Invicta

Lo lancia a Torino, nel 1921, Cesare Mattalia riprendendo un marchio inglese del 1906 e legando il percorso dell’azienda all’escursionismo. Nel ’60, Giovanni, Mario e Vincenzo Garrino rilevano l’azienda mentre lo sport diventa un fenomeno di massa. Anni ’70, ’80 e ’90: nasce lo zainoscuola, cresce l’investimento pubblicitario e la gamma Invicta si estende all’abbigliamento, alle calzature, alla pelletteria.
1999. La fusione di Invicta, marchio legato all’outdoor, con Diadora, specialista in articoli sportivi porta alla nascita del nuovo gruppo Diadora-Invicta, con sede a Caerano San Marco in provincia di Treviso. Diadora è stata ceduta a Invicta dalla famiglia Danieli.
2000, agosto-settembre. Si aprono tre nuovi punti vendita monomarca Invicta, a Mestre, a Roma e all’outlet di Serravalle Scrivia.
2000, settembre. Ispirata ai minerali e alle rocce la nuova collezione Ricksac 2001. Alla tecnicità degli zaini da montagna si uniscono forme solide, colori naturali, linee morbide. Coordinata una linea di abbigliamento super tecnica, che garantisce il massimo comfort nelle condizioni atmosferiche più avverse.
2000, ottobre. Si è aperto a Firenze un Diadora Store di concetto innovativo, non solo negozio ma luogo di incontro. In un antico palazzo in pieno centro storico, a due passi dal Duomo, uno spazio su tre piani ospita al pianterreno e al primo piano le collezioni Invicta e Diadora, oltre a una zona, dedicata ai giovani, con accesso Internet gratuito e videogiochi. Al piano sotterraneo un museo documenta la presenza continua dei due marchi nella storia dello sport e dell’avventura.
2001. Le nuove collezioni primavera- estate di Invicta si basano su tessuti leggeri, colori freschi, particolare attenzione ai dettagli. Tutto è coordinabile alle calzature, per un total look. La collezione Daypack presenta le linee B2B, U.R.Ban e Half Time.
2001-2002. Nuove strategie fanno registrare un fatturato in evoluzione del 5 per cento per un totale di 300 milioni di euro. Si è puntato a riorganizzare la distribuzione e a separare l’immagine dei due marchi.
2003 aprile. La ristrutturazione avvenuta negli ultimi due anni ha portato a un ritorno all’utile, con un profitto netto di 500 mila euro nel 2002 e un utile lordo in crescita del 75 per cento.