Bauhaus

Inserito nel programma culturale del Bauhaus a partire dal 1920, sotto la direzione di Georg Muche che lo presiederà fino al ’27, viene frequentato inizialmente solo da donne, annoverando anche in seguito poche presenze maschili. Impostato sull’insegnamento delle tecniche di tessitura, di intreccio, di ricamo a mano e a macchina e di sartoria, pur godendo di larga autonomia operativa, stabilisce subito stretti legami con il laboratorio di falegnameria al fine di produrre elementi decorativi coordinati all’arredamento, come tappeti, arazzi, cuscini e stoffe per rivestimenti. Già dal ’23 questa sezione produce per la vendita, sperimentando tessuti misti a cellophan, ciniglia, seta artificiale e privilegiando fibre innovative in abbinamento a quelle più tradizionali. Gli stimoli più importanti sul piano delle innovazioni stilistiche, provenivano dalle lezioni dei grandi artisti del Bauhaus. Fondamentale l’influenza di Joahannes Itten sulle allieve Otti Berger e Anni Albers che lavoravano sulla base delle forme primarie del cerchio, del quadrato e del triangolo e spesso dei colori puri. Dagli studi del laboratorio di tessitura, la tipologia dell’arazzo uscirà totalmente rivoluzionata: non più il tradizionale sfondo narrativo e figurativo, ma composizioni geometrico-bidimensionali, più in linea con le suggestioni della nuova arte astratta. Del resto anche le lezioni di Paul Klee, di Kandinskij e di Moholy-Nagy favoriscono la progressiva affermazione di queste tendenze con il risultato che tessuti e modelli somiglieranno sempre più a quadri geometrici. Dal ’27, Gunta Stìlzl assume la direzione della sezione tessile e promuove anche l’apertura di una tintoria interna per stoffe. Nel periodo di Dessau, si procede a dare grande impulso al disegno di tipo industriale al fine di sviluppare così una nuova quanto significativa figura professionale, quella del designer tessile. Dopo le dimissioni della Stìlzl avvenuta nel ’31, Mies Van der Rohe chiama al coordinamento del laboratorio l’arredatrice berlinese Lilly Reich che si orienterà verso la produzione dei tessuti stampati per moda e arredamento fino alla forzata chiusura del ’33.