Lang

Helmut (1956). Stilista austriaco. La sua moda è understatement quanto lui. Nasce a Vienna. Giovanissimo, comincia a disegnare i suoi primi modelli. Nel 1977, apre una boutique a Vienna di abiti su misura. In quel che propone c’è lo spirito del movimento d’avanguardia artistico e culturale al quale appartiene, il Wiener Moderne. Nell’86, esordisce a Parigi con una linea di prêt-à-porter. L’anno dopo, la sua prima collezione uomo ha grande successo. Via via, firma altre linee: scarpe (’90), jeans (’94), accessori (’95), shirt (’97), cravatte (’98). Le aperture dei negozi cadenzano il suo affermarsi: Monaco (’95), Milano (’96), New York (’97), Hong Kong e Londra (’98). Lang è l’essenzialità di una T-shirt, di una gonna, di un pantalone, di un abito nei colori naturali o ridotti al nero assoluto. Indicato fra gli stilisti cosiddetti minimalisti, in realtà alla semplicità dei suoi capi riesce a dare sempre un tocco artistico: il rosso di un’enorme riga che caratterizza un semplice pull; la gonna diritta a tubo che però s’invirgola alla vita; la tunica di tulle tagliata al vivo che copre l’abito. L’uso e l’abbinamento inedito di materiali (seta e plastica, per esempio) alimentano di tecnologia e di anticipazione del futuro il suo apparente minimalismo. Le sue sfilate, sempre e solo per pochi selezionati addetti ai lavori, non concedono nulla allo show. Niente passerelle, ragazze quasi struccate che incedono veloci, tacchi bassi. Sul finire del decennio ’90, la griffe è stata acquistata dal Gruppo Prada. Il Gruppo Prada possiede il 51 per cento di Helmut Lang. Il fatturato conseguito è di 41,8 milioni di euro.