Coppola & Toppo

Nasce dal nome di Lyda Coppola (1915-1986) che, veneziana, varò la griffe a Milano dopo aver frequentato a Venezia l’Accademia di Belle Arti e il laboratorio di Ada Politzer, nota creatrice di bijoux. L’azienda, battezzata Coppola & Toppo in seguito al matrimonio che la unì a Toppo, si impose all’attenzione dei grandi sarti per la produzione di bijoux d’alta qualità. Dapprima le sue creazioni furono apprezzate soprattutto dai grandi couturier francesi come Balenciaga, Balmain, Dior, Fath, Lanvin, Schiaparelli, che li utilizzarono come accessori per le loro collezioni. Nel maggio del ’48 le fu dedicato il Point de Vue di Vogue Francia. Affiancata dal fratello Bruno, cominciò in un secondo tempo a guardare al mercato statunitense dove, grazie anche alla presentazione di Elsa Schiaparelli, i suoi bijoux cominciarono a essere venduti nei grandi magazzini newyorkesi — Lord & Taylor, Saks Fifth Avenue, Bergdorf Goodman — e ad apparire regolarmente sulle più importanti riviste di moda: Vogue, Harper’s Bazaar, Women’s Wear Daily. Assecondavano infatti il gusto americano per gli effetti spettacolari di forme e colori giocati sulla duttilità del cristallo montato su invisibili strutture metalliche. Tipici i soggetti floreali soprattutto negli anni ’60, quando ormai anche gli stilisti italiani affidavano a Coppola & Toppo la realizzazione dei loro bijoux: da Capucci a Krizia, da Pucci a Lancetti, da Enzo Fontana a Valentino. Quest’ultimo, divenuto il committente più importante della casa, ne stimolò in modo particolare le ricerche creative, favorendo l’introduzione, fra i vari materiali usati, di annette di metallo e plastica. L’attività della maison cessa con la morte di Lyda Coppola. Di lei Maria Pezzi ha scritto su Donna: "Aveva un senso completo della moda e una misura estetica eccezionale. Il suo era un lavoro artigianale ormai perduto: prima di passare in laboratorio, i suoi bijoux, li studiava lei direttamente, calcolando il peso, la lavorazione, l’effetto pizzo, l’effetto cascata. È certo che la moda italiana, fondata all’inizio soprattutto sulla fantasia, l’azzardo, la personalità, ha trovato in Lyda una grande ambasciatrice".

Fiorentina

Nasce a New York. Intorno agli anni ’50 decide, data la sua passione per le scarpe, di disegnare una collezione pensata per le donne americane, ma di gusto italiano. Il successo arriva quasi immediato, esattamente nel 1957, con l’apertura al 789 di Madison Avenue, della sua prima boutique di calzature. Ancora prodotte negli stabilimenti di Vigevano e Bologna, le sue scarpe sono attualmente in vendita nei corner dei grandi magazzini più esclusivi d’America, come Bergdorf Goodman.

Bergdorf Goodman

Nasce da un negozio di abbigliamento femminile aperto a New York sulla Quinta Avenue all’altezza della 19esima strada sotto l’insegna Bergdorf and Voight. Nel 1889, Herman Bergdorf assume il giovane sarto Edwin Goodman, nel 1901 si associano e nel ’14 aprono un negozio dove oggi si trova il Rockefeller Center. Sono i primi a vendere prêt-à-porter, eliminando così le lunghe attese richieste dai sarti. Nel 1928 si spostano all’indirizzo attuale, Quinta Avenue e 58esima strada nella ex Maison Vanderbilt, in un negozio disegnato e decorato come le case parigine della loro ricca clientela. Nel ’53, Bergdorf Goodman è già il grande magazzino più sofisticato di New York: vende abiti di moda pronta di lusso e ha al suo interno un beauty salon. Nel ’72, lo compra la società Carter Hawley Hale Stores. Nell’86 il grande magazzino inaugura il dipartimento di mobili e accessori per la casa. L’anno dopo, la proprietà cambia di nuovo, passando al Neiman Marcus Group. Bergdorf Goodman ha lanciato in America stilisti come Missoni, Armani, Ferré, Krizia, Lacroix e scoperto Donna Karan e Calvin Klein.