Hugo Boss

Otto fabbriche operanti in 6 paesi; 2 mila addetti. L’industria è stata fondata nel 1923 a Metzingen, vicino a Stoccarda, dal rappresentante di commercio Hugo Boss. Prima della guerra fornitrice della polizia e dell’esercito, è in seguito diventata la più importante azienda tedesca di abbigliamento per l’uomo, con l’accorta regia di Uwe e Jocken Holy, i nipoti del fondatore. Il successo internazionale è degli anni ’80, con l’ascesa dello yuppismo e dei colletti bianchi, per i quali Boss è stato uno status symbol. Negli anni ’90, ha generato due altri marchi: Baldessarini, linea più ricercata, e Hugo, linea pensata per un pubblico giovane e informale. La società è stata acquistata nel ’91 dal gruppo italiano Marzotto.
2000, ottobre. Il marchio Boss entra nel settore dell’abbigliamento femminile, un passo orientato a sfruttare nuovi segmenti nel mercato internazionale. L’investimento iniziale totale è di 75 milioni di vecchi marchi tedeschi.
2001, dicembre. Dopo aver consolidato nel mercato italiano il marchio Boss, il Gruppo punta sui brand Hugo e Baldessarini, le altre due linee del Gruppo tedesco controllato da Marzotto. Hugo è forte in Germania, Nord Europa e Inghilterra, ma la sua quota all’interno del fatturato italiano di Hugo Boss è marginale così come quella di Baldessarini, il top di gamma del Gruppo. Quest’ultimo, caratterizzato da un alto contenuto sartoriale e realizzato interamente in Italia, viene distribuito in 10 boutique multimarca.
2001. La collezione Boss Woman, lanciata alla fine del 2000, consegue un fatturato di 48 milioni di euro, soffrendo una perdita di 28 milioni, rispetto ai 14 preventivati. Contrariamente a quanto annunciato, il Gruppo ammette che il break even non verrà raggiunto nel 2002. Nasce un problema Boss Woman.
2001. Il fatturato complessivo ammonta a 1,095 miliardi euro, più 19 per cento rispetto al 2000. L’utile netto è pari a 107 milioni di euro, in progresso dell’8 per cento rispetto ai 99 milioni di euro dell’anno precedente, ma al di sotto della crescita attesa dalla società. Il brand Boss ha registrato un aumento del 16 per cento, Hugo del 48 e Baldessarini del 52.
2002, marzo. A fronte dei risultati negativi di Hugo Boss Woman la casa madre, che vuole esercitare un controllo diretto, riporta l’ufficio stile e sviluppo collezione a Metzingen, nel quartier generale del Gruppo. Non sarà più Cristina Salvador a disegnare la collezione donna, ma Lothar Reiff che è il direttore creativo di tutte le collezioni Boss.
2002. Il Gruppo tedesco ha archiviato l’anno con un fatturato di 1,093 miliardi di euro, in linea con quello del 2001 (di 1,095 miliardi). Il fatturato, però, è cresciuto dell’1,3 per cento se depurato dell’effetto cambi. I profitti sono stati di 74,7 milioni, in netto calo rispetto ai 117,6 milioni del 2001.
2003, maggio. Il fatturato del primo trimestre si è concluso, con un calo delle vendite del 5 per cento, a 340 milioni di euro. Le stime relative al 2003 sono per una situazione di stabilità rispetto all’anno precedente. Senza tenere conto dell’impatto derivante dal rafforzamento dell’euro, il giro d’affari è risultato invariato rispetto allo stesso periodo del 2002. L’utile netto di periodo è sceso invece a 44 milioni di euro, dai 53 milioni del primo trimestre 2002 a tassi di cambio comparabili. 

Il 2002 è l’anno di nascita della linea Baldessarini, dal nome dello stilista della casa Werner Baldessarini. Oggi le collezioni firmate Boss sono: la BOSS Black, abiti eleganti e d’affari, la BOSS Selection, linea Haute Couture, la BOSS Orange, casual, la BOSS Green, sportiva e la HUGO, casual e giovanile.