadows e diretto da James Lima. Il film, che si ispira alla collezione fotografata da Steven Maisel nella campagna con Linda Evangelista, presenta un’innovativa tecnica di sovrapposizione di immagini digitali e tradizionali: un fondale dipinto a mano fa da background ad un’animazione di ultima generazione creata interamente al computer. (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte) .

Progetti speciali.

La mostra Waist Down.
Dizionario della Moda Mame: Prada. La mostra Waist Down.
L’allestimento della mostra Waist Down.

Tra i progetti per l’arte, Waist Down è una mostra itinerante che raccoglie ed espone i modelli più originali e significativi delle gonne create da Prada dal 1988 a oggi. La mostra è concepita da Prada e AMO come un evento modulato di volta in volta in base allo spazio espositivo destinato ad accoglierlo. L’inaugurazione della mostra ha luogo nel 2004 all’Epicentro di Tokyo, la seconda location è il celebre Peace Hotel di Shanghai.

Nel 2006 Waist Down si sposta nell’Epicentro di New York a SoHo, per continuare all’Epicentro di Los Angeles a Beverly Hills e concludersi con l’installazione inaugurale del Prada Transformer di Seoul. Ogni evoluzione interpreta e si conforma ai diversi spazi espositivi, mescolando attività e caratteristiche dell’evento con la cultura della città ospite (Tokyo nel 2004, Shanghai nel 2005, New York e Los Angeles nel 2006 e Seoul nel 2009). (Fonte: “Prada“, edizione 2009, progetto Prada Arte).

Prada Transformer.

In seguito, il progetto Prada Transformer unirà diverse discipline all’interno di un’unica costruzione, raccogliendo le varie sfaccettature di Prada, rispettandone allo stesso tempo l’autonomia e l’unicità. Si tratta di un’installazione ospitata per sei mesi accanto allo storico Gyeonghigung Palace nel centro di Seoul, capitale della Corea del Sud.

Ideato da Prada, in collaborazione con l’architetto Rem Koolhaas, il tetraedro è stato concepito per ospitare quattro eventi dedicati all’arte, al cinema, alla moda e al mondo della cultura. Ogni evento ha una planimetria distinta: esagonale, rettangolare, cruciforme e circolare. Rispetto a un qualunque tipico spazio espositivo che si adatta a tutto, il Transformer si rovescia letteralmente, adattando le proprie sembianze alle caratteristiche di ogni evento.

Dizionario Moda Mame: Prada. Il progetto Prada Transformer in Corea del Sud
Il progetto Prada Transformer in Corea del Sud

In riconoscimento del valore culturale di questo progetto all’avanguardia, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha voluto includere il Transformer nel suo viaggio di Stato in Corea. Si tratta dell’unico caso, nella storia della Repubblica, in cui un edificio privato viene inserito nel programma della visita ufficiale del Capo dello Stato.

L’America’s Cup.

Dizionario Moda Mame: Prada. Il catamarano "Luna Rossa"
Il catamarano “Luna Rossa”

Gli orizzonti del Gruppo Prada trascendono i confini della moda: arte, architettura, cinema, cultura, ma anche le grandi sfide come l’America’s Cup, sono parte integrante dei valori fondamentali del marchio. Appassionato e competente velista, nel 1997 Patrizio Bertelli lancia una sfida italiana all’America’s Cup, la più importante competizione velica internazionale. La barca ‘Luna Rossa‘ vince la Louis Vuitton Cup, le selezioni del Challenger per la Coppa America del 2000, aggiudicandosi così il diritto di sfidare il defender neozelandese, da cui poi sarà sconfitta in un’avvincente finale. Ma ‘Luna Rossa‘ rimarrà un fenomeno nazionale, un’icona che ha scritto una delle più importanti pagine della storia dello sport italiano: mai in precedenza un evento velico aveva riscosso tanto seguito in Italia.

Fondazione Prada.

Dizionario Moda Mame: Prada. La Fondazione Prada a Milano
La Fondazione Prada a Milano, in largo Isarco 2.

Pochi mesi più tardi viene svelato il progetto, curato da Rem Koolhaas, della nuova Fondazione Prada di Milano, che apre al pubblico nel maggio del 2015: uno spazio di 17.500 metri quadri in un complesso industriale dei primi del Novecento. Nel campo dell’arte e della cultura, la Fondazione è considerata un vero e proprio riferimento a livello mondiale. L’attenzione e l’interesse di Miuccia e Maurizio Bertelli per il mondo dell’arte contemporanea portano alla decisione di aprire uno spazio in cui presentare esposizioni realizzate in rapporto di piena collaborazione con artisti italiani ed internazionali.

“Fondazione Prada è un’iniziativa che si propone di ricevere e ritrasmettere le più profonde provocazioni mentali dell’arte del nostro tempo”. Miuccia Prada.

Nel corso degli anni, la Fondazione Prada ha esplorato diversi soggetti d’indagine, aprendosi a tematiche inerenti a settori quali l’architettura, la filosofia, la scienza, il design e il cinema.

DAL 2011 AD OGGI.

Fondazione Prada a Venezia.

A partire dal 31 maggio 2011, la Fondazione ha aperto un nuovo spazio espositivo a Ca’ Corner della Regina, prestigioso palazzo settecentesco affacciato sul Canal Grande a Venezia, dopo un importante intervento di restauro conservativo della struttura. Questo imponente edificio storico, che la Fondazione Musei Civici di Venezia ha reso disponibile per un periodo di 6-12 anni, ha inaugurato con una mostra complessa e articolata che rispecchia l’attività multiforme della Fondazione.

Dizionario Moda Mame: Prada. La Fondazione Prada in Ca' Corner della Regina a Venezia
La Fondazione Prada in Ca’ Corner della Regina a Venezia

Lo stesso anno avviene l’entrata in Borsa del Gruppo Prada. L’azienda ha collocato il 20% delle proprie azioni presso la borsa di Hong Kong, registrando una valorizzazione iniziale dell’azienda a 9,2 miliardi di euro, con l’offerta coperta 3,5 volte rispetto alle azioni disponibili.

Il progetto 24h Museum.

Dizionario della Moda Mame: Prada. 24H Museum.
Il progetto 24H Museum.

Nel 2012 Prada lancia il progetto 24h Museum, concepito da Francesco Vezzoli, in collaborazione con lo studio AMO di Rem Koolhaas. L’installazione per il 24h Museum ha proposto tre momenti distinti, ognuno ispirato ad un particolare tipo di spazio museale: storico, contemporaneo, dimenticato. Nei tre ambiti, Francesco Vezzoli ha immaginato un “museo che non c’è” dove ha esposto, suo personale omaggio all’eterno femminino, l’interpretazione di sculture di stampo classico che alludono ad alcune dive contemporanee.

Nella tradizione delle collaborazioni con gli artisti e degli approcci multipli al processo creativo, Prada interviene per realizzare un nuovo progetto di sperimentazione linguistica e visiva con il 24h Museum di Francesco Vezzoli dove l’intera esposizione dura 24 ore, palcoscenico per una grande festa barocca.

La mostra Impossible Conversations.

Sempre nel 2012, il Costume Institute, Metropolitan Museum of Art, ospita la mostra Schiaparelli and Prada: Impossible Conversations. Dal 10 maggio al 19 agosto 2012, (preceduta il 7 maggio dall’Evento benefico di Gala), l’esposizione ha esplorato le inaspettate affinità tra le due stiliste italiane appartenenti a epoche diverse.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Impossible Conversations.
La mostra Impossible Conversations.

Traendo ispirazione dalle “Interviste impossibili” di Miguel Covarrubias per Vanity Fair degli anni Trenta, i curatori Harold Koda e Andrew Bolton hanno dato vita a conversazioni irreali tra queste due donne, a suggerire nuove chiavi di lettura del loro lavoro innovativo.

Nelle gallerie sono presentati capi icona di Elsa Schiaparelli e Miuccia Prada, oltre a 8 video che simulano una serie di conversazioni tra le due stiliste, diretti da Baz Luhrmann per illustrare come nel loro lavoro, abbiano esplorato temi analoghi mediante approcci molto diversi.

Prada per Il Grande Gatsby.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Il Grande Gatsby.
Catherine Martin e Miuccia Prada per Il Grande Gatsby.

Nel 2013 Miuccia Prada ha collaborato con la costumista Catherine Martin per creare una collezione di oltre 40 esclusivi abiti da cocktail e da sera Miu Miu e Prada per Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann. Una mostra speciale di costumi selezionati è stata esposta all’Epicentro di New York dal 1 al 12 maggio 2013, per poi spostarsi all’Epicentro di Tokyo dal 14 al 30 giugno e infine ha approdare all’IFC Mall a Shanghai dal 11 al 21 settembre 2013.

L’esposizione, dal titolo “Catherine Martin and Miuccia Prada Dress Gatsby“, ha combinato abiti da sera, vestiti, cappelli, calzature e gioielli a schizzi, foto di scena, filmati del backstage e trailer del film. L’allestimento ha previsto anche manichini che indossavano i look di ogni personaggio accompagnati da video tratti sia dal film che dal dietro le quinte. Curata dallo studio 2×4 di New York, l’esposizione è stata progettata per mutare a ogni tappa, allo scopo di riflettere le caratteristiche uniche di ogni città che l’ha ospitata.

I progetti “the new Prada Galleria” e Prada Journal.

Nel 2013 Prada acquisisce un’intera porzione cielo-terra di un immobile in Galleria Vittorio Emanuele II affacciato sull’Ottagono e prospiciente il negozio storico dedicato alle collezioni femminili.
Nasce il progetto “The new Prada Galleria”, che si svilupperà in più fasi. La prima vede l’apertura nel 2013 del nuovo negozio Prada Uomo al piano terra del palazzo. Gli spazi vengono interamente restaurati secondo i canoni estetici e architettonici dello storico negozio del 1913.
Le fasi successive del progetto prevedono l’apertura di uno spazio dedicato alla ristorazione al piano mezzanino e l’apertura di spazi espositivi dedicati alla Fondazione Prada.

Parallelamente, contribuisce ai lavori di ristrutturazione delle facciate della Galleria terminano nel 2015, secondo un progetto realizzato con Versace e con il contributo di Feltrinelli. Il restauro ha riscoperto l’originaria bicromia delle facciate, riportando all’attenzione del grande pubblico la figura del progettista, l’architetto Giuseppe Mengoni, e fornendo dati e informazioni scientifiche per la futura conservazione del monumento.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Il progetto "the new Galleria".
The new Galleria: Galleria Vittorio Emanuele II dopo il restauro.

Nel 2013 Prada lancia il concorso letterario Prada Journal, in collaborazione con Giangiacomo Feltrinelli Editore e Luxottica. Il progetto nasce dalla curiosità di esplorare linguaggi innovativi attraverso forme d’espressione che convergano sulla parola scritta, creando una piattaforma indipendente di interesse e un’insolita riserva di ricerca editoriale. Prada Journal ha avuto altre due edizioni nel 2014 e nel 2015.

Due nuovi cortometraggi.

A Theraphy.

Nel 2013 Prada presenta a Cannes il cortometraggio A Theraphy, scritto e diretto da Roman Polanski, starring Ben Kingsley e Helena Bonham Carter. L’autore de Il Pianista e Carnage ha immaginato una seduta psicanalitica alquanto bizzarra, dove la moglie di Tim Burton interpreta una ricca e annoiata signora, griffatissima, mentre Kingsley è il suo analista.

Castello Cavalcanti.

Nel 2014 un’altra collaborazione in ambito cinematografico: un cortometraggio di 8 minuti diretto dall’acclamato regista americano Wes Anderson. Castello Cavalcanti rientra perfettamente nell’universo autoriale di Anderson, solo che questa volta ci troviamo in Italia. È il settembre del 1955 e Jason Schwartzman è appena andato a sbattere con la sua auto da corsa contro una statua di Gesù. Il risultato è un racconto popolare sui casi del destino in tipico stile ‘andersoniano’.

Acquisizioni del 2014.

A marzo, Prada SpA annuncia l’acquisizione dell’80% della Angelo Marchesi Srl, proprietaria della storica pasticceria milanese fondata nel 1824. Lo stesso anno avviene l’acquisizione della storica conceria Tannerie Mégisserie Hervy a Isle, nei pressi di Limoges. L’acquisizione è stata realizzata in joint-venture con la Conceria Superior SpA di Santa Croce, da tempo partner industriale del Gruppo Prada. L’obiettivo dell’operazione è garantire il recupero e il rilancio di una struttura produttiva che costituisce un esempio di eccellenza nella tradizione conciaria delle pelli di agnello e in particolare delle nappe “plongé”, con lo scopo di preservarne il prezioso know-how artigianale.

Pradasphere.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Pradasphere a Hong Kong.
Pradasphere a Hong Kong.

Sempre nel 2014, Prada presenta il progetto Pradasphere: una mostra dedicata al marchio e curata dallo studio 2×4 di New York. La prima edizione è ospitata da Harrods a Londra per la durata di un mese. La mostra racconta le multiformi ossessioni del marchio attraverso moda, arte, architettura, cinema, sport e altro ancora. Per l’occasione, Harrods ha ospitato quaranta vetrine, un pop-up store e uno spazio temporaneamente allestito per accogliere la pasticceria Marchesi. La seconda edizione di Pradasphere si è svolta ad Hong Kong, in uno spazio appositamente creato per l’occasione.

Pasticceria Marchesi.

Dopo l’acquisizione della Angelo Marchesi Srl, nel settembre 2015 Pasticceria Marchesi inaugura i nuovi spazi di via Monte Napoleone 9, il primo locale dopo l’apertura dello storico caffè milanese. Marchesi Monte Napoleone rimane fedele al suo stile e alla sua impeccabile qualità, offrendo una selezione ancora più ampia di prodotti. Progettato dall’architetto Roberto Baciocchi, il nuovo negozio si estende su una superficie di 120 metri quadrati e gli interni reinterpretano l’atmosfera e il fascino degli spazi di via Santa Maria alla Porta 11/a.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Pasticceria Marchesi in via Monte Napoleone, 9.
Pasticceria Marchesi in via Monte Napoleone, 9.

A distanza di un anno, Pasticceria Marchesi apre un terzo negozio nel cuore di Milano, all’interno dell’emblematica Galleria Vittorio Emanuele II, simbolo della città. Al nuovo spazio, situato al piano mezzanino dell’edificio che ospita Prada Uomo, si accede – tramite scala o ascensore – sia dalla Galleria Vittorio Emanuele II che dal negozio Prada. Il nuovo spazio Marchesi si sviluppa su una superficie di 250 metri quadrati, in un suggestivo ambiente scandito da numerose finestre ad arco con affacci sugli splendidi affreschi e sui preziosi pavimenti a mosaico della Galleria.

Il restauro dell’Ultima Cena di Giorgio Vasari.

Dizionario della Moda Mame: Prada. L'Ultima Cena di Giorgio Vasari.
L’Ultima Cena di Giorgio Vasari.

Il 4 novembre 2016 ritorna a Santa Croce, a cinquant’anni dall’Alluvione, il capolavoro restaurato di Giorgio Vasari, grazie all’impegno di Opificio delle Pietre Dure e al contributo di Prada, Getty Foundation e Protezione Civile. La cerimonia si svolge alla presenza del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e Patrizio Bertelli, Amministratore Delegato del Gruppo Prada, Irene Sanesi, Presidente dell’Opera di Santa Croce, Marco Ciatti, Direttore dell’Opificio delle Pietre Dure e Antoine Wilmering, Getty Foundation Senior Program Officer.

L’Ultima Cena di Giorgio Vasari, che acqua e fango travolsero in una sala di questo museo il 4 novembre del 1966, per decenni è stata conservata in un deposito della Soprintendenza insieme a molte altre opere alluvionate. Dopo cinquanta anni, grazie a nuove tecnologie, all’impegno dell’Opificio delle Pietre Dure e al sostegno di Prada, Getty Foundation e Protezione Civile è stato ultimato il restauro e il dipinto viene ricollocato nel Cenacolo.

Il progetto Past Forward.

Past Forward è un progetto cinematografico multipiattaforma nato nel 2016 dalla collaborazione tra Miuccia Prada e il regista e sceneggiatore statunitense David O. Russell. Acclamato per film quali American Hustle, The Fighter e Il lato positivo, Russell ha immaginato Past Forward come un paesaggio onirico, surreale e silenzioso con un cast eclettico, che ripropone le scene in combinazioni variabili.

Il risultato è una storia inaffidabile, una visione di parallasse in cui scene, personaggi, costumi, generi, e anche i molteplici finali, si ripetono e si tramutano, rifiutando la logica della narrativa convenzionale. Così facendo Russell rappresenta i suoi personaggi come elementi di un collage complesso, lasciando allo spettatore il compito di decodificare che cos’è l’esperienza, il ricordo, il sogno, e capire la sovrapposizione e le differenze tra loro.

Fondazione Prada inaugura Osservatorio.

Dizionario della Moda Mame: Prada. Osservatorio.
Fondazione Prada inaugura Osservatorio.

Nel dicembre 2016 Fondazione Prada inaugura Osservatorio, un nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi, in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Osservatorio è un luogo di esplorazione e indagine delle tendenze e delle espressioni della fotografia contemporanea, della costante evoluzione del medium e delle sue connessioni con altre discipline e realtà creative. In un momento storico in cui la fotografia è parte integrante del globale flusso di comunicazione digitale, Fondazione Prada, attraverso le attività di Osservatorio, si interroga su quali siano le implicazioni culturali e sociali della produzione fotografica attuale e della sua ricezione. Si estende così il repertorio di modalità e strumenti con i quali la Fondazione interpreta e si relaziona con il presente.

Ospitato al quinto e sesto piano di uno degli edifici centrali, Osservatorio si trova al di sopra dell’ottagono, al livello della cupola in vetro e ferro che copre la Galleria realizzata da Giuseppe Mengoni tra il 1865 e il 1867. Gli ambienti, ricostruiti nel secondo dopoguerra a seguito dei bombardamenti che hanno colpito il centro di Milano nel 1943, sono stati sottoposti a un restauro che ha reso disponibile una superficie espositiva di 800 m2 sviluppata su due livelli.

La conferenza Shaping a Creative Future.

A marzo 2017, il Gruppo Prada ha presentato a MilanoShaping a Creative Future”, conferenza organizzata in collaborazione con Yale School of Management e Politecnico di Milano School of Management. L’evento ha esplorato nuove possibili connessioni tra sostenibilità e innovazione e provocato un confronto tra l’imprenditoria, la cultura e il mondo accademico internazionale.

Nel corso della prima giornata, presso la Fondazione Prada, docenti di entrambe le università hanno incontrato esponenti di aziende e associazioni, per elaborare una prospettiva critica che ha costituito lo spunto alla discussione del giorno successivo. La giornata seguente, presso la sede Prada, personalità del mondo imprenditoriale e portavoce di organizzazioni internazionali si sono confrontati nel corso di una conferenza plenaria, arricchendo il dibattito con stimolanti intuizioni ed esperienze personali.

 

Alaïa

Minuscolo come lo spiritello della lampada di Aladino (il suo primo nome ne è quasi l’assonanza), Alaïa, approdato a Parigi nel 1957 come apprendista scultore dall’École des Beaux Arts di Tunisi, sua città natale, è diventato negli anni ’80 un grande della moda, con un segno inconfondibile, pur restando un infaticabile artigiano. Dalla passione per la scultura gli deriva il senso tridimensionale dell’abito, che tanto spesso esalta la schiena e il fondoschiena ("Sono il centro della seduzione femminile", ama dire). Lo studio della storia del costume e dei sarti del ‘900, da Madeleine Vionnet a Poiret a Balenciaga, gli trasmette i canoni dello stile più alto. Il lavoro quotidiano di taglio e cucito, le lunghe sedute di prova con le prime esigentissime clienti, da Simone Zehrfuss a Louise de Vilmorin, da Cécile de Rothschild ad Arletty, lo introducono alla perfezione e alla sicurezza del mestiere.

Nel ’65 Alaïa apre il suo primo atelier (due stanze in rue de Bellechasse, sulla Rive Gauche della Senna), che diventa meta di un pellegrinaggio cosmopolita sull’onda del passaparola più sofisticato: nel corso degli anni avvicina e conquista una clientela giovane e all’avanguardia con gli abiti fascianti di maglia nera, le giacche modellate dalle cerniere lampo, le cinture e i guanti in cuoio borchiato o traforato. Nell’80, presenta la sua prima collezione. Nell’82, una sfilata nel grande magazzino di lusso Bergdorf Goodman a New York gli apre le porte dell’America e del successo internazionale. Da rue de Bellechasse, nell’85 si trasferisce in un antico ostello del Marais ristrutturato dall’amica architetto e designer Andrée Putman, ma nel ’90 si innamora di un ex laboratorio industriale in rue de la Verrerie e lo trasforma in casa atelier con l’aiuto dell’artista americano Julian Schnabel. Lo stilista franco-tunisino è rimasto appartato dal sistema della moda, dal mercato finanziario e dallo show business, nonostante il crescente successo: il 14 luglio ’89, Jessye Norman canta la Marseillaise del Bicentenario con un suo abito bianco rosso blu; nel ’97, il museo olandese di Groningen, progettato da Alessandro Mendini, gli dedica una grande personale, con opere di Andy Warhol, Picasso, Schnabel, Basquiat, César accostate agli abiti. Dal ’93, ormai, ha rinunciato alle sfilate e alla presentazione delle collezioni secondo il calendario della Chambre Syndicale che detta legge a Parigi.

Nel 2000 firma un contratto di partnership con il Gruppo Prada, lo stesso anno in cui il Guggenheim di New York gli dedica una mostra monografica e nel 2002 ritorna sulle passerelle dell’Alta Moda francese. L’aver lavorato per Prada ha determinato un effetto rigenerativo per lo stilista che nel luglio del 2007 riacquista la propria maison e il proprio marchio, anche se la divisione calzature e accessori continuano ad essere prodotti dal gruppo.