Genny

Al principio erano gonne e camicette, elementi base del guardaroba, che Arnaldo Girombelli produceva con il marchio Genny come complemento e arricchimento delle collezioni in vendita nella sua boutique di Ancona. Una produzione artigianale, sempre più apprezzata dalle clienti, tanto che nel ’76 l’imprenditore marchigiano chiama come coordinatrice dello stile la giovanissima Donatella Ronchi: diventerà sua moglie e dal 1980, alla sua morte, gli succederà alla guida dell’azienda. Antesignano del made in Italy e della sua formula vincente — un sapiente dosaggio di moda, industria e sintonia con i gusti del pubblico — Girombelli nel ’68 apre il primo stabilimento per una produzione di qualità sartoriale: un centinaio i dipendenti. Nel ’73 inizia la collaborazione di Gianni Versace, stilista emergente sbarcato prima a Firenze, poi a Milano, dalla natia Reggio Calabria: un sodalizio che durerà fino agli anni ’90 (oltre a Genny, Versace disegnerà ai suoi esordi la linea giovane Byblos e la collezione Complice, nata nel 1975). La complicità con gli stilisti e l’apertura a talenti diversi per origine e vocazione — da Claude Montana a Keith Varty e Alan Cleaver, da Dolce & Gabbana a Christian Lacroix, da Rebecca Moses a John Bartlett, da Richard Tyler a Josephus Thimister — è la carta vincente del gruppo di Ancona, che, diventato nell’87 una holding finanziaria, ha accentuato la sua vocazione internazionale. Dalla scomparsa del marito, Donatella Girombelli è l’anima del Gruppo: oltre alle strategie aziendali (è presidente della holding) determina le scelte stilistiche, soprattutto per le collezioni Genny, in sintonia con le trasformazioni della società e il mutamento del ruolo della donna. Dopo lo stile forte e iperfemminile degli anni ’80, dopo la moda più concettuale dei ’90, è il momento della ricerca dell’equilibrio tra lusso e semplicità. "Purista-modernista, classico e solare e molto italiano", così Donatella (che ora ha al suo fianco il figlio Leonardo) ama definire la Genny del 2000. 

2001, giugno. Accordo preliminare per l’acquisizione di Genny da parte di Prada, che si impegna a garantire l’attuale livello di occupazione. Donatella Girombelli, presidente di Genny dal 1980, ha così commentato la decisione: "È stata la scelta più giusta per il nostro Gruppo. La competizione mondiale nel settore del lusso richiede oggi dimensioni maggiori per competere ad alto livello. Il futuro dell’azienda sarà sicuramente migliore, grazie all’ingresso in un Gruppo importante e in forte crescita come Prada". Donatella Girombelli e suo figlio Leonardo manterranno incarichi nella nuova società.
2002, settembre. Debutto di Francisco Rosaf, nuovo stilista (ha 37 anni) di Genny. Rivitalizza la tradizione del pizzo, che è sempre stato importante nella storia del marchio e che ritorna come stampa sui tessuti insieme a fiori colorati.