Nurmesniemi

Vuokko (1930). Stilista finlandese. Studia all’Institute of Industrial Design di Helsinki. Nel 1953, solo un anno dopo il diploma, diventa direttrice artistica della Marimekko. Vi rimane fino al ’60 e, durante questo periodo, è l’artefice del successo internazionale del marchio, con un’ondata di freschezza e di modernità creative, una proposta di colori vivaci e di forme semplici e portabilissime. Fa parte di una generazione di designer finlandesi, pionieri nel mondo di uno stile pulito e minimalista. Issey Miyake afferma di essere stato molto influenzato dal suo lavoro. Dai primi anni ’60, si mette in proprio producendo abbigliamento e tessuti per interni con il marchio “Vuokko Oy”. Dice di sé: “Sono una funzionalista. Un abito deve essere semplice, funzionale appunto, ma mai noioso”. Segue questo spirito anche per la linea uomo, che viene definita “l’uniforme degli architetti”. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi. Molti musei espongono le sue creazioni. Nel 1988 chiude l’azienda Vuokko Oy, inaugurata nel 1964. Nel 1990, nasce la nuova Vuokko Nurmesniemi Oy che ricorda nel nome la precedente esperienza e rilancia la produzione della designer. Nurmesniemi presenta la collezione primavera-estate 2003 nella cornice del Museo del Design di Helsinki. Ad affiancare la designer sono una decina di altre griffe finlandesi, che da dieci anni sfilano insieme nei fashion shows stagionali e nelle rassegne di tutta Europa. Tra di essi Designer Shop di Iris Aalto, Positive Design di Pirjo Friedriksson e Nemaki di Tua Rahikainen. Nel 2007 il Museo del Design di Helsinki le dedica un’ampia retrospettiva, che riassume un lavoro che va avanti da oltre cinquant’anni non solo nel campo dell’abbigliamento, ma anche nel design di vetro e ceramica.