Harper’s Bazaar

Mensile americano di moda. È l’antagonista di Vogue, a cui spesso ha sottratto le forze migliori, come nel caso del fotografo De Meyer e della giornalista Carmel Snow (è lei che, nel ’46, battezzò New look la prima collezione di Dior) che nel ’32 divenne la mattatrice della rivista e l’innovatrice. Fondato nel 1867 da Fletcher Harper, era settimanale e lo rimase sino al 1901 quando problemi di vendita consigliarono di trasformarlo in mensile. Neppure questa nuova periodicità raddrizzò la testata che, nel ’13, fu acquistata da William Randolph Hearst, già floridissimo editore. Il neoproprietario contrappose subito il mensile a Vogue, con una politica di ingaggi, di esclusive (un contratto decennale all’illustratore Erté), di grandi firme. Nel ’29, Hearst aggiunse una seconda “a” al finale di Bazar. Da allora, Harper’s Bazaar decollò. Qualche anno dopo, il successo fu alimentato dalla rivoluzione grafica studiata da Alexey Brodovitch, dal suo fiuto per i talenti della fotografia (da Man Ray a Martin Munkacsi, a Richard Avedon) che scopriva e lanciava e dal gusto per l’arte che lo portò a far collaborare Cocteau, DalÕ, Chagall. Alla scuola del mensile sono cresciuti Diana Vreeland (redattrice dal 1936 e, nel 1962, direttrice di Vogue) e fotografi come Bob Richardson e Irving Penn. L’ultima grande direttrice è stata Liz Tilberis, scomparsa nel 1999. La testata ha edizioni straniere. &Quad;2001, maggio. Glenda Bailey diventa editor in chief del magazine, forte di un passato in Italia come designer e reduce dall’edizione americana di Marie Claire, trasformata in cinque anni nel fashion magazine più venduto d’America: il primato dell’incremento più rapido di diffusione. &Quad;2002, giugno. Stephen Gan collaboratore di Harper’s Bazaar, ritira il Fashion Award per la categoria Creative Visionary. Cerimonia in tono minore per questa 40a edizione del premio del Cfda, che torna alla New York Public Library dove nacque. &Quad;2003. La testata è pubblicata in 18 paesi, tra cui Singapore, Taiwan, Turchia, Hong Kong e Repubblica Ceca.