Fusco

Ha esaltato la grande sartoria napoletana con il suo corredo di raffinatezza e di manualità preziose. Cresciuto in una famiglia che trattava tessuti d’arredamento, frequenta prima una scuola di design, poi segue corsi di specializzazione a New York, Montreal, Parigi. A Istanbul, per il gruppo Cerruti, organizza e segue una linea di abbigliamento. Nel ’76 decide di ritornare in Italia e si insedia a Milano. Apre una factory, una specie di fucina di idee che gli permette di trapiantare nell’industria il suo ideale di produzione artigiana. Cresce nel mondo della moda, andando però controcorrente: a certe frenesie del prêt-à-porter oppone la discrezione e la cura maniacale del proprio lavoro. Dal ’79 lo affianca la moglie Patrizia. Punto di forza della sua linea la giacca da uomo, alleggerita, smontata, snellita pur mantenendo la costruzione della spalla per cui la sartoria napoletana va famosa. Fusco, che ha trasferito nell’abbigliamento femminile l’aplomb del guardaroba maschile, ha inventato la giacca Milano, il tailleur Portofino, il cappotto Montecarlo e il cappotto Vienna. Nel 1999, ha firmato un accordo con il Gruppo Inghirami che è fra i leader nel settore tessile-abbigliamento italiano e che dalla collezione primavera-estate 2000, segue a livello mondiale l’intero ciclo produttivo della nuova linea Antonio Fusco Gold Signature. 

2000, novembre. Di comune accordo, Antonio Fusco e Gft decidono di chiudere il rapporto di licenza a partire dalla stagione autunno-inverno 2001. Divergenze di strategia lo impongono: lo stilista napoletano vuole "riprendersi" la gestione diretta di produzione e distribuzione della linea donna, mentre Gft si orienta su un’idea di partnership piuttosto che di licenza.
2002, giugno. La collezione Uomo di Fusco sarà prodotta e distribuita a livello mondiale da Tombolini, holding di Urbisaglia nelle Marche, che, oltre ai marchi di abbigliamento Tombolini e Regent (acquisito nel 2001), produce e distribuisce Mugler, Givenchy e di recente Romeo Gigli. L’accordo di licenza Fusco-Tombolini durerà tre anni a partire dalla collezione primavera-estate 2003. Più che una licenza, una partnership, come tiene a sottolineare Fiorella Tombolini presidente e amministratore delegato, data la continua collaborazione con Fusco, che comunque mantiene il controllo della parte stilistica. L’accordo si propone di raggiungere nuove strategie sul fronte della distribuzione: mercato più importante resta l’Italia, ma si intende sviluppare contemporaneamente quelli di Europa, Usa e Giappone. È prevista una parallela estensione ai paesi dell’Est, Russia compresa. In progetto anche dei monomarca, a cominciare da Parigi.
2002. Tombolini ha chiuso l’anno con un fatturato di 60 milioni di euro, Fusco con 15 milioni.