MARIA GRAZIA CHIURI

Indice:

  1. Le origini e il lavoro con Pierpaolo Piccioli
  2. La svolta con Dior
  3. Lo stile Dior di Maria Grazia Chiuri

LE ORGINI E IL LAVORO CON PIERPAOLO PICCIOLI

Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri

Classe 1964, nasce a Roma. Frequenta l’Istituto Europeo di Design, specializzandosi in accessori. La sua passione per la moda nasce grazie alla madre sarta, che la stimola e l’appoggia nel suo sogno di entrare in questo settori di glamour ed eleganza. A Roma, in stazione, nel 1990, incontra Pierpaolo Piccioli, con il quale inizia una lunga collaborazione prima da Fendi, fino ad affiancarlo nella direzione artistica del marchio Valentino nel 2008. In seguito le verrà affidata anche la seconda linea Red Valentino.  Arrivati alla maison romana nel 1999 per lavorare agli accessori insieme a Piccioli e, nel 2008, sono diventati co-direttori creativi del marchio. Prima di loro, il ruolo fu ricoperto da Alessandra Facchinetti. Chiuri ha contribuito a rilanciare il marchio: sia con le collezioni haute couture, che con gli accessori, che per un’azienda di moda sono la principale risorsa economica. Per esempio, lei e Piccioli hanno disegnato la linea Rockstud, accessori resi unici da piccole borchie. Tutto questo ha portato l’azienda a superare il miliardo di euro di fatturato nel 2015.

Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri con Valentino

LA SVOLTA CON DIOR

Dopo 26 anni di lavoro insieme e otto da direttori creativi, Maria Grazia e Pierpaolo si separano professionalmente, la stilista ha una nuova importantissima opportunità: essere la prima donna a prendere in mano la casa di moda Dior nel 2016, e la seconda italiana dopo Gianfranco Ferrè.

Maria Grazia Chiuri per Dior

La maison fondata dallo stilista Christian Dior nel 1946 nella storica sede di avenue Montaigne a Parigi vede dopo la morte del fondatore diversi creativi, dall’assistente Yves Saint Laurent, sostituito da Marc Bohan, a Gianfranco Ferrè che ci rimase fino al 1997 quando subentrò John Galliano, che più di tutti rivoluzionò lo stile Dior. Galliano fu licenziato nel 2012 e fu sostituito da Raf Simons, che ha dato le dimissioni dopo solo tre anni. Ora tocca a Maria Grazia Chiuri.

Chiuri arriva sulla passerella puntando sulla semplicità: una bella, indossabile, desiderabile collezione di abiti e accessori. Ma vuole mostrare anche donne forti, emancipate ed eleganti. Debutta con un colpo di scena, il guardaroba da scherma  viene usato per aprire lo show, modo per annullare le differenze sessuali, li tratta come se fossero i nuovi tailleur Bar, storica “divisa” femminile di Christian Dior.

SS 2017 Dior by Maria Grazia Chiuri

LO STILE DIOR DI MARIA GRAZIA CHIURI

Dior Ball all’ Hotel Peyrenc de Moras di Parigi
SS 2016 Haute Couture Dior by Maria Grazia Chiuri

I suoi runway sono un connubio di femminismo e arte, ogni stagione rende omaggio grandi donne, proponendo continuamente una visione moderna della donna, donna che può sempre indossare eleganti abiti da sera e tacchi vertiginosi, ma che non rinuncia alla comodità quotidiana, indossando t-shirt, jeans e comode scarpe, risultando sempre chic ed elegante. Rimane fedele alla tradizione della maison, così come farebbe un curatore che ha a disposizione un arsenale artistico per una mostra, mantenendo le opere e dando il suo contributo di rilettura. L’artigianalità del marchio e il savoir-faire rimangono il punto focale a cui tiene particolarmente, valori per lei fondamentali per non violare le regole del brand, sono le qualità basilari per rendere il marchio unico. La sintesi è forza e femminilità.

SS 2017 Dior by Maria Grazia Chiuri

Così ridà smalto ad una maison che stava diventando vittima di uno sterile intellettualismo, il suo segno è proprio la mancanza di supponenza, si rivolge a tutte le donne, nessuna esclusa. Ritiene che la moda debba essere Pop, per riuscire appunto a raggiungere tutti. È attenta alle richieste giovanili sul mercato della moda, osservando i suoi figli e i loro amici per poter andare incontro a queste richieste, in un sistema come quello odierno, dove è possibile comprare vestiti ovunque, e realizzare gli stessi look delle grandi firme a poco prezzo. Per lei una casa di moda deve mantenere la qualità e un continuo dialogo con le nuove generazioni, così ogni stagione rilancia le sue t-shirt cariche di messaggi.  La moda deve colpire sulle passerelle ma deve essere acquistabile in negozio, e lei con la sua filosofia adempie a tutti i compiti del fashion system.

SS 2018 Haute Couture Dior by Maria Grazia Chiuri

 

GIANFRANCO FERRÉ

Gianfranco Ferré, stilista di Legnano (MI), nato il 15 agosto 1944. Dopo la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1969.

Indice

  1. Biografia
    1. Il debutto
    2. L’India
    3. Le prime collezioni
    4. Una brillante carriera
    5. Gli ultimi anni
  2. Eventi, mostre e progetti
    1. Anni ’70
    2. Anni ’80
    3. Anni ’90
    4. Primi anni 2000
  3. Premi e riconoscimenti
    1. Anni ’70/’80
    2. Anni ’90
    3. Primi anni 2000

Biografia

Gianfranco Ferré nasce a Legnano (MI), il 15 agosto 1944.

Dopo la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1969, discutendo una tesi sulla “Metodologia dell’approccio alla composizione”, relatore l’architetto Franco Albini.

Gianfranco Ferré
Gianfranco Ferré

Il debutto

Il casuale debutto nel mondo della moda avviene già in questo periodo: Ferré disegna bijoux ed accessori che regala ad amiche e compagne di università. Le sue creazioni vengono notate da Rosy Biffi,vero talent scout e titolare di una boutique d’avanguardia, che ne parla ad Ileana Pareto Spinola e Anne Sophie Benazzo: conquistate dalla genialità di questi oggetti realizzati ancora in modo artigianale, li ospitano nella loro show room e li propongono ai buyers. Capitati quasi per caso sotto gli occhi di alcune redattrici di moda (Anna Piaggi ed Anna Riva, le prime) sono fotografati dalle riviste di settore: nel 1971,uno di questi accessori è sulla copertina del mensile “Arianna”, e poi nelle pagine di “Grazia”, di “Linea Italiana” e via dicendo.Un debutto che è già un successo, supportato da una citazione di Camilla Cederna, che ne parla nella rubrica “Il lato debole” che teneva allora sul settimanale “L’Espresso”.

L’India

Nel 1973 Gianfranco Ferré intraprende il primo dei suoi numerosi viaggi in India, dove trascorre lunghi periodi di lavoro sino al 1977: per conto di un’azienda genovese di abbigliamento, la “San Giorgio Impermeabili”, di proprietà della famiglia Borelli, disegna e fa produrre in loco la collezione “Ketch”. E’ l’occasione per visitare ogni parte del Paese, studiandone l’artigianato e le potenzialità produttive, anche su incarico del Governo indiano. Ferré viene letteralmente sedotto dall’India, dove si consolida la sua formazione e prende avvio il suo percorso creativo: l’India, una lezione fondamentale di vita, fatta di emozioni e sensazioni legate ai colori, ai profumi, alle forme, che Ferré trasferirà nelle sue collezioni, attraverso il suo particolare modo di ricordare.

Le prime collezioni

Nello stesso periodo, nelle sue soste in Italia, mantiene una serie di rapporti di collaborazione occupandosi di accessori con nomi già affermati, come Walter Albini e Christiane Bailly e rapporti di consulenza stilistica con aziende di maglieria e costumi da bagno, che sfilano per la prima volta nell’ambito di “MareModa Capri” e gli fanno meritare il premio che inaugura la serie dei riconoscimenti ottenuti nella sua carriera.

Dal 1974, le prime collezioni di prêt à porter e le prime sfilate: “Courlande” e “Baila”, quest’ultima affidatagli da Franco Mattioli, un imprenditore bolognese che, nel 1978, sarebbe diventato suo socio.

Una brillante carriera

Al maggio del 1978 risale infatti la fondazione della società “Gianfranco Ferré”, con sede a Milano in Via San Damiano prima, ed in Via della Spiga, poi. Nell’ottobre dello stesso anno, la prima, emozionante sfilata di prêt à porter femminile, si svolge all’Hotel “Principe di Savoia” di Milano.

Al lancio dell’abbigliamento maschile, nel 1982, ed alla creazione di una gamma articolata di accessori e di prodotti realizzati su licenza in collaborazione con numerose aziende leader nei rispettivi settori merceologici, si aggiunge poi,nel 1986, l’esperienza dell’Alta Moda, con sfilate a Roma, per sei stagioni.

Gianfranco Ferré, 1982
Gianfranco Ferré, 1982

Nel 1983 partecipa alla elaborazione del piano didattico della nascente “Domus Academy”, Scuola post-universitaria di Design, Design management e Fashion Design dove, fino al 1989, dirige il corso “Design dell’abito”: analisi delle problematiche di progettazione dell’abito e delle connessioni con i mutamenti della moda e analisi dell’iter progettuale.

Nel maggio del 1989 inizia la straordinaria avventura nel nome di Christian Dior: Gianfranco Ferré è nominato Direttore Artistico della Maison più prestigiosa e carica di storia della couture francese per le linee femminili di Haute Couture, Prêt à Porter e Fourrure. L’incarico presso Dior viene riconfermato nel 1993 sino al 1996.

Gianfranco Ferre Dior Haute Couture primavera/estate 1996, sfilata francese
Dior Haute Couture primavera/estate 1996, sfilata francese

Nell’autunno del 1998 la ricorrenza dei vent’anni di attività della griffe si riassume in un insieme di eventi determinanti per il futuro della Società, che culminano con l’inaugurazione a Milano della nuova sede negli spazi completamente rinnovati dell’ex Palazzo Gondrand di Via Pontaccio, su progetto iniziale di Marco Zanuso, completato poi da Franco Raggi a livello di progetto esecutivo e di architettura degli interni.

Gli ultimi anni 

Nel 2002 la Società Gianfranco Ferré viene acquisita dalla IT Holding di Tonino Perna e Gianfranco Ferré ne diventa il Direttore Artistico.

Nel marzo 2007 Gianfranco Ferré è nominato Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera.

Il 17 giugno 2007, Gianfranco Ferré muore a seguito di un’emorragia cerebrale.

Eventi, mostre e progetti

Anni ’70

1975: Creazione di capi per il progetto “Vestirsi in Jersey” di SNIA

1976: Creazione di capi per il progetto “Pizzi e Rasi” di SNIA, Milano; creazione di capi per il progetto “La giornata di un bambino” di Leacril Montefibre, Milano; creazione di capi per il progetto “Nuove firme per nuovi progetti” di SNIA, Milano

1977: Creazione di capi per il progetto “SNIA per 6 sports”, Milano

1978/’79: Creazione di capi per i filati “Zegna Baruffa” a Pitti Filati, Firenze; evento – sfilata per “Saks Fifth Avenue”, New York

Anni ’80

Gianfranco Ferre FW'87, foto di Herb Ritts
Gianfranco Ferre FW’87, foto di Herb Ritts

1981: Creazione dell’uniforme di rappresentanza per Lea Pedini, Capitana del Popolo, Reggente della Repubblica di San Marino, indossata in occasione della cerimonia di insediamento, Milano.

1982: Partecipazione alla mostra “Intimate Architecture: Contemporary Clothing Design”, Massachusetts Institute of Technology (MIT), Boston; Sfilata al Massachusetts Institute of Technology (MIT), legata alla mostra “Intimate Architecture: Contemporary Clothing Design”, Boston; partecipazione alla mostra “Design in Italian Society in the Eighties”: esposizione itinerante negli USA, a cura del La Jolla Museum of Contemporary Art, San Diego

1983: Sponsorizzazione del restauro degli affreschi del Guercino nella cupola del Duomo di Piacenza; partecipazione alla mostra “Creatori di Moda Italiana 1920-1980” presso i musei Daimaru e del Costume dell’Accademia di Moda e Costume, Osaka e Tokyo; partecipazione alla manifestazione “The Best Five”, annualmente organizzata dal quotidiano giapponese Asahi Shimbun e da WWD Japan, Tokyo; sfilata-evento in notturna in Piazza Santo Stefano, Bologna

1984: Evento – sfilata “Gianfranco Ferré”, nella cornice del Castello di Osaka; partecipazione alla mostra “Il genio antipatico” presso il Galoppatoio di Villa Borghese, Roma; partecipazione al Convegno “Alla Moda di Torino”; evento-sfilata alla “Modewoche”, Monaco di Baviera; progetto di un tappeto per Sisal, esposto alla mostra “Il design italiano per il tappeto occidentale”, in occasione del Salone del Mobile, Milano; progetto per B&B Italia, per vestire divani e poltrone della serie “Gli abiti”, disegnata da Paolo Nava, Milano; costumi per la pièce teatrale “Tamara”, Los Angeles e New York; creazione di T-shirt per “T-show. Storia e nuovi stili nella T-Shirt”, progetto realizzato dal gruppo tessile Cotonificio Cantoni, Legnano

1985: Partecipazione alla mostra “Italia. The Genius of Fashion”, New York; mostra al Museo Civico Medievale, Bologna; partecipazione al progetto “RENart”, una serie di libere e diverse interpretazioni del modello Renault Supercinque, con Alessandro Mendini, Mario Merz, Ugo Nespolo, Michelangelo Pistoletto, Paolo Portoghesi, Franco Maria Ricci ed Ettore Sottsass, Milano

1986: Partecipazione a “Italia: il Genio della Moda”, mostra curata da Pia Soli, Milano; costumi per “Questa è l’Arena, qui è nata Maria Callas”, Serata a scopo benefico per gli aiuti a paesi del Terzo Mondo, Verona; sfilata a Trinità dei Monti, con una selezione di capi della collezione Gianfranco Ferré Alta Moda Autunno/Inverno 1986-87, Roma

Gianfranco Ferré Campagna pubblicitaria con Tatjana Patitiz, 1987
Campagna pubblicitaria con Tatjana Patitiz, 1987

1987: Evento per la presentazione del profumo “Gianfranco Ferré” Donna in Grecia presso l’Hotel Grande Bretagne, Atene; evento per l’inaugurazione della boutique Gianfranco Ferré, Roma; partecipazione all’evento televisivo RAI, organizzato dalla rivista “Moda” delle Edizioni E.R.I. ai Giardini di Villa Reale, Milano; sfilata alla Yurakucho Asahi Hall in occasione dell’apertura della boutique in Sonnette Aoyama, Tokyo

1988: Partecipazione alla mostra “Tartan” presso il Fashion Institute of Technology, New York; partecipazione alla mostra “Moda Italia” organizzata in collaborazione con ICE, New York; partecipazione a “Progetto Uomo ‘88” organizzato da Saga Furs e dedicato alla pelliccia al maschile, Milano

1989: Partecipazione – unico designer di moda – a “Italian Manifesto”, 39a conferenza internazionale del Design, Aspen; lecture: “Il percorso del progetto“; creazione di capi per “Lana Gatto” collezione A/I 89-90 a Pitti Filati, Firenze; partecipazione all’evento “La Moda Italiana per la Fondazione Floriani” con Gianfranco Ferré Fourrures, Milano; sponsorizzazione del progetto della Scuola Europea di Oncologia finalizzato alla creazione della Fondazione della Scuola stessa, mirata a finanziare le sue attività, Milano; partecipazione all’evento “La Moda Italiana per la Fondazione Floriani” con Gianfranco Ferré Fourrures, Venezia; evento benefico a favore della Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro a Palazzo Butera, Palermo

Anni ’90

Gianfranco Ferré 1990
Gianfranco Ferré, 1990

1990: Ideazione di una nuova maschera per il Carnevale Ambrosiano proposta nella mostra a Palazzo Dugnani, Milano; partecipazione a “The Art of Fashion”, Diana Vreeland Fund for Exhibitions of The Costume Institute of the Metropolitan Museum of Art, New York; partecipazione alla mostra “Momenti del design italiano nell’industria e nella moda”, Seoul; partecipazione all’evento “Firenze sogna” nelle Logge della Galleria degli Uffizi, Firenze; partecipazione all’evento-sfilata “Italia ’90”, con abiti ispirati all’Europa, presso lo Stadio di San Siro, Milano; creazione di capi in visone per lo show American Legend, Palazzo della Ragione, Milano; evento-sfilata per “Association of Total Fashion”, Tokyo

1991: Partecipazione al Forum Internazionale Tessile, organizzato dalla Fondazione Ratti, Como; lecture: “Stilismo e creatività davanti alle sfide del nuovo millennio”; serata di beneficenza a favore di ANLAIDS – Sezione Lombarda con sfilata Gianfranco Ferré e concerto di Gino Paoli, Teatro Galleria, Legnano; sfilata in occasione dell’apertura della boutique Gianfranco Ferré a Washington D.C

Gianfranco Ferré a Parigi, 1992
Gianfranco Ferré a Parigi, 1992

1992: Partecipazione al primo “Convivio”, come promotore con Armani, Valentino e Versace, Milano; evento-sfilata “Gianfranco Ferré” e lancio del profumo “Ferré by Ferré” all’Opéra Comique, Parigi; evento-sfilata “Das Gesicht 92”, Berlino

1993: Evento “Chic ‘93”, promosso dal China Tiangong Clothing Science & Technological Development Group, Pechino; evento-sfilata “Gianfranco Ferré Uomo” alla Stazione Leopolda, Firenze; ospite d’onore alla inaugurazione della “Creative Haus”, Duesseldorf

Gianfranco Ferré Scatto di Irving Penn per Vogue, settembre 1993
Scatto di Irving Penn per Vogue, settembre 1993

1994: Capi esposti nella mostra “Japonism in Fashion” al Museo Nazionale di Arte Moderna, Kyoto; partecipazione al Ravenna Festival, Ravenna; lecture: “Sogni e visioni”; partecipazione a “The Fashion Group International Night of Stars”: special tribute to Bernardine Morris, New York; partecipazione la progetto di Enka Viscose “La creatività all’Opera”, Milano

1995: Evento-sfilata “AIDS Project Los Angeles” al Century plaza Hotel, Los Angeles; evento-sfilata al Palazzo Nazionale della Cultura, Sofia; “Rédacteur en chef ” del numero speciale di Natale di “Le Point”, Parigi; partecipazione alla mostra “Tra Moda e Design. Linea infinita” al Palazzo della Triennale, Milano; evento Studio 000.1 by Ferré, New York; creazione di un abito per la sfilata-evento “Fashion’s world salute to peace”, Cesarea/Israele; creazione di una stola trapuntata per il progetto “Un cuore per amico” di ANLAIDS, Milano

1996: Evento di lancio del profumo Gieffeffe presso Saks Fifth Avenue, New York e San Francisco; lecture: “Esperienza di créateur e di couturier”, Fashion Institure of Technology, New York; mostra di disegni, Academy of Art College, San Francisco; partecipazione al Secondo Forum internazionale sullo stile dell’auto, Torino; lecture: “Il design nella Moda”; partecipazione alla prima Biennale della Moda “Il tempo e la moda”, installazioni nelle Cappelle Medicee, Firenze; ideazione di un gâteau natalizio in esclusiva per Lenôtre, Parigi

1997: Sponsorizzazione dell’evento F.A.I. al Castello di Masino “L’eleganza del XVIII e del XIX secolo, abiti storici provenienti dalla Galleria del Costume di Firenze” Masino; partecipazione al Seminario dei corsi di “Teorie e tecniche dell’Architettura” presso il Politecnico, Milano; lecture: “Composizione e Moda”; “Ferré Week”, con sfilata al “Sezon Theater”, Tokyo; mostra “A white story”, Seibu Ikebukuro, Tokyo; lecture: “Progettare la materia”, United Nation University, Tokyo; lecture: “Il gioiello tra Oriente ed Occidente. Un percorso tra progetto e fantasia”, Domus Academy, Milano; creazione di abiti per Dario Fo, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura, e per la moglie Franca Rame, Stoccolma; creazione di un blouson in montone per l’evento benefico “21 designers rething shearling for benefit”, Parigi; creazione di un blouson in denim per DIFFA – Design Industries Foundation Fighting AIDS”, Dallas

1998: Lecture: “Moda al presente, Moda al futuro: i valori della creatività” Associazione per lo sviluppo nel settore Moda, Università degli Studi, Bologna; partecipazione alla sessione plenaria conclusiva di IAF 1998, Palazzo dei Congressi, Firenze; lecture: “Il consumatore al centro della strategia del designer di moda”; opening della sede di Via Pontaccio 21, Milano; party per festeggiare i 20 anni della griffe “Gianfranco Ferré”, Milano; mostra–labirinto “Immaginario” nella sede via Pontaccio, Milano; sfilata ed evento charity a favore della British Red Cross, Banqueting House, Whitehall, Londra; lecture: “Progettare la materia”, Central Saint Martin’s College of Arts & Design, Londra; partecipazione alla rassegna “Intimare” con la collezione “Gianfranco Ferré Underwear” Uomo e Donna, Bologna; sfilata-evento della collezione GFF Donna Autunno/Inverno 1998-99, Teatro Franco Parenti, Milano

Gianfranco Ferré Ideacomo, 1999
Ideacomo, 1999

1999: Progetto “F&F”: packaging per il “Brunello da Montalcino Riserva 2000”, produzione Marchesi Frescobaldi, Milano, Berlino, New York, Tokyo; evento di Ideacomo, Villa d’Este, Cernobbio; mostra “Quindici anni di partnership con Sàfilo”, Sede via Pontaccio, Milano; costumi per la Biennale Danza creati per Carla Fracci e Carolyn Carlsson, Venezia; creazione di un modello in pelle per la velocista Marion Jones per la mostra “Tag Heuer”, Milano; partecipazione come ospite d’onore a “Donna sotto le stelle” a Trinità dei Monti, per celebrare i 20 anni di attività, Roma; creazione dei costumi per “Le ballet du cadre noir de Saumur” con l’étoile Patrick Dupont presso lo Stade de France, Parigi; partecipazione alla mostra fotografica “Furtherfantasy” organizzata da Vogue Italia presso la Galleria Giò Marconi, Milano; partecipazione alla mostra “50 anos de moda italiana” organizzata dalla Camera Nazionale della Moda Italia, curata d Fiorella Galgano, con il supporto delle autorità e delle istituzione culturali italiane e brasiliane in diverse città del Paese

Primi anni 2000

2000: Partecipazione al progetto “Le Teddies de l’an 2000” a favore della British Red Cross, Montecarlo; donazione di abiti ed accessori dell’archivio storico Gianfranco Ferré alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti, Firenze; mostra “Altre Emozioni”: capi donati alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti, in un allestimento a cura di Margherita Palli, Firenze; donazione di capi di archivio al Fashion Institute of Technology, esposti alla mostra “The Corset Fashioning The Body” presso l’F.I.T. New York; creazione delle etichette personalizzate per le bottiglie di acqua minerale Evian in occasione di Milano Moda Donna AI 2000/01; partecipazione alla manifestazione “Momi Intimo Designers”, Fiera Milano

2001Capi esposti alla mostra “Uniforme. Ordine e disordine” alla Stazione Leopolda, Firenze; ospite d’onore del “Shanghai International Fashion Culture Festival”, Shanghai; lecture: “Creatività e metodo di lavoro”, Fashion Institute, Dong Hua University, Shanghai; evento-sfilata al Museo di Storia dell’Arte, Vienna; partecipazione alla mostra “Seta. Il Novecento a Como”, organizzata dalla Fondazione Antonio Ratti a Villa Olmo, Como; partecipazione alla mostra “The Entertainers. Il potere degli accessori” alla Stazione Leopolda, Firenze; partecipazione al charity event di moda e musica “Frock and Roll”, organizzato da Naomi Campbell e Harvey Goldsmith a favore della “Nelson Mandela Children’s Fund”, insieme con Alexander Mc Queen, Barcellona; abiti da collezioni diverse selezionati da Luca Ronconi per lo spettacolo “Phoenix” di Marina Cvetaeva, Piccolo Teatro, Milano; evento “Gianfranco Ferré Style for men” in collaborazione con Esquire USA, con esposizione in still life di capi ed accessori delle diverse linee Uomo firmate dallo stilista, New York

Gianfranco Ferré Collezione autunno/inverno 2002
Collezione autunno/inverno 2002

2002: Evento-sfilata “The best of Gianfranco Ferré” presso la sede via Pontaccio, Milano; adesione all’iniziativa di Poste Italiane: serie di francobolli “Design Italiano Alta Moda”, Milano

2003: Evento-sfilata “Gianfranco Ferré” al Museo Jeau de Paume, Parigi; evento per l’opening della spa “E’SPA Gianfranco Ferré” nella rinnovata boutique di via Sant’Andrea, Milano; evento-sfilata con la regia di Asia Argento per il debutto della linea Donna e Uomo GF FERRE’ al Superstudio+, Milano; evento-sfilata di capi ispirati ai personaggi femminili della lirica, Opera di Stato, Vienna; capi esposti al Musée des Tissus nella mostra “50 and de mode italiane“, Lione; capi esposti alla mostra “Noches Italianas: trajes de excepcion para mujeres extraordinarias” (1950-1990)” ospitata nelle istituzioni museali dell’America Latina; ospite de “Il lunedì degli amici milanesi” al Centre Culturel Français, Milano; lecture: “The tailor of the two cities”; partecipazione alla mostra “GenovanversaeviceversA”, promossa dal Modemuseum, con abiti, tessuti ed accessori, Anversa; abiti da collezioni diverse selezionati da Luca Ronconi per lo spettacolo “Peccato che sia una sgualdrina” di John Ford in scena al Piccolo Teatro, Milano; partecipazione al progetto “Pigotte d’Autore”, con asta di beneficenza a favore dell’Unicef, Reggio Emilia; partecipazione come ospite d’onore all’inaugurazione della mostra “I mantelli delle Castellane” presso la sede centrale della Banca di Legnano; evento – mostra “Oiseaux d’art” con esposizione delle opere dell’artista Gregory Morizeau nella boutique Gianfranco Ferré di Milano; dinner di presentazione del profumo Donna “Essence d’Eau” negli spazi della sede Gianfranco Ferré, Milano; creazione delle tenute di rappresentanza per squadra di calcio FC Bayern Muenche

Gianfranco Ferré Collezione autunno/inverno 2004
Collezione autunno/inverno 2004

2004: Protagonista ed ospite d’onore dell’evento-sfilata del “Life Ball” 2004, Vienna; capi esposti alla mostra “Excess” presso la Stazione Leopolda, Firenze; partecipazione all’evento televisivo “La notte delle stelle” al Teatro Ariston, Sanremo; partecipazione al progetto “La mode dessine l’espoir”, su invito dell’Associazione “Dessine l’espoir” e con il patrocinio del Ministero della Cultura Francese, Parigi; fornitura di abiti d’archivio come costumi di scena per “Peccato che fosse puttana” di John Ford, regia di Luca Ronconi per il Piccolo Teatro, Milano; evento di apertura della boutique Gianfranco Ferré in Madison Avenue, seguito dal dinner presso “Le Grenouille”, New York City; partecipazione al progetto di solidarietà “Carousel Ball of Hope’s Toy Car” promosso da Mercedes Benz a favore della Children’s Diabetes Foundation, Los Angeles; partecipazione all’evento moda organizzato da Ferrari e Camera Nazionale della Moda Italiana, Shanghai

2005: Creazione delle uniformi del personale di volo e di terra per la Korean Air, Seoul; partecipazione all’evento televisivo “Una notte a Roma” in Piazza Navona, Roma; evento-sfilata per “Fashion in Motion”, Victoria & Albert Museum, Londra; ospite d’onore di “Festa Italiana”, Mumbai e New Delhi; creazione delle uniformi per le hostess di “Première Vision”, Milano; partecipazione all’evento-sfilata di solidarietà “West looks East”, Washington; partecipazione alla mostra “Il filo diventa storia”, organizzata nella Galleria del Costume a Palazzo Pitti in occasione dei trenta anni di Lineapiù, Firenze; creazione “francobollo” per i dieci anni di “Io Donna”, Milano; lancio del progetto “Gianfranco Ferré Special Order”: realizzazione dei capi sera in taglie e colori differenti da quelli presentati in passerella per singole clienti, Milano

2006: Evento-sfilata per l’inaugurazione del Boscolo Hotel nel palazzo dello storico New York Café, Budapest; mostra “MEx32”, con la creazione di 32 T-shirt ispirate ai Paesi partecipanti ai Campionati Mondiali di Calcio, proposte nelle boutique Gianfranco Ferré, Firenze e Milano; partecipazione alla mostra “Human Game” alla Stazione Leopolda, Firenze; partecipazione alla mostra “Genio y Figura” presso il Museo del Traje, Madrid; partecipazione alla sfilata-evento TV “Passion for fashion” alla Manoel Island, La Valletta; partecipazione a “Luxury Conference 2006” organizzata da International Herald Tribune presso lo Sheraton Hotel, Istanbul; lecture: “Exotic ispirations”; evento di solidarietà a favore della Fondazione Francesca Nava: spettacolo di René Fleming al Teatro alla Scala e dinner di gala presso la sede Gianfranco Ferré in onore del soprano, Milano

Gianfranco Ferré Sfilata Donna AI 2007/2008: la rockstar Skin indossa un top tempestato di diamanti
Sfilata Donna AI 2007/2008: la rockstar Skin indossa un top tempestato di diamanti

2007: Sponsorizzazione del restauro del quadro “Adamo piange Abele” di Johan Karl Loth, esposto alla Galleria degli Uffizi, Firenze; sfilata Donna AI 2007/2008: la rock singer Skin indossa un top tempestato da diamanti autentici, alla sfilata segue un concerto live nella sede di Via Pontaccio, Milano; evento-sfilata TV al Lufti Kirdar Convention and Exhibition Center in occasione della prima edizione della manifestazione “Fashion TV Turkey Awards”, Istanbul; lecture: “Le forme delle emozioni. Dare forma alle emozioni” presso la Facoltà di Architettura, Politecnico, Milano; creazione di una fede nuziale per la mostra “Eternal Platinum – The ultimate Symbol of Love”, ospitata al Palazzo della Triennale, Milano; ottobre: Partecipazione alla mostra “Contro Moda. La moda contemporanea della collezione permanente del Los Angeles County Museum of Art”, Palazzo Strozzi, Firenze

Premi e riconoscimenti

Anni ’70/’80

1976: luglio, Capri: “Tiberio d’oro”, premio di “MareModa Capri”

1982: ottobre, Milano: “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna P/E1983

1984, Gianfranco Ferré vince l'Occhio d'oro
1984, Gianfranco Ferré vince l’Occhio d’oro

1983: marzo, Milano: “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna A/I 83-84; novembre, Tokyo: “The Best five”, riconoscimento del quotidiano giapponese Asahi Shimbun e di WWD Japan

1984: settembre, Genova: riconoscimento della Camera di Commercio; ottobre, Milano: “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna P/E 1985; novembre, Hollywood: Riconoscimento per i costumi della piece teatrale “Tamara

1985: marzo, Monaco di Baviera: “Modepreis“, come migliore stilista dell’anno per la moda femminile; aprile, Bologna: Riconoscimento del Comune; maggio, Mantova: riconoscimento della “Gazzetta di Mantovanell’ambito della manifestazione “Premi di Moda”; giugno, New York: “Cutty Sark Men’s Fashion Award“, come migliore stilista dell’anno per la moda maschile; settembre, Varese, Golf Club: Coppa di partecipazione al defilé di attacchi d’epoca e Alta Moda; dicembre, Milano, Palazzo Marino: “Ambrogino d’Oro“, medaglia di benemerenza civica della Città di Milano

1986: gennaio, Roma, Palazzo del Quirinale: onorificenza di “Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana“, dal Presidente della Repubblica Sen. Francesco Cossiga; marzo, Milano: premio “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna A/I 86-87; maggio, Bologna: targa di “Linea Pelle” a riconoscimento dell’impegno creativo; maggio, Palermo: riconoscimento AIRC dalla Città di Palermo; novembre, Legnano: “Tessera d’Oro” della Famiglia Legnanese

1987: arzo, Milano: “Occhio d’oro” per la migliore collezione donna A/I 87-88; maggio, Tokyo: targa della “Association of Total Fashion”; novembre, Legnano: riconoscimento dei Lions Club Legnano Host e Lions Club Legnano Carroccio in seduta congiunta; Torino: premio “Cavour d’Argento. Città di Torino

1988: aprile, Busto Arsizio: Premio Rotary Professionalità

1989: maggio, Milano: Premio “Telegatto”, tra gli altri premiati, Giulio Andreotti ed Enzo Biagi; luglio, Parigi, Giardini del Palais Galliera: “Dé d’or” dopo la prima collezione Haute Couture per Christian Dior , quale miglior couturier della stagione; luglio, Roma: speciale riconoscimento come personaggio della moda 1989,dall’Associazione di via Borgognona; settembre, Ischia: premio “Modaischia 1989”; novembre, Legnano: attestato di benemerenza civica della Città di Legnano; dicembre, Milano: “Occhio d’oro” che consacra la “firma dell’anno della moda italiana”; dicembre, Milano nomina a “Milanese dell’anno” dalla “Famiglia Meneghina”

Anni ’90

Gianfranco Ferre Vogue Settembre 1991 Campagna pubblicitaria con Aly Dunne. Foto di Gianpaolo Barbieri
Vogue Settembre 1991, Campagna pubblicitaria con Aly Dunne. Foto di Gianpaolo Barbieri

1990: marzo, Milano: “I grandi protagonisti“, premio della “Associazione Italiana Pellicceria”; giugno, Milano: riconoscimento per la partecipazione a Italia ’90; ottobre, Firenze Palazzo Vecchio: “Lorenzo il Magnifico”, premio della “Accademia Internazionale Medicea”

1991: prile, Legnano: riconoscimento Lions Club Busto Arsizio Cisalpino; giugno, Firenze, Palazzo Vecchio: Premio “Il Fiorino d’oro“, dalla Città di Firenze; giugno, Los Angeles: Riconoscimento the County of Los Angeles e Music Center of the County of Los Angeles

1992: settembre, Mexico D.F.: “El sol de oro”, riconoscimento del Circulo Nacional de Periodistas come “ Creador de la elegancia y distinction en la moda europea”; dicembre, Vienna: “Diva-Wollsiegel“, premio di IWS in collaborazione con la rivista “Diva”

1993: maggio, Pechino: nomina a “Senior Adviser” dal “China Tiangong Clothing Science & Technological Development Group e National Garments Research”; incontro ufficiale con il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Jan Zemin, nella Città Proibita; giugno, Firenze, Palazzo Vecchio: “Pitti Immagine Uomo“, premio speciale di Pitti Immagine; novembre, Milano: “Paul Harris Fellow”, premio della Fondazione Rotary del Rotary International

1994: maggio, Baveno: Targa di “riconoscimento” del Lions Club; settembre, New York: premio “The Fashion Group International”; novembre, Campione d’Italia: “Maschera d’oro“, dal Sindaco della Città di Campione

Gianfranco Ferré vince il Crystal Apple Awards, 1995 Los Angeles
Gianfranco Ferré vince il Crystal Apple Awards, 1995 Los Angeles

1995: maggio, Los Angeles.Century Plaza: “Crystal Apple Award” premio speciale del “California Fashion Industry Friends of Aids Project Los Angeles”; novembre, Milano: targa “Circolo degli Incontri”, assegnata annualmente a personalità milanesi distintesi nell’ambito dell’Arte e della Cultura

1996: settembre, New York e San Francisco: riconoscimento per la partecipazioni agli eventi speciali Saks Fifth Avenue dedicati a Gianfranco Ferré; ottobre, Milano: “Masters of Linen” premio speciale della “Confederazione Europea del Lino e della Canapa”

1997: maggio, Legnano: Riconoscimento “Liceali Sempre” del Liceo Scientifico Statale della città

1999: marzo, Como, Palazzo Cernezzi: consegna delle chiavi della Città di Como da parte del Sindaco; marzo, Como, Villa’D’este “Attestato di Ideacomo” a riconoscimento del suo talento e della sua cultura; marzo, Milano: “Fur Fashion Award – speciale 50 anni” premio speciale della “Associazione Italiana Pellicceria”; luglio, Roma: premio della “Camera nazionale della Moda Italiana” per i vent’anni di attività, durante la manifestazione “Donna sotto le stelle”

Primi anni 2000

2000: novembre, Legnano: tessera della “Famiglia legnanese” “Socio nell’anno del cinquantesimo”

2001: aprile, Shanghai: nomina a “Senior Adviser of Garment Arts” dal sindaco della Città di Shanghai; maggio, Legnano: Gran Priorato della Contrada della Flora

2002: giugno, Milano: fregio del Comune di Milano

2003: novembre, Düsseldorf: “Kinder in Not”, premio speciale dell’UNESCO

Gianfranco Ferré, premiazione 2004
Gianfranco Ferré, premiazione 2004

2004: marzo, Berlino, “Star Diamond Award” di “American Academy of Hospitality Sciences” per E’SPA at Gianfranco Ferré; aprile, Milano: “Dama d’argento”, premio della “Associazione degli Amici del Museo Poldi Pezzoli” attribuito “agli Uomini e alle Donne che fanno grande Milano”; settembre, Sanremo: riconoscimento per la partecipazione a “Sanremo Fashion”; settembre, Milano: premio alla carriera da “Chi è Chi del giornalismo e della moda”

2005: febbraio, Milano,Teatro alla Scala: “Sigillo Longobardo“, dal Consiglio Regionale della Lombardia

2006: luglio, Milano: “Certificate of Appreciation” del Distretto Lions 108Ib1

2007: marzo, Milano: nomina a Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera

CHRISTIAN DIOR

Luxury brand francese, fondato da Christian Dior nel 1946. Dior ha regalato al mondo uno stile completamente nuovo e una femminilità unica.

Indice

  1. Le origini: Christian Dior
  2. Designer per Piguet e per Lucien Lelong
  3. Le origini: la Maison Dior
    1. Il New Look
    2. Avenue Montaigne
  4. Dior è Dior: uno splendido atelier
  5. Un nuovo stilista: Yves Saint Laurent
  6. Una nuova Leadership: Bernard Arnault
  7. Informazioni finanziarie
  8. 100 anni dalla nascita di Christian Dior
  9. Lo sviluppo del brand
  10. Direttori creativi
    1. John Galliano viene licenziato
    2. RAF Simons
    3. Maria Grazia Chiuri
  11. Situazione attuale

Le origini: Christian Dior

Christian Dior (1905-1957), sarto e stilista fra i più importanti nel panorama della haute couture francese. Dior nacque a Gramville nel nord-ovest della Francia, visse un’infanzia felice, libera di abbandonarsi, a Parigi come durante le vacanze in Normandia, al disegno creativo, divenendo un vero talento nel realizzare costumi da carnevale o da festicciole in casa.

Christian Dior
Christian Dior

Già chiaro era l’istinto per il bello e per la gioia di vivere. La sua chiara vocazione alla creazione artistica, corroborata da una costante frequentazione di musei e gallerie, emerse più tardi, quando, interrotti gli studi universitari di Scienze Politiche e accantonata l’idea di intraprendere la carriera diplomatica, come avrebbero voluto i suoi genitori, si associò all’amico Jean Bonjean, proprietario d’una galleria d’arte a Parigi. Qui esponevano i protagonisti delle avanguardie del ‘900.

Designer per Piguet e per Lucien Lelong

La morte della madre, poi il fallimento dell’azienda paterna, gli cambiano la vita, facendo della sua giovinezza tormentata l’esatto contrario dell’infanzia felice. Nel ’34 si ammalò seriamente di tubercolosi e, dopo un anno di convalescenza in Spagna, tornato a Parigi, cominciò a collaborare alle pagine di moda del settimanale Le Figaro Illustré: disegnò cappelli, iniziando a vendere schizzi di abiti e di accessori a diverse case di moda. Questo periodo di magra durò 7 anni, sino al ’38, quando trovò un lavoro stabile alla maison Piguet. Uno dei sui primi successi fu una gonna molto ampia adatta anche per il giorno.

Dior Collezione Cafe Anglaise. Ultima e più famosa collezione per Piuget
Collezione Cafe Anglaise. Ultima e più famosa per Piuget

Lo scoppio della guerra e il richiamo alle armi, posero tutto ancora una volta in discussione. La firma dell’armistizio lo colse nel sud della Francia, dove, nella casa paterna, restò per un anno e mezzo, godendo della natura e della semplice vita di paese. Solo l’insistenza di fedeli amici lo convinse a riprendere la via di Parigi, nel ’41. Non troverà più ad attenderlo il suo incarico da Piguet; entrò però nella casa di moda di Lucien Lelong, dove come assistente lavorava anche Balmain: qui, per molte stagioni, disegnò le collezioni, creò la gonna strettissima e la gonna svasata, determinando non soltanto il successo di Lelong, ma anche il proprio, perché divenne il primo dei figurinisti.

Christian Dior Schizzo per Lucien Lelong, 1944-45
Schizzo per Lucien Lelong, 1944-45

Le origini: la Maison Dior  

Ormai si sentiva pronto a gestire una sua maison e sapeva di poter contare su un talento innato per gli affari. Era il ’46, l’anno della partnership con Boussac, che lo finanziò con la ragguardevole cifra, all’epoca, di 60 milioni di franchi. Nell’avventura lo seguirono alcune fra le colonne di Lelong: Raymonde Zehnacker, Marguerite Carré, Mitza Bricard. Il giovane Pierre Cardin fu assunto come primo tagliatore. La squadra si mise subito al lavoro nel palazzetto di Avenue Montaigne.

Il New Look

Nella memoria universale, è collegato al New Look, che, il 12 febbraio 1947, lo rese celebre nel giro di un giorno. Era la sua prima collezione. Dopo la sfilata del mattino, fu spinto al balcone dell’atelier al 30 di Avenue Montaigne, per salutare una folla di donne plaudenti. I giornali di Parigi erano in sciopero e fu in America che scoppiò la bomba della moda Dior, battezzata da Carmel Snow, direttrice di Harper’s Bazaar, con la frase “It’s a new look“.

Christian Dior New Look 1946
New Look 1946

La donna, proposta dalla linea Corolla, ribattezzata New Look, era nuovissima nella sua pronunciata femminilità e sapeva d’antico: vita minuscola (ricomparvero il corsetto e la guêpière, con un brusco salto all’indietro), petto alto, spalle minute, gonne ampie e allungate con sottogonna di tulle per accrescerne il volume. Fu un dietro front rispetto al corpo liberato da Poiret e carezzato da Chanel. Si tornò all’eleganza aristocratica e anche alla battaglia degli orli, di collezione in collezione.

 Christian Dior New Look 1946
New Look 1946

In un esaltato ritorno alla femminilità, lanciò immense, allungate gonne, vite strizzate in giacchini-corpetto, facendo tremare trepidanti le donne di mezza Europa. Aveva avuto un’intuizione folgorante, ma a decidere il suo destino fu l’incontro con Marcel Boussac. Il magnate francese del tessile aveva tutto l’interesse a cancellare le restrizioni del tempo di guerra in fatto di tessuti e le ruscellanti gonne di Dior avevano bisogno di 15 metri di stoffa, e ben 25 ne occorrevano per un abito da sera.

Christian Dior Abito da sera anni '50
Abito da sera anni ’50

Avenue Montaigne

Christian Dior Avenue Montaigne
Avenue Montaigne

Avenue Montaigneindirizzo ancora oggi fulcro dell’espansione di un impero così carismatico, il cui fascino è sempre stato rispettoso dell’arredamento e dell’atmosfera scelti da Dior: poltrone stile Luigi XV, con medaglione grigio e bianco, simbolo della maison, su retro. Altro motivo associato all’immagine di Dior è il mughetto, ricordato nel primo profumo (’48), Diorissimo, da allora spruzzato con generosità sulla moquette grigio perla nei giorni delle tante sfilate della casa Dior.

Dior è Dior: uno splendido atelier

Fra lodi e invettive, Dior era ormai Dior: un atelier splendido con 85 dipendenti. Poteva mutare stile e lo fece: tante linee secondo le lettere dell’alfabeto: H, A, Y. Seppe far rivivere la perizia artigianale delle “petites mains“, meravigliò per i suoi inafferrabili accorgimenti tecnici, capaci di rendere indeformabile il taglio.

Christian Dior New Look 1949
New Look 1949

Dior, già premiato con l’ambito riconoscimento Neiman Marcus, ritirato in America, aggiustò il tiro a favore della donna dinamica uscita dalla guerra. Raccolse sul dietro la gonna (’48), tagliò giacchini morbidi, presentò gonne di linea affusolata (’49), accorciandole l’anno dopo, unendole a giacche a sacchetto con collo a ferro di cavallo. La silhouette si addolcì, nel ’54, la vita non era più strizzata nella linea H e stava per nascere l’amato-odiato abito a sacco.

Christian Dior 25 aprile 1950: lo stilista del New Look con sei modelle 'A-line' dopo la sfilata al Savoy Hotel, Londra
25 aprile ’50: lo stilista del New Look con sei modelle ‘A-line’, sfilata Savoy Hotel, Londra

Seguirono, nel ’55, la linea A e la linea Y: leitmotiv i vasti colli a V e gli abiti accompagnati da stole immense. Quell’anno la sua ricerca sul tema del caftano ha effetti su tutto il mondo della moda, così come il delicato abito in chiffon a vita alta e quello attillato a guaina. Dai profumi al prêt-à-porter, dagli accessori alla biancheria, fra licenze, aperture di boutique nell’America Latina e a Cuba, Dior sembrava battersi come non mai per la fama e l’immortalità delle sue creazioni.

Propose nuovi tacchi a spillo, eccelse nella cura degli accessori: cappelli, guanti, bijoux.

Un nuovo stilista: Yves Saint Laurent

Nel ’57 la maison presentò l’ultima collezione del Maestro: variazione sul tema della vareuse, capo morbidamente appoggiato ai fianchi accanto a sahariane kaki, bottoni a chiudere le tasche ad aletta. Gli furono sufficienti dieci anni, dal ’47 al ’57, quando d’estate morì a Montecatini, per diventare immortale e per rendere uno dei più ammirati imperi della haute couture una vera e propria leggenda.

Christian Dior Collezione di Yves Saint Laurent per Dior, 1958
Collezione di Yves Saint Laurent per Dior, 1958

La collezione ’58 portò la firma di Yves Saint-Laurent che da tre anni era divenuto aiutante ed erede di Dior: si chiamava Trapezio e fu un trionfo. Chiamato nel ’60 ad assolvere al servizio militare, Saint-Laurent, al ritorno, creò il proprio atelier, avendo trovato al suo posto, nell’atelier di avenue Montaigne, Marc Bohan, che nell’arco di 30 anni, espresse, con misura ed eleganza creativa, lo spirito del fondatore.

Una nuova Leadership: Bernard Arnault

Christian Dior Bernard Arnault
Bernard Arnault

Nell’88, una grande retrospettiva al Pavillon Marsan nel Musée des Arts de la Mode al Louvre celebrava Dior e, insieme, la nuova regia del mago degli affari nella sfera del lusso, Bernard Arnault. In quell’anno, la maison aprì la prima boutique a New York: il numero uno tra i francesi non aveva ancora un punto vendita nella “Grande Mela”. L’anno successivo fu quello dell’addio di Bohan. Approdò in Avenue Montaigne l’italiano Gianfranco Ferré.

Dior Gianfranco Ferré, Haute Couture primavera/estate '96, sfilata francese
Gianfranco Ferré, Haute Couture primavera/estate ’96, sfilata francese

Nelle 4 collezioni annuali fra alta moda e prêt-à-porter, alcune memorabili, partendo da rivissute immagini del primo Dior e, via via, accentuando un fasto atemporale ora audace ora di magica opulenza, Ferré sviluppò una gamma di creatività consona tanto al tempo attuale che al prestigio dell’ illustre maison, punteggiata dai profumi Dune e Dolce vita. In tempi più recenti, dopo l’uscita di scena di Ferré, il timbro di impeccabile bellezza della griffe non fu sempre restituito dalle collezioni firmate John Galliano. Quest’ultimo, nominato direttore creativo di Dior nel 1996, era sicuramente più votato all’ironia o agli eccessi, che alla voluttuosa grazia della perfezione Dior. Nel 2000, al posto di Patrick Lavoix, venne assunto per il prêt-à-porter maschile il giovane stilista franco-tunisino Hedi Slimane.

Informazioni finanziarie

Nel gennaio 2002, Dior rinnovò la licenza di Sàfilo per produrre e distribuire la collezione di occhiali da vista prodotta dal 1996 e che,; l’anno successivo, avrà anche una linea uomo. L’anno 2001 si chiuse con un deficit. Christian Dior SA Holding, posseduta al 65% da Bernard Arnault, registrò una perdita di 95 milioni di euro, con un aumento del 6% delle vendite e ricavi pari a 12,567 miliardi di euro. La perdita fu attribuita ai costi di riorganizzazione delle operazioni al dettaglio e agli investimenti necessari per organizzare gli affari degli Stati Uniti dopo l’11 settembre. Nel 2000, l’utile fu di 251 milioni di euro.

Dior Boutique Dior a Roma
Boutique Dior a Roma

Nell’aprile 2002, Dior aprì un negozio a Roma, in uno dei luoghi più suggestivi della città, all’angolo di via Condotti e Piazza di Spagna. Un piccolo spazio era riservato al designer di gioielli Victoire de Castellane. A giugno, Hedi Slimane venne nominato miglior stilista dell’anno. Il premio gli fu conferito dal Council of Fashion Designers of America. A fine 2002, la società mostrò un utile netto di € 178 milioni, contro una perdita di € 95 milioni nel 2001. L’utile operativo aumentò del 31%.

Nel marzo 2003 Vincenzo Moccia, 43 anni, diventò direttore di Dior Italia, dopo essere stato direttore di Bulgari Italia e di Gucci per l’Italia settentrionale. Il mercato italiano contribuì con un fatturato di 492 milioni di euro (+41%) e un utile operativo di 33 milioni di euro.

A Parigi, la donna Dior sorprendeva ancora, vestita in lattice dalla testa ai piedi. Galliano disegnò la collezione prêt-à-porter del 2004, per la sua donna pazza, sexy ed esagerata, metà geisha e metà pagliaccio, in parte giapponese e in parte cinese. Gonne e minigonne erano in tulle piumato e fluttuante, indossate con lunghe giacche; gonne in lattice sembravano seconda pelle, decorate con mille fiori; camicette aderenti sui fianchi, simili a mini abiti e drappeggiati a peplo, con maniche a pipistrello; pantaloni molto aderenti con lacci fino alla vita; nuvole di seta e chiffon; tacchi alti; zeppe alte 8 pollici con lacci alla caviglia e corde sottilissime borchiate; pellicce colorate; kimono a fiori; abiti importanti over-the-top su donne completamente coperte in lattice.

Dior John Galliano, settimana della moda di Parigi, Haute Couture 2009
John Galliano, settimana della moda di Parigi, Haute Couture 2009

Ad aprile, Sidney Toledano, presidente di Christian Dior SA, annunciò l’apertura di 15 nuove boutique in tutto il mondo, da aggiungersi alle 145 già esistenti. Nel 2002, 23 nuove boutique; nel 2003 altre 15, parte delle 200 programmate entro il 2007. A Parigi, dove ve ne erano già 15, venne aperto un nuovo mega-store in Rue Royale.

100 anni dalla nascita di Christian Dior

Dior Christian Dior, celebrazione del centenario
Christian Dior, celebrazione del centenario

Nel 2005 si celebrò il centenario della nascita di Christian Dior: il ministro della Cultura francese, Renaud Donnedieu de Vabres, inaugurò la mostra “L’Homme du Siècle” a Granville, nella casa d’infanzia di Dior, ora museo Les Rumbs. Le celebrazioni continuarono a Parigi, durante la settimana della moda, con uno spettacolo che narrò l’intera vita di Dior, la sua storia, il teatro, sua madre in un abito stile edoardiano, il ragazzino cristiano in costume da marinaio, e così via, fino al suo successo con le dive che visitarono il suo atelier. Lo spettacolo venne “realizzato” dai modelli di punta del tempo, che non dimenticarono nemmeno di menzionare la passione per la danza e per il Perù. Nel 2007, Hedi Slimane lasciò la maison e Kris Van Assche la sostituì come direttore artistico.

Lo sviluppo del brand

Nell’aprile del 2008, Sidney Toledano, presidente e CEO di Christian Dior Couture, annunciò la nomina di Delphine Arnault Gancia a vicedirettore generale di Christian Dior Couture. L’anno fu caratterizzato dalla crisi che colpì il mondo intero, ma Sidney Toledano e John Galliano continuarono a riscuotere un fatturato molto alto, dovuto principalmente al mercato americano. Dichiararono che accessori, il prêt-à-porter femminile e l’Haute Couture aumentarono il giro d’affari. Nel 2008, il Christian Dior Group registrò € 8,2 miliardi di vendite, guadagnando l’11% rispetto all’anno precedente e un utile netto di € 352 milioni. Tutto ciò era dovuto principalmente ai mercati emergenti: Cina, Russia e Medio Oriente.

Nel 2009, Dior lanciò la nuova campagna pubblicitaria per la borsa Lady Dior; l’attrice francese Marion Cotillard fu la testimonial. Camille Miceli, nominata direttrice artistica di gioielleria e consulente artistica, entrò nel gruppo. Nello stesso periodo, dopo nove anni, riaprì la grande gioielleria e orologeria parigina.

Dior Marion Cotillard per la campagna pubblicitaria Lady Dior 2009
Marion Cotillard per la campagna pubblicitaria Lady Dior 2009

Nel 2010, Christian Dior e Sàfilo annunciarono che il loro accordo di licenza per il design, la produzione e la distribuzione in tutto il mondo della collezione di occhiali Dior veniva prorogato fino al 31 dicembre 2017. I ricavi ammontavano a € 21,1 miliardi (+19% rispetto al 2009), grazie alle buone prestazioni in Europa, Asia e Stati Uniti. Su queste basi, Christian Dior annunciò il progetto di apertura e rinnovamento di boutique nei mercati ad alto potenziale.

Direttori creativi

John Galliano viene licenziato

Nel 2011, dopo essere stato direttore creativo della casa per 15 anni, John Galliano fu licenziato da Dior per insulti antisemiti e razzisti in un momento di ubriachezza. La sua sfilata autunno/inverno 2011 proseguì senza di lui durante la settimana della moda di Parigi. Durante lo stesso periodo, il museo Pushkin di Mosca elogiò la maison Dior con la mostra “Inspiration Dior“. La mostra raccontava la storia della maison attraverso le opere d’arte che ispirarono Christian Dior.

RAF Simons

Dior Raf Simons, prima collezione per Dior
Raf Simons, prima collezione per Dior

Nel 2012, Raf Simons divenne direttore creativo capo. Il designer belga, 44enne, divenne responsabile delle collezioni Haute Couture donna, prêt-à-porter e accessori. La maison francese dichiarò che Simons avrebbe proiettato lo stile della maison verso il XXI secolo, creando un vero cambiamento. Poco dopo l’annuncio dell’entrata di Raf Simons, la sua prima collezione di Haute Couture venne presentata a Parigi. Era una collezione nella tradizione della maison, rivisitata in chiave moderna e architettonica, minimalista e molto lontana dallo stile Galliano. Lo stilista stupì tutti con una delle migliori collezioni del brand, mostrando la sua capacità di mescolare modernità e tradizione.

Dior Raf Simons per Dior
Raf Simons per Dior

Nel 2012, Dior lanciò la sua prima rivista online, Diormag. Le notizie sul sito venivano aggiornate quotidianamente con informazioni riguardanti le attività globali della griffe. Dopo un anno di attesa, il 9 aprile 2012, iniziò l’era di Raf Simons, nominato nuovo direttore artistico della maison. Nel 2013, la maison Dior impegnò l’attrice Jennifer Laurence come testimonial della campagna pubblicitaria per la borsa Miss Dior, con un contratto da 20 milioni di dollari per tre anni.

A un anno dall’entrata di Raf Simons nella maison francese, Christian Dior Couture rivelò che i profitti erano aumentati del 31% e i redditi del 14%. Tali risultati erano anche dovuti all’influenza di Kris Van Assche, direttore creativo del reparto uomo. Delphine Arnault Gancia, figlia di Bernard Arnault, capo del gruppo LVMH, annunciò di voler chiudere la collaborazione con la maison per lavorare esclusivamente con Louis Vuitton.

Nel 2014, durante un’intervista, Sidney Toledano confermò che il successo derivava dall’altissima qualità della produzione, esaltando il Made in Italy e promuovendo imprese produttive anche in Veneto e in Toscana. Inoltre, dichiarò che la maison produceva in Italia perché era uno dei pochi Paesi in cui la qualità era così alta, grazie alla tradizione familiare. Fu detto ad Arnault che la borsa Lady Dior poteva essere fatta solo a Firenze negli anni ’90.

Dior Rihanna, Secret Garden
Rihanna, Secret Garden

Nel 2015, Raf Simons decise di coinvolgere la pop star Rihanna come testimonial per la campagna “Secret Garden”. Fu un grande passo avanti, poiché in settant’anni di storia del marchio era la prima donna di colore. Serge Brunschwig, direttore operativo di Dior, ottenne il ruolo di presidente della divisione Dior Homme. Lo stesso anno, Dior, Chanel e Louis Vuitton erano in testa alla classifica di Brandwatch sui brand migliori e più influenti sui social media.

Maria Grazia Chiuri

Dopo 3 anni, nell’ottobre 2015, Raf Simons decise di non rinnovare il suo contratto e di lasciare Dior per motivi personali. Al team della griffe francese venne chiesto di disegnare la collezione couture primavera/estate 2016 e la collezione ready-to-wear autunno/inverno 2016-2017. A causa dell’uscita di Raf Simons, i ricavi mostrarono un lieve rallentamento nel secondo semestre, con 961 milioni di euro di vendite.

Dior Maria Grazia Chiuri, prima collezione Haute Couture per Dior
Maria Grazia Chiuri, prima collezione Haute Couture per Dior

A luglio 2016, Maria Grazia Chiuri divenne la prima direttrice creativa donna di Dior nei suoi 70 anni di storia. Una donna con una lunga carriera nella moda, prima per Fendi e poi per Valentino, sempre vicino a Pierpaolo Piccioli. M.G. Chiuri fu la prima donna a prendere le redini del brand: sino ad allora vi erano stati solo uomini come Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferrè, John Galliano e Raf Simons. La donna italiana conferma il rinnovamento della creatività made in Italy.

Nel 2016, Dior volò a Melbourne per festeggiare i settanta anni della maison. Il lavoro del couturier francese diviene protagonista di una retrospettiva alla National Gallery of Victoria.

Christian Dior 70° anniversario a Melbourne, Australia
70° anniversario a Melbourne, Australia

Situazione attuale

Il 31 dicembre 2016, Sàfilo e Dior rinnovarono il loro accordo fino al 2020 per la progettazione, produzione e distribuzione delle collezioni di occhiali . Inoltre, questo periodo venne caratterizzato delle calzature di Alessandro Micheli e delle T-shirt con slogan rivoluzionari e femministi di Maria grazia Chiuri.

Dior T-Shirts Dior con slogan femminista
T-Shirts Dior con slogan femminista

Nel 2017 si festeggiò 70° anniversario di Dior: la maison francese organizzò la mostra “Christian Dior: Designer of Dreams“, che si è svolse al Musée des Arts Décoratifs di Parigi. La mostra contava oltre 300 abiti mozzafiato provenienti da diverse periodi della maison.

Dior Mostra "Designer of Dreams", Parigi
Mostra “Designer of Dreams”, Parigi

Baby Dior arrivò su Instagram. Dior è uno dei pochi brand ad aver creato un account dedicato esclusivamente all’abbigliamento per bambini. Natalie Portman diventò testimonial per il profumo Miss Dior, in diverse bellissime campagne floreali. La Portman venne invitata nel sud della Francia per la raccolta della Rose de Grasse, fiore raro e prezioso, cuore della fragranza Miss Dior.

Dior Natalie Portman per Miss Dior
Natalie Portman per Miss Dior

Dior Homme è sul punto di entrare in Rinascente, a Milano, dopo la chiusura del negozio di via Montenapoleone a causa di vendite insoddisfacenti.

Giudicelli

Nato in Indocina, da padre corso e madre vietnamita, ha colto e riassunto in sé i gusti dell’Occidente e dell’Oriente, sintetizzandoli nel suo lavoro. Il suo primo vestito l’ha disegnato quand’era ancora a scuola, in Vietnam, mentre sognava Parigi, dove arrivò nel 1956 e trovò lavoro da Christian Dior. Successivamente, affiancò il designer Jules Francois Crahay nella maison e, in seguito, Jacques Heim. È nel ’72 che, dopo essere stato a lungo lo stilista di Mic Mac, presenta una collezione firmata di forte sapore orientale. Dal punto di vista manageriale il suo percorso è stato parecchio accidentato. Lo stilista si è sempre rifugiato nel lavoro per conto terzi, disegnando, per esempio, qualche collezione Hermès insieme a Claude Brouet. Negli ultimi anni, ha proposto un suo nuovo profumo per Le Club des Créateurs de Beauté di Parigi.