Boucheron

La storia dei Boucheron inizia nel 1858 a Parigi con Frédéric B. (1830-1903) che sceglie come sede la Galérie du Palais Royal, conquistando, con uno stile ispirato alla natura, l’aristocrazia del secondo impero. Nel 1867 incrementa la propria popolarità realizzando la medaglia d’oro dell’Esposizione Universale di Parigi e negli stessi anni crea per Mrs Clarence H. Mackay una collana destinata a diventare proverbiale: fra i diamanti era incastonato uno zaffiro considerato il più bello, il più puro e il più grande fra quelli conosciuti. Nel 1893, si trasferisce al 26 di Place Vendôme. Louis Boucheron continuerà la tradizione del padre accaparrandosi le pietre preziose più straordinarie, affinandone i tagli e inserendo nelle creazioni anche onice, lapislazzuli, corallo, giada, ambra. Apre una succursale a Londra, partecipa con successo all’Esposizione di Arti Decorative del 1925; alcuni suoi gioielli sono ora esposti al Victoria and Albert Museum di Londra e al Musée des Arts Décoratifs di Parigi. Fra i suoi clienti maharajah, principi orientali, re d’Egitto e imperatori di Persia, grandi industriali americani, divi del cinema. La nuova generazione, rappresentata da Fred e Gérard Boucheron torna negli anni ’40 a un’ispirazione naturalistica e floreale. E subito dopo la guerra comincia la conquista del mondo straniero: le Americhe, il Medio Oriente e negli anni ’70, il Giappone e l’Estremo Oriente. Negli anni ’90 la politica di Alain Boucheron è quella della gioielleria prestigiosa, volutamente in contrasto con quella più accessibile, da portare ogni giorno, che comprende anche alcuni orologi in acciaio. Nell’83 il lancio del profumo Boucheron in una bottiglia dalla forma di un anello disegnato per un maharajah; nel ’94 un secondo profumo, di ispirazione orientale, Jaïpur

Azagury

 È il nuovo direttore creativo di Boucheron, dopo che è stato acquisito dal Gruppo Gucci. Originaria del Marocco, è nata e vissuta a Londra, dove ha aperto un negozio a Notting Hill, iniziando con gioielli ispirati agli anni ’20 e bijoux fantasia. Oggi, si divide tra Londra e Parigi, dove lavora nella storica sede di Boucheron in place Vendôme. Studiandone i ricchi archivi, Solange riprende i vecchi modelli, per riproporli con spirito nuovo, pur mantenendone il tradizionale prestigio. Reinterpreta, dunque, senza stravolgerlo, lo stile inconfondibile del gioielliere di zarine e regine, di attrici ed ereditiere: per esempio i famosi gioielli definiti "bianchi", perché realizzati con diamanti montati su platino ma, contemporaneamente, pensa anche a una linea più accessibile da proporre a tutte le donne. Segue l’istinto della creatività, non le tendenze: usa circa duemila diamanti per farne squame di un serpente, tentazione da rever. Ha un’attenzione e un amore particolare per lo zaffiro, che monta in maniera personalissima, attenuandone il caratteristico blu con l’oro nero: per renderlo meno vistoso tanto da poterlo indossare, con irriverenza, insieme ai jeans. Tra i colori, preferisce quelli più maturi (il prugna, il marrone, il viola) e, tra le forme, quelle più avviluppate e arrotondate.