Carven

Le speranze, la dolcezza di vivere del secondo dopoguerra rimarranno legate al suo fortunatissimo profumo Ma griffe, dal nome del più applaudito abito, righe verdi su bianco, della prima collezione di Carmen di Tommaso (1909). Alla vigilia del successo del film Venere tascabile, la stilista realizza l’intuitiva volontà di diventare la sarta delle donne minute e di piccola statura, elaborando in seguito la freschezza del gusto e l’agilità del taglio in abiti da ragazzina. Fra le sue prime clienti Danièle Delorme e Cécile Aubry. Una linea di prêt-à-porter e una di maglieria consolidano, grazie anche al lancio sul mercato americano di nuovi profumi, la maison, che negli anni ’60 disegnerà le uniformi di molte compagnie di viaggio internazionali. Nel 1990, Edmond de Rothschild rileva il 60 per cento della casa che, 3 anni dopo, affida per l’alta moda alla stilista Maguy Muzzi. 

2002, gennaio. Il famosissimo "verde Carven" è sempre protagonista nella collezione disegnata da Pascal Millet. Modelli nostalgici che rievocano lo stile di Jacqueline Kennedy o più moderni e grintosi, nello stile di Mouna Ayoub, la miliardaria libanese mecenate dell’Alta Moda.