Arcando

Dopo aver lavorato come tagliatore modellista con i maestri calzolai Marchesi e Bergamaschi, apre un proprio laboratorio nel 1919 e serve prima gli elegantoni e le scicchettone fra le due guerre poi la società degli anni ’50, i miracolati dal boom sino ad arrivare al finire degli anni ’60, quando, nel ’68 e ’69, gli assegnano l’Oscar per la migliore calzatura maschile e femminile.

Clergerie

È a Romans, la capitale della calzatura di lusso, in cui il Museo della scarpa è una delle attrattive più importanti, che Robert Clergerie si trasferisce nel 1978, rilevando la Société Romanaise de la Chaussure e iniziando, a 40 anni suonati, una seconda vita. Non è figlio d’arte e viene da esperienze completamente diverse quando un annuncio di Charles Jourdan attira la sua attenzione: dirigerà per sei anni la linea giovane Xavier Darraud e riconoscerà quella strada come geneticamente sua. Poi Parigi-Romans con un biglietto di sola andata. Il successo non si fa attendere, i suoi modelli mescolano sapientemente citazioni del passato con scelte anticonformiste. "Bisogna riuscire a creare una linea particolare, trovare una terza dimensione, ma quando l’idea è molto forte bisogna essere capaci di esprimerla nel modo più semplice possibile", ha detto sintetizzando il proprio genere. Dal 1981 l’apertura dei negozi a Parigi, Lione, Tolosa, Tokyo, New York, Bruxelles, Londra, Madrid, Los Angeles. Nel 1987 il premio del miglior design della calzatura negli Stati Uniti. Ma il riconoscimento che forse lo ha emozionato di più è stata la stretta di mano di Roger Vivier che si complimentava con lui definendolo il solo creatore di calzature degno di interesse. Nel 1996 cede la maggioranza a un gruppo finanziario, restando con il ruolo di responsabile delle collezioni e della strategia economica.

Barbato

Nato a Napoli, dopo aver appreso il mestiere presso i più noti calzolai della zona, si mette in proprio creando calzature innovative, cucite a mano, e ricercando soluzioni alternative come l’uso della pelle di canguro, anche mischiata ad altri dodici materiali, o come i corni d’avorio per alcuni tacchi. Eclettico, sperimentatore, primo a rilanciare lo stivale texano, ha collaborato con Sergio Rossi, Fendi e collabora con Stuart Weitzman. Presente nei più importanti negozi di calzature di tutto il mondo (fascia di clientela alta) da Parigi a New York, da Londra a Tokyo, Barbato si è dato un’azienda, la Serbatoio, e un suo stabilimento a Civitanova Marche. 

Barrett

Azienda italiana di calzature classiche da uomo e donna. Opera a Parma. Ha una lunga storia alle spalle. Nasce nel 1917 con il nome Zet. Nel ’52, parallelamente a un nuovo assetto societario, viene ribattezzata Barrett e da laboratorio artigiano, via via, si trasforma in industria con un vero e proprio stabilimento. Nel ’97, nuovo rimescolamento nella proprietà. Il figlio di un ex socio, Paolo Putzolu, assume il controllo dell’azienda. Sotto la sua gestione, il fatturato aumenta in un anno del 25 per cento, passando da 8 a 10 miliardi nel ’98. I dipendenti sono 80. Nel ’99, viene lanciata la linea Blu Barrett mirata a un mercato più incline alle tendenze della moda.

 

Bally

Diventata un colosso del settore, con 6 fabbriche nella madre patria, 2 in Francia, una in Inghilterra e una capillare rete di distribuzione in Europa. Si fa vanto di avere coniugato la produzione in serie e l’alto artigianato. Fu Carl Franz Bally a fondarla nel 1851 a Schönenwerd. Cinquant’anni dopo, l’azienda approda in Francia e, negli anni ’30, ha 56 negozi fra Parigi e provincia. Verso il 1965, sono 240 i negozi Bally in 50 paesi stranieri. Nel ’78, il Gruppo è assorbito dalla holding svizzera Oherlikon Burhle. All’inizio degli anni ’90, Bally entra anche nel mercato dell’abbigliamento, ma il core business resta quello delle calzature: circa 9 milioni di paia di scarpe prodotte ogni anno. Questo marchio non si preoccupa di messinscene particolari, di scioccare con scoop da passerella, di accaparrarsi "top" a suon di bigliettoni. No, bada al sodo, e quindi ha come punto di riferimento la vendita: la collezione è realizzata soprattutto in pelle, tanto bella e morbida da sembrare tessuto. Si apprezza da vicino perché ci sono tagli, intrecci, pieghe, particolari di sapienza sartoriale: moda da indossare, eleganza "pulita" che comincia dal basso perché, non dimentichiamolo, è soprattutto un colosso delle calzature

Nel biennio 1999-2000, la compagnia Americana Texas Pacific Group (TPG) acquisisce Bally da Oerlikon-Bührle Holding Ltd. Il brand lancia quindi una nuova strategia volta al riposizionamento della compagnia come marchio di lusso. Nel 2002 Bally International AG annuncia che Marco Franchini è stato nominato CEO. Vengono nominati anche i nuovi Design e Product Director. Nel corso degli anni Bally continua ad inaugurare nuovi negozi e a rinnovare quelli già esistenti. Con la ristrutturazione delle boutique di Londra, Hong Kong, Ginevra, Beverly Hills, Mosca, Kiev e con le inaugurazioni dei nuovi negozi a Sydney, Las Vegas, Johannesburg, Kuwait, Taipei, Changsha e Shenzhen (Cina) il nuovo "store concept" viene ulteriormente implementato. Essendo il marchio internazionale del lusso che vanta oltre 155 anni di storia e avendo un giro d’affari che migliora e si rafforza di anno in anno, Bally nel 2007 si affida a un direttore creativo: Brian Atwood, che in soli dieci anni è diventato uno dei designer di calzature più influenti nel settore. Brian coordina tutti gli aspetti del design ed è a capo del design team composto da Johnny Coca, Andrea Pompilio e Sara Johnson. Nell’autunno-inverno 2007 Bally continua a espandere la propria rete di punti vendita con le nuove aperture di Berlino, Odessa, Mosca, Donetsk, Krasnoyarsk, Damasco e Bucarest. Il 22 aprile 2008 LABELUX Group, una nuova holding operante nel settore del lusso con sedi a Vienna e Milano di proprietà della holding viennese a conduzione familiare Joh. A. Benckiser SE, annuncia di aver raggiunto un accordo con TPG Capital per l’acquisizione di Bally International AG.

CafèNoir

Marchio italiano specializzato nella produzione e commercializzazione di calzature per uomo e donna e di accessori moda, nasce nel 1997 progettato da Toscana Calzature. Questo brand propone collezioni di calzature studiate per uomini e donne dinamici, sportivi e moderni. Grande attenzione viene data anche agli accessori, allargando l’offerta attraverso collezioni di borse e cinture. La cura del dettaglio, la semplicità e la natura sono elementi sempre presenti nelle collezioni CafèNoir, molto diverse per materiali, modelli e colori, ma sempre abbinate con stile.