Tom Ford

Indice:

  1. Gli esordi: dal Texas a New York
  2. Il grande salto: l’uomo che salvò Gucci
  3. Tom Ford International
  4. Il cinema: un futuro da film
  5. La ricerca della perfezione

GLI ESORDI: DAL TEXAS A NEW YORK

Tom Ford by Terry Richardson

Thomas Carlyle Ford, meglio conosciuto come Tom Ford, nasce a Austin, Texas, il 27 agosto 1961. Figlio di due agenti immobiliari, trascorre l’infanzia tra Houston e Santa Fe. Si trasferisce a New York a 17 anni, nella Grande Mela frequenta lo Studio 54, dove conosce e frequenta Andy Warhol. Gli eccessi della vita mondana lo distraggono dagli studi, portandolo, nel 1980, a trasferirsi a Los Angeles, dove intraprende  la carriera di attore, cercando di affermarsi negli spot televisivi. Dopo due anni torno a New York per studiare architettura alla Parsons School of Design.

Un’esperienza di stage a Parigi, nell’ufficio stampa di Chloé, lo convince a cambiare indirizzo di studi e iniziare l’esperienza nel mondo della moda. Inizia una collaborazione con Cathy Hardwick, per poi nel 1988 assumere la direzione del design di Perry Ellis sotto la supervisione di un altro futuro gigante della moda, Marc Jacobs.

Tom Ford

IL GRANDE SALTO: L’UOMO CHE SALVÒ GUCCI

Tom Ford nel backstage della sfilata Gucci

Nel 1990 Tom Ford si trasferisce a Milano e fa il suo ingresso come responsabile dell’abbigliamento della linea ready to wear donna, nella maison Gucci, allora in forti difficoltà finanziarie. Il successo è immediato: la storica griffe, che soffriva di un’immagine troppo legata al passato, viene completamente rinnovata e conquista, sin dalla prima sfilata. Nel 1992 assume la carica di direttore del design e nel 1994, quando Gucci viene rilevata dal fondo del Bahrain Investcorp, ne diventa il direttore creativo di tutte le linee di prodotto Gucci. Lo stilista vive e lavora fra Londra, Parigi, Firenze e Milano ed è attualmente alla testa di un gruppo di designer provenienti da varie parti del mondo.

A questi ruoli si affianca successivamente anche quello di chief designer di Yves Saint Laurent e di YSL Beauté. Insieme al CEO Domenico De Sole, Tom Ford rinnova e rilancia l’immagine di Gucci, traghettandola nel gotha del fashion, con uno stile sensuale e lussuoso, tra pollice dai colori pop, abiti cut-out total white, ricami preziosi, stivali in pitone, decolleté con morsetto e rivisitazione della storica Jackie O Bag.

A veicolare il nuovo corso della griffe sono anche le campagne internazionali studiate dallo stilista texano e scattate dai celeberrimi fotografi Richard Avedon, Helmut Newton, Mario Testino Herb Ritts. In dieci anni il giro di affari della maison fiorentina passa da 230 milioni a 3 miliardi di dollari. Nel 2004, quando la conglomerata francese Ppr (oggi gruppo Kering) rileva Gucci, il duo Ford-De Sole lascia l’azienda e fonda il marchio  Tom Ford.

ADV Gucci 2003 by Mario Testino

TOM FORD INTENATIONAL

Dopo il debutto nell’eyewear in partnership con il Gruppo Marcolin, lo stilista sigla un accordo con Estée Lauder per la prima fragranza Tom Ford Black Orchi. Con un comunicato stampa nel febbraio 2006 Ford annuncia il sodalizio con il Gruppo Ermenegildo Zegna per produrre – in piccole fabbriche artigianali tra Padova, Biella e Novara – e distribuire le linee uomo di prêt-à-porter, alta sartoria, accessori e calzature. Nell’aprile del 2007, con l’apertura del primo flagship store a New York, bene lanciata la prima collezione uomo, all’insegna del rigore classico, ricercato nei tagli e nei materiali. La tradizione dell’alta sartoria italiana e il genio di Tom Ford creano un uomo la cui filosofia è in perfetto equilibrio tra il rigore classico e il gioco del costante reinventare, dove le regole dello stile vengono ristabilite.

Tom Ford’s campaign 2011

La prima, attesissima. linea femminile firmata Tom Ford viene presentata a selezionati buyer e fashion editor nel 2010. La donna Tom Ford è affascinante e decisamente sexy. Le sue collezioni sono una celebrazione dello stile individuale e delle “donne vere”: Ford crea collezioni che, guidate da una coerenza e una consistenza stilistica, sono destinate a sopravvivere allo scorrere del tempo. A ispirare i suoi look sono donne bellissime come Lauren Hutton, Julianne Moore e Bianca Jagger, ma la sua musa per eccellenza la New York degli anni ’70. Terry Richardson è l’interprete migliore dell’immagine Ford, è il suo fotografo di fiducia, con cui collabora per tantissimi progetti e campagne pubblicitarie, che molto spesso sfidano la censura per le pose dai forti accenni sessuali, Ford è l’arbitro assoluto del suo successo e il suo senso dello stile è riconosciuto come impeccabile.

Tom Ford For Men by Terry Richardson

La sua moda uomo, invece, è come lui, classica e iperlussuosa, che non ha bisogno di strafare per ostentare sicurezza. Tom riesce a creare un’immagine maschie, cucita su sé stesso, in cui tutti vorrebbero riconoscersi. Al finale delle sfilate si presenta sulla passerella Gucci vestito di tuxedo classico e un bicchiere di whisky in mano, è il James Bon della moda, il golden man che tutti gli uomini vorrebbero essere.

Tom Ford sembra uno di quei geni del Rinascimento che aggiungevano titoli su titoli come Leonardo da Vinci, lo stilista americano è anche, infatti, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore e all’occorrenza anche fotografo e modello (di sé stesso). Un brand più che un uomo, che ha deciso di espandere i suoi orizzonti conquistando anche il cinema. Ha raggiunto la fama mondiale negli anni ’90, con il rilancio di Gucci e  YSL, per poi mettersi alla guida del suo impero. È il sex symbol di tutte le donne e uomini, icona gay e self made man.

Lo stilista texano è tornato alla ribalta con una sfilata di moda uomo e donna durante la New York Fashion Week A/W 2018-2019, facendo parlare molto di sè. Molti i premi e i riconoscimenti conferitigli nel corso della sua carriera: nel 1997 è tra le 50 persone più belle secondo la rivista People, nel 2000 vince il Vogue Award come Migliore Designer Internazionale, e cinque riconoscimenti del Council of Fashion Designers of America (1996, 2001, 2002, 2004, 2008). Una nomination e un Queer Lion Award– come miglior film a tematica LGBT- al Festival del Cinema di Venezia anche per il suo A Single Man.

Tom Ford’s campaign 2016 by Nick Knight

IL CINEMA: UN FUTURO DA FILM

Il primo avvicinamento al cinema di Tom Ford non è da regista, ma bensì come attore. Nel film Zoolander di Ben Stiller, Tom interpreta sé stesso. Nel 2008, con la casa di produzione Fade to Black, si lancia davvero nel cinema con il suo primo film, A single man, tratto dal romanzo di Christopher Isherwood e interpretato da Colin Firth. La pellicola riceve un’ottima accoglienza alla 66esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, aggiudicandosi il  Queer Lion Award e la Coppa Volpi per miglior attore protagonista.

Nel 2016, sempre a Venezia, presenta il suo secondo lungometraggio, Animali notturni, vincendo il Gran Premio della Giuria e ricevendo le sue prime candidature ai Golden Globes come miglior sceneggiatore e miglior regista. Anche questa seconda pellicola è tratta da un libro, Tony e Susan di Austin Wright.

I suoi film colpiscono per l’eleganza, come c’era da aspettarsi da uno come lui, ma non sono semplicemente decorativi, sono storie forti, ben interpretate da grandi attori come Julianne Moore per A single man, grande amica di Ford, e Jake Gyllenhaal, Amy Adams e Micheal Shannon in Animali notturni. Aaron Taylor-Johnson vince il Golden Globe nel 2017 come miglior attore non protagonista per il secondo film.

LA RICERCA DELLA PERFEZIONE

Nei numerosi incontri con la stampa, Tom Ford non ha mai nascosto la sua maniacalità per i dettagli, egli si ritiene un perfezionista, fino al punto da uscirne pazzo, ha una personalità ossessiva, ma nella ricerca della perfezione ha sicuramente un risvolto assai positivo. Tra le curiosità che lo riguardano anche la dipendenza dal botox, con il quale giura di aver chiuso dalla nascita di suo figlio. Ha l’abitudine di girare nudo per casa quando è da solo, ma vestirsi bene per lui è un segno di educazione, infatti il compito dello stilista è quello di aiutare donne e uomini a diventare la migliore versione di sé.

Diversi i colleghi di cui ha apprezzato il lavoro, a partire da Karl Lagerfeld e Alexander McQueen, lo stilista inglese scomparso nel 2010. Proprio alla notizia della morte di McQueen, Tom Ford aveva dichiarato: “Alcuni fashion designer sono degli artisti. Alexander McQueen era un artista. Le sue creazioni ti lasciavano senza fiato, erano spettacolari, con una storia da raccontare. Quello che faccio io invece, e l’ho sempre detto, è design commerciale”. Sarà anche multi-talentuoso come un uomo del Rinascimento, ma Tom Ford è anche molto onesto.