Longchamp

Indice:

  1. Le origini e la famiglia
  2. Le collaborazioni
  3. Tra heritage e modernità 
  4. La nuova direttrice creativa
  5. Il debutto in passerella

LE ORIGINI E LA FAMIGLIA

L’azienda Longchamp viene fondata nel 1948, a Parigi, dopo la guerra, da Jean Cassegrain. Inizialmente è una piccola bottega di tabacco che produceva accessori in pelle per i suoi affezionati clienti, dalle pipe rivestite ai porta carte. Ogni pezzo racchiude in sé l’essenza della famiglia, se prima era il nonno ora ci sono i nipoti, alla terza generazione, a scrivere un nuovo capitolo, felici di non aver mai aperto le porte alla grande finanza e occuparsi di una produzione di borse e abbigliamento ready to wear, che loro preferiscono definire lusso ottimistico, piuttosto che accessibile.

Dalla produzione di tabacco nel buoulevard Poissonièere alla prima boutique monomarca nel prestigioso quartiere di Rue Saint Honoré. È il 1955, inizia la produzione di portafogli e portamonete da uomo, contraddistinti dal logo del cavallo galoppante con tanto di fantino in sella.  Negli anni ’60 arrivano i primi articoli dedicati ai viaggiatori, quindi bagagli in cuoio, arricchiti dal pratico e utile nylon.

Nei primi anni ’70 viene introdotta la prima borsa da donna, per poi cancellare definitivamente i prodotti per fumatori e aprire il prestigioso monomarca nel 1982.

Oltre all’introduzione di un materiale povero all’apparenza come il nylon, sicuramente la mossa vincente è stata quella di passare ad una produzione di pelletteria specializzata, a volte troppo austera, all’aggiunta di componenti glamour con palette di colori quasi infinite, variazioni e combinazioni di modelli, ma soprattutto l’aver reso iconico il design di alcune borse che ne tempo sono entrate nell’immaginario collettivo dello stile bon ton e metropolitano. Accessori adatti a vivere il quotidiano a prezzi decisamente competitivi.

LE COLLABORAZIONI

Kate Moss per Longchamp

Il marchio non si posiziona certo nella fascia del lusso esclusivo, ma la lavorazione che impiega nei suoi articoli non è da meno. Pian piano si introduce anche nel jet set internazionale, aprendo diversi flag store. Le campagne pubblicitarie hanno volti noti, le collaborazioni sono diverse, troviamo quelle con Kate Moss, che disegna per il marchio la Gloucester, e la capsule disegnata da Jeremy Scott, designer di Moschino, con stampe pop.

La capsule collection firmata Jeremy Scott

Tante sono le star a fianco del brand, da Valeria Golino a Laura Chiatti, presenti all’inaugurazione della boutique di Roma nel luglio 2014, a Lily Cole, Mick Jagger e la figlia nonché modella Giorgia May per l’apertura del flagship store di Regent Street a Londra, fino ad arrivare ai fotografi che hanno siglato le campagne come Mario Sorrenti, Mert&Marcus e Peter Lindbergh, che per la primavera 2016 ha messo in posa davanti al suo obbiettivo Alexa Chung.

Campagna pubblicitaria di Peter Lindbergh con Alexa Chung

TRA HERITAGE E MODERNITÀ

Flagship store 5th Avenue New York

Oltre alla Gloucester che forse non eccelle nel design poiché abbastanza semplice e sobria, foderata all’interno con una stampa zebrata, ci sono delle vere e proprie icone come la Pliage, riconoscibile dalla patta col bottone a pressione, disponibile in cuoio o tessuto tecnico e ben dodici varianti colore. Nel tempo si è guadagnata un posto di tutto rilievo, considerato anche il fatto che ne risultano venduti milioni di modelli. Progettata per la prima volta nel 1993, è pratica e maneggevole in quanto pieghevole, la sua forma a sacco le permette di contenere una quantità di cose che lascerebbe sbalordita anche Mary Poppins ed è pure leggerissima. Oggi tramite l’e-commerce o direttamente in boutique, è possibile richiede un servizio di personalizzazione per scegliere nel dettaglio colore, dimensioni e rivestimenti dalle stampe eccentriche.

Insieme a lei ci sono le best seller Gatsby, un vero omaggio al glamour letterario americano dallo stile androgino e forma quadrata che le conferiscono un fascino elegante ma casual allo stesso tempo. La Balzane, dove la sua forma a sella equestre fa sì che rappresenti al meglio tutta la filosofia del brand e della storica importanza del mondo della selleria. Poi c’è la Roseau, una delle prime nate, che infatti celebra il ventesimo compleanno: si divide in due linee, la Heritage e la Box. La prima è più sofisticata con dettagli in bambù , la seconda è più moderna, in pelle di vitello verniciata lucida in modo da conferire brillantezza al colore. Infine c’è l’ultima nata, la it-bag che dal 2007 ha subito conquistato il posto tra le più vendute: si tratta della Légende, una overnight bag che prende spunto dalle antiche borse da dottore.

LA NUOVA DIRETTRICE CREATIVA

Sophie Delafontaine

Altro momento clou è rappresentato dal 2006, anno in cui viene nominata direttore creativo Sophie Delafontaine, nipote di Jean Cassegrain, fondatore del brand, e figlia di suo fratello. Da qui si comincia a puntare anche all’espansione tramite una linea di abbigliamento pronta all’uso, che inserisce tutti i tratti iconici del marchio come i materiali derivanti sempre dalla pelle o da alcuni dettagli come i rivetti regolabili. La filosofia stavolta è basata sull’abito come accessorio della borsa e non viceversa. Tratti che tutt’oggi accompagnano le collezioni, come per esempio la A/W 2015/16, decisamente sportiva con bomber, sneakers e abiti; la linea punta ad esaltare la vita o le spalle, tutto secondo un mood pulito ed essenziale, a volte il look sembra ispirarsi al mondo dei biker. Per la S/S 2016 invece gli abiti si fanno morbidi, leggeri e la palette pastello rende il tutto quasi aulico, fresco e giovanile.

Il mondo Longchamp non poteva escludere le proposte dedicate all’uomo, anche perché le prime creazioni erano proprio dedicate a lui. Oggi il marchio mette a punto una collezione di backpack in pelle di diverse dimensioni con look decisamente sportivi. Ci sono poi le cartelle business, sempre adatte per chi si porta il lavoro a casa. Si può anche optare per le sempreverdi porta documenti dal dettaglio bicolor o dalla lavorazione effetto vintage, per passare infine alle più classiche borse da viaggio con la tracolla.

IL DEBUTTO IN PASSERELLA

Sfilata Longchamp New York 2018

Dall’autunno 2015, la casa presenta la propria collezione di moda ai buyer interni, e solo successivamente alla stampa. Nessuna di queste mini-presentazioni è stata inserita nel calendario ufficiale della “Fédération de la Haute Couture et de la Mode”, organo di governo della moda francese.

Longchamp debutta per la prima volta alla New York Fashion Week 2018 con una sfilata all’insegna del simbolismo, a cominciare dalla location. Per il suo 70esimo anniversario, il marchio francese ha scelto il World Trade Center strizzando l’occhio alla Statua della Libertà. Il brand ha mandato in passerella una collezione S/S 2019 inneggiando appunto alla libertà oltre che alla femminilità. Motivo ricorrente le frange, simbolo di energia. Longchamp ha scelto New York anche per un altro debutto, quello del direttore creativo Sophie Delafontaine, con il marchio nel suo Dna, essendo cresciuta a boulevard Poissonnière a Parigi dove, nel 1948, suo nonno fondò l’azienda. In prima fila alla sfilata Kendall Jenner, volto Longchamp per la campagna d’autunno. Nel video dell’anniversario, girato per le splendide strade di Parigi, Kendall fluttua, alla ricerca di qualcosa, tra gli edifici della capitale francese e in alternanza alla sua corsa compaiono ‘frame’ di un cavallo al galoppo.

Kendal Jenner per il video di Longchamp

La musa di questa collezione è una affascinante gallerista di successo di Saint Germain Des Prés. E il suo guardaroba, infatti, pullula di stampe multicolor degne di una mostra d’arte da stemperare con pezzi in tinta unita. Il mood è inevitabilmente chic e raggiunge quel perfetto equilibrio tra eccentricità ed eleganza understated. Grazie a soprabiti di suede e pelle, abiti stampati dal fascino geometrico, capi in denim sartoriale e delicati dresses di seta e organza in tinte pastello.

Kendal Jenner nella campagna pubblicitaria di Longchamp

Anya Hindmarch

Brand che realizza borse di ogni genere, prende il nome dalla creatrice, che iniziò questo business vent’anni fa, alla tenera età di diciannove anni quando viveva a Firenze. Sempre pronta a riconoscere cosa le donne cerchino in una borsa, nota un trend tra le donne fiorentine, una borsa di tela con cordoncini in pelle. Al suo ritorno in Inghilterra decide di proporla ad Harper’s & Queen: ne vende cinquecento e rende conosciuto il suo nome.

Nel 1993 apre il primo negozio di Anya Hindmarch a Chelsea e l’anno seguente lancia la sua prima collezione di pezzi in pelle fatta di portafogli e agende. Vengono poi presentate negli anni successi tante linee diverse, tre l’anno, come la Blue Label, caratterizzata da humor e divertimento, con inclusi anche bikini, ombrelli, t-shirt, top, o l’iniziativa Be A Bag, nella quale i prodotti vengono personalizzati da fotografie dei consumatori, realizzata per beneficenza.

Nel settembre 2001 la British Airlines chiede ad Anya di realizzare il First Class Amenity Kit e qualche anno dopo viene presentata la prima collezione di scarpe. In collaborazione con il movimento per il cambiamento sociale "We are what we do", nasce la eco-borsa I’m Not a Plastic Bag: un successo che non ha precedenti, che dà modo ad Anya di presentarla in tanti paesi diversi e in tre colori. Premiata diverse volte come Designer of the year, l’artista ha visto un grande seguito di personaggi famosi, come Madonna, Claudia Schiffer e Scarlett Johansson.