FONDAZIONE GIANFRANCO FERRÉ

Indice

  1. Obiettivi
  2. La sede
  3. Mostre
    1. “La camicia bianca secondo me” – Museo del Tessuto, Prato
    2. “La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré” – Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi, Milano
    3. “The white shirt according to me. Gianfranco Ferré” – Phoenix Art Museum, Steele Gallery
    4. “Gianfranco Ferre’ Designs” – Phoenix Art Museum, Ellman Gallery
    5. “Gianfranco Ferré e Maria Luigia: Inattese assonanze” – Palazzo del Governatore, Parma
    6. “Gianfranco Ferré. Moda, un racconto nei disegni” – Centro Culturale Santa Maria della Pietà, Cremona
    7. “Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti” – Palazzo Madama, Sala del Senato, Torino
  4. Pubblicazioni
    1. Gianfranco Ferré. Lezioni di Moda
    2. Gianfranco Ferré Disegni
    3. La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré
    4. Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti

Obiettivi

La Fondazione Gianfranco Ferré è stata costituita nel 2008 con lo scopo di conservare, ordinare e mettere a disposizione del pubblico – in primo luogo sotto forma di archivio virtuale – tutto ciò che documenta l’attività creativa dello stilista. A ciò si affianca l’obiettivo di promuovere e svolgere iniziative che abbiano attinenza con la filosofia di Gianfranco Ferré, con la sua cultura progettuale, con la sua concezione della moda e dell’estetica.

L’attività della Fondazione si traduce innanzitutto nella costituzione di un archivio/museo in cui trova collocazione tutto quanto è stato conservato dell’attività di Gianfranco Ferré. Il lavoro prevede pertanto di inventariare materiali diversi – fotografie, disegni, filmati, rassegne stampa, riviste, comunicati stampa, oltre a scritti, lezioni e appunti dello stilista – inseriti nella banca dati, per una facile consultazione in sede e via Internet.

Allo stato attuale, il data base, in fase costante di aggiornamento contiene oltre 80.000 documenti, organizzati secondo una struttura allo stesso tempo lineare ed articolata capillarmente, sulla base di criteri tematici e cronologici.

La realizzazione di un archivio virtuale con queste caratteristiche offre a un pubblico eterogeneo la possibilità di conoscere in modo diretto il lavoro svolto da Gianfranco Ferré. Ne possono essere interessati professionisti e studiosi, chi si occupa di moda contemporanea, chi lavora sul prodotto italiano degli ultimi trent’anni, studenti che si stanno formando per un futuro nella moda e studenti che si occupano di design.

L’esistenza di una banca dati così concepita rende possibile una notevole serie di iniziative che hanno il loro punto di forza e di avvio proprio in questo patrimonio: dalla pubblicazione di libri tematici alla realizzazione di mostre, dall’impegno nella formazione di giovani alla promozione di programmi di studio e di ricerca in collaborazione con istituzioni universitarie e scolastiche, dalla programmazione di lectures e di visite in sede, sino alla partecipazione ad eventi o convegni focalizzati su tematiche correlate all’attività di Gianfranco Ferré o, in generale, alla moda e all’estetica del nostro tempo.

La Fondazione si occupa della cura e della gestione dell’archivio vestimentario che comprende circa 3.000 tra capi e accessori appartenenti alle collezioni Gianfranco Ferré Donna, Uomo ed Alta Moda.

La sede

Fondazione Gianfranco Ferré, la sede
Fondazione Gianfranco Ferré, la sede

La luce che entra dalle vetrate a tutta altezza: è questa, forse, la caratteristica che, per prima, colpisce della sede della Fondazione Gianfranco Ferré, situata all’interno del complesso “Tortona 37”, nel cuore della nuova Milano della creatività.

600 metri quadri di superficie totale articolati su due livelli distinti: il piano terra e due ampi soppalchi, secondo una logica di razionalità innanzitutto, ma anche di raffinatezza e di eleganza. Spazi concepiti in un’ottica di multifunzionalità per essere aree di lavoro e di conservazione della documentazione storica, per ospitare incontri, conferenze, lecture ed anche esposizioni di capi ed accessori.

Non mancano postazioni accessibili al pubblico per la fruizione – sia in concreto che in forma virtuale, grazie agli strumenti informatici – del patrimonio della Fondazione: disegni, immagini fotografiche, video, testi, la ricchissima collezione di volumi che raccolgono decenni delle più importanti riviste di moda, design e life style di ogni parte del mondo.

La configurazione degli spazi e la loro definizione estetica fanno della Fondazione un luogo autenticamente Ferré, dalla concezione dei volumi nitidi e rigorosamente architettonici, alle altezze importanti e imponenti, sino alle connotazioni cromatiche: pavimenti in resina opaca nera; pareti candide spezzate da parti laccate rosso intenso; superfici rivestite in lamiera di ferro. Per proseguire con le strutture di arredo vere e proprie: grandi librerie in legno laccato bianco incorniciate da elementi portanti in rovere; tavoli e capienti cassettiere in metallo color bronzo con la superficie in vetro satinato nero.

Il progetto di definizione degli ambienti della Fondazione è stato affidato all’Architetto Franco Raggi, compagno di università ed amico di Gianfranco Ferré che, con lui, era già stato protagonista di analoghi interventi riguardanti altri spazi in cui lo stilista ha operato ed in particolare la sede di via Pontaccio.

Sono tanti i “segni” di Gianfranco Ferré che consentono di ritrovare appieno il suo stile e soprattutto la sua personalità ricca e complessa. In primo luogo i “pezzi” da lui stesso disegnati: il grande tavolo in lamiera di ferro, che stava nel suo ufficio privato; la chaise longue in cavallino marrone; le poltrone Biedermeier rivestite in lucertola laccata….

Nella Fondazione vivono anche molti oggetti di Gianfranco Ferré: quelli delle sue tante collezioni, quelli che riportava dai suoi viaggi, quelli che riceveva in regalo da amici e collaboratori, ben consapevoli della sua passione: raccogliere. Dal sontuoso vaso-braciere cinese in bronzo lavorato e sbalzato, alla armatura da kendo giapponese, a un curioso metro nautico, ai singolari “uccelli” realizzati da Grégory Morizeau e da Fabius Tita con pezzi di riciclo industriale, al cavalletto da pittore che ha seguito Gianfranco Ferré sin dal suo primissimo studio in Via Conservatorio…Senza contare i tantissimi piccoli- grandi elementi che costellavano e rendevano speciali gli ambienti in cui lo stilista viveva e lavorava: dagli elmi e cappelli di ogni epoca e parte del mondo, ai bracciali – alcuni dei quali autentiche sculture – , alle opere degli artisti a cui lo stilista era legato: tra tutte il suo “profilo” realizzato da Ceroli in legno di abete. E pezzi di design moderno, tra cui l’opera di Urano Palma e le sedie, dalla “Harp Chair” di Jorgen Hovelskow a quelle di Tom Dixon e di Ron Arad, sino alla chaise longue “Metamorfosi 3”, pezzo unico di Franco Raggi.

“Tortona 37”, il contesto che ora annovera anche la Fondazione Ferré tra le sue realtà, è un complesso architettonico mixed-use, realizzato su progetto di Matteo Thun. E’ composto da cinque edifici disposti a corte su un giardino dal cuore alberato e si inserisce in un processo di significativo riutilizzo del territorio, con un’architettura a basso impatto ambientale, adottando tecnologie in una logica avanzata di efficienza energetica, che trova il suo punto di forza nel condizionamento dell’aria basato sullo sfruttamento geotermico, nell’utilizzo di pannelli radianti e nell’attento studio dell’involucro esterno.

Architettura degli interni: Franco Raggi, con Karim Contarino

Sistema di illuminazione XAL. Xenon Architectural Lighting

Sistema di arredi ZEUS

Rivestimenti in metallo trattato AMIMETAL

Arredi fissi i in legno G. BIENATI

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Mostre

“La camicia bianca secondo me” – Museo del Tessuto, Prato (1/02/’14 – 15/06/’14)

Apre al pubblico sabato 1 febbraio “La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré”, la mostra organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato e dalla Fondazione Gianfranco Ferré e curata da Daniela Degl’Innocenti, dedicata al talento di una delle figure più significative della moda internazionale.

Concepita con l’intento di mettere in luce la poetica sartoriale e creativa dello stilista, la mostra conduce il visitatore, attraverso diverse tipologie di lettura, alla scoperta della camicia bianca, vero e proprio paradigma dello stile Ferré, evidenziandone gli elementi progettuali più innovativi e le infinite, affascinanti interpretazioni.

Presenza costante che corre come un fil rouge lungo tutta la sua carriera, la camicia bianca è stata definita dallo stesso stilista “segno del mio stile” oppure “lessico contemporaneo dell’eleganza”.

Pensato per dare forza ai diversi linguaggi figurativi con cui l’universo camicia è stato letto, scomposto e rimodellato, il percorso espositivo gioca con la suggestione e la valorizzazione di elementi diversi, a corollario dei capi indossati su manichino: disegni, dettagli tecnici, bozzetti, fotografie, immagini pubblicitarie e redazionali, video e istallazioni.

L’incipit della mostra è affidato ad un sistema sospeso di teli su cui scorrono macro immagini dei disegni autografi di Ferré, lampi perfetti che delineano la sua visione creativa e che rappresentano la chiave per accedere all’universo insito a ciascun progetto.

Nel primo ambiente emergono i canoni di costruzione e gli elementi strutturali innovativi della camicia attraverso il fascino inedito di macroistallazioni fotografiche (simulazioni x-ray), che offrono una lettura tecnica e poetica allo stesso tempo, di una selezione di capi, restituendo l’impalcatura formale e materica di ciascuna camicia e mettendo in evidenza texture e stratificazioni.

La resa aerea e particolarmente suggestiva di questo linguaggio è frutto di una ricerca tecnica sviluppata in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e realizzata dal fotografo fiorentino Leonardo Salvini. Questo tipo di restituzione fotografica è presentata per la prima volta come chiave di interpretazione dei contenuti di una mostra di moda.

Il cuore della mostra vive nel centro della grande sala successiva, dove le ventisette camicie bianche, piccolo esercito di capolavori sartoriali, testimoniano silenziosamente vent’anni di genialità creativa e progettuale.

Esposte rispettando la cronologia della loro nascita, le camicie sono sculture bagnate da luce pensata per consentire al bianco di accendersi in diverse tonalità e alle ombre di fare da contrappunto, per ottenere un suggestivo effetto plastico.
Taffetas, crêpe de chine, organza, raso, tulle, stoffe di seta o di cotone, merletti e ricami meccanici, impunture eseguite a mano, macro e micro elementi si susseguono in un crescendo di maestria ed equilibrio.

Ai lati della grande sala espositiva, sono presenti disegni tecnici, bozzetti per le uscite in sfilata, scatti di grandi maestri della fotografia, immagini pubblicitarie e redazionali provenienti dall’Archivio della Fondazione Ferré. Particolare interesse suscitano i disegni originali che illustrano la incredibile capacità di dare vita ad ogni creazione, sintetizzando tutti gli elementi necessari alla realizzazione del modello: silhouettes, volumi, dettagli, leggerezza o corposità della materia, sono già descritti nel tratto più o meno marcato, elegante e velocissimo.

Un sistema di macro proiezioni chiude infine la mostra, presentando un affascinante montaggio di sequenze delle sfilate più importanti, dal 1978 al 2007. Le camicie in esposizione prendono vita: nel gesto studiato e nel movimento elegante delle modelle restituiscono la sensibilità, il gusto e la raffinatezza proprie dell’universo poetico di Gianfranco Ferré.

La mostra è accompagnata da un libro-catalogo edito da Skira, la cui direzione artistica è di Luca Stoppini, che ha anche reinterpretato le camicie con nuove immagini fotografiche. Il volume che si apre con i saluti di Andrea Cavicchi ed Alberto Ferré, presidenti delle due Fondazioni e presenta poi un testo sulle motivazioni del progetto della mostra, a cura di Filippo Guarini e Rita Airaghi, approfondisce i temi della mostra con il saggio introduttivo di Daniela Degl’Innocenti e gli interessanti contributi di personaggi e protagonisti dello stile, della moda e dell’architettura italiana quali Quirino Conti, Anna Maria Castro, Margherita Palli, Daniela Puppa e Franco Raggi, che raccontano ed interpretano la visione creativa e progettuale del grande stilista-architetto. Un intervento di Alessandra Arezzi Boza sul significato dell’heritage nelle attività della Fondazione Ferré e una presentazione del museo del Tessuto di Prato e della sua storia chiudono il catalogo.

Da febbraio a giugno “La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré” sarà accompagnata da un vivace calendario di eventi e attività collaterali pensate in relazione ai contenuti della mostra e da una significativa offerta didattica pensata sia per l’alta formazione nel settore della moda sia rivolta a scuole, istituti, corsi e accademie dei settori design, architettura e arti applicate.

Gli studenti potranno approfondire i contenuti della mostra grazie anche al supporto di strumenti multimediali e partecipare a workshop dedicati al talento progettuale e costruttivo dello stilista come a focus tematici centrati sugli elementi chiave dello stile Ferré.

Il programma dettagliato ed i contenuti delle attività, dell’offerta didattica, le informazioni pratiche e i press kit completi della mostra saranno disponibili sul sito web ufficiale dell’evento su cui convergeranno anche i social network dedicati.

“La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré” – Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi, Milano (10/03/’15 – 4/04’15)

“E’ fin troppo facile raccontare la mia camicia bianca. E’ fin troppo facile dichiarare un amore che si snoda come un filo rosso lungo tutto il mio percorso creativo. Un segno – forse “il” segno – del mio stile, che rivela una costante ricerca di novità ed un non meno costante amore per la tradizione.

Tradizione e novità sono infatti gli elementi da cui prende il via la storia della camicia bianca Ferré. La tradizione, il dato di partenza, è quella della camicia maschile, presenza codificata e immancabile nel guardaroba, che ha fornito uno stimolo incredibile al mio desiderio di inventare, alla mia propensione a rileggere i canoni dell’eleganza e dello stile, giocando tra progetto e fantasia. Letta con glamour e poesia, con libertà e slancio, la compassata e quasi immutabile camicia bianca si è rivelata dotata di mille identità, capace di infinite modulazioni. Sino a divenire, credo, un must della femminilità di oggi…

Nel lessico contemporaneo dell’eleganza, mi piace pensare che la mia camicia bianca sia un termine di uso universale. Che però ognuno pronuncia come vuole…

Questo processo di elaborazione mostra sempre un intervento ragionato sulle forme. Mai uguale a se stessa, eppure inconfondibile nella sua identità, la blusa candida sa essere leggera e fluttuante, impeccabile e severa quando conserva il taglio maschile, sontuosa ed avvolgente come una nuvola, aderente e strizzata come un body. Può essere enfatizzata in alcune sue parti, il collo ed i polsi innanzitutto, oppure ridotta ed intenzionalmente privata di alcune sue parti: la schiena, le spalle, le maniche. Si gonfia e lievita con il movimento, quasi in assenza di gravità. Svetta come una corolla incorniciando il viso. Scolpisce il corpo per trasformarsi in una seconda pelle. E’ la versatile interprete delle più svariate valenze materiche: dell’organza impalpabile, del taffettà croccante, del raso lucente, della duchesse, del popeline, della georgette, dello chiffon…” -Dagli appunti di Gianfranco Ferré

La mostra, promossa dal Comune di Milano, Assessorato alle Politiche per il Lavoro, Moda e Design e Assessorato alla Cultura, è organizzata e prodotta da Palazzo Reale e Fondazione Gianfranco Ferré, in collaborazione con la Fondazione Museo del Tessuto di Prato. E’ curata da Daniela Degl’Innocenti ed è dedicata al talento di una delle figure più significative della moda internazionale.

“La mostra rappresenta un omaggio della città ad un grande interprete della moda italiana e al suo stile inconfondibile. Uno stile che ha sempre escluso gli eccessi, legando la creatività a punti di riferimento precisi e sicuri sia nelle forme, sia nei materiali e nei colori”, così l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Moda e Design, Cristina Tajani, che prosegue: “Un’esposizione utile soprattutto ai tanti giovani che, apprestandosi a muovere i primi passi nel mondo della moda, possono apprendere un’autentica lezione di stile e creatività per continuare la grande tradizione del Made in Italy”.

“Milano, accogliendo questa mostra, omaggia uno degli stilisti simbolo della moda italiana e milanese: Gianfranco Ferré”, afferma l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno, che sottolinea: “Nella splendida cornice della Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, un percorso espositivo – ricco di disegni preparatori, bozzetti, fotografie, capi sartoriali – pone al centro la camicia bianca, vera e propria icona dello stile di Ferré. Una mostra dedicata a un grande maestro della moda, che proprio a Milano ha sviluppato la creatività e il talento che hanno reso il suo stile famoso in tutto il mondo”.

Concepita con l’intento di mettere in luce la poetica sartoriale e creativa di Gianfranco Ferré, la mostra conduce il visitatore, attraverso diverse forme di lettura, alla scoperta della camicia bianca, vero e proprio paradigma dello stile Ferré, evidenziandone gli elementi progettuali più innovativi e le infinite, affascinanti interpretazioni. Presenza costante che corre come un fil rouge lungo tutta la sua carriera, la camicia bianca è stata definita dallo stesso stilista “segno del mio stile”, oppure “lessico contemporaneo dell’eleganza”.

Elemento di continuità e capo eletto ad icona dello stile, della cultura progettuale e della creatività di Gianfranco Ferré, “architetto della moda” e artefice indiscusso del Made in Italy, la camicia rappresenta il capo su cui l’autore concentra l’attitudine a trasformare e innovare il linguaggio e l’estetica della moda.

Pensato per dar forza ai diversi linguaggi figurativi con cui l’universo-camicia è stato letto, scomposto e rimodellato, il percorso espositivo gioca con la suggestione e la valorizzazione di elementi differenti, a corollario dei capi indossati su manichino: disegni, dettagli tecnici, bozzetti, fotografie, immagini pubblicitarie e redazionali. Il suo fulcro è costituito da ventisette camicie – un esercito di capolavori sartoriali che esemplificano circa un ventennio del talento creativo di Ferré (collezioni di PàP dal 1982 al 2006).

L’incipit della mostra è affidato ad un passaggio attraverso teli di tulle su cui scorrono macro-immagini dei disegni autografi di Ferré che permettono di cogliere segni che delineano la sua visione creativa e rappresentano un mezzo per accedere al progetto di tutti i capi esposti.

Il cuore della mostra vive nel centro della grande Sala delle Cariatidi, dove domina la plastica e affascinante presenza delle camicie bianche: sculture bagnate da luce pensata per consentire al bianco di accendersi in diverse tonalità e alle ombre di fare da contrappunto, per ottenere un effetto suggestivo. Taffettà, crêpe de chine, organza, raso, tulle, stoffe di seta o di cotone, merletti e ricami meccanici, impunture eseguite a mano, macro- e micro-elementi si susseguono in un crescendo di maestria ed equilibrio.

Ai lati della grande sala espositiva, sono presenti i diversi materiali provenienti dell’Archivio della Fondazione Ferré. Particolare interesse suscitano i disegni originali che illustrano la incredibile capacità di dare vita ad ogni creazione, sintetizzando tutti gli elementi necessari alla realizzazione del modello: silhouette, volumi, dettagli, leggerezza o corposità della materia sono già descritti nel tratto più o meno marcato, elegante e velocissimo.

A soffitto, un insieme di immagini di grande forza onirica: proiezioni fotografiche (simulazioni indagine rx di Leonardo Salvini) offrono una lettura tecnica e suggestiva allo stesso tempo, restituendo l’impalcatura formale e materica di ciascuna camicia e mettendo in evidenza texture e stratificazioni. Soprattutto suggeriscono levità, dolcezza e poesia.

A chiudere il percorso, le immagini realizzate da Luca Stoppini sottolineano ancora una volta come la leggerezza e la trasparenza siano una precisa chiave di lettura dell’intero progetto.

Edito da Skira, un libro-catalogo, la cui direzione artistica è di Luca Stoppini, accompagna la mostra. Il volume approfondisce i temi dell’esibizione con il saggio introduttivo di Daniela Degl’Innocenti e gli interessanti contributi di personaggi e protagonisti dello stile, della moda e dell’architettura italiana quali Quirino Conti, Anna Maria Stillo Castro, Margherita Palli, Daniela Puppa e Franco Raggi, che raccontano ed interpretano la visione creativa e progettuale del grande stilista-architetto. Chiude un intervento di Alessandra Arezzi Boza sul significato dell’heritage nelle attività della Fondazione Gianfranco Ferré.

“The white shirt according to me. Gianfranco Ferré” – Phoenix Art Museum, Steele Gallery (4/11/’15 – 6/03/’16)

“Ferré faceva parte di una grande generazione di designer italiani che includeva Gianni Versace e Giorgio Armani. I loro progetti consolidarono l’importanza della moda italiana a livello internazionale durante la fine degli anni ’70. Siamo entusiasti di portare la visione e la storia di Ferré nella Valley direttamente dagli archivi di Milano. “- Dennita Sewell, Curatrice del Fashion Design, Phoenix Art Museum.

Dal prossimo 4 novembre al 6 marzo 2016 il Phoenix Art Museum in Arizona, la più prestigiosa realtà museale d’arte del Sud Ovest degli Stati Uniti, che celebra i suoi cinquanta anni di attività, ospiterà, nella Steele Gallery, la mostra dedicata al capo iconico di Gianfranco Ferré, nata in collaborazione con il Museo del Tessuto di Prato e già proposta lo scorso marzo a Milano, a Palazzo Reale.

In contemporanea, una diversa area dello spazio, la Ellman Fashion Design Gallery, costituirà lo scenario per un racconto del percorso creativo di Gianfranco Ferré, grazie ad una ampia selezione di immagini, oltre 100 disegni tecnici e bozzetti, esposti insieme ad abiti di Alta Moda e Pret à Porter: dallo schizzo alla tridimensionalità.

“Gianfranco Ferré Designs” – Phoenix Art Museum, Ellman Gallery (4/11/’15 – 6/03/’16)

Una seconda mostra, Gianfranco Ferré Designs, sarà ugualmente esposta nella Ellman Fashion Design Gallery di Phoenix Art Museum. Questa mostra complementare presenta oltre 100 delle illustrazioni e fotografie di Ferré abbinate a 8 ensemble straordinari che esemplificano lo stile iconico di Gianfranco Ferré. I visitatori avranno la rara opportunità di esplorare il processo creativo di un designer di fama mondiale, dall’ideazione allo schizzo al prodotto finito.

“Gianfranco Ferré e Maria Luigia: Inattese assonanze” – Palazzo del Governatore, Parma (30/09/’16 – 15/01/’17)

E’ un onore che lo stile di Gianfranco Ferré sia protagonista di una mostra di singolare valenza, nell’ambito delle celebrazioni che ricordano il bicentenario dell’ingresso a Parma di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, già Imperatrice dei Francesi e Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla.

Gianfranco Ferré ha sempre manifestato amore virtuale e interesse per le donne di potere, per le grandi della storia, da Maria Teresa d’Austria a Caterina di Russia, da Elisabetta la Grande a Cristina di Svezia. E’ indubbio che la “Buona Duchessa”, così chiamata dai sudditi che l’hanno venerata e dai Parmigiani di oggi che non hanno smesso di farlo, possa rientrare a pieno titolo nel novero dei personaggi femminili che occupano una posizione di rilievo negli orizzonti immaginari dello stilista.

Sarebbe tuttavia fuorviante affermare che Maria Luigia sia stata una specifica figura di riferimento nell’articolato panorama ideale di Gianfranco Ferré. Nelle sue collezioni è una presenza ricorrente il richiamo alle mode di epoche passate e dunque anche allo stile Impero. Ma non è questa la ragione che spiega la presenza delle creazioni di Ferré in mostra.

I perché e le relative dinamiche sono ben altri e rimandano alla logica con cui la Fondazione Gianfranco Ferré affronta il lascito creativo dello stilista, in tutte le sue componenti a partire da quella vestimentaria, che viene preservata e fatta conoscere, ma che è anche costante oggetto di studio e di attenzione, di ricerca e di interpretazione.

L’analisi di un patrimonio davvero sfaccettato ed eterogeneo per contenuti e suggestioni, permette alla Fondazione di trattarlo secondo una logica necessariamente flessibile. Una logica “in progress”, grazie alla quale da ciò che Gianfranco Ferré ha creato non è impossibile – al contrario, risulta pressoché naturale – ricavare impressioni sempre nuove, capaci di sorprendere e spesso di stupire anche chi conosce il mondo Ferré da sempre, lo ha visto nascere, crescere, svilupparsi ed evolversi in tempo reale.

Ma il raffronto continuo con gli abiti e con la documentazione ad essi connessa – insieme alla distanza prospettica maturata nel tempo – ci porta a scorgere sempre contenuti inattesi, o meglio, inattesi modi di valutarli e valorizzarli. Sono contenuti che, non di rado, sono rimasti nascosti nelle pieghe di un orizzonte estetico incredibilmente variegato, rispetto ai quali hanno invece prevalso altri elementi, più evidenti, più facili ed immediati da cogliere.

Forte di questa attitudine, senza forzatura, la Fondazione ha così potuto individuare assonanze, che ci è piaciuto definire inattese per i nostri studi, in un incontro con il mondo di Maria Luigia di Parma, il suo gusto, le sue passioni. Il ricorso ad una analisi puntuale e una propensione alla ricerca sommano in sé da un lato metodologie filologiche, dall’altro l’aspirazione a costruire inusitate prospettive di percezione del messaggio di stile di Gianfranco Ferré.

Stiamo parlando di una donna cresciuta secondo i principi rigidi ma sostanzialmente già borghesi della corte di Vienna, per nulla educata a reggere le sorti di uno Stato. Tuttavia, la “Buona Duchessa”, più per innato pragmatismo femminile che non per preparazione politica, ha fatto del suo Ducato un’isola felice negli anni più che cupi della Restaurazione. Una donna illuminata, attenta anche alla nascente questione sociale, che ha aperto alla nuova era e al mondo una piccola entità territoriale.

Anche per questo, in fondo, non è stato difficile né tantomeno artificioso per la Fondazione Gianfranco Ferré, muovendosi tra metodo e fantasia, individuare nelle collezioni dello stilista probabili liaison con il gusto e le passioni di Maria Luigia.

Noi abbiamo amato pensare a lei come ad una figura contemporanea. O meglio, abbiamo amato cogliere, nel segno della contemporaneità, virtuali punti di contatto tra lei e lo stile di Gianfranco Ferré.

-Rita Airaghi, Direttore Fondazione Gianfranco Ferré

Sulla mostra:

La genialità sartoriale di Gianfranco Ferré e l’arte fotografica di Michel Comte per due mostre che si inseriscono nell’ambito delle molteplici iniziative per il bicentenario dell’arrivo di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena a Parma, già Imperatrice dei Francesi e Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla.

“Ferré e Comte DETTAGLI. Grandi interpreti tra moda e arte”, progetto ideato da Alberto Nodolini e prodotto da Ankamoki, si snoderà nelle sale del primo e secondo piano di Palazzo del Governatore di Parma dal 30 settembre 2016 al 15 gennaio 2017.

Al primo piano si svolgerà la mostra “Gianfranco Ferré e Maria Luigia: inattese assonanze”, a cura di Gloria Bianchino e Alberto Nodolini in collaborazione con la Fondazione Gianfranco Ferré, mentre il secondo verrà completamente dedicato alle installazioni di Michel Comte per la mostra “Neoclassic” curata da Jens Remes in collaborazione con Alberto Nodolini e Anna Tavani.

“Gianfranco Ferré. Moda, un racconto nei disegni” – Centro Culturale Santa Maria della Pietà, Cremona (21/04/’17 – 18/06/’17)

Perché una mostra sui disegni di Gianfranco Ferré

“Disegnare, per me, significa gettare sulla carta un’idea spontanea per poter poi analizzare, controllare, verificare, pulire, riducendo gli elementi di base a linee sintetiche e precise, innestate su diagonali e parallele e racchiuse dentro forme e figure geometriche… da stilista e architetto concepisco la moda come design…” (Gianfranco Ferré)

Dalla sua formazione di architetto Gianfranco Ferré trae il suo metodo, che proprio nel disegno ha il suo fulcro, il suo momento fondante, il suo modo di dare una forma alle idee, concretezza a un’intuizione, di “fermare le impressioni e dar loro un abbozzo di consistenza”: il disegno quindi come “necessità e passione insieme, punto d’arrivo nella dimensione della realtà e insieme punto di partenza per un progetto”.

La mostra dei disegni di Ferré vuole dunque ricostruire un percorso intellettuale, l’evoluzione di un mondo interiore di ricerca, di lettura, di sintesi culturale e stilistica, che resti come testimonianza e spunto di riflessione: disegno come espressione di libertà e rigore, di creatività e progetto, ma allo stesso tempo strumento di lavoro, esercizio quotidiano, habitus mentale, approccio concreto. Soprattutto, metodo di lavoro.

Tutto l’universo interiore di Gianfranco Ferré si condensa nei suoi disegni che definiscono con immediatezza i punti-cardine del corpo umano – le spalle, la vita, le gambe – ma anche gli interessi, le passioni e la personalità dello stilista. E ciò può essere compreso anche da chi, con la moda, ha poca o nessuna confidenza.

La sua incessante capacità inventiva diventa segno, nelle sue incredibili silhouette che evocano con pochi tratti decisi una figura dinamica, spesso fissata da tracce di matita, da bagliori di luci e d’oro resi anche con la carta stagnola o con uno spolverio di brillantini. Disegni che creano anche abiti come macchie di colore, come intrecci calligrafici, esplosione di linee, o sintesi di un dettaglio d’incredibile resa materica. Colpisce proprio questa peculiarità di Ferré: anche in un’immagine di sintesi, si evidenzia sempre la precisione del dettaglio. -Rita Airaghi, Direttore Fondazione Gianfranco Ferré

Un ritorno alle origini, un incontro con la creatività

Cremona, città di musica, di violini e di studio del suono, ma anche splendido centro del territorio di origine della famiglia materna di Gianfranco Ferré.
La Fondazione che porta il suo nome si fa protagonista, in sinergia e in collaborazione con l’Amministrazione della città, di un significativo ritorno alle radici, sempre vive nella memoria dello stilista, affettivamente molto legato a questa angolo di Lombardia.

E’ un ritorno articolato in due momenti:

Dal 21 aprile al 18 giugno 2017 la mostra “Gianfranco Ferré. Moda, un racconto nei disegni” presenta oltre cento schizzi autografi dello stilista, esposti in gruppi sulla base di affinità tematiche o cromatiche, per comunanza di tratti o di accorgimenti grafici nello spazio straordinario del Centro Culturale Santa Maria della Pietà, in Piazza Giovanni XXIII, ambito di riferimento per fumetto, grafica, incisione e disegno: una valenza sicuramente importante da segnalare.

La mostra include anche alcuni abiti, che sono autentica trasposizione del progetto e della poesia, espressi nei disegni, nella realtà: volumi e forme, materiali, lavorazioni, pizzi e ricami.

In calendario il 18 maggio, in omaggio a Cremona e alle sue Celebrazioni per i 450 anni della nascita di Claudio Monteverdi, padre del melodramma e della canzone, verrà organizzata la conferenza “Gianfranco Ferré. Moda, un racconto nella musica”, dedicata al ruolo delle colonne sonore nelle sfilate: si spiegherà come, con l’aiuto di straordinari sound designer, lo stilista riuscisse ad ottenere inediti arrangiamenti, mixaggi arditi, sonorità inattese e derivate da mondi diversi. Musica come parte complementare dell’emozione che scaturisce dall’abito.

“Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti” – Palazzo della Madama, Sala del Senato, Torino (12/10/’17 – 19/02/’18)

Nell’aulica Sala del Senato di Palazzo Madama, dal 12 ottobre 2017 al 19 febbraio 2018 va in scena la mostra Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti. L’esposizione – organizzata e prodotta da Fondazione Gianfranco Ferré e Fondazione Torino Musei – presenta in anteprima mondiale 200 oggetti-gioiello che ripercorrono per intero la vicenda creativa del celebre stilista italiano.

Per Ferré l’ornamento è stata sempre una passione, legata in modo inscindibile alle collezioni moda e risultato di un approccio appassionato e spesso innovativo, mai inferiore a quella riservata all’abito. Come sottolinea la curatrice della mostra Francesca Alfano Miglietti: “Ferré costruisce una zona franca all’interno di un proprio mondo di riferimento, elaborando ogni oggetto sulla scia di un sistema di classificazione generale di concetti che diventano oggetti. E così pietre lucenti, metalli smaltati, conchiglie levigate, legni dipinti, vetri di Murano, ceramiche retrò, cristalli Swarovski, e ancora legno e cuoio e ferro e rame e bronzo, nel susseguirsi di un incantato orizzonte di spille, collane, cinture, anelli, bracciali, monili. Per Ferré l’ornamento non è il figlio minore di un prezioso, ma un concetto di eternità che deve rappresentare l’immanenza del presente”.

Gli oggetti in mostra, realizzati per sfilate dal 1980 al 2007, sono raccontati come complemento dell’abito e suo accessorio ma vengono esposti insieme ad alcuni capi in cui è proprio la materia-gioiello a inventare e costruire l’abito, diventandone sostanza e anima. Anche in questo caso l’attenzione di Gianfranco Ferré ai materiali è determinante, come parte essenziale della sua ricerca.

Il progetto espositivo – realizzato dall’architetto Franco Raggi – gioca sul contrasto tra la Sala del Senato di Palazzo Madama, ambiente di immenso pregio architettonico, e le strutture minimaliste ed essenziali in ferro e vetro dell’allestimento, mettendo in risalto la fantasiosa bellezza dei gioielli disegnati da Ferré che sembrano librarsi in volo nella penombra.

I “gioielli” di Gianfranco Ferré: note sull’allestimento

I protagonisti sono due: da una parte l’imponente Salone delle Feste di Palazzo Madama con la sua altezza vertiginosa, le sapienti proporzioni e la bellezza austera e non barocca delle residenze reali sabaude.

Dall’altra i “gioielli” di Gianfranco, che preferiamo chiamare più antropologicamente “ornamenti”, ricchi di materia, di curiosità formali, di azzardi estetici, di citazioni e anche di esotica e microscopica bellezza.

L’allestimento media tra questi due eccessi risolvendosi in una serie ordinata di 6 contenitori in struttura di ferro, come gabbie nelle quali imprigionare e difendere queste creature fragili e strane, questi ornamenti corporali pensati per membra e per gesti e per curve sinuose femminili.

Tutta la struttura dell’allestimento è allora arrugginita, brutalmente esposta alla sua povertà materiale, non volendo competere con la grandiosità dello spazio, tenuto però in penombra, e la ricchezza degli ornamenti. Le sei grandi gabbie sono tutte appoggiate su una pedana tecnica che solleva leggermente la scena temporanea degli oggetti. Anche la pedana è arrugginita. A Gianfranco la ruggine piaceva molto. Non so perché. -Franco Raggi, Ideatore del progetto

Pubblicazioni

Frisa Maria Luisa (a cura di), Gianfranco Ferré. Lezioni di Moda, Marsilio, Venezia 2009

Fondazione Gianfranco Ferré, Lezioni di Moda
Lezioni di Moda

Airaghi Rita (a cura di), Gianfranco Ferré Disegni, Skira, Milano 2010

Perché un volume sui disegni

Dagli appunti di Gianfranco Ferré : “Disegnare, per me, significa gettare sulla carta un’idea spontanea per poter poi analizzare, controllare, verificare, pulire, riducendo gli elementi di base a linee sintetiche e precise, innestate su diagonali e parallele e racchiuse dentro forme e figure geometriche …..

…da stilista e architetto concepisco la moda come design..”

E dalla sua formazione di architetto Gianfranco Ferré trae il suo metodo, che proprio nel disegno ha il suo fulcro, il suo momento fondante, il suo modo di dare una forma alle idee, concretezza a un’intuizione, “fermare le impressioni e dar loro un abbozzo di consistenza”: il disegno quindi come “ necessità e passione insieme, punto d’arrivo nella dimensione della realtà ed insieme punto di partenza per un progetto”.

Il libro dei disegni di Ferré vuole dunque ricostruire un percorso intellettuale, l’evoluzione di un mondo interiore di ricerca, di lettura, di sintesi culturale e stilistica, che resti come testimonianza e spunto di riflessione : disegno come espressione di libertà e rigore, di creatività e metodo, ma allo stesso tempo strumento di lavoro, esercizio quotidiano, habitus mentale, approccio concreto. Soprattutto, metodo di lavoro.

Se, infatti, per Ferré creare un abito significa attuare un processo di costruzione formale attraverso l’elaborazione di semplici forme geometriche in forme complesse e sviluppate nella tridimensionalità, il primo, necessario, passaggio nel processo di elaborazione è la “definizione” delle forme stesse attraverso un bozzetto.

La sua incessante capacità inventiva diventa segno, nelle sue incredibili silhouettes che evocano con pochi tratti decisi a pennarello una figura dinamica, spesso fissata da tracce di matita, da bagliori di luci e d’oro resi

anche con la carta stagnola o con uno spolverio di brillantini, o che creano abiti come macchie di colore, come intrecci calligrafici, esplosione di linee, o sintesi di un dettaglio di incredibile resa materica.
Colpisce proprio questa peculiarità di Ferré: anche in un’immagine di sintesi,si evidenzia sempre la precisione del dettaglio.

Tutto il suo universo quindi si condensa in uno schizzo veloce, tracciato per lo più a matita: pochi tratti, precisi e sintetici, una silhouette fissata nei suoi punti essenziali – le spalle, la vita, le gambe – che si allungano sul foglio. Sono solo poche linee, ma è già una figura.

L’altra peculiarità di Ferré è la capacità di sintesi. Non un abito immobile sulla gruccia, ma vivo, con l’animazione che danno il passo ed il movimento. Poche linee che in una fase immediatamente successiva si sviluppano secondo i principi della geometria in un disegno tecnico, nel quale le forme e i particolari dell’abito vengono ridotti e analizzati in termini elementari, le misure e le proporzioni assumono contorni definiti, perché tutto possa essere letto e compreso. Anche da chi, con la moda, ha poca o nessuna confidenza,ma sa apprezzare l’arte del tratto e l’inesauribile capacità creativa di una mente.

-Rita Airaghi, Direttore della Fondazione Gianfranco Ferré

Fondazione Gianfranco Ferré, Disegni
Disegni

Airaghi Rita (a cura di), La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré, Skira, Milano 2014

La creatività ed il genio stilistico di Gianfranco Ferré illustrati attraverso il capo icona della sua poetica sartoriale: la camicia bianca.

La mostra “La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré” e il volume-catalogo edito da Skira con la direzione artistica di Luca Stoppini sono il risultato della collaborazione tra la Fondazione Museo del Tessuto di Prato e la Fondazione Gianfranco Ferré.

Concepiti con l’intento di mettere in luce il talento creativo e la progettualità dello stilista, catalogo e mostra propongono diverse modalità di analisi e di lettura della camicia bianca Ferré, presenza costante che corre come un fil rouge lungo tutta la sua carriera, definita da lui stesso “segno del mio stile”, oppure lessico “contemporaneo dell’eleganza”.

In perfetta sintonia con il concept della mostra, il volume di Skira propone un contenuto arti- colato in molteplici elementi che puntano alla valorizzazione della camicia bianca e ad una visione della progettualità di Gianfranco Ferré applicata a questo must, evidenziandone gli ele- menti costruttivi più innovativi e le infinite, affascinanti interpretazioni.

Il contenuto del catalogo: contributi e approfondimenti di protagonisti dello stile, della moda e dell’architettura italiana; una avvincente sequenza di immagini fotografiche di Luca Stoppini ed una di simulazioni x-ray a cura di Leonardo Salvini, frutto di una ricerca tecnica sviluppata in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze; disegni e bozzetti ori- ginali di Gianfranco Ferré e foto di passerella. Parte integrante del volume sono le 27 schede a cura di Daniela Degl’Innocenti, conservatrice del Museo di Prato.

-a cura di Rita Airaghi direzione artistica di Luca Stoppini

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Airaghi Rita (a cura di), Gianfranco Ferré. Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti, Skira, Milano 2017

Il volume si propone di offrire la visione di un aspetto specifico dellacreatività e della pro- gettualità di Gianfranco Ferré – quello che ri- guarda l’oggetto-gioiello – con l’intento chia- ro e fermo di sottolineare come a esso lo stili- sta abbia riservato sempre un’attenzione spe- ciale, in termini di ricerca applicata sia alla forma sia alla materia e in termini di ispirazio- ne, con risultati quasi sempre innovativi e sor- prendenti.

Questo libro è anche un doveroso tributo all’i- nizio del percorso di Ferré, che esattamente negli ornamenti, nei bijoux e negli accessori ha la sua prima tappa. Una partenza motivata più dalla curiosità che da una convinzione già consolidata, più dal gusto di manipolare la ma- teria che non dalla determinazione di divenire stilista, raggiunta solo diversi anni più tardi. In ciò si manifesta la fedeltà di una passione e di un interesse che si esprime sulla base di due postulati, uno metodologico e uno estetico-sti- listico. Il primo: come l’abito, il gioiello è ter- reno sconfinato di confronto con la materia – in tutte le sue innumerevoli identità – e di in- novazione, di tentativi e di progressi nella sua elaborazione, che fanno pensare al metodo sperimentale affermato da Galilei. Il secondo: come l’abito, il gioiello veste e decora il corpo, ne sottolinea i punti chiave, esercita la funzio- ne di raccordo tra il primo e il secondo, è lega- to alla fisicità della figura umana, quasi ne fa- cesse parte.

Un amore, quello di Ferré per il gioiello-orna- mento, mai confinato in secondo piano. L’or- namento entra subito in simbiosi con l’abbi- gliamento, l’uno pare non poter fare a meno dell’altro, in un intreccio impossibile da scio- gliere in termini di progettazione e ispirazione, sperimentazione e fascinazione.

-Rita Airaghi Fondazione Gianfranco Ferré 

Fondazione Gianfranco Ferré, Sotto un'altra luce: Gioielli e Ornamenti
Sotto un’altra luce: Gioielli e Ornamenti

GIANFRANCO FERRÉ

Gianfranco Ferré, stilista di Legnano (MI), nato il 15 agosto 1944. Dopo la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1969.

Indice

  1. Biografia
    1. Il debutto
    2. L’India
    3. Le prime collezioni
    4. Una brillante carriera
    5. Gli ultimi anni
  2. Eventi, mostre e progetti
    1. Anni ’70
    2. Anni ’80
    3. Anni ’90
    4. Primi anni 2000
  3. Premi e riconoscimenti
    1. Anni ’70/’80
    2. Anni ’90
    3. Primi anni 2000

Biografia

Gianfranco Ferré nasce a Legnano (MI), il 15 agosto 1944.

Dopo la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1969, discutendo una tesi sulla “Metodologia dell’approccio alla composizione”, relatore l’architetto Franco Albini.

Gianfranco Ferré
Gianfranco Ferré

Il debutto

Il casuale debutto nel mondo della moda avviene già in questo periodo: Ferré disegna bijoux ed accessori che regala ad amiche e compagne di università. Le sue creazioni vengono notate da Rosy Biffi,vero talent scout e titolare di una boutique d’avanguardia, che ne parla ad Ileana Pareto Spinola e Anne Sophie Benazzo: conquistate dalla genialità di questi oggetti realizzati ancora in modo artigianale, li ospitano nella loro show room e li propongono ai buyers. Capitati quasi per caso sotto gli occhi di alcune redattrici di moda (Anna Piaggi ed Anna Riva, le prime) sono fotografati dalle riviste di settore: nel 1971,uno di questi accessori è sulla copertina del mensile “Arianna”, e poi nelle pagine di “Grazia”, di “Linea Italiana” e via dicendo.Un debutto che è già un successo, supportato da una citazione di Camilla Cederna, che ne parla nella rubrica “Il lato debole” che teneva allora sul settimanale “L’Espresso”.

L’India

Nel 1973 Gianfranco Ferré intraprende il primo dei suoi numerosi viaggi in India, dove trascorre lunghi periodi di lavoro sino al 1977: per conto di un’azienda genovese di abbigliamento, la “San Giorgio Impermeabili”, di proprietà della famiglia Borelli, disegna e fa produrre in loco la collezione “Ketch”. E’ l’occasione per visitare ogni parte del Paese, studiandone l’artigianato e le potenzialità produttive, anche su incarico del Governo indiano. Ferré viene letteralmente sedotto dall’India, dove si consolida la sua formazione e prende avvio il suo percorso creativo: l’India, una lezione fondamentale di vita, fatta di emozioni e sensazioni legate ai colori, ai profumi, alle forme, che Ferré trasferirà nelle sue collezioni, attraverso il suo particolare modo di ricordare.

Le prime collezioni

Nello stesso periodo, nelle sue soste in Italia, mantiene una serie di rapporti di collaborazione occupandosi di accessori con nomi già affermati, come Walter Albini e Christiane Bailly e rapporti di consulenza stilistica con aziende di maglieria e costumi da bagno, che sfilano per la prima volta nell’ambito di “MareModa Capri” e gli fanno meritare il premio che inaugura la serie dei riconoscimenti ottenuti nella sua carriera.

Dal 1974, le prime collezioni di prêt à porter e le prime sfilate: “Courlande” e “Baila”, quest’ultima affidatagli da Franco Mattioli, un imprenditore bolognese che, nel 1978, sarebbe diventato suo socio.

Una brillante carriera

Al maggio del 1978 risale infatti la fondazione della società “Gianfranco Ferré”, con sede a Milano in Via San Damiano prima, ed in Via della Spiga, poi. Nell’ottobre dello stesso anno, la prima, emozionante sfilata di prêt à porter femminile, si svolge all’Hotel “Principe di Savoia” di Milano.

Al lancio dell’abbigliamento maschile, nel 1982, ed alla creazione di una gamma articolata di accessori e di prodotti realizzati su licenza in collaborazione con numerose aziende leader nei rispettivi settori merceologici, si aggiunge poi,nel 1986, l’esperienza dell’Alta Moda, con sfilate a Roma, per sei stagioni.

Gianfranco Ferré, 1982
Gianfranco Ferré, 1982

Nel 1983 partecipa alla elaborazione del piano didattico della nascente “Domus Academy”, Scuola post-universitaria di Design, Design management e Fashion Design dove, fino al 1989, dirige il corso “Design dell’abito”: analisi delle problematiche di progettazione dell’abito e delle connessioni con i mutamenti della moda e analisi dell’iter progettuale.

Nel maggio del 1989 inizia la straordinaria avventura nel nome di Christian Dior: Gianfranco Ferré è nominato Direttore Artistico della Maison più prestigiosa e carica di storia della couture francese per le linee femminili di Haute Couture, Prêt à Porter e Fourrure. L’incarico presso Dior viene riconfermato nel 1993 sino al 1996.

Gianfranco Ferre Dior Haute Couture primavera/estate 1996, sfilata francese
Dior Haute Couture primavera/estate 1996, sfilata francese

Nell’autunno del 1998 la ricorrenza dei vent’anni di attività della griffe si riassume in un insieme di eventi determinanti per il futuro della Società, che culminano con l’inaugurazione a Milano della nuova sede negli spazi completamente rinnovati dell’ex Palazzo Gondrand di Via Pontaccio, su progetto iniziale di Marco Zanuso, completato poi da Franco Raggi a livello di progetto esecutivo e di architettura degli interni.

Gli ultimi anni 

Nel 2002 la Società Gianfranco Ferré viene acquisita dalla IT Holding di Tonino Perna e Gianfranco Ferré ne diventa il Direttore Artistico.

Nel marzo 2007 Gianfranco Ferré è nominato Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

Il 17 giugno 2007, Gianfranco Ferré muore a seguito di un’emorragia cerebrale.

Eventi, mostre e progetti

Anni ’70

1975: Creazione di capi per il progetto “Vestirsi in Jersey” di SNIA

1976: Creazione di capi per il progetto “Pizzi e Rasi” di SNIA, Milano; creazione di capi per il progetto “La giornata di un bambino” di Leacril Montefibre, Milano; creazione di capi per il progetto “Nuove firme per nuovi progetti” di SNIA, Milano

1977: Creazione di capi per il progetto “SNIA per 6 sports”, Milano

1978/’79: Creazione di capi per i filati “Zegna Baruffa” a Pitti Filati, Firenze; evento – sfilata per “Saks Fifth Avenue”, New York

Anni ’80

Gianfranco Ferre FW'87, foto di Herb Ritts
Gianfranco Ferre FW’87, foto di Herb Ritts

1981: Creazione dell’uniforme di rappresentanza per Lea Pedini, Capitana del Popolo, Reggente della Repubblica di San Marino, indossata in occasione della cerimonia di insediamento, Milano.

1982: Partecipazione alla mostra “Intimate Architecture: Contemporary Clothing Design”, Massachusetts Institute of Technology (MIT), Boston; Sfilata al Massachusetts Institute of Technology (MIT), legata alla mostra “Intimate Architecture: Contemporary Clothing Design”, Boston; partecipazione alla mostra “Design in Italian Society in the Eighties”: esposizione itinerante negli USA, a cura del La Jolla Museum of Contemporary Art, San Diego

1983: Sponsorizzazione del restauro degli affreschi del Guercino nella cupola del Duomo di Piacenza; partecipazione alla mostra “Creatori di Moda Italiana 1920-1980” presso i musei Daimaru e del Costume dell’Accademia di Moda e Costume, Osaka e Tokyo; partecipazione alla manifestazione “The Best Five”, annualmente organizzata dal quotidiano giapponese Asahi Shimbun e da WWD Japan, Tokyo; sfilata-evento in notturna in Piazza Santo Stefano, Bologna

1984: Evento – sfilata “Gianfranco Ferré”, nella cornice del Castello di Osaka; partecipazione alla mostra “Il genio antipatico” presso il Galoppatoio di Villa Borghese, Roma; partecipazione al Convegno “Alla Moda di Torino”; evento-sfilata alla “Modewoche”, Monaco di Baviera; progetto di un tappeto per Sisal, esposto alla mostra “Il design italiano per il tappeto occidentale”, in occasione del Salone del Mobile, Milano; progetto per B&B Italia, per vestire divani e poltrone della serie “Gli abiti”, disegnata da Paolo Nava, Milano; costumi per la pièce teatrale “Tamara”, Los Angeles e New York; creazione di T-shirt per “T-show. Storia e nuovi stili nella T-Shirt”, progetto realizzato dal gruppo tessile Cotonificio Cantoni, Legnano

1985: Partecipazione alla mostra “Italia. The Genius of Fashion”, New York; mostra al Museo Civico Medievale, Bologna; partecipazione al progetto “RENart”, una serie di libere e diverse interpretazioni del modello Renault Supercinque, con Alessandro Mendini, Mario Merz, Ugo Nespolo, Michelangelo Pistoletto, Paolo Portoghesi, Franco Maria Ricci ed Ettore Sottsass, Milano

1986: Partecipazione a “Italia: il Genio della Moda”, mostra curata da Pia Soli, Milano; costumi per “Questa è l’Arena, qui è nata Maria Callas”, Serata a scopo benefico per gli aiuti a paesi del Terzo Mondo, Verona; sfilata a Trinità dei Monti, con una selezione di capi della collezione Gianfranco Ferré Alta Moda Autunno/Inverno 1986-87, Roma

Gianfranco Ferré Campagna pubblicitaria con Tatjana Patitiz, 1987
Campagna pubblicitaria con Tatjana Patitiz, 1987

1987: Evento per la presentazione del profumo “Gianfranco Ferré” Donna in Grecia presso l’Hotel Grande Bretagne, Atene; evento per l’inaugurazione della boutique Gianfranco Ferré, Roma; partecipazione all’evento televisivo RAI, organizzato dalla rivista “Moda” delle Edizioni E.R.I. ai Giardini di Villa Reale, Milano; sfilata alla Yurakucho Asahi Hall in occasione dell’apertura della boutique in Sonnette Aoyama, Tokyo

1988: Partecipazione alla mostra “Tartan” presso il Fashion Institute of Technology, New York; partecipazione alla mostra “Moda Italia” organizzata in collaborazione con ICE, New York; partecipazione a “Progetto Uomo ‘88” organizzato da Saga Furs e dedicato alla pelliccia al maschile, Milano

1989: Partecipazione – unico designer di moda – a “Italian Manifesto”, 39a conferenza internazionale del Design, Aspen; lecture: “Il percorso del progetto“; creazione di capi per “Lana Gatto” collezione A/I 89-90 a Pitti Filati, Firenze; partecipazione all’evento “La Moda Italiana per la Fondazione Floriani” con Gianfranco Ferré Fourrures, Milano; sponsorizzazione del progetto della Scuola Europea di Oncologia finalizzato alla creazione della Fondazione della Scuola stessa, mirata a finanziare le sue attività, Milano; partecipazione all’evento “La Moda Italiana per la Fondazione Floriani” con Gianfranco Ferré Fourrures, Venezia; evento benefico a favore della Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro a Palazzo Butera, Palermo

Anni ’90

Gianfranco Ferré 1990
Gianfranco Ferré, 1990

1990: Ideazione di una nuova maschera per il Carnevale Ambrosiano proposta nella mostra a Palazzo Dugnani, Milano; partecipazione a “The Art of Fashion”, Diana Vreeland Fund for Exhibitions of The Costume Institute of the Metropolitan Museum of Art, New York; partecipazione alla mostra “Momenti del design italiano nell’industria e nella moda”, Seoul; partecipazione all’evento “Firenze sogna” nelle Logge della Galleria degli Uffizi, Firenze; partecipazione all’evento-sfilata “Italia ’90”, con abiti ispirati all’Europa, presso lo Stadio di San Siro, Milano; creazione di capi in visone per lo show American Legend, Palazzo della Ragione, Milano; evento-sfilata per “Association of Total Fashion”, Tokyo

1991: Partecipazione al Forum Internazionale Tessile, organizzato dalla Fondazione Ratti, Como; lecture: “Stilismo e creatività davanti alle sfide del nuovo millennio”; serata di beneficenza a favore di ANLAIDS – Sezione Lombarda con sfilata Gianfranco Ferré e concerto di Gino Paoli, Teatro Galleria, Legnano; sfilata in occasione dell’apertura della boutique Gianfranco Ferré a Washington D.C

Gianfranco Ferré a Parigi, 1992
Gianfranco Ferré a Parigi, 1992

1992: Partecipazione al primo “Convivio”, come promotore con Armani, Valentino e Versace, Milano; evento-sfilata “Gianfranco Ferré” e lancio del profumo “Ferré by Ferré” all’Opéra Comique, Parigi; evento-sfilata “Das Gesicht 92”, Berlino

1993: Evento “Chic ‘93”, promosso dal China Tiangong Clothing Science & Technological Development Group, Pechino; evento-sfilata “Gianfranco Ferré Uomo” alla Stazione Leopolda, Firenze; ospite d’onore alla inaugurazione della “Creative Haus”, Duesseldorf

Gianfranco Ferré Scatto di Irving Penn per Vogue, settembre 1993
Scatto di Irving Penn per Vogue, settembre 1993

1994: Capi esposti nella mostra “Japonism in Fashion” al Museo Nazionale di Arte Moderna, Kyoto; partecipazione al Ravenna Festival, Ravenna; lecture: “Sogni e visioni”; partecipazione a “The Fashion Group International Night of Stars”: special tribute to Bernardine Morris, New York; partecipazione la progetto di Enka Viscose “La creatività all’Opera”, Milano

1995: Evento-sfilata “AIDS Project Los Angeles” al Century plaza Hotel, Los Angeles; evento-sfilata al Palazzo Nazionale della Cultura, Sofia; “Rédacteur en chef ” del numero speciale di Natale di “Le Point”, Parigi; partecipazione alla mostra “Tra Moda e Design. Linea infinita” al Palazzo della Triennale, Milano; evento Studio 000.1 by Ferré, New York; creazione di un abito per la sfilata-evento “Fashion’s world salute to peace”, Cesarea/Israele; creazione di una stola trapuntata per il progetto “Un cuore per amico” di ANLAIDS, Milano

1996: Evento di lancio del profumo Gieffeffe presso Saks Fifth Avenue, New York e San Francisco; lecture: “Esperienza di créateur e di couturier”, Fashion Institure of Technology, New York; mostra di disegni, Academy of Art College, San Francisco; partecipazione al Secondo Forum internazionale sullo stile dell’auto, Torino; lecture: “Il design nella Moda”; partecipazione alla prima Biennale della Moda “Il tempo e la moda”, installazioni nelle Cappelle Medicee, Firenze; ideazione di un gâteau natalizio in esclusiva per Lenôtre, Parigi

1997: Sponsorizzazione dell’evento F.A.I. al Castello di Masino “L’eleganza del XVIII e del XIX secolo, abiti storici provenienti dalla Galleria del Costume di Firenze” Masino; partecipazione al Seminario dei corsi di “Teorie e tecniche dell’Architettura” presso il Politecnico, Milano; lecture: “Composizione e Moda”; “Ferré Week”, con sfilata al “Sezon Theater”, Tokyo; mostra “A white story”, Seibu Ikebukuro, Tokyo; lecture: “Progettare la materia”, United Nation University, Tokyo; lecture: “Il gioiello tra Oriente ed Occidente. Un percorso tra progetto e fantasia”, Domus Academy, Milano; creazione di abiti per Dario Fo, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura, e per la moglie Franca Rame, Stoccolma; creazione di un blouson in montone per l’evento benefico “21 designers rething shearling for benefit”, Parigi; creazione di un blouson in denim per DIFFA – Design Industries Foundation Fighting AIDS”, Dallas

1998: Lecture: “Moda al presente, Moda al futuro: i valori della creatività” Associazione per lo sviluppo nel settore Moda, Università degli Studi, Bologna; partecipazione alla sessione plenaria conclusiva di IAF 1998, Palazzo dei Congressi, Firenze; lecture: “Il consumatore al centro della strategia del designer di moda”; opening della sede di Via Pontaccio 21, Milano; party per festeggiare i 20 anni della griffe “Gianfranco Ferré”, Milano; mostra–labirinto “Immaginario” nella sede via Pontaccio, Milano; sfilata ed evento charity a favore della British Red Cross, Banqueting House, Whitehall, Londra; lecture: “Progettare la materia”, Central Saint Martin’s College of Arts & Design, Londra; partecipazione alla rassegna “Intimare” con la collezione “Gianfranco Ferré Underwear” Uomo e Donna, Bologna; sfilata-evento della collezione GFF Donna Autunno/Inverno 1998-99, Teatro Franco Parenti, Milano

Gianfranco Ferré Ideacomo, 1999
Ideacomo, 1999

1999: Progetto “F&F”: packaging per il “Brunello da Montalcino Riserva 2000”, produzione Marchesi Frescobaldi, Milano, Berlino, New York, Tokyo; evento di Ideacomo, Villa d’Este, Cernobbio; mostra “Quindici anni di partnership con Sàfilo”, Sede via Pontaccio, Milano; costumi per la Biennale Danza creati per Carla Fracci e Carolyn Carlsson, Venezia; creazione di un modello in pelle per la velocista Marion Jones per la mostra “Tag Heuer”, Milano; partecipazione come ospite d’onore a “Donna sotto le stelle” a Trinità dei Monti, per celebrare i 20 anni di attività, Roma; creazione dei costumi per “Le ballet du cadre noir de Saumur” con l’étoile Patrick Dupont presso lo Stade de France, Parigi; partecipazione alla mostra fotografica “Furtherfantasy” organizzata da Vogue Italia presso la Galleria Giò Marconi, Milano; partecipazione alla mostra “50 anos de moda italiana” organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italia, curata d Fiorella Galgano, con il supporto delle autorità e delle istituzione culturali italiane e brasiliane in diverse città del Paese

Primi anni 2000

2000: Partecipazione al progetto “Le Teddies de l’an 2000” a favore della British Red Cross, Montecarlo; donazione di abiti ed accessori dell’archivio storico Gianfranco Ferré alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti, Firenze; mostra “Altre Emozioni”: capi donati alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti, in un allestimento a cura di Margherita Palli, Firenze; donazione di capi di archivio al Fashion Institute of Technology, esposti alla mostra “The Corset Fashioning The Body” presso l’F.I.T. New York; creazione delle etichette personalizzate per le bottiglie di acqua minerale Evian in occasione di Milano Moda Donna AI 2000/01; partecipazione alla manifestazione “Momi Intimo Designers”, Fiera Milano

2001Capi esposti alla mostra “Uniforme. Ordine e disordine” alla Stazione Leopolda, Firenze; ospite d’onore del “Shanghai International Fashion Culture Festival”, Shanghai; lecture: “Creatività e metodo di lavoro”, Fashion Institute, Dong Hua University, Shanghai; evento-sfilata al Museo di Storia dell’Arte, Vienna; partecipazione alla mostra “Seta. Il Novecento a Como”, organizzata dalla Fondazione Antonio Ratti a Villa Olmo, Como; partecipazione alla mostra “The Entertainers. Il potere degli accessori” alla Stazione Leopolda, Firenze; partecipazione al charity event di moda e musica “Frock and Roll”, organizzato da Naomi Campbell e Harvey Goldsmith a favore della “Nelson Mandela Children’s Fund”, insieme con Alexander Mc Queen, Barcellona; abiti da collezioni diverse selezionati da Luca Ronconi per lo spettacolo “Phoenix” di Marina Cvetaeva, Piccolo Teatro, Milano; evento “Gianfranco Ferré Style for men” in collaborazione con Esquire USA, con esposizione in still life di capi ed accessori delle diverse linee Uomo firmate dallo stilista, New York

Gianfranco Ferré Collezione autunno/inverno 2002
Collezione autunno/inverno 2002

2002: Evento-sfilata “The best of Gianfranco Ferré” presso la sede via Pontaccio, Milano; adesione all’iniziativa di Poste Italiane: serie di francobolli “Design Italiano Alta Moda”, Milano

2003: Evento-sfilata “Gianfranco Ferré” al Museo Jeau de Paume, Parigi; evento per l’opening della spa “E’SPA Gianfranco Ferré” nella rinnovata boutique di via Sant’Andrea, Milano; evento-sfilata con la regia di Asia Argento per il debutto della linea Donna e Uomo GF FERRE’ al Superstudio+, Milano; evento-sfilata di capi ispirati ai personaggi femminili della lirica, Opera di Stato, Vienna; capi esposti al Musée des Tissus nella mostra “50 and de mode italiane“, Lione; capi esposti alla mostra “Noches Italianas: trajes de excepcion para mujeres extraordinarias” (1950-1990)” ospitata nelle istituzioni museali dell’America Latina; ospite de “Il lunedì degli amici milanesi” al Centre Culturel Français, Milano; lecture: “The tailor of the two cities”; partecipazione alla mostra “GenovanversaeviceversA”, promossa dal Modemuseum, con abiti, tessuti ed accessori, Anversa; abiti da collezioni diverse selezionati da Luca Ronconi per lo spettacolo “Peccato che sia una sgualdrina” di John Ford in scena al Piccolo Teatro, Milano; partecipazione al progetto “Pigotte d’Autore”, con asta di beneficenza a favore dell’Unicef, Reggio Emilia; partecipazione come ospite d’onore all’inaugurazione della mostra “I mantelli delle Castellane” presso la sede centrale della Banca di Legnano; evento – mostra “Oiseaux d’art” con esposizione delle opere dell’artista Gregory Morizeau nella boutique Gianfranco Ferré di Milano; dinner di presentazione del profumo Donna “Essence d’Eau” negli spazi della sede Gianfranco Ferré, Milano; creazione delle tenute di rappresentanza per squadra di calcio FC Bayern Muenche

Gianfranco Ferré Collezione autunno/inverno 2004
Collezione autunno/inverno 2004

2004: Protagonista ed ospite d’onore dell’evento-sfilata del “Life Ball” 2004, Vienna; capi esposti alla mostra “Excess” presso la Stazione Leopolda, Firenze; partecipazione all’evento televisivo “La notte delle stelle” al Teatro Ariston, Sanremo; partecipazione al progetto “La mode dessine l’espoir”, su invito dell’Associazione “Dessine l’espoir” e con il patrocinio del Ministero della Cultura Francese, Parigi; fornitura di abiti d’archivio come costumi di scena per “Peccato che fosse puttana” di John Ford, regia di Luca Ronconi per il Piccolo Teatro, Milano; evento di apertura della boutique Gianfranco Ferré in Madison Avenue, seguito dal dinner presso “Le Grenouille”, New York City; partecipazione al progetto di solidarietà “Carousel Ball of Hope’s Toy Car” promosso da Mercedes Benz a favore della Children’s Diabetes Foundation, Los Angeles; partecipazione all’evento moda organizzato da Ferrari e Camera Nazionale della Moda Italiana, Shanghai

2005: Creazione delle uniformi del personale di volo e di terra per la Korean Air, Seoul; partecipazione all’evento televisivo “Una notte a Roma” in Piazza Navona, Roma; evento-sfilata per “Fashion in Motion”, Victoria & Albert Museum, Londra; ospite d’onore di “Festa Italiana”, Mumbai e New Delhi; creazione delle uniformi per le hostess di “Première Vision”, Milano; partecipazione all’evento-sfilata di solidarietà “West looks East”, Washington; partecipazione alla mostra “Il filo diventa storia”, organizzata nella Galleria del Costume a Palazzo Pitti in occasione dei trenta anni di Lineapiù, Firenze; creazione “francobollo” per i dieci anni di “Io Donna”, Milano; lancio del progetto “Gianfranco Ferré Special Order”: realizzazione dei capi sera in taglie e colori differenti da quelli presentati in passerella per singole clienti, Milano

2006: Evento-sfilata per l’inaugurazione del Boscolo Hotel nel palazzo dello storico New York Café, Budapest; mostra “MEx32”, con la creazione di 32 T-shirt ispirate ai Paesi partecipanti ai Campionati Mondiali di Calcio, proposte nelle boutique Gianfranco Ferré, Firenze e Milano; partecipazione alla mostra “Human Game” alla Stazione Leopolda, Firenze; partecipazione alla mostra “Genio y Figura” presso il Museo del Traje, Madrid; partecipazione alla sfilata-evento TV “Passion for fashion” alla Manoel Island, La Valletta; partecipazione a “Luxury Conference 2006” organizzata da International Herald Tribune presso lo Sheraton Hotel, Istanbul; lecture: “Exotic ispirations”; evento di solidarietà a favore della Fondazione Francesca Nava: spettacolo di René Fleming al Teatro alla Scala e dinner di gala presso la sede Gianfranco Ferré in onore del soprano, Milano

Gianfranco Ferré Sfilata Donna AI 2007/2008: la rockstar Skin indossa un top tempestato di diamanti
Sfilata Donna AI 2007/2008: la rockstar Skin indossa un top tempestato di diamanti

2007: Sponsorizzazione del restauro del quadro “Adamo piange Abele” di Johan Karl Loth, esposto alla Galleria degli Uffizi, Firenze; sfilata Donna AI 2007/2008: la rock singer Skin indossa un top tempestato da diamanti autentici, alla sfilata segue un concerto live nella sede di Via Pontaccio, Milano; evento-sfilata TV al Lufti Kirdar Convention and Exhibition Center in occasione della prima edizione della manifestazione “Fashion TV Turkey Awards”, Istanbul; lecture: “Le forme delle emozioni. Dare forma alle emozioni” presso la Facoltà di Architettura, Politecnico, Milano; creazione di una fede nuziale per la mostra “Eternal Platinum – The ultimate Symbol of Love”, ospitata al Palazzo della Triennale, Milano; ottobre: Partecipazione alla mostra “Contro Moda. La moda contemporanea della collezione permanente del Los Angeles County Museum of Art”, Palazzo Strozzi, Firenze

Premi e riconoscimenti

Anni ’70/’80

1976: luglio, Capri: “Tiberio d’oro”, premio di “MareModa Capri”

1982: ottobre, Milano: “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna P/E1983

1984, Gianfranco Ferré vince l'Occhio d'oro
1984, Gianfranco Ferré vince l’Occhio d’oro

1983: marzo, Milano: “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna A/I 83-84; novembre, Tokyo: “The Best five”, riconoscimento del quotidiano giapponese Asahi Shimbun e di WWD Japan

1984: settembre, Genova: riconoscimento della Camera di Commercio; ottobre, Milano: “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna P/E 1985; novembre, Hollywood: Riconoscimento per i costumi della piece teatrale “Tamara

1985: marzo, Monaco di Baviera: “Modepreis“, come migliore stilista dell’anno per la moda femminile; aprile, Bologna: Riconoscimento del Comune; maggio, Mantova: riconoscimento della “Gazzetta di Mantovanell’ambito della manifestazione “Premi di Moda”; giugno, New York: “Cutty Sark Men’s Fashion Award“, come migliore stilista dell’anno per la moda maschile; settembre, Varese, Golf Club: Coppa di partecipazione al defilé di attacchi d’epoca e Alta Moda; dicembre, Milano, Palazzo Marino: “Ambrogino d’Oro“, medaglia di benemerenza civica della Città di Milano

1986: gennaio, Roma, Palazzo del Quirinale: onorificenza di “Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana“, dal Presidente della Repubblica Sen. Francesco Cossiga; marzo, Milano: premio “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna A/I 86-87; maggio, Bologna: targa di “Linea Pelle” a riconoscimento dell’impegno creativo; maggio, Palermo: riconoscimento AIRC dalla Città di Palermo; novembre, Legnano: “Tessera d’Oro” della Famiglia Legnanese

1987: arzo, Milano: “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna A/I 87-88; maggio, Tokyo: targa della “Association of Total Fashion”; novembre, Legnano: riconoscimento dei Lions Club Legnano Host e Lions Club Legnano Carroccio in seduta congiunta; Torino: premio “Cavour d’Argento. Città di Torino

1988: aprile, Busto Arsizio: Premio Rotary Professionalità

1989: maggio, Milano: Premio “Telegatto”, tra gli altri premiati, Giulio Andreotti ed Enzo Biagi; luglio, Parigi, Giardini del Palais Galliera: “Dé d’or” dopo la prima collezione Haute Couture per Christian Dior , quale miglior couturier della stagione; luglio, Roma: speciale riconoscimento come personaggio della moda 1989,dall’Associazione di via Borgognona; settembre, Ischia: premio “Modaischia 1989”; novembre, Legnano: attestato di benemerenza civica della Città di Legnano; dicembre, Milano: “Occhio d’oro” che consacra la “firma dell’anno della moda italiana”; dicembre, Milano nomina a “Milanese dell’anno” dalla “Famiglia Meneghina”

Anni ’90

Gianfranco Ferre Vogue Settembre 1991 Campagna pubblicitaria con Aly Dunne. Foto di Gianpaolo Barbieri
Vogue Settembre 1991, Campagna pubblicitaria con Aly Dunne. Foto di Gianpaolo Barbieri

1990: marzo, Milano: “I grandi protagonisti“, premio della “Associazione Italiana Pellicceria”; giugno, Milano: riconoscimento per la partecipazione a Italia ’90; ottobre, Firenze Palazzo Vecchio: “Lorenzo il Magnifico”, premio della “Accademia Internazionale Medicea”

1991: prile, Legnano: riconoscimento Lions Club Busto Arsizio Cisalpino; giugno, Firenze, Palazzo Vecchio: Premio “Il Fiorino d’oro“, dalla Città di Firenze; giugno, Los Angeles: Riconoscimento the County of Los Angeles e Music Center of the County of Los Angeles

1992: settembre, Mexico D.F.: “El sol de oro”, riconoscimento del Circulo Nacional de Periodistas come “ Creador de la elegancia y distinction en la moda europea”; dicembre, Vienna: “Diva-Wollsiegel“, premio di IWS in collaborazione con la rivista “Diva”

1993: maggio, Pechino: nomina a “Senior Adviser” dal “China Tiangong Clothing Science & Technological Development Group e National Garments Research”; incontro ufficiale con il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Jan Zemin, nella Città Proibita; giugno, Firenze, Palazzo Vecchio: “Pitti Immagine Uomo“, premio speciale di Pitti Immagine; novembre, Milano: “Paul Harris Fellow”, premio della Fondazione Rotary del Rotary International

1994: maggio, Baveno: Targa di “riconoscimento” del Lions Club; settembre, New York: premio “The Fashion Group International”; novembre, Campione d’Italia: “Maschera d’oro“, dal Sindaco della Città di Campione

Gianfranco Ferré vince il Crystal Apple Awards, 1995 Los Angeles
Gianfranco Ferré vince il Crystal Apple Awards, 1995 Los Angeles

1995: maggio, Los Angeles.Century Plaza: “Crystal Apple Award” premio speciale del “California Fashion Industry Friends of Aids Project Los Angeles”; novembre, Milano: targa “Circolo degli Incontri”, assegnata annualmente a personalità milanesi distintesi nell’ambito dell’Arte e della Cultura

1996: settembre, New York e San Francisco: riconoscimento per la partecipazioni agli eventi speciali Saks Fifth Avenue dedicati a Gianfranco Ferré; ottobre, Milano: “Masters of Linen” premio speciale della “Confederazione Europea del Lino e della Canapa”

1997: maggio, Legnano: Riconoscimento “Liceali Sempre” del Liceo Scientifico Statale della città

1999: marzo, Como, Palazzo Cernezzi: consegna delle chiavi della Città di Como da parte del Sindaco; marzo, Como, Villa’D’este “Attestato di Ideacomo” a riconoscimento del suo talento e della sua cultura; marzo, Milano: “Fur Fashion Award – speciale 50 anni” premio speciale della “Associazione Italiana Pellicceria”; luglio, Roma: premio della “Camera nazionale della Moda Italiana” per i vent’anni di attività, durante la manifestazione “Donna sotto le stelle”

Primi anni 2000

2000: novembre, Legnano: tessera della “Famiglia legnanese” “Socio nell’anno del cinquantesimo”

2001: aprile, Shanghai: nomina a “Senior Adviser of Garment Arts” dal sindaco della Città di Shanghai; maggio, Legnano: Gran Priorato della Contrada della Flora

2002: giugno, Milano: fregio del Comune di Milano

2003: novembre, Düsseldorf: “Kinder in Not”, premio speciale dell’UNESCO

Gianfranco Ferré, premiazione 2004
Gianfranco Ferré, premiazione 2004

2004: marzo, Berlino, “Star Diamond Award” di “American Academy of Hospitality Sciences” per E’SPA at Gianfranco Ferré; aprile, Milano: “Dama d’argento”, premio della “Associazione degli Amici del Museo Poldi Pezzoli” attribuito “agli Uomini e alle Donne che fanno grande Milano”; settembre, Sanremo: riconoscimento per la partecipazione a “Sanremo Fashion”; settembre, Milano: premio alla carriera da “Chi è Chi del giornalismo e della moda”

2005: febbraio, Milano,Teatro alla Scala: “Sigillo Longobardo“, dal Consiglio Regionale della Lombardia

2006: luglio, Milano: “Certificate of Appreciation” del Distretto Lions 108Ib1

2007: marzo, Milano: nomina a Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Aquilano e Rimondi

Brand fondato da Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi, dal 2008 direttori creativi delle collezioni Gianfranco Ferré e stilisti della loro griffe 6267. Accantonata quest’ultima, i due giovani presentano il loro nuovo brand attraverso una collezione nella quale elaborano le forme e i tagli di Elsa Schiaparelli, riprendono l’allure degli anni ’30 e il tema dell’antico Egitto, facendo ruotare tutto intorno all’evoluzione del fiocco, da cui partono drappeggi, arricciature e pince. La nuova label è distribuita direttamente dal loro showroom.

IT Holding

Nell’aprile del 2000 il Gruppo molisano Ittierre Holding, guidato dal presidente Tonino Perna (1948) e dall’amministratore delegato Giancarlo Di Risio (1956), cambia la denominazione sociale in IT Holding S.p.A. Non è una semplice variazione del nome, ma un’efficace operazione di "strategy corporate name". Il Gruppo molisano, infatti, intende darsi un volto nuovo, alla luce delle molteplici operazioni di lancio di propri brand, di acquisizione di marchi e licenze che, effettuate negli ultimi anni, lo hanno trasformato in un protagonista assoluto del Made in Italy, in vero e proprio polo del lusso. "La modifica", dice Perna, "è opportuna al fine di conferire alla società una connotazione più coerente con l’attuale ruolo di Holding e del Gruppo, che opera non solo nel settore dell’abbigliamento ma anche in quello degli accessori e affini, con partecipazioni diversificate". Espliciti gli obiettivi di crescita dichiarati alla comunità finanziaria per il triennio 2000-2002: "Crescita media annua del 30 per cento delle vendite dei brand di proprietà e un fatturato-obiettivo per il 2002 di oltre 500 milioni di euro". Ittierre non scompare. Resta come società che, all’interno del Gruppo, si occupa delle linee giovani di Versace, Dolce & Gabbana, Gianfranco Ferré e Roberto Cavalli, oltre a quelle relative ai marchi di proprietà Exté, Romeo Gigli, e Husky. Alla fine del 2000 il gruppo molisano mette a segno un altro grande colpo: Gianfranco Ferré, infatti, sceglie il Gruppo guidato da Tonino Perna come nuovo partner industriale e finanziario. Al termine dell’operazione, il Gruppo Perna ha il 90 per cento del capitale della Gianfranco Ferré mentre lo stilista conserva una quota del 10 per cento, nonché la carica di Presidente, con totale autonomia creativa. Gli obiettivi dichiarati da Ferré sono il potenziamento delle linee di abbigliamento e di accessori già esistenti, la nascita di altre e una linea di alta moda.

L’operazione crea un polo del lusso interamente italiano non soltanto in termini di controllo azionario, di stilismo e di produzione, ma soprattutto sotto il profilo culturale e dei valori di riferimento. Il 2000 si chiude con un fatturato pari a 838 miliardi di lire (rispetto ai 717 miliardi di lire del 1999), e un margine operativo lordo di 84,5 miliardi di lire. La storia del Gruppo, che ha sede a Pettoranello di Isernia nel Molise, comincia nel 1982, su iniziativa di Perna, come azienda concentrata sulle licenze e in grado di fornire un elevato servizio ai partner. Via via nel tempo, ha marchi propri come Exté, Gentry Portofino e le licenze produttive e distributive di marchi come Versus, Versace Jeans Couture, D&G, D&G Jeans, D&G Sport, Gianfranco Ferré Jeans e Sport. Diventa leader mondiale (65 per cento del mercato) nel segmento dell’abbigliamento giovanile griffato. Il ’99 può considerarsi anno di conquiste. Ittierre acquisisce il Gruppo Mac Malo, leader mondiale nel settore del cachemire: operazione del valore di 100 miliardi di lire. Si garantisce l’esclusiva ventennale dei marchi facenti capo a Romeo Gigli, mentre il Gruppo Tonino Perna, che controlla l’85 per cento di Diners Club Italia, assorbe la casa editrice Franco Maria Ricci, fiore all’occhiello nella strategia di sviluppo ed iniziative qualificate, complementari e sinergiche del gruppo. Entra anche nel business degli occhiali, acquisendo due aziende. Per 11,2 miliardi di lire rileva il 100 per cento di Allison S.p.A., che, contestualmente, compra, per 7,1 miliardi di lire, il 100 per cento di Optiproject Srl. Un accordo quinquennale e in esclusiva mondiale con Roberto Cavalli, per la realizzazione e lo sviluppo di una nuova linea di abbigliamento dedicata al fashion di nuova generazione, rafforza il polo delle licenze, business storico del Gruppo che, sempre nel ’99, fa suoi per 16 anni i diritti di licenza del marchio inglese Husky.

Dopo queste acquisizioni, la holding si dà un nuovo assetto: due Divisioni per gestire separatamente licenze e marchi. L’arcipelago di aziende è raccordato da un potente sistema informatico: un solo magazzino computerizzato, una sola società per azioni a capitale unico. Sono 1.000 i dipendenti diretti e 6000 quelli che lavorano in 80 unità produttive esterne. Il fatturato del ’98 è di 651,5 miliardi (+7,2 per cento sul ’97) con un export pari al 68,3 per cento. Innovanti, anche per merito delle strategie di ottimizzazione messe a punto da gruppi interdisciplinari del Politecnico di Milano, sono l’assetto approvvigionamento-distribuzione; i collegamenti produttori reparti di produzione e logistica; lo stivaggio di milioni di pezzi in magazzino; il sistema di spedizione di 80 mila capi al giorno. Ittierre ha la vocazione della ricerca: dalla sua fucina escono tessuti esclusivi supertecnologici, esaltati da Exté, l’etichetta di casa che mescola passato e futuro nel presente. Sono ormai cult-fashion i giacchini trasparenti con l’interno in piuma d’oca saldati elettronicamente, che si gonfiano per aumentarne il calore; i bluson in fibra di carbonio; la maglieria lavorata con la gomma, la plastica con il jersey; il kevlar, tessuto che si taglia con il laser usato nelle missioni spaziali, unito alla viscosa; la fibra di vetro, il neoprene delle tute da sub, il vinile. Tutto in un continuo trionfo delle contraddizioni, perché spesso questi materiali spalmati, lucidati, verniciati si sposano con i tessuti nobili, lino, cotone, lana, anche nella versione doc del cachemire.