BORBONESE

Luxury brand italiano, icona del “Made in Italy”. Borbonese valorizza sempre le sue origini e le sue tradizioni artigianali.

Indice

  1. Le origini: Lucia Lorenzo Ginestrone
  2. Collaborazione con Luxury Fashion Houses
  3. Elementi distintivi
  4. Borbonese viene rilevata da Van Cleef & Arpels
  5. Un secolo di Borbonese
  6. Situazione attuale

Le origini: Lucia Lorenzoni Ginestrone

Borbonese nacque come piccolo laboratorio che forniva gioielli e accessori -dai nastri alle gale, dai guanti ai cappelli, agli scialli- per le sartorie più prestigiose di Torino, una città, all’epoca, molto sensibile alla couture, una piccola capitale italiana della moda. Nel 1910 la modista Lucia Lorenzoni Ginestrone rilevò l’officina, dando il via alla Borbonese che conosciamo oggi.

Borbonese 1910, schizzo per una borsa
1910, schizzo per una borsa

Nel ’50, subentrò nella gestione dell’azienda il figlio di Lucia, Umberto Borbonese Ginestrone, insieme all’amico e socio Edoardo Calagno. Il brand stava sviluppando con successo un’estetica eclettica e sofisticata: i gioielli, realizzati con i materiali più peculiari, ebbero da sempre forme innovative.

Collaborazione con Luxury Fashion Houses

Raggiunse un immediato successo negli anni ’60, dedicandosi alla creazione di bijoux, in cui l’inventiva si alleava ad una squisita fattura artigianale: guadagnata la fiducia di varie case di moda, molte di queste reclutarono Borbonese per creare numerosi accessori a completamento delle loro collezioni.  La capacità della ditta torinese di impostare un dialogo armonioso fra abito e bijoux è alla base d’una richiesta collaborazione da parte delle migliori case d’alta moda: Fendi, Galitzine, Valentino e, subito dopo, l’approdo a Parigi, per Ungaro e Saint-Laurent che apprezzavano l’estro, la sperimentazione, la bellezza della sua bigiotteria.

Elementi distintivi

Borbonese L'occhio di pernice
L’occhio di pernice

Durante gli anni ’70, Borbonese iniziò la collaborazione con Redwall, pelletteria di Bologna di proprietà della famiglia Rossi. Questa solida collaborazione portò una linea rivoluzionaria di borse in pelle di alta qualità che combinano forme leggere, sfoderate e ristrutturate con una morbidezza e una resistenza uniche. Momento straordinario: in un materiale d’aspetto inedito, morbida pelle d’agnello, color beige o miele, trattata per rivelare effetti puntiformi a “occhio di pernice”, la maison troverà il distintivo elemento della propria griffe per borse, valigie e una vasta produzione di pelletteria. Alcune linee vennero realizzate in tessuto plastificato, sempre a occhi di pernice, detto “graffiti”, ancora in beige, ma anche in marrone testa di moro, blu, azzurro, nero.

Borbonese Borsa Luna
Borsa Luna

Borbonese presentò la famosa borsa Luna per celebrare lo sbarco del primo uomo sulla luna, seguita poi da Sexy, Tango e Mambo, gran classici anche oggi. Borbonese fu il primo brand ad apporre il proprio logo sulle chiusure lampo ( oltre al rivetto), diventato poi suo segno distintivo. Molto imitate, mai uguagliate, le borse Borbonese, leggere, pratiche, eleganti in tutte le ore, diventavano, ormai, un classico. I fotografi più in voga (Giampaolo Barbieri, Helmut Newton, Satoshi Saikusa) contribuirono alle campagne pubblicitarie di Borbonese.

Negli anni ’80, Borbonese inventò un vero e proprio lifestyle, tanto attuale ed azzeccato da permettere al brand di scalare le classifiche, diventando uno dei marchi italiani più importanti di prêt-à-porter, accessori uomo e donna, calzature, pellicce e arredi.

Nel ’92 la Sexy Bag compì 20 anni. In occasione della grande festa di Tokyo venne presentata una tiratura in 100 esemplari, con accessori in oro 18 carati. Dopo vent’anni di collaborazione Redwall, che operava nello stesso settore delle borse e degli accessori in pelle, assorbì il marchio. Nel ’99 venne presentata a Milano la prima collezione prêt-à-porter donna Borbonese autunno/inverno prodotta da Redwall. Il 27 marzo dello stesso anno la famiglia franco-americana Arpels – attuale detentrice del 20% di Van Cleef & Arpels – rilevò il 50% della società. Nella stessa data, l’assemblea degli azionisti decise di variare la denominazione sociale in Rossi 1924 S.p.A. Nel settembre 2000, alla collezione di accessori venne affiancata una linea di abbigliamento femminile.

Borbonese viene rilevata da Van Cleef & Arpels

Il 2001 si chiuse con il pareggio di bilancio e con un fatturato di 21 milioni di euro. Nel 2002 Alessandro Dell’Acqua diventò direttore creativo. Agli accessori venne affiancata una linea di abbigliamento donna ad opera dello stilista, presentata durante Milano Moda Donna.

A novembre, Arpels assorbì anche il rimanente 50% della compagnia, prendendo possesso delle quote in mano a Dario Rossi e ad Alberto Vacchi. Claude Julien Arpels diventò amministratore delegato; Alberto Vacchi rimase nel consiglio di amministrazione. Per il 2004 la famiglia Arpels pensava ad uno sbarco in forze sul mercato del Nord America e in Estremo Oriente.

Borbonese Primavera/estate 2010, Milano Fashion Week
Primavera/estate 2010, Milano Fashion Week

Nel 2009 Borbonese presentò la collezione primavera/estate 2010 durante la settimana della moda di Milano, nel negozio in via della Spiga. Si trattò di un evento di successo in collaborazione con l’artista contemporaneo Amedeo Martegani, che ha trasformato le vetrine della boutique in un vero teatro con perfetto sfondo scenografico che raccontava la storia di sette Samurai, ispirata al taglio netto che crea la forma della borsa O.P. Accompagnata dal suono di sciabole, coltelli taglienti e suoni metallici del musicista Giuseppe Ielasi, l’installazione ha catturato l’attenzione di molti spettatori.

Un secolo di Borbonese

Borbonese 100 anni di Borbonese: l'Art Bag
100 anni di Borbonese: l’Art Bag

Nel 2010, in occasione dei 100 anni di Borbonese, il brand ha avviato un progetto speciale in collaborazione con la Roy Lichtenstein Foundation per creare le Art Bags, collezione limitata composta da dodici borse ispirate ai capolavori degli artisti pop. La collezione esclusiva è stata esposta alla Triennale di Milano. Inoltre, è stata presentata la Borbonese 1910, collezione di borse-icona sotto la direzione creativa di Gabriele Colangelo, talentuoso giovane stilista italiano con un’innata propensione per la produzione artigianale di pellicce e ricami.

Borbonese Collezione autunno/inverno 2012
Collezione autunno/inverno 2012

Nel 2013 il logo Borbonese rosso in ceralacca è diventato vero nuovo simbolo distintivo del brand, che si stava incamminando verso nuove direzioni. Il decidere di concentrarsi sul core business del marchio, creando una collezione impeccabile di borse e accessori, derivava da una lunga ricerca su nuovi materiali e tecniche che rendessero ogni prodotto unico ed inimitabile. Le borse-icona di Borbonese sono state reinterpretate in questo periodo, utilizzando nuove combinazioni di pelle e tecniche di lavorazione del metallo, rendendole più moderne e contemporanee.

Alla Milano Fashion Week di settembre 2015, Borbonese ha presentato, nella  sede di Via Monte di Pietà, “Inspirations“, libro a cura di Ginevra Elkann edito Rizzoli. In “Inspiration” Borbonese viene descritto come brand sempre ispirato dalla natura, caratteristica che ha sempre accompagnato la storia di questa grande casa di artigianato italiano.

Borbonese Inspirations, Ginevra Elkann
Inspirations, Ginevra Elkann

A novembre il marchio è diventato sponsor della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino per la mostra dell’artista pop americano Ed Ruscha. La mostra, dal titolo “Mix Master”, a cura di Paolo Colombo, era un pot-pourri di fotografia, pittura e libri di Ruscha, il tutto sul tema della trasformazione della vita americana degli ultimi 50 anni.

Situazione attuale

Nel 2016 Borbonese ha sponsorizzato la mostra “Riflessioni/Reflections”, con Rosemarie Trockel e le collezioni torinesi. A settembre è stato aperto il nuovo flagship store in Corso Matteotti 8, progettato secondo un nuovo concept che dovrebbe rafforzare l’immagine del marchio in Italia.

Borbonese Global Living, Milano Design Week 2016
Global Living, Milano Design Week 2016

Ad aprile 2017, Borbonese ha effettuato importanti investimenti nella collezione Global Living e ha presentato una nuova collezione home durante la Design Week milanese. Per rendere giustizia e ricordare la grafica del logo, tutti i prodotti sono stati disegnati con linee più arrotondate. A settembre, durante la fiera internazionale della calzatura, Borbonese ha lanciato una nuova collezione uomo e donna e la collezione primavera/estate 2018 .

Borbonese è e rimane un luxury brand italiano che riesce soddisfare le esigenze della società contemporanea, senza mai tradire la sua idea di stile e la sua brand identity. Marchio affermato di Made in Italy, valorizza patrimonio, tradizione e artigianato, alla continua ricerca della perfezione, tra tecnologia e innovazione. Borbonese combina sempre, con maestria artigianale, materiali preziosi e tecniche raffinate, enfatizzando ogni più piccolo dettaglio, rendendo ogni suo prodotto unico. Borbonese incarna “il nuovo spirito della tradizione”.

Alessandro Dell’Acqua

Stilista italiano, nato a Napoli nel 1962 e omonimo marchio d’abbigliamento e accessori.

La moda proposta da Alessandro Dell’Acqua avvolge la donna in linee semplici, moderne e femminili, che ne mettono in risalto la sensualità. Icone del cinema italiano come Silvana Mangano, Sophia Loren, Anna Magnani e Monica Vitti, sono la quintessenza della donna celebrata dalle creazioni dello stilista: forte e femminile, sensuale ed elegante allo stesso tempo.

Alessandro Dell’Acqua da sempre crede in una profonda sinergia necessaria tra arte e moda. Tra le diverse occasioni in cui le sue creazioni si sono legate a produzioni artistiche, resta celebre la sua collaborazione con la video artista e fotografa Vanessa Beecroft. Alla performance VB 46 presso la Gagosian Gallery di Los Angeles, le modelle scelte dalla Beecroft indossavano solo scarpe con punta e tacco altissimo in metallo firmate dallo stilista napoletano.

Alessandro Dell’Acqua è considerato uno tra gli stilisti italiani di nuova generazione di maggior talento.

La formazione artistica dello stilista comincia con l’Accademia de Belle Arti di Napoli, dove si diploma nel 1981. Dopo poco più di un anno, appena ventenne, comincia a lavorare per il gruppo Marzotto. In seguito arrivano collaborazioni con altre griffe importanti come Maska, Byblos e Gilmar. Nel 1985 firma un contratto come designer in esclusiva mondiale con Genny, prestigiosa maison per cui ai tempi stava realizzando una linea anche Gianni Versace. Qualche anno più tardi comincia a collaborare con Pietro Pianforini, il celebre designer di maglieria, diventando primo stilista del marchio omonimo nel 1988 grazie al particolare talento dimostrato nelle creazioni in lana, cashmere e jersey. Nel 1994 lancia una linea di maglieria A.A. Milano e nel marzo 1996 presenta la prima collezione donna autunno/inverno sulle passerelle di Milano Moda Donna.

E’ il battesimo del fuoco per lo stilista partenopeo che si presenta con una collezione prete-à-porter dal nome eccentrico e accattivante “Punk on a mediterranean woman” firmando il brand con il suo stesso nome. Combinando eleganti tagli sartoriali con sensualità e femminilità, la moda di Alessandro Dell’Acqua si guadagna l’attenzione di stampa e buyer che lo consacrano come emergente stilista italiano.

Il debutto per la collezione maschile avviene invece due anni più tardi, nel 1998, a Firenze, in occasione del Pitti Uomo, manifestazione leader del menswear internazionale.

Per ben due volte vince l’Oscar della moda: nel 2002 come Miglior Nuovo Stilista Donna e nel 2004 come Miglior Stilista della Nuova Femminilità. Nel 2000 oltre al lancio sul mercato della sua prima linea di calzature donna, viene nominato direttore creativo di Borbonese.

Tra le molteplici collaborazioni che si affacciano nel fitto curriculum dello stilista, ci sono quelle con Les Copains, Iceberg, Mariella Burani, Christian Lacroix e Dolce & Gabbana. La prima fragranza Alessandro Dell’Acqua (prodotta e distribuita da EuroItalia) viene presentata nel 2001 con una campagna pubblicitaria curata da Helmut Newton, con protagonista la top model Helena Christensen.

Sempre più conscio delle possibilità di mercato e sempre più apprezzato da pubblico e critica, nel marzo 2002 lo stilista crea una linea di occhiali con Visibilia Group. Sempre nel 2002, il designer debutta come direttore artistico di La Perla. La musa ispiratrice del designer è la controversa musicista rock Courtney Love, il cui stile viene reinterpretato secondo i dettami stilistici tipici dello star system holliwoodiano degli anni Cinquanta.

Nel 2003, un consorzio d’investitori guidato dalla famiglia Arpels acquisisce il 70% del brand del designer di Napoli. Arples vende una partecipazione del 20% in Van Cleef & Arples al gruppo Richemont, e acquisisce il gruppo Redwall, che produce borse e accessori con i marchi Borbonese Redwall, di cui Dell’Acqua è stato il designer per un lungo periodo di tempo.

Accordi di licenza che sono già in vigore per la produzione di profumi, scarpe e occhiali con il marchio Dell’Acqua restano invariati: questi sono, rispettivamente, EuroItalia, Iris e Visibilia.

Una nuova società all’interno del gruppo Redwall ottiene la licenza per la produzione della parte d’abbigliamento. Claude Arples viene riconfermato amministratore delegato di Redwall e Dell’Acqua rimane presidente e partner, con una quota del 30%.

Redwall Group chiude il 2002 con un fatturato di circa 40 milioni di euro (22.000.000 Redwall, 18.000.000 Dell’Acqua). Nel 2004 l’intraprendente stilista firma una licenza per la produzione e distribuzione di calzature maschili con Rodolfo Zengarini e con Ballin per quanto riguarda le linee donna. Sempre nel 2003, Alessandro Dell’Acqua lancia sul mercato la prima fragranza uomo. Nel 2004 avviene il lancio del sito www.alessandrodellacqua.com su cui è possibile prendere visione delle collezioni e trovare informazioni relative al brand.

Sempre nel 2004 viene aperto a New York, al 149 della Fifth Avenue, un negozio monomarca dove è possibile acquistare gli accessori e le collezioni uomo e donna. A partire dalla primavera/estate 2009, Alessandro Dell’Acqua prende il posto del duo creativo 6267 nella direzione creativa di Malo, il marchio di maglieria in cashmere del gruppo It Holding. La collaborazione terminerà poco dopo e coinciderà quasi con la chiusura della Alessandro Dell’Acqua.

Nel febbraio 2010 il designer torna sulle passerelle con la collezione N°21, il cui nome si riferisce alla data di nascita e numero fortunato dello stilista, e nel settembre dello stesso anno debutta sulle passerelle milanesi come direttore artistico della collezione donna di Brioni.