BYBLOS

Marchio italiano nato nel 1973 su iniziativa di Arnaldo Girombelli (fondatore della Genny Holding) e di suo fratello Sergio.

Per i primi anni di vita lo stile giovane e fresco del marchio è legato al genio visionario di un allora ventenne Gianni Versace, che lavora come direttore creativo dal 1977 al 1979. A succedergli è il designer francese Guy paulin (1979-1982); poi è la volta del due inglese composto da Keith Varty e Alan Cleaver, che disegnano le collezioni dall’83 al ’96. Questo è il periodo d’oro di Byblos che diventa un marchio riconosciuto internazionalmente e rappresenta molto bene la capacità tutta italiana di addomesticare la creatività per creare progetti diretti al mercato. Nel 1997 è chiamato alla direzione artistica l’americano Richard Tyler, cui segue il giovane (con tanto di laurea alla Harvard University) John Bartlett, che resta direttore creativo fino al 2002, anno in cui la Swinger International S.p.A., azienda veronese specializzata nella progettazione, produzione e distribuzione di capi e accessori di abbigliamento d’alta gamma, acquisisce il marchio producendone così tutte le collezioni, sia donna che uomo. Nel 2003 il team creativo è formato da un terzetto di designer che hanno alle spalle collaborazioni con grandi nomi del prete-à-porter italiano: Stefano Citron (ex Krizia e Mila Schoen), Federico Piaggi (ex Max Mara, Sportmax, Trussardi, Valentino, Mila Schoen) e Greg Myler (ex Erreuno, Krizia, Mila Schoen).

Oggi direttore creativo della Maison è Manuel Facchini. Classe 1973, il suo mantra è uno sperimentalismo che non conosce limiti, se non quelli dettati dalle esigenze della produzione industriale. La vocazione a sviluppare uno stile che si evolva sui binari dell’innovazione continua di forme e concetti, Manuel l’ha affinata e potenziata nella sua città del cuore, Londra, dove ha scoperto un mondo che prima gli era sconosciuto: “Mentre frequentavo la Central Saint Martins School ho avuto modo di misurarmi con una dimensione di creatività pura che mi ha aperto nuovi orizzonti, non solo nell’ambito della comunità dei giovani stilisti della scuola, ma anche osservando le abitudini della gente per strada, il modo originale di esprimersi e di vestirsi; tante attitudini differenti che lasciano, ognuna a suo modo, il segno.”.

Nel 2009 nasce il magazine online firmato Byblos, con approfondimenti e curiosità sul contemporaneo, che spaziano dalla moda al design, dall’arte all’high tech e al lifestyle, il tutto filtrato attraverso il punto di vista del direttore creativo della maison. Altra importante declinazione del gusto Byblos, che sottolinea il forte legame tra il marchio e l’arte, specie quella contemporanea, è senz’altro l’hotel a cinque stelle che ha sede a Varese, nell’incantevole struttura di Villa Amistà, il Byblos Art Hotel: una sontuosa dimora padronale dei primi del Cinquecento, concepita, oltre che hotel, come una mostra permanente di arte contemporanea, che raccoglie al suo interno le opere di artisti provenienti da ogni parte del mondo.

Uno degli aspetti fondamentali dello stile Byblos, così come reinventato da Facchini, è l’anfani sulla plasticità voluttuosa delle forme e sulla consistenza scultorea e avvolgente dei volumi, che forgiano silhouette up-to-date con un piglio sensuale e futurista. Un glam barocco che sottolinea influssi cinematografici e iconografici, e una notevole ricerca nel rapporto fra corpo e abito che, prendendo vita dall’elaborazione della maglieria, si declina gradatamente in tessuti solidi ma senza peso, come il faille, il mikado e l’organza doppia.L’identità delle collezioni che portano il segno di Manuel Facchini è definita essenzialmente da una visione sincretica della realtà: “Nella mia mente si sommano e si contrappongono concetti apparentemente inconciliabili, che poi, raggiungendo una sintesi finale, diventano l’humus del progetto stilistico: per esempio l’arte di Damien Hirst che fissa, sublimandolo, l’attimo che separa la vita dalla morte, assemblata con il rock style anni Settanta, oppure l’estetica rigorista e suggestiva dei costumi dei samurai che si combina con lo spirito plastico delle opere di Santiago Calatrava.”.

Bartlett

Ha conquistato una reputazione internazionale come innovatore della moda maschile. Nato a Cincinnati, Ohio, inizia a disegnare a 16 anni ispirandosi all’abbigliamento Brooks Brothers e alle divise della Salvation Army, l’Esercito della Salvezza. Si laurea ad Harward in sociologia e, in seguito, si specializza a Londra in Economia. Torna negli Usa nel 1986 e, dopo essere entrato a far parte del Fashion Institute of Technology, inizia a disegnare per Willi Wear. Nel ’92 apre un negozio nel West Village e lancia la sua prima collezione maschile. Gli addetti alle cronache della moda scrivono che i suoi abiti in lino invecchiato, seta e denim restituiscono all’uomo i caratteri di una perduta mascolinità. Nell’aprile del ’97, porta in passerella la sua prima collezione da donna, ispirata ai film noir di Hollywood anni ’40. In quello stesso ’97, raggiunge un accordo con la Genny Holding per produrre e distribuire le sue collezioni in Italia.

Dal 1998 al 2000 John è stato direttore creativo di Byblos. Dopo aver chiuso la sua compagnia nel 2002 per un anno sabbatico in Cambogia e Thailandia, torna nel 2003 per presentare una collezione di abbigliamento sartoriale. Nel 2007 John apre il suo primo negozio nel cuore del West Village a New York, che si svilupperà anche attraverso collaborazioni con artigiani. Nel gennaio 2008 John diventa direttore creativo per la collezione maschile Claiborne, che viene lanciata nella primavera 2009.

Andrea Turchi

Il marchio Andrea Turchi nasce nel luglio 2000. Dopo varie esperienze all’interno di aziende come Byblos, Alessandro Dell’Acqua, lo stilista realizza il proprio desiderio di affermarsi sul mercato internazionale con il proprio marchio. Ogni capo realizzato parte da un’idea elaborata sul manichino e ciò non classifica necessariamente il capo come pezzo d’alta moda, ma anzi diventa nella sua unicità ripetibile anche industrialmente grazie a tecniche di lavorazione in scala innovative e proprietarie, condivise con i nostri laboratori. Tutto è Made in Italy: segno indelebile di distinzione che può ancora dar vita a una perfetta armonia tra stile, prodotto e business.

Dalal

A 21 anni ha stupito il mondo della moda newyorkese presentando la sua prima collezione uomo che ha subito vinto il premio del Cfda (Associazione dei designer di moda degli Stati Uniti) come miglior giovane stilista del 1998. Celebrato dalle migliori riviste americane come astro nascente del prêt-à-porter, Sandy Dalal, newyorkese di nascita e indiano d’origine, ha imparato l’arte della moda sul campo. A 17 anni decide di abbandonare la Parsons School (l’università della moda) e di seguire la madre che lavorava nel Garment District, nel quartiere newyorkese dei confezionisti, e lì impara il mestiere dello stilista. I suoi abiti sono dedicati a un uomo giovane, sportivo con un tocco di eleganza o elegante con un tocco di pazzia.
2002, febbraio. È nominato direttore creativo della linea uomo International Concept Brand. Fino a gennaio aveva lavorato da Genny, per cui ha disegnato la linea uomo di Byblos.