Asprey

Un indirizzo storico: 165-169 New Bond Street, conosciuto non solo dai londinesi doc, ma da tutti coloro che amano lo stile anglosassone. La sua storia inizia più di 200 anni fa: come esordio, una ricercata collezione di articoli di lusso, soprattutto pelletteria e oggetti artistici; in seguito una tendenza via via più decisa verso il settore dell’argenteria, dei servizi in porcellana da tavola, dell’orologio di precisione e del gioiello. La disponibilità a eseguire qualsiasi oggetto su richiesta — "It can be done" è il motto di Edward Asprey –, porta l’azienda a sviluppare in particolare la gioielleria. Come fiore all’occhiello, Asprey vanta un lungo rapporto con la casa reale, dal primo brevetto ricevuto nel 1862 dalla regina Vittoria in poi, oltre a una prestigiosa clientela che annovera principi, maharaja, politici, diplomatici, celebrità del mondo dello spettacolo. Oltreoceano il marchio si è già conquistato, nel 1984, un avamposto di tutto rispetto: 725 Fifth Avenue, New York. Nell’86 la Asprey entra a far parte del team di sponsor della Ferrari per il campionato di Formula Uno, creando una collezione di accessori in oro, argento e smalto, contrassegnati da alcuni mitici particolari delle Rosse di Maranello.

1998. La gioielleria, già acquistata da Jefri Bolkiah fratello del Sultano del Brunei nel 1995, viene accorpata alla concorrente Garrard per la cifra di 100 milioni di sterline. Nasce Asprey & Garrard.

1999, dicembre. A New York, va all’asta per beneficenza la collana di Asprey (diamanti e perle) indossata da Lady Diana nella sua ultima apparizione pubblica. Prezzo base di 500 mila dollari.

2000, luglio. Tommy Hilfiger acquista Asprey & Garrard dal Brunei Investment Group.

2001, febbraio. Accordo con il colosso Lvmh per il comparto dei gioielli.

2002. "Split" tra i due giganti della gioielleria, che tornano ad agire separatamente.