Barentzen (de)

Nato a Parigi da una famiglia nobile di origine danese, a 18 anni lavora come disegnatore per Dessés, poi è modellista da Jacques Fath fino alla morte del couturier. Nel 1956, approda in Italia. A Milano, collabora con Fercioni, Jole Veneziani, Rina Modelli e, con Monsieur Gilles, disegna cappelli per Projetti. A Roma, lavora per molte case d’alta moda. Suoi bozzetti sono negli archivi di Schuberth, delle sorelle Fontana, di Antonelli, di Fabiani e Simonetta. Disegna due collezioni per Luciani e per Falconetto. Decide di aprire una sua sartoria in via San Sebastianello nel 1958, con la preziosa collaborazione di Monsieur Gilles, noto modista, autore di strabilianti cappelli. Nel ’60, esordisce sulla pedana fiorentina della Sala Bianca di Palazzo Pitti. La sua origine culturale francese affiora in particolar modo nelle citazioni stilistiche di Balenciaga. Nel ’66, s’impegna in una linea di prêt-à-porter. S’interrompe il sodalizio con Monsieur Gilles che decide di aprire un atelier con Rocco Muscariello, assistente di De Barentzen con il nome Barocco. Nel ’72 chiude l’attività, lascia l’Italia per non far più ritorno.

2000, novembre. È fra i protagonisti di una mostra che Malta dedica alla moda italiana dal 1950 al 1970, rassegna che viene trasferita presso le scuderie Aldobrandini di Frascati a partire dal dicembre successivo. Barentzen è idealmente coinvolto anche nel tributo che le più importanti boutique di via Borgognona a Roma fanno a Monsieur Gilles, ospitando i cappelli del modista a cui il designer danese si legò professionalmente per tutti gli anni ’50.