BORSALINO

Azienda fondata nel 1857 ad Alessandria, famosa nel mondo per i suoi cappelli in feltro e paglia.

Indice

  1. Le origini: Giuseppe Borsalino
  2. Artigianato
  3. Sviluppo del Brand
  4. 160 anni di attività

Le origini: Giuseppe Borsalino

Giuseppe Borsalino (1834-1900), detto “u siur Pipen”, viaggiò per Italia e Francia per apprendere l’arte della fabbricazione dei cappelli. Ottenne presto un lavoro a Parigi, da Berteil, in Rue du Temple, dove lavorò per circa sette anni. Dopo questa lunga esperienza formativa, aprì il primo cappellificio Borsalino ad Alessandria, nel 1857, un laboratorio artigianale di lavorazione del feltro.

Pubblicità Borsalino, primi '900
Pubblicità Borsalino, primi ‘900

Nel 1897 il Maestro visitò il cappellificio Battersby a Londra: leggenda narra che “senza essere visto, immerse il fazzoletto in una tinozza di “catrame” e riportò in Italia il segreto inglese per realizzare cappelli a bombetta perfetti”.

Il successo continuò anche dopo la morte di Giuseppe, quando il figlio Teresio (1867-1939) prese le redini dell’attività. In quegli anni l’azienda contava già 1.000 dipendenti, che producevano 750.000 pezzi all’anno. Sfortunatamente, negli anni ’40 le vendite di cappelli diminuirono rovinosamente, mettendo l’azienda in seria difficoltà.

Nel corso degli anni ’80, completamente ristrutturata, Borsalino iniziò a produrre anche una linea d’abbigliamento. Nel dicembre 1997, Borsalino S.p.a. di fondò Borsalino Sud, che nel gennaio ’98 acquisì il cappellificio Sabino D’Oria di Maglie.

Artigianato

Borsalino Hand made, artigianato italiano
Hand made, artigianato italiano

Borsalino: non solo un cappello, ma il simbolo di uno stile e di un mondo. In molti tentarono di imitarlo e di copiarlo, rubandone anche il nome, ma mai nessuno riuscì ad emularlo. Sinonimo di stile, questo cappello fu indossato da attori molto famosi, come Bogart, Redford, and Sinatra and Marcello Mastroianni. Negli anni Settanta l’azienda concesse l’uso del proprio nome a due pellicole di culto, interpretate da Alain Delon e Jean-Paul Belmondo: Borsalino (1970) e Borsalino & Co. (1974).

Nei primi anni del 2000, venne inaugurato il Museo del Cappello, al fine di valorizzare la storia del rinomato cappello attraverso mostre, eventi e pubblicazioni.

La produzione dei cappelli Borsalino richiedeva almeno 7 settimane di lavoro. Il lungo il processo (sfilacciatura, soffiatura, imbastitura, pre-follatura, ispezione, macerazione, follatura, assemblaggio del cofano, morendo, restringimento, irrigidimento, scottatura, umidificazione, secondo blocco, seconda ispezione, flangiatura, finitura) coniuga prospettiva industriale e spirito artigianale, tramandati di generazione in generazione.

Per i modelli in feltro sono necessari più di 50 passaggi manuali e 7 settimane di lavorazione; la realizzazione dei modelli in paglia, intrecciati manualmente, può richiedere fino a 6 mesi per ogni singolo cappello.

Borsalino Panama
Panama

Il celeberrimo cappello in paglia Panama, nato nel 1835, si trasformò ben presto in un’icona senza tempo. Per la realizzazione di un solo cappello Panama, gli artigiani Borsalino necessitavano di sei mesi di lavorazione della paglia Toquilla.

Sviluppo del Brand

Nei primi anni 2000, l’azienda intraprese numerose collaborazioni con importanti brand del mondo della moda, da Gianfranco Ferré Tom Ford, da Moschino a Yohji Yamamoto, e ancora Marni, Rochas e Nick Fouquet.

Negli anni seguenti, l’obiettivo divenne quello di allargare la produzione, introducendo calzature, caschi e persino una linea per bambini. Inoltre, Borsalino diede il via a collaborazioni con altri brand come Italian Indipendent, Marcorossi e Brands O.I.

L’azienda aprì nuove filiali negli Stati Uniti e in Europa. I cappelli Fedora erano molto popolari tra gli ebrei ortodossi, soprattutto negli Stati Uniti. In partnership con il Comune di Alessandria, nella primavera del 2006 venne inaugurato un museo dedicato alla storia di Borsalino.

Il 2013 segnò l’inizio del declino per l’azienda dell’iconico cappello: infatti, secondo quanto riportato dai giornali locali, Borsalino fu accusata di evasione fiscale. Molte furono le vendite non dichiarate, per un totale di 4 milioni di euro, senza contare altri 2,2 milioni di IVA. Da allora sino ad oggi, il brand si mise alla ricerca di nuovi investitori per riuscire a risanare l’ingente debito. La crisi persiste ancora all’inizio del 2017.

Dal 2016 l’azienda viene gestita da un fondo partecipato di investitori italiani e stranieri, con l’obiettivo di sviluppare il brand a livello internazionale e rafforzarne il ruolo di protagonista nel mondo del lusso artigianale.

Borsalino Nick Fouquet con Borsalino
Nick Fouquet con Borsalino

A settembre 2016, Borsalino ha annunciato la collaborazione con Nick Fouquet: nascono due capsule collection esclusive, una per la SS17 e una per la stagione FW17, maschili e femminili. Le collezioni fondono il fascino iconico di Borsalino con l’anima fiammeggiante di Fouquet, per offrire qualcosa di originale e unico a tutti gli amanti dei cappelli.

160 anni di attività

Con collezioni che spaziano tra cappelli, cravatte, abbigliamento, orologi, profumi e persino biciclette vintage, Borsalino anche oggi cerca di mantenere quel fascino e quella classe che ha caratterizzato il secolo scorso. Quest’anno, nel 2017, l’azienda festeggia il 160° anniversario: in data 4 aprile, il Ministero per lo Sviluppo Economico del Governo Italiano ha autorizzato l’emissione di un francobollo Borsalino, appartenente alla serie tematica “Le eccellenze del sistema economico e produttivo”.

Borsalino Made to Measure Experience Trunk
Made to Measure Experience Trunk

Dal 2 settembre al 22 ottobre 2017, in occasione di “Famiglia”, evento che celebra le eccellenze del Made in Italy, ha fatto tappa per la prima volta in Francia, allo storico magazzino Le Bon Marché, il Borsalino Itinerant Made to Measure Experience Trunk. Il baule itinerante racconta i valori e l’anima manufatturiera dello storico marchio di cappelli fondato ad Alessandria il 4 aprile 1857.