GIORGIO ARMANI

Designer italiano, nato a Piacenza nel 1934, è di gran lunga la figura dominante del prêt-à-porter di alta moda, che da Milano si diffuse in tutto il mondo.

 Indice

  1. Le origini
  2. La Rinascente e Cerutti
  3. La nascita dell’azienda
  4. L’ultimo periodo con Galeotti
  5. Lo stile Armani
  6. Le collezioni
    1. 1970
    2. 1980
    3. 1990
  7. 2000 – 2005
    1. Le collezioni
    2. Sviluppo del brand
    3. Inaugurazioni
    4. Giorgio Armani nel mercato giapponese
    5. Nuovo COO
    6. Acquisizioni del brand
    7. Licenze e co-branding
    8. L’espansione del brand
    9. La prima collezione Haute Couture
    10. Armani per la Nazionale Inglese di calcio
  8. Dal 2005 ai giorni nostri
    1. La beneficenza
    2. Lancio della linea Cosmetics
    3. Il mercato asiatico
    4. Collaborazioni e licenze
    5. One Night Only
    6. Armani per la Nazionale Italiana alle Olimpiadi
    7. 40° anniversario
    8. Situazione attuale

Le origini

Giorgio Armani è un stilista italiano, nato a Piacenza nel 1934. Protagonista assoluto nella straordinaria fioritura dell’alta moda pronta da Milano nel mondo e insieme personaggio che, per il fascino fisico, il modo distaccato di mostrarsi, per la capacità di coinvolgere, nella sua visione semplice, scabra, rigorosa e nitida, ambienti e lavoro, è sembrato esprimere perfetta simbiosi fra scenario di vita ed eleganza dei suoi modelli. Il suo impero non premia soltanto, come per altri nomi prestigiosi dello stilismo, la creatività, la fantasia. Il suo successo riconosce un’invenzione che ha captato desideri, conciliato bisogni opposti e ridisegnato in modo geniale un archetipo del vestiario.

Giorgio Armani
Giorgio Armani

Armani è tutt’uno con il successo della famosa giacca, che libera l’uomo dall’antica corazza dell’abito borghese e dà sicurezza alla donna con la sua apparenza mascolina e, come si diceva sul finire degli anni ’70, l’ha aiutata più del femminismo. Lo stilista iniziò il suo spettacolare cammino nel prêt-à-porter a 40 anni. Ma il suo lungo apprendistato è sfaccettato e prezioso, sia sul piano del gusto sia su quello del rapporto moda-industria.

La Rinascente e Cerutti

Interrotti gli studi di medicina, trovò lavoro negli anni ’60 al La Rinascente, vero crogiolo all’epoca dell’inventiva di architetti, designer, ricercatori di marketing e pubblicità. La sua era una composita attività che spaziava dagli acquisti per l’abbigliamento maschile, scegliendo sul mercato quanto, nell’anticipo necessario a produrlo, sarebbe stato in sintonia con la voglia di cambiare della gente, all’allestimento delle vetrine (ancora oggi non resiste alla voglia di dedicare una mattinata alle vetrine di una delle sue numerose boutique).

Si accorse delle sue doti Nino Cerruti (1965) che lo assunse come stilista per ridisegnare la confezione della sua ditta Hitman. Armani, già allora puntiglioso e perfezionista, apprende a conoscere l’importanza del tessuto, sia per la sua potenzialità creativa sia per il valore economico anche d’un solo centimetro risparmiato sul costo d’un abito, e comincia a inventare vestiti adatti a essere riprodotti su ampia scala. Sette anni da Cerruti a scegliere stoffe sempre più leggere, colori più freddi, a gettare via strutture interne, a spostare bottoni, assottigliare spalline per imprimere alla giacca maschile, fino allora formale e imbalsamata, una sciolta aria vissuta, giovane per tutte le età. Erano gli anni ’70. La moda, al di qua e al di là dell’oceano, adorava il primo made in Italy e nuovi ceti stavano per aprirsi all’idea che a sottolineare il successo occorresse un abito di pregio.

Sergio Galeotti, un giovane di Viareggio che aveva appena lasciato uno studio di architettura per diventare acquirente di modelli, intuì che un talento come Armani non poteva restarsene a fare lo stilista per conto terzi, invece di pensare a una collezione in proprio. Prudente ma anche svagato, Armani impiegò due anni a convincere se stesso e ad aprire (’73) con Galeotti un ufficio di consulenza in corso Venezia a Milano, mentre lavorava per varie ditte da Gibò a Montedoro, da Tendresse a Courlande, a Sicons, imponendosi subito nelle ultime sfilate di Palazzo Pitti a Firenze. Appena l’anno dopo (’74), la prima collezione maschile firmata e, nel ’75, la prima collezione femminile.

La nascita dell’azienda

Fu un tale trionfo che, nel 1976 nacque la Giorgio Armani. Fu Galeotti l’ideatore della struttura societaria: niente produzione in proprio, solo idee. Una formula che venne ribadita (’78) dall’accordo con il GFT, il primo che rese finalmente possibile un prêt-à-porter d’alta moda eseguito in fabbrica ma sotto la cura dello stilista che lo firmava. Presto le sfilate Armani, anche per la ricerca dell’interior design delle location, divennero le più attese. La lungimiranza della nuova griffe non ebbe sosta, fulminea l’intuizione che sarebbero stati soprattutto i giovani i consumatori di moda, purché questa avesse un prezzo accessibile senza nulla perdere in fascino. Precocissimo rispetto al diffondersi delle seconde linee, nacque l’Emporio Armani.

Giorgio Armani posa per la copertina del Time Magazine
Giorgio Armani posa per la copertina del Time Magazine

L’aquilotto segnò per i ragazzi l’appartenenza a un nuovo modo di vestire e di essere; la scioltezza del look più agile e meno ieratico incantava le ragazze. Lo stilista crebbe rapidamente in notorietà. Bastò che, irritato da alcune polemiche intorno a una collezione ispirata agli antichi costumi giapponesi, sulla scia dei film di Kurosawa (’81), decidesse di non sfilare per una stagione, che Time, trovando esplosiva la protesta, mise la sua foto in copertina: il fatturato si triplicò (’82). Intanto la sua supervisione stilistica era richiesta da Mario Valentino per i capi in pelle, da Erreuno e aumentavano i licenziatari, Bagutta per le camicie, Hilton per i capispalla, Allegri per gli impermeabili. Il suo tocco, inconfondibile e sempre vario, accese un decennio di lavoro, mentre la sua centrale ricerca nell’alta moda prêt-à-porter lo condusse verso esiti di tale raffinatezza da non poter più essere realizzati in fabbrica.

L’ultimo periodo con Galeotti

Nell’83, Armani mutò il suo accordo con GFT, che eseguirà da quel momento in poi una nuova linea, Mani, destinata soprattutto agli Stati Uniti, mentre l’alta moda prêt-à-porter assunse l’etichetta di Borgonuovo 21, la via milanese dove aveva ristrutturato e affittato il palazzo che era stato di Franco Marinotti (Snia Viscosa) e dei cotonieri Riva. Le sfilate si svolgevano nel teatro di 513 posti ricavato al posto della sala da ballo e della piscina. Galeotti fece appena in tempo a seguire la sfilata primavera-estate dell’85. Muorì nell’agosto di quell’anno.

Il secondo decennio dell’attività trovò Armani solo ma deciso, grazie a studio e volontà, ad aggiungere ai suoi primati l’essenzialità d’una vera rivoluzione nel vestire femminile. Fermenti nuovi agitavano la donna che non sentiva più il bisogno di mimetizzarsi, di cancellare il proprio corpo nella scioltezza d’una giacca perfetta.

Lo stile Armani

Analizzando lo snodarsi stilistico lungo ormai 25 anni di attività, resistono alcune costanti e si profila qualche concessione divagante del suo caratteristico rigore. Mai sono venuti meno il gusto e la logica della sua rivoluzione d’inizio, sia per l’uomo sia per la donna con reciproci scambi dei loro elementi peculiari non solo nella forma, nel taglio, ma anche attraverso la scelta dei colori intercambiabili, dei materiali, apparenza mascolina, mano cadente e morbida o viceversa camicie e giacche femminilizzate per un uomo di sconcertante libertà.

Giorgio Armani 1970, Completo pantalone nero, scatto di Barry Lategan
1970, Completo pantalone nero, scatto di Barry Lategan

Amato dall’élite come dalla massa, come dalla critica, accumulò in Italia tre premi Occhio d’Oro per la migliore collezione della stagione e diversi riconoscimenti in tutto il mondo. Vestì Catherine Deneuve in Speriamo che sia femmina, Richard Gere in American Gigolò e i protagonisti del melodramma Elektra di Strauss alla Scala con la regia di Luca Ronconi e la scenografia di Gae Aulenti.

Le collezioni

1970

La George Sand della primavera ’76, nell’inverno di quell’anno vestì giacche in tweed a disegno evidente, molto maschile, ma una gonna plissé che come i pantaloni concedesse passo lungo e sciolto; nella primavera ’77 le gonne erano due, sovrapposte, mentre la giacca maschile assunse aspetti sofisticati e l’idea del doppio vale anche per lìuomo, quando la giacca in maglia ricoprì il blazer. La giacca era destinata ad unirsi ad ogni altro capo d’abbigliamento.

Giorgio Armani Collezione 1978
Collezione 1978

Nel ’78 posò la giacca sul costume da bagno, in autunno assemblò sapori militareschi a ricerche continue per quanto riguarda il punto nevralgico delle spalle e il risultato fu una giacca alla Garbo, suscettibile di resistere anche in crêpe de chine. Ma l’evoluzione della giacca poggiò (’83) su tre proposte: il blazer di velluto nero, la giacca maniche intere e spalla tonda, il caban di gusto andino. Pochi pantaloni e invece molte gonne pantalone in nuovissimi stampati trompe-l’oeil. La giacca si trasformò, divenne intercambiabili e da abbinare in piena libertà.

1980

Solo nell’84 ritornò il gusto del guardaroba maschile tradotto al femminile, in una collezione androgina come non mai. Ma l’anno dopo, per l’autunno-inverno, Armani premette il pedale della dolcezza, allacciando bassa e in morbidezza la giacca pur maschile per una donna ariosa, nuca libera dai capelli e camicetta senza collo: in scena ben 350 tessuti diversi nelle sfumature del blu, grigio, marrone.

Giorgio Armani Collezione primavera/estate 1985
Collezione primavera/estate 1985

A ottobre dello stesso anno la collezione per la primavera-estate ’85 riscosse un successo straordinario con la sua donna eterea, stilizzata, le gambe velate di calze chiarissime perfettamente in vista, tacchi alti, una femminilità difficile eppure per certi lati anche troppo esibita. Qualcosa mutò nel sobrio look di Armani. La giacca era sempre l’indizio di un modo di vestire, ma nuovi suggerimenti vennero dagli abiti in seta stampata modello princessa.

Novità della collezione autunno-inverno ’86, gli abiti da sera. La donna, mixage di seduzione e razionalità, poteva contare su un universo Armani: dal profumo a una alta moda prêt-à-porter atemporale, simile a se stessa con minime variazioni, dalla carta da lettere alle lampade, a una linea più libera e articolata nei vari aspetti della diffusione, la linea Emporio.

Armani Campagna pubblicitaria 1980
Campagna pubblicitaria 1980

Nel 1986, la sera presentava abiti molto più interessanti di quelli da giorno, secondo le richieste del mercato americano. La donna di Armani, sicura e senza nostalgia, sceglieva una giacca non più rigida e rigorosa e ruppe il diktat di giacca-camicia per osare nuovi abbinamenti (’87). Così via via (1988) la collezione autunno-inverno fu caratterizzata da un’aria soft e luminosa nei colori e la provocazione sottile di una giacca assestata in vita e sui fianchi, con gonne lunghe e doppie.

1990

Nel ’90 ancora punto di riferimento la giacca, sottile, avvolgente con spalle piccole e la vita segnata; con gonne corte o al polpaccio e pantaloni ora dritti e severi, oppure ampi come quelli maschili. Fu una scelta di colori polverosi, decisi, ma temperati dal grigio e dai tipici sabbia della palette Armani. E inoltre i grandi cappotti avvolgenti come djellaba tunisini.

Giorgio Armani, 1991
Giorgio Armani, 1991

Nel ’92 divenne distintivo della stagione lo smoking, interpretato in un’escalation di variazioni, complici tessuti e dettagli femminilissimi. Nuove arrendevolezze, nuove concessioni, nuovissimo lusso. Tessuti eleganti applicati a forme sportive, furono una speciale caratteristica del ’94, con una tavolozza colore rubata a Matisse. Sotto le giacche occhieggiavano i gilet; i pantaloni erano a tutta lunghezza e le gonne lunghe, guarnite anche da frange, diventarono importanti e soliste. Gli abiti da sera assunsero un’imperiosa eleganza nei colori e nella preziosità del tessuto e di contro pretesero solo forme essenziali.

Armani Campagna pubblicitaria 1993
Campagna pubblicitaria 1993

Per l’autunno-inverno ’96, una grande ricercatezza, un amore per la struttura che si rivelò anche nei cappotti lunghi alla caviglia con paramonture di velluto e interni matelassé. L’uso ripetuto e ricercato di tessuti tagliati in sbieco, che accarezzavano il corpo, fu più grande che mai; la passione per la sera, dall’abito “boldiniano” in velluto di seta appeso al collo dal collier di rose, agli abiti guaina di tulle stretch nero con ricami tatuaggio.

Nel ’97 esplose il “sophisticated grege” nuova tonalità in bilico tra grigio e sabbia. Forme asciutte, proporzioni minute, emblematica semplicità. Tessuti ricercati come le lane plissé, i matelassé, i doppio crêpe. E per la sera, tutto era prezioso: i ricami grafici avorio ed ebano, il pizzo e il velluto. Lo stile era ormai sempre più definito e autorevole e non cambiava; cambiavano i modi, le scansioni, i dettagli, prevalevano la ricercatezza dei materiali e le rifiniture di alta sartoria, che concorsero a fare della sofisticatezza il concetto portante della stagione.

Negli anni ’98-99 sempre in crescendo l’unicità della sera con abiti ricamati ispirati alle porcellane orientali. Le giacche, sottili, prive di revers, con allacciatura nascosta, spesso laterale, persero l’ossessione del tailleur e si portarono anche sopra l’abito lungo, sopra i pantaloni a vita bassa, sopra la lunga gonna dritta a enfatizzare la silhouette disegnata. E tanti spolverini, una serie di cappotti tagliati come giacche, che scivolavano lunghissimi.

Nel settembre 1999, la Giorgio Armani S.p.A. Giorgio Armani SpA costituì la divisione accessori con l’obiettivo di migliorare i risultati degli articoli in pelle. La Dawn Mello & Associates fu la società incaricata per la nuova divisione. La struttura commerciale del Gruppo (diretto e in franchising), attiva in 33 paesi, comprendeva 53 boutique Giorgio Armani, 6 negozi Collezioni, 129 Emporio Armani, 48 A/X Armani Exchange e 4 Armani Jeans.

2000 – 2005

Le collezioni

E per il 2000 un’immagine forte, lineare, glamour, pura e precisa: amore a prima vista per i pastelli inglesi e un occhio di riguardo al nero. Gonne alla caviglia, giacche corte con grandi maniche chimono, giacche tagliate come camicie indiane, pantaloni sottili sotto le tuniche o pantaloni extralarge con la camicia maschile. E una sera ricercata nella nuova concezione di ricami “cattura luce” su tulle e stretch lavorato a ragnatela, volutamente lineare la scelta delle linee pulite, levigate sul corpo.

La donna Armani è entrata nel terzo millennio con un allure attuale e brillante, con un occhio vigile all’uso e all’esercizio dello stile e l’altro attento alle attitudini giovanili, ma sempre consapevole che la forza della propria immagine è fatta dell’insuperabile impronta Armani, colori speciali, linea, taglio sapiente. È una donna che scivola con leggerezza, garbo e classe inimitabile lasciandosi alle spalle le inevitabili forzature di un modernismo spesso sguaiato o troppo semplicemente brutto. L’ultima collezione presentata che già si affaccia al nuovo millennio, G.A. uomo primavera-estate 2000, ha riconfermato il primato di Giorgio Armani nell’abbigliamento maschile.

Giorgio Armani Collezione autunno/inverno 2001
Collezione autunno/inverno 2001

Femminilità e romanticismo: da queste due parole nacque la nuova donna di Giorgio Armani. L’immagine venne proposta per l’inverno 2001-2002: evocava emozioni da primo ballo, con gonne-tutù a volant di tulle, oppure fazzoletti di organza tagliati in sbieco, portate con lunghi pullover di ispirazione marinara o piccoli top. Sfilarono fanciulle leggiadre, come sulle punte: “Il balletto è l’apoteosi dell’eleganza”, affermò lo stilista. Tutto era delicato, aereo, sembrava alludere a sensazioni trasognate: memorabile il finale della collezione, affidato a trenta autentiche ballerine che posarono alla maniera di Degas. La conferma a quanto si era visto nella stagione precedente, con tailleur pantalone caratterizzati da una insolita dolcezza: un vago ricordo la donna manager. La vena morbida fu in crescendo anche nelle sfilate successive. E lo storico blazer? Si adeguò al nuovo corso, per l’estate 2003 si allungò, era quasi marsina ondeggiante sulla figura esile: pezzi insoliti scombinarono l’abituale ritmo degli accostamenti, la sensualità era a fior di pelle, senza nostalgia esotica né aggressione erotica.

Giorgio Armani Campagna pubblicitaria primavera/estate 2003
Campagna pubblicitaria primavera/estate 2003

Nell’autunno-inverno 2003-2004, Armani virò ancora di bordo, la sua moda ridisegnò il corpo, lo sottolineò accarezzando la vita messa in risalto da giacche corte e svettanti e poi, sorpresa, onorò le gambe con minigonne a paralume o short, interpretazione gentile degli hot pants anni ’70. Una scicchissima donna intinta nell’inchiostro, nel rigore del nero spezzato dal bianco per un suggestivo effetto grafico. Al solito, i suoi abiti andrebbero visti da vicino, sofisticati nel dettaglio, nella ricerca dei particolari e dei tessuti. Nel firmamento di ricami. Si abbassò l’età della moda, che l’Emporio accentuò con lo stile impertinente e stuzzicante della maschietta francese: sempre nel furore del corto. Anche l’uomo si aggiornò: un ritratto fra ragione e sentimento, silenzioso rivoluzionario del nuovo classico che rispettava le regole della comodità, affidata soprattutto al comfort della maglieria.

Sviluppo del brand

Nel gennaio 2000, Giorgio Armani S.p.A. aumentò la partecipazione nella Giorgio Armani Japan Co. Ltd., joint venture nata nel 1995, portando la sua quota all’85% e lasciando il restante 15% alla Itochu. A febbraio, nacque la Armani Collezioni che riuniva, in Europa e in Asia, le già esistenti Giorgio Armani, le Collezioni Uomo e Mani Donna. La nuova etichetta fu introdotta anche negli Stati Uniti, mentre rimase invariata la linea Mani Uomo (per abiti e camicie) esclusiva per il mercato americano. Nel mese di giugno, il Gruppo Armani acquistò dal Gruppo Finanziario Tessile (GFT), per un valore di 55 miliardi di lire, le attività di produzione della linea uomo Armani Collezioni, nonché le attività di distribuzione e di vendita dei marchi negli Stati Uniti.

A luglio, il Gruppo Armani e il Gruppo Zegna siglarono un accordo per la creazione di una joint venture (51% Armani, 49% Zegna) per produrre e distribuire le linee Armani Collezioni. La nuova società aveva l’obiettivo di sfruttare al massimo il potenziale del marchio Armani Collezioni Uomo nel mondo e del marchio Mani Uomo negli Usa, avvalendosi delle competenze industriali e organizzative di entrambi i gruppi.

Inaugurazioni

Proseguiva l’apertura dei punti vendita. A ottobre nacque a Milano lo spazio Armani in via Manzoni 31. Progettato dallo Studio Gabellini Associates, in collaborazione con lo stilista, il megastore si sviluppa per circa 8 mila mq, articolati su tre piani. L’interrato, di 900 mq, è destinato all’Elettronica, dove Sony espone tutti i suoi prodotti. Al pianterreno, l’Emporio Donna, l’Emporio Uomo, l’Emporio Accessori, lo spazio dedicato ai profumi, Armani Jeans uomo e donna. Al primo piano, oltre a un ristorante, Nobu, e Armani Caffè, c’è Armani Casa. L’anno 2000 registrò ricavi consolidati netti pari a 2.002 miliardi di lire, in aumento del 20% rispetto al 1999, un risultato operativo pari a 374 miliardi, un utile netto consolidato di 235 miliardi (+11%) e una posizione finanziaria pari a 618 miliardi.

Armani Flagship Store a Milano
Flagship Store a Milano

Nel febbraio 2001 aprì, a Milano, in via della Spiga 19, la prima boutique Giorgio Armani Accessori, dedicata a borse, scarpe e pelletteria di alta qualità. A maggio, la Giorgio Armani S.p.A., già proprietaria del 53,2% del capitale sociale di Simint S.p.A., società italiana quotata sul Mercato Telematico Azionario, promosse un’Opa (offerta pubblica di acquisto) delle azioni ordinarie di Simint non possedute dal Gruppo. Il corrispettivo unitario offerto era di euro 6,2. L’obiettivo fu quello di attivare un processo di internazionalizzazione delle attività di produzione e commercializzazione dei prodotti Armani, all’interno di società appartenenti al Gruppo. A luglio, l’Opa su Simint S.p.A. si concluse con l’adesione del 39,49% del capitale sociale di Simint S.p.A. che, aggiunto al 53,24% già di proprietà, permise alla Giorgio Armani S.p.A. di controllare il 92,73% della Simint.

Giorgio Armani nel mercato giapponese

Armani Concept Store in Giappone
Concept Store in Giappone

Il 2001 vide protagonista La Giorgio Armani Japan, fondata nel 1987 in seguito a una joint venture con la Itochu Corporation, la quale ripensò le attività retail del mercato giapponese. Il programma riguardava la riapertura, dopo un totale rinnovamento, coerente all’immagine delle nuove boutique Giorgio Armani di Milano in via Sant’Andrea e di Parigi in Place Vendôme, della boutique Giorgio Armani di Tokyo, a Kioi-cho, lo store Giorgio Armani più grande del mondo. Fece seguito l’inaugurazione di due nuovi negozi Emporio Armani a Marunouchi e ad Aoyama, e il rinnovo dell’Emporio Armani di Midosuji. Il mercato giapponese era il terzo in ordine di importanza dopo gli Stati Uniti (34%) e l’Italia (15%). La Giorgio Armani Japan distribuiva cinque linee di prodotto del Gruppo Armani: Giorgio Armani, Giorgio Armani Accessori, Armani Collezioni, Emporio Armani e Armani Jeans. La società gestiva 22 negozi: 10 boutique Giorgio Armani, un negozio Armani Collezioni e 11 Emporio Armani. Le linee Giorgio Armani e Armani Collezioni erano vendute anche attraverso la formula shop-in-shop.

Nuovo COO

Nel luglio del 2001, Roberto Pesaro fu nominato Chief Operating Officer della Giorgio Armani Corporation. Un mese dopo, Armani aprì la sua prima boutique in Russia, a Mosca, al numero 1 della Moskow’s Tretyakovskji Proezd. Si trattava del 33esimo punto vendita inaugurato dal Gruppo Armani nell’anno 2001 e rientrava nel piano di espansione dell’esclusiva rete retail. 20 negozi vennero rinnovati. Venne anche creata la joint venture Borgo 21, per sviluppare la prima linea a marchio Giorgio Armani.

I ricavi consolidati raggiunsero i 1272 milioni di euro, con un incremento del 23% che riguardava tutte le aree geografiche e tutte le linee. Il giro d’affari era così suddiviso: Europa 45%, Nord America 28%, Asia-Pacifico e resto del mondo 27%. L’utile netto consolidato fu di 110 milioni di euro, la posizione finanziaria netta di 122 milioni di euro, mentre gli investimenti furono pari a 307 milioni di euro.

Acquisizioni del brand

A gennaio 2002, Armani acquistò il 100% di Miss Deanna, azienda specializzata nella produzione di maglieria di alto livello. A novembre fu inaugurato il megastore Armani-Chater house a Hong Kong, articolato su tre piani, 3 mila mq, secondo per dimensioni solo a quello di via Manzoni a Milano. Nel frattempo, iI Gruppo Armani e Luxottica Group conclusero il rapporto di licenza per la produzione e distribuzione delle linee Giorgio Armani ed Emporio Armani occhiali.

I risultati dell’anno evidenziarono una crescita dei principali indicatori economici. Il fatturato consolidato, 1301 milioni, salì del 2,3% rispetto al 2001. Il fatturato indotto, pari a 1691 milioni crebbe del 6,4. Sostenuta la crescita di Orologi Emporio Armani, + 24%, e dell’area cosmetica, +11%. L’utile prima delle imposte, 199 milioni, registrò una crescita del 9,7%. Notevoli anche gli investimenti, pari a 87 milioni di euro, destinati, tra l’altro, all’espansione della rete distributiva (30 nuovi negozi e 16 ristrutturati) e all’acquisizione di stabilimenti industriali. Infine, l’azienda investì il 10% del fatturato indotto in comunicazione.

Licenze e co-branding

Nel febbraio 2003 il Gruppo conferì a Safilo una licenza pluriennale per la produzione e distribuzione mondiale delle collezioni di occhiali Giorgio Armani ed Emporio Armani. In parallelo, l’esclusiva rete distributiva del Gruppo comprendeva 57 boutique Giorgio Armani, 12 negozi Armani Collezioni, 115 Emporio Armani, 66 negozi A/X Armani Exchange, 10 Armani Jeans, 5 Armani Junior, 1 Giorgio Armani Accessori e 12 negozi Armani Casa in 35 paesi nel mondo.

Armani collabora con Mercedes Benz
Armani collabora con Mercedes Benz

A giugno, la boutique Giorgio Armani in via Condotti a Roma riaprì completamente rinnovata. Al restyling del negozio hanno lavorato lo stesso stilista e l’architetto Claudio Silvestrin. Inoltre, Mercedes-Benz e Giorgio Armani entrarono in una joint venture per la creazione della Mercedes-Benz CLK Giorgio Armani Design Car. Armani disse:

“Mercedes-Benz ha raggiunto una fama straordinaria per la qualità, lo stile e l’eleganza delle sue auto. Per me è stato molto interessante osservare quanto siano simili le nostre filosofie progettuali e il nostro modo di lavorare. Questo mi fa pensare che in futuro ci possano essere più opportunità per realizzare progetti comuni che possano sviluppare i nostri rispettivi punti di forza”.

In ottobre John Hooks fu nominato nuovo presidente della Giorgio Armani Japan, mentre Giorgio Armani rimase direttore commerciale del gruppo. Il terzo e più grande negozio di Armani/Funf-Hofe, il multi-concept di Armani, venne aperto in Theatinerstrasse a Monaco, sommandosi all’Armani di via Manzoni a Milano e all’Armani/Chater House di Hong Kong. I risultati economico-finanziari del 2003 furono brillanti. Il fatturato consolidato di 1.255 milioni di euro era cresciuto del 3% a cambi costanti. L’utile netto di 134 milioni di euro era aumentato del 14%. Eccellente anche l’aumento del patrimonio netto (149%), pari a 264 milioni di euro. Nello stesso anno la società investì 38 milioni di euro nella distribuzione, con 30 nuovi punti vendita aperti e 11 restyling.

L’espansione del brand

Armani Hotel Milano, interior design di una stanza
Armani Hotel Milano, interior design di una stanza

Nel febbraio 2004, il Gruppo Armani si diede agli hotel di lusso: firmò con EMAAR Properties PJSC, la più grande società immobiliare del Medio Oriente, un accordo per la costruzione di resort Armani e hotel di lusso. La collaborazione prevedeva l’apertura di dieci hotel e quattro resort entro sette anni. L’investimento fu di circa 1 miliardo di dollari. EMAAR doveva gestire gli aspetti costruttivi e manageriali e Armani sarebbe stata responsabile della progettazione e del design. A marzo, la società siglò un accordo di licenza pluriennale con Wolford AG per la produzione e la distribuzione mondiale della linea di calzetteria Giorgio Armani. In aprile, furono inaugurati il quarto negozio multi-concept nel Three on the Bund, a Shanghai e un negozio Armani a Dubai.

A luglio, la rivista Fortune pubblicò un elenco dei 25 business men più potenti in Europa: Giorgio Armani fu l’unico italiano citato, al 25° posto. Ad agosto, vennero aperti nuovi negozi Emporio Armani a Riga e a Shanghai; un mese dopo, a Parigi, fu inaugurato un negozio secondo il nuovo concept Emporio Armani.

“Il nuovo design di Emporio Armani a St. Germain fa parte di una strategia volta a rafforzare e differenziare le varie linee di prodotto e a creare un ambiente in cui l’architettura possa risaltare la presentazione delle collezioni, in modo moderno e accessibile alla clientela” Giorgio Armani.

A settembre aprì un negozio Armani Jeans in Corso di Porta Ticinese a Milano, progettato dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas: all’interno anche un Armani Jeans Café. Nella boutique Armani di Maidson Avenue, la modella Eugenia Silva organizzò una vendita di beneficenza a favore dell’ American Museum of Natural History. Nel frattempo, ad Armani fu assegnato il Superstar Award ai Night of Stars Awards del Fashion Group International.

L’anno 2004 si chiuse con un fatturato di 1.299 miliardi di euro, (+6,5% a cambi costanti, +3,5% a cambi correnti). L’utile netto fu di 126 milioni di euro, in leggero calo rispetto all’anno precedente (-5,2%). Il patrimonio netto fu di 397 milioni di euro, con un incremento del 50,3% rispetto ai 264 milioni del 2003. Gli investimenti ammontavano a 50 milioni di euro, di cui 35 milioni per l’apertura di 16 nuovi negozi e il restyling di quelli esistenti.

La prima collezione Haute Couture

Nel gennaio 2005, il designer presentò a Parigi la prima collezione haute couture, la Giorgio Armani Privé. Trentuno abiti in puro stile Armani, unici e preziosissimi. 31 come gli anni di attività dell’azienda. In onore della storica amicizia con l’attrice Michelle Pfeiffer, Giorgio Armani commissionò al famoso fotografo Mario Testino una serie di scatti che vedessero l’attrice protagonista del catalogo donna primavera/estate 2005.

Giorgio Armani Prima collezione Haute Couture Collection, 2005
Prima collezione Haute Couture Collection, 2005

Il primo trimestre del 2005 registrò una crescita delle vendite dirette del 16% rispetto all’anno precedente. In particolare, le vendite in Cina sono aumentarono del 52%, in Giappone del 15%, in Europa del 10% e negli Stati Uniti del 3%. Nello stesso periodo aprì un nuovo negozio monomarca Armani Casa a Milano, in via Manzoni 37.

Armani fu nominato Designer of the Year dal Fashion Editors Club of Japan. La retrospettiva di Giorgio Armani, esposta al Guggenheim, venne trasferita al Mori Art Museum di Tokyo. Per l’occasione furono presentate le collezioni uomo/donna autunno/inverno 2005-2006. Al termine dello show venne anche presentata la prima collezione haute couture di Armani. In quel periodo il gruppo contava 4.700 dipendenti, 13 stabilimenti produttivi, 58 boutique Giorgio Armani, 11 negozi Armani Collezioni, 121 negozi Emporio Armani, 70 negozi A/X Armani Exchange, 12 negozi AJ/Armani Jeans, 6 negozi Armani Junior, 1 Giorgio Armani Accessories store e 17 negozi Armani Casa, distribuiti in 37 paesi in tutto il mondo. Il marchi del Gruppo Armani erano: Giorgio Armani, Armani Collezioni, Emporio Armani, AJ/Armani Jeans, A/X Armani Exchange, Armani Junior e Armani Casa.

Armani per la Nazionale Inglese di calcio

Nel maggio 2004, Armani vestì la Nazionale Inglese di calcio per gli eventi sportivi negli Stati Uniti. Armani disegnò anche le divise dell’equipaggio del Bribon, la nave a vela del Re di Spagna.

Al tempo, la Giorgio Armani controllava cinque linee: Borgonuovo 21, G.A. Collezioni Mani, AX (moda basic dell’omonima catena di negozi in Usa) e Armani Jeans, senza contare le linee di biancheria, intimo e costumi da bagno.

Dal 2005 ai giorni nostri

La beneficenza

Durante il World Economic Forum tenutosi a Davos a gennaio, Armani annunciò la sua partecipazione a (PRODUCT) RED, la rivoluzionaria iniziativa globale lanciata da Bono e Bobby Shriver per raccogliere fondi per il Fondo Globale per combattere l’AIDS in Africa. A supporto di RED, Armani disegnò i suoi primi due prodotti per (Emporio Armani) RED: un paio di occhiali da sole e un orologio. La collezione donna Emporio Armani per la primavera/estate 2007 venne presentata alla settimana della moda di Londra invece che a quella di Milano, durante un esclusivo evento di moda e musica che celebrava il lancio della prima capsule collection Emporio Armani (PRODUCT) RED. Alicia Keys, Andrea Bocelli, Beyoncé, Bono, 50 Cent e Leonardo DiCaprio sono solo alcune delle celebrità che parteciparono all’evento One Night Only. A fine anno, Giorgio Armani ricevette il Premio Leonardo 2006 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in qualità di importante rappresentante dei prodotti italiani di qualità all’estero.

Lancio della linea Cosmetics

Nel 2007, Giorgio Armani lanciò Crema Nera, primo prodotto della linea skincare, Attitude, nuova fragranza uomo, e Diamonds, profumo femminile Emporio Armani, la cui campagna pubblicitaria vide protagonista Beyoncé. La retrospettiva Giorgio Armani arrivò anche a Milano, alla Triennale. Nel frattempo, la sfilata Giorgio Armani Privé primavera/estate 2007 avvenne a Los Angeles, in concomitanza con la 79° edizione degli Academy Awards. Giorgio Armani aprì il suo quarto concept store a Ginza, Tokyo, chiamato Armani/Ginza Tower.

Il mercato asiatico

L’anno seguente Giorgio Armani entrò nel mercato indiano con i primi negozi Giorgio Armani ed Emporio Armani a Nuova Delhi. Altre inaugurazioni vi furono per i primi negozi Emporio Armani a Mosca e a Pechino. In europa aprì la più grande boutique Giorgio Armani a Milano, in via Montenapoleone. Altre novità furono il sito e-commerce Emporio Armani Europa e il nuovo progetto per un cellulare Emporio Armani Samsung Night Effect. Emporio Armani Underwear for women fu lanciato negli Stati Uniti. Giorgio Armani diventò membro onorario del Costume Institute al Metropolitan Museum di New York durante l’inaugurazione della mostra Superheroes: Fashion and Fantasy.

Collaborazioni e licenze

Nel 2012, al Festival di Cannes, Giorgio Armani presentò la collaborazione di un anno con J/P HRO (Haitian Relief Organisation), che includeva una campagna mediatica esclusiva in cui il designer e Sean Penn posavano insieme per la prima volta. Durante la settimana della moda femminile, venne inaugurata Eccentrico all’Armani/Teatro di Milano, mostra di abbigliamento e accessori dal 1985 al 2012, che mostrava lai fusione tra arte, moda e design. Il Gruppo Armani firmò un accordo di licenza esclusiva con Luxottica per design, produzione e distribuzione in tutto il mondo delle collezioni di occhiali Giorgio Armani, Emporio Armani e A/X Armani Exchange. In collaborazione con il gruppo Astas Holding/Bemes, venne annunciata la fine del progetto Maçka Residences, esclusiva area residenziale nel centro di Istanbul.

One Night Only

Armani Evento One Night Only, Roma
Evento One Night Only, Roma

Lo stesso anno si festeggiò il 10° anniversario del Gruppo Armani in Cina con l’evento One Night Only Beijing. Nel 2013 continuò la serie di eventi One Night Only, prima a Roma e poi a New York: il successo newyorkese fu tanto grande che il sindaco, Michael Bloomberg, istituì il 24 ottobre come il Giorgio Armani Day. L’anno seguente, Giorgio Armani inaugurò la One Night Only Paris.

Armani per la Nazionale Italiana alle Olimpiadi

Armani veste il team italiano alle Olimpiadi
Armani veste il team italiano alle Olimpiadi

Nel 2013 Giorgio Armani annunciò di voler prolungare l’accordo con il Comitato Olimpico, confermandosi Official Outfitter della Nazionale Italiana per le Olimpiadi invernali di Sochi (2014) e per le Olimpiadi di Rio de Janeiro (2016). A maggio 2014, Giorgio Armani, tenendo fede al rapporto di lunga data con il mondo del calcio internazionale, annunciò la collaborazione con il Bayern Monaco, con il quale il brand si sarebbe impegnato a creare creare l’abbigliamento ufficiale del club.

40° anniversario

Armani Campagna pubblicitaria New Normal
Campagna pubblicitaria New Normal

Il 2015 fu il 40° anniversario del Gruppo Giorgio Armani, celebrato con il lancio di New Normal, collezione completa, ma concisa, che creava un guardaroba ideale per la donna di oggi, riassumendo 40 anni di stile senza tempo. Giorgio Armani è stato nominato Special Ambassador per Expo Milano.

Il 30 aprile si tenne una grande festa con più di 500 ospiti, tra cui VIP, celebrità, autorità e stampa internazionale. Lo stesso giorno Armani/Silos, il grande spazio espositivo dedicato all’esperienza professionale di Giorgio Armani, aprì le sue porte per la prima volta.

Armani Silos Milano, installazione
Armani Silos Milano, installazione

Il Ministero dello Sviluppo Economico e li Poste Italiane celebrarono il 40° anniversario di Giorgio Armani e l’apertura di Armani/Silos con l’emissione di un francobollo dedicato. Il primo ottobre venne pubblicato il libro di Giorgio Armani (edito da Rizzoli New York) in cui egli racconta in prima persona quarant’anni di carriera, di stile e di passione. Il volume era già stato presentato al pubblico il 28 settembre dal famoso giornalista inglese Suzy Menkes, alla conclusione dello spettacolo Giorgio Armani.

Situazione attuale

Nel 2016, Giorgio Armani ricevette il “Collare d’oro al merito sportivo”, per i suoi contributi al mondo dello sport. Il 14 aprile Giorgio Armani si recò a Mosca per una serie di eventi che celebravano l’avvento del Gruppo Armani in Russia. Dopo Londra 2012 e le Olimpiadi invernali di Sochi, continuò la collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale italiano: EA7 Emporio Armani fu, ancora una volta, fornitore ufficiale delle squadre olimpica e paraolimpica Italiana ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Nel mese di luglio, Giorgio Armani annunciò la creazione della Fondazione Giorgio Armani, volta al pubblico e al sociale. La Fondazione doveva anche servire ad assicurare che gli asset di governance del Gruppo fossero mantenuti stabili nel tempo, coerenti con i principi alla base delle attività di Giorgio Armani di designer e imprenditore.

A settembre, all’Armani/Silos, fu inaugurata “Emotions of the Athletic Body”, mostra fotografica dedicata alla celebrazione di sportivi e atleti, curata personalmente dal designer, il quale ebbe la possibilità di attingere dai vasti archivi di fotografie che lui stesso aveva commissionato nel corso degli anni. A settembre, Giorgio Armani presentò a Parigi, per la prima volta, la collezione donna primavera/estate 2017 Emporio Armani durante la settimana della moda. Venne annunciata una partnership biennale tra EA7 Emporio Armani e RCS Sport: la linea sportswear sarà sponsor della 17° maratona annuale di Milano, la Milano Marathon. Il club esclusivo, Armani/Privé, viene riaperto con un look completamente rinnovato.

Armani Campagna pubblicitaria primavera/estate 2017
Campagna pubblicitaria primavera/estate 2017

Nel 2017 il Gruppo Giorgio Armani annuncia la riorganizzazione del portafoglio brand: a partire dalla stagione primavera/Estate 2018, i brand saranno Giorgio Armani, Emporio Armani e A/X Armani Exchange. Inoltre, Emporio Armani viene portato per la prima volta alla London Fashion Week con la collezione primavera/estate 2018 read-to-wear. Viene riaperto anche il rinnovato negozio di Bond Street.

Hdp

Holding di Partecipazioni Industriali, è stata costituita il 6 marzo 1997 dalla divisione parziale di Gemina, dalla quale ha rilevato il 100 per cento del Gruppo editoriale Rcs, la maggioranza di Gft Net, Gruppo di moda abbigliamento, e di Fila. Il presidente è Guido Roberto Vitale, il vice presidente Paolo Mieli, l’amministratore delegato Maurizio Romiti. Al 1° maggio 2003, il 44,883 per cento del capitale ordinario è controllato da un Patto di Sindacato, costituito da 11 azionisti (Fiat, Mediobanca, Gemina, Italmobiliare, Generali, Pirelli, IntesaBci, Sinpar, Smeg, Edison, Mittel). Al principio la holding competeva in due business prevalenti, l’editoria, con il Gruppo Rizzoli-Corriere della Sera, e la moda, settore in cui è entrata nell’88, acquisendo la maggioranza (il 53,2 per cento) di Fila, società biellese che compete nell’actiwear. Questa prima esperienza nella moda viene allargata nel ’95, quando entra nell’orbita della holding milanese il Gruppo Finanziario Tessile di Torino (Gft). A marzo del ’98, (Gemina nel frattempo è diventata Hdp), l’acquisizione della griffe Valentino, che affianca Fila e Gft, prelude a un polo del lusso italiano che non si è mai realizzato compiutamente. Infatti, nel triennio 1998-2000 la holding milanese ha conseguito pessimi risultati economico-finanziari, influenzati dall’andamento negativo delle aziende di moda: una perdita calcolata attorno a 843 miliardi di vecchie lire. Il 2001 conferma i negativi risultati del triennio precedente. I ricavi netti consolidati sono pari a 3.357,2 milioni di euro, in linea con i 3.357,7 del 2000, ma frutto di andamenti contrapposti: all’aumento del 14,9 per cento registrato da Rcs, si contrappone un calo dei ricavi di Fila del 2,4 per cento e del 39,7 per cento di Gft Net (cui fa capo la griffe Valentino). Il risultato operativo è negativo per 33 milioni di euro, mentre il risultato netto di competenza è pari a meno 232,1 milioni di euro. Ma è l’indebitamento finanziario netto, 594,4 milioni di euro, il vero tallone d’Achille del Gruppo.

I risultati negativi delle controllate della moda-abbigliamento, Gft Net e Fila, hanno pesato in misura determinante sui conti di Hdp. Nell’ambito di Gft Net, che ha chiuso con una perdita di 79,6 milioni di euro, la maison Valentino, pur aumentando il giro d’affari del 12 per cento, ha conseguito un utile operativo negativo di 16,8 milioni di euro (contro i 14,8 del 2000) e una perdita netta di 28,5 milioni (da 25,6). L’indebitamento finanziario a fine 2001 era di 281,7 milioni di euro. Per Fila, il risultato operativo è pari a meno 45,1 milioni, mentre il risultato netto è di meno 139,7 milioni, il doppio dell’anno precedente. Tali risultati inducono il consiglio di amministrazione a esaminare "il complesso iter delle trattative per la dismissione di Fila e Valentino" e a focalizzare l’impegno del Gruppo nei soli settori dell’editoria e comunicazione. Nel marzo del 2002, Hdp comunica che la controllata Gft Net ha ceduto la Valentino al gruppo Marzotto. L’accordo raggiunto prevede il trasferimento del 100 per cento del capitale della Valentino per un corrispettivo, inclusivo dei debiti finanziari, pari a 240 milioni di euro. Il fatturato della Valentino nel 2001 è stato di 132,5 milioni, con una perdita di 28,5 milioni. L’indebitamento verso il gruppo Hdp (155 milioni) verrà integralmente rimborsato al closing. L’operazione è un passo importante per concretizzare la strategia di Hdp di dismettere le attività del settore moda e concentrarsi nel business editoriale e della comunicazione. A tale scopo, Hdp, già nel 2001 e nei primi mesi del 2002, aveva ceduto alcuni rami che facevano capo a Gft Net: Sahzà, Revedi, lo stabilimento di Bosconero, oltre alla risoluzione del contratto di licenza Calvin Klein. Nel luglio del 2002, Gft Net cede, a Mediconf, il 100 per cento di Facis S.p.A., marchio storico per l’abbigliamento maschile italiano, e il 96,3 per cento dello stabilimento produttivo di Svik, per un corrispettivo di 6,2 milioni di euro, oltre ai debiti finanziari. Per dare l’addio al settore abbigliamento, resta da vendere Fila: il 10 giugno 2003, Fila Holding vende a Sport Brands International, controllata dal fondo privato di investimenti americano Cerberus, le proprie partecipazioni operative Fila Nederland BV, Fila Sport S.p.A., Ciesse Piumini Srl e Fila Usa Inc. L’avventura del lusso è chiusa. Coerentemente, cambia la denominazione sociale della holding milanese che da Hdp, assume, dal 1° maggio 2003, la denominazione di Rcs MediaGroup, la quale controlla le società Rcs Quotidiani, Rcs Periodici, Rcs Libri, Rcs Pubblicità, Rcs Diffusione, Rcs Broadcast, attive nei settori dell’editoria e della comunicazione.