Eley & Kishimoto

Marchio inglese, varato nel 1992 da Mark Eley, gallese, classe 1968, e da sua moglie Wakako Kishimoto (1965), nata a Sapporo in Giappone. Lui si diploma nel ’90 al Politecnico di Brighton con un corso di laurea in moda e tessitura, lei finisce gli studi nel ’92 alla Central Saint Martin’s. Ambedue specializzati in stampe di tessuti, iniziano a disegnare per stilisti famosi come Chalayan, McQueen, Caseley-Hayford. La loro prima collezione Rainwear è realizzata in Pvc ad allegre fantasie, usato per giacche impermeabili, guanti e ombrelli. La prima sfilata ufficiale è avvenuta in occasione della Settimana della Moda di Londra per l’autunno-inverno 2001. Anche se la produzione è aumentata considerevolmente, fino ad assumere le proporzioni di una grande azienda, Eley e Kishimoto preferiscono mantenere una conduzione tranquilla, di tipo familiare, in un laboratorio di South London, aiutati da un piccolo gruppo di artigiani. Sono diventati famosi per l’allegria e la vivacità dei loro tessuti, stampati a disegni originali e coloratissimi, acquistati da stilisti come Saint-Laurent, Ribeiro, Jil Sander, Louis Vuitton per le loro collezioni. Oltre all’abbigliamento e agli accessori (guanti, occhiali da sole, biancheria e sneakers), il marchio ora comprende anche articoli per la casa, dai mobili alle ceramiche, alle carte da parati.
Il brand nel corso degli anni ha percorso anche strade poco comuni tra i designer della moda, arredamento, architettura, tecnologia per cellulari e computer, collaborazioni con artisti e gallerie. Nel 2007 gli stilisti firmano una partnership giapponese per portare il marchio in tutto il mondo. Nel 2008 Mark Eley and Wakako Kishimoto diventano direttori creativi della casa di moda francese Cacharel.

Cacharel

Dietro il nome di questa famosa griffe, che si ispira a un simpatico anatroccolo tipico della Camargue, si cela l’attività dello stilista-imprenditore Jean-Louis Bousquet (Nimes, 1932). Dopo i primi passi come apprendista sarto, Bousquet nel 1956 si trasferisce a Parigi, dove apre un piccolo atelier di camiceria maschile. Nel ’62, fonda la sua società in cui produce, oltre alle camicie da uomo e donna, anche abiti-chemisier e altri capi femminili. È un antesignano del prêt-à-porter. Se i modelli sono abbastanza classici, nuovo è l’uso dapprima del crepon (tessuto utilizzato fino ad allora per le camicie da notte) e poi del cotone liberty, stampato con i famosi fiorellini, due elementi che ne definiscono lo stile, fresco e romantico, e portano subito il marchio alla notorietà. La felice intuizione di usare le fotografie intimiste di Sarah Moon per le campagne pubblicitarie diventa un altro elemento caratteristico, costante nel tempo. Negli anni seguenti, Bousquet chiama a collaborare giovani stilisti che diventeranno famosi: Agnès B., Alaïa, Corinne Cobson, Emmanuelle Khanh, Lempicka, Shimada. Grande successo hanno i profumi, dal primo, Anaïs Anaïs, lanciato nel 1978, uno tra i più venduti, a Loulou nell’87, a Eden nel ’94, fino a Noa, lanciato nel ’98. Distribuito capillarmente il tutto il mondo, il marchio vanta oggi numerose licenze per l’abbigliamento uomo donna e bambino, gli accessori, la casa. 

2000, maggio. Nell’ultimo scorcio del ‘900, Jean Bousquet ha un po’ trascurato il suo marchio per dedicarsi alla politica, come deputato e poi sindaco di Nimes. Quando decide di rilanciarlo si affida al duo stilistico inglese Clements-Ribeiro. Ha visto una loro sfilata in televisione e ha intuito che hanno lo spirito giusto per il nuovo stile Cacharel.
2002, aprile. Lancio del nuovo profumo Gloria sul mercato europeo.
2002, novembre. Esce il libro Cacharel. Le Liberty, un omaggio della griffe al tessuto che è stato alla base del suo successo. 2002, dicembre. Continua il rilancio del marchio Cacharel, iniziato nel 2000 con un mutamento radicale di stile. Bousquet punta ora alla riorganizzazione distributiva e all’ampliamento del marchio con nuovi accordi di licenza. Il restyling creativo di Clements e Ribeiro ha avuto successo nelle aree in cui il marchio era meno conosciuto (Inghilterra, Asia e Stati Uniti), ha incontrato difficoltà in Europa dove è ancora forte il ricordo dell’immagine tradizionale. Per il nuovo piano di retail sono previste aperture monomarca nel 2004 a Londra, New York e Parigi, nel 2005 a Mosca e Bruxelles. Contemporaneamente alla riorganizzazione dei punti vendita, Bousquet porta avanti l’ampliamento di licenze. Firma con Mantero per foulard e cravatte, con Carré Royal per le borse.
2003, marzo. Accordo di licenza col gruppo Eminence per la distribuzione in Italia dell’intimo Cacharel (donna e uomo).

Cobson

È figlia d’arte: i suoi genitori, Elie e Jacqueline Jacobson, hanno dato vita al marchio Dorothée Bis. Debutta nel 1986 con una linea di prêt-à-porter in maglia e jersey elasticizzato. Ha alle spalle un’esperienza da costumista cinematografica per Eric Rohmer e l’apprendistato nell’azienda familiare per la quale, nell’89, firma una linea maschile. Nel ’92, Cacharel le affida la responsabilità stilistica del settore camicie.

Khanh

Un esempio di eclettismo tutto femminile quello della parigina Emmanuelle che si trasforma da modella in stilista, diventando uno fra i pionieri del prêt-à-porter negli anni ’60. Il suo stile è inconfondibilmente giovane e frizzante, ben in sintonia con la moda yé-yé dell’epoca. Famosi i lunghi colletti dei cappotti e quelli rotondi delle giacche e delle bluse, le gonne a vita bassa e le mini a volant, le decorazioni in pizzo su lino e i ricami, gli ombrelli trasparenti, le tute da sci e le pellicce a buon mercato. Tutto ebbe inizio nell’atelier di Balenciaga, dove faceva la modella: era il 1956. Sfilare per grandi sarti, come Givenchy, fu per un po’ la sua professione. Ma non avrebbe certo immaginato che far da sé i propri vestiti le avrebbe portato fortuna. Si fece notare e divenne protagonista di un servizio fotografico su Elle. Una via nuova e alternativa di fare moda rispetto a quella dell’haute couture, la sua, premiata con l’opportunità di disegnare per alcune griffe parigine. Cominciò con Dorothée Bis e, dal ’62 al ’67, lavorò per Cacharel ma anche per Missoni, per Krizia e per Max Mara. Nel ’72 lanciò la sua griffe firmando un contratto con la società Troisa per la produzione e la commercializzazione: contratto sciolto per vie legali dopo un decennio. Nell’87 si riappropriò della società e della produzione della sua linea e ripartì, fondando la Emmanuelle Khanh International per sviluppare il business e i contratti di licenza. 

All’inizio del nuovo millennio, la Emmanuelle Khahn International, insieme ad altri brand come Scherrer e Jacques Fath, viene acquistata da France Luxury Group, società fondata nel 2002 da Moufarrige e da Francois Barthes.
La griffe ha spostato massicciamente la propria attenzione verso l’eyewear, con un occhio di riguardo agli occhiali per bambini.

Clements Ribeiro

La britannica Suzanne Clements (1968) e il brasiliano Inacio Ribeiro (1963) si laureano al Central Saint Martin’s nel 1991, si sposano e vanno in Brasile dove fondano una società di consulenza per varie case di abbigliamento. Nel ’93 si stabiliscono a Londra e presentano la prima collezione per la primavera-estate ’94. Le loro creazioni sono permeate da una visione eclettica che riesce a conciliare, nella semplicità della forma, elementi contrastanti: ecco la T-shirt di cachemire o il tessuto di haute couture usato per il ready to wear. Nel ’97 hanno lanciato anche una collezione di scarpe.
Nella loro carriera sono stati candidati per 5 volte al titolo Designer of the Year e nel 1996 sono stati premiati dal British Fashion Awards nella sezione "new generation".
2001, settembre. La griffe debutta sulle passerelle di Parigi.
2002, maggio. I due stilisti sono chiamati alla direzione del prêt-à-porter Cacharel per le linee femminili.