Dolce & Gabbana

Lavorano in tandem. Sono considerati i creatori di un nuovo stile mediterraneo. Domenico Dolce (1958) è nato a Polizzi Generosa (Palermo). Sin da giovane segue l’attività del padre Saverio nella sua piccola azienda d’abbigliamento. Stefano Gabbana (1962) è nato a Milano. Studia grafica, ma presto sceglie la moda come professione. Si incontrano e formano un duo professionale. Per alcuni anni collaborano con vari studi stilistici, finché decidono di mettersi in proprio, dando vita alla griffe Dolce & Gabbana. La prima sfilata è del 1985: Beppe Modenese li invita a Milano Collezioni Nuovi Talenti. In passerella sfila una produzione di sicura novità, realizzata in una serie di laboratori artigianali siciliani, che attrae l’interesse della stampa specializzata. Ma è del marzo successivo la prima collezione auto-prodotta e presentata in via Santa Cecilia, sede del loro atelier milanese: in piena atmosfera di minigonne e spalle squadrate da donna manager, la figura femminile proposta da Dolce & Gabbana è quella tradizionale che si può trovare tra le popolane del Gattopardo, nelle strade di Verga o nei quadri di Guttuso. Donne di Sicilia, focose, seducenti e severe allo stesso tempo, timorate di Dio, legate alla famiglia e alla chiesa; un misto di glamour e di verismo, esaltazione di una riscoperta mediterraneità. Musa ispiratrice è una Santuzza che gioca a fare la spregiudicata, con reggiseni e corsetti portati a vista, sottovesti, veli e pizzi esibiti con erotica sfrontatezza. Lo stile Dolce & Gabbana ha una impronta decisa, che si stacca nettamente dal panorama di quegli anni. La loro Santuzza si fa strada velocemente, a colpi di guêpière, di rosari portati al collo come collane preziose, di gilet maschili con il dorso di pizzo e di reggiseni portati sopra la maglia. Nell’88, viene siglato l’accordo per la produzione del prêt-à-porter nell’azienda di famiglia di Domenico Dolce, a Legnano. Altra tappa fondamentale della carriera dei due giovani stilisti il ’90, anno in cui viene presentata la prima collezione uomo. Nel ’94, nasce la collezione D & G, la linea per i giovani, prodotta e distribuita dall’Ittierre. Per dare un’impronta più ricercata e precisa della loro moda, Dolce e Gabbana la affidano agli obiettivi di grandi maestri della fotografia, Ferri, Scianna, Meisel, Lindbergh, Newton. L’immagine che ne esce sembra ispirarsi alle protagoniste dei film di Germi o Monicelli, alle sedotte e abbandonate o alle ragazze con la pistola e rendono omaggio ad Anna Magnani e a Sofia Loren, a Claudia Cardinale e a Stefania Sandrelli. Una protagonista del mondo dello spettacolo ha un peso determinante nella storia dei due stilisti: Madonna. È un’amicizia, la loro, che acquista clamore internazionale con la presenza della rock star americana al party sfilata di D & G del ’92. Madonna dichiara una vera passione per Dolce e Gabbana e a loro chiede di disegnare i 1.500 costumi del suo tour Girlie Show del ’93. Ma, nella schiera dei fan dei due stilisti figurano anche Demi Moore, Nicole Kidman, Isabella Rossellini, Susan Sarandon, Tina Turner, Gwyneth Paltrow, Liv Tyler, Chiara Mastroianni, Jon Bon Jovi, Simon Le Bon. Nel marzo del ’96, D & G celebrano con un libro di immagini, 10 anni di Dolce & Gabbana, il loro primo importante anniversario. In copertina la foto di Monica Bellucci, ritratta in un remake del celebre spogliarello del film La dolce vita, che si ispirava a quello reale della ballerina turca Aiché Nanà in un night romano della fine anni ’50. Sempre nel ’96, lanciano il cd D & G Music, seguito nel ’97 da un altro singolo D&G More More More. Con Giuseppe Tornatore — ha firmato la regia dello spot con Monica Bellucci per il primo dei loro profumi — Domenico Dolce e Stefano Gabbana accettano di interpretare le parti di un pastore siciliano e di un fotografo milanese nel film L’uomo delle stelle. Ultima tappa creativa: la linea D & G junior presentata al Pitti Bimbo di Firenze del giugno ’99.

2000, luglio. Dolce & Gabbana hanno inaugurato a Los Angeles, con una grande festa, la nuova boutique sulla mitica Rodeo Drive di Beverly Hills. Women’s Wear Daily ha definito l’evento un nuovo tocco di Sicilia sulla West Coast.
2002, febbraio. Dalla lunga esperienza, prima come vicepresidente e responsabile di Armani per 15 anni e poi come presidente e direttore operativo della Calvin Klein, Gabriella Forte è approdata, all’età di 51 anni, alla carica di presidente della Dolce & Gabbana Usa e di direttore licenze e accessori Dolce & Gabbana S.p.A.
2002, giugno. La linea junior si estende ai piccolissimi da 6 a 24 mesi. Su un’ipotetica spiaggia sono stati presentati i modelli per bebè primavera-estate 2003-2004. Un abbigliamento basic con marchio ben in vista, tanto denim, stampe animalier. A fine luglio saranno in vendita in un corner alla Rinascente di Milano, piazza del Duomo. Altri corner saranno aperti nei negozi monomarca di Milano, Miami e Roma, piazza di Spagna.
2002, giugno. Per Kylie Minogue, presente per l’unica volta in Italia al Filaforum di Assago, i due stilisti hanno dato una gran festa allo spazio Antologico di via Mecenate. Gli invitati potevano entrare solo indossando una T-shirt con la scritta “Dolce e Gabbana per Kylie” spedita insieme all’invito e con un trasferello delle labbra della 34enne diva pop australiana “effetto bacio” elaborato al computer. D&G hanno creato per la loro amica e il suo team tutti i costumi di scena per il tour europeo.
2002, settembre. È un ritorno allo stile originario, quello che li rese famosi nella seconda metà degli anni ’80. Dieci capi di culto rieditati con l’etichetta Vintage hanno aperto la sfilata. Sono tornati in passerella la miniguêpière portata sulla camicia bianca, l’abito-bustier nero stringato sui fianchi, l’abitino in maglia aderente, il tailleur nero sexy e attillato, che mette in mostra le curve. Poi la sfilata è proseguita con le nuove proposte per la primavera-estate 2003. Un’ambientazione surreale e nostalgica, in un vecchio porto con ormeggi e catene arrugginite, ha fatto da sfondo ai pantaloni aderentissimi chiusi da fibbie, ai giubbotti in cotone argentato, alle minigonne con frange di cuoio, alle camicie ampie e asimmetriche, al peplo corto in jersey rosso, alle pellicce che hanno intarsi di maglia e catene. “Futurista, ipersexy, stravagante, erotica, guerriera, ellenica, dura”: sono gli aggettivi usati da D&G per la nuova collezione. Particolari inediti, come le scarpe décolleté con catenella e lucchetto, dai tacchi sottilissimi e vertiginosi, gli stivali con una grossa fascia a borchie, i bracciali-manette, i collari con la scritta sex o love. E poi i capi che si trasformano: l’abito, il giubbotto, persino la borsa cambiano a piacimento forma e dimensioni. Dolce e Gabbana prevedono di raggiungere a fine 2002 un fatturato di 533 milioni di euro. Per loro la crisi non si è fatta sentire.
2003, gennaio. Con l’apertura delle sfilate milanesi si è inaugurato il nuovo spazio di Milano nel palazzo di corso Venezia, ex sede storica di Brigatti. Su progetto dell’architetto David Chipperfield, ripristinati affreschi e strutture, i tre piani ospitano anche luoghi non necessariamente legati alla vendita. Più che di un negozio si può parlare di un club maschile, con un barbiere naturalmente siciliano (Giovanni Pappalardo di Gela), un bar Martini e Rossi, un centro fitness con massaggi, fanghi e trattamenti di bellezza. L’arredamento è stato curato personalmente dai due stilisti assistiti dall’architetto Ferruccio Laviani. Lampadari di Murano, fichi d’india, troni barocchi, giganteschi otri, tutto in pieno stile D&G.
2003, gennaio. Per la collezione Uomo, D&G propongono una moda street life che vuole però mantenere un suo lusso estremo, senza cadere nel cheap e nello straccione.
2003, marzo. Per l’inverno 2004 D&G hanno puntato su una donna tecno-romantica. Romanticismo rivisitato in chiave moderna: un abitino bianco e nero ma stampato a macchie feline realizzate al computer, l’abito optical bianco-nero ma con applicazioni di pizzo antico, l’abito sexy ma indossato con stivali da motocross, le classiche décolleté di vernice dal tacco altissimo, ma con suola a zeppa. C’è poi il gioco dei contrasti uomo-donna, con giacche e completi sempre diversi, con colorati parka-paracadute oversize. 2003, aprile. La mini di Mary Quant ha compiuto quarant’anni. Per festeggiare l’anniversario di quella che fu una vera rivoluzione, si è tenuto a Riccione un “Mini Pride”. Non poteva mancare il marchio Dolce & Gabbana, che ha chiuso il corteo con tre modelle in minigonna su un’auto d’epoca.
2003, maggio. Presi di mira i due negozi D&G di Old Bond Street e Sloane Street a Londra, da parte dei gruppi animalisti della London Animal Action. Secondo quanto riferisce il sito inglese fuk.uk si sono radunati davanti alle vetrine (blindate) di Old Bond Street una settantina di manifestanti che contestano ai due stilisti l’utilizzo di pellami e pellicce. I manifestanti hanno annunciato che protesteranno tutti i sabati fino a quando D&G rinunceranno alle pellicce.
2003, maggio-giugno. Sono previste a breve termine nuove aperture. Dopo lo sbarco a Portofino nel 2001 con l’acquisto dell’Olivetta (la villa affittata per anni da Berlusconi), Dolce e Gabbana tornano nel Tigullio. È ora la volta di Santa Margherita Ligure. A giugno, si inaugura una boutique di 130 metri quadrati negli ex locali della storica pasticceria Bima che ha chiuso dopo 70 anni di attività. Sono stati già aperti lo store di Venezia (settembre 2002) e quello di Riccione (aprile 2003). L’opening più importante è quello di Monaco di Baviera, con sede nell’antico complesso ristrutturato Funf Hofe. Il progetto degli interni, con superfici di acciaio, specchi e scatole di luce opalescenti, è stato curato come altri negozi D&G dall’architetto Rodolfo Dordoni.
2003, giugno. Moda uomo. Una piccola oasi di palme e sabbia, ritmi anni ’70 e una vocalist d’eccezione come Jocelyn Brown, è la moda dell’happy hour portata in passerella con una variante del classico Martini Dry offerto prima della sfilata. Modello di riferimento non poteva che essere David Beckham, l’uomo attualmente considerato la nuova icona della moda maschile. “Siamo noi che lo vestiamo” ha dichiarato Domenico Dolce, in sottintesa polemica con Armani che gli ha dedicato la Beckham jacket.”

Nel gennaio 2004 l’uscita del volume Calcio, che vede protagonisti calciatori e arbitri, ritratti dall’obiettivo di Mariano Vivanco mentre indossano Dolce & Gabbana, celebra lo stretto legame che il brand intesse con il mondo patinato che gira attorno a questo sport. La liaison vivrà il suo momento di gloria nel 2006, anno in cui Dolce & Gabbana firmano le divise istituzionali per la Nazionale Italiana di calcio, in occasione dei Mondiali di Germania, vinti proprio dall’Italia. Si susseguono intanto le aperture di nuovi punti vendita: nel 2004 viene inaugurata la prima boutique spagnola, a Madrid; nel 2005 apre i battenti, in via della Spiga 26, a Milano, una boutique donna di mille metri quadri, arredata in uno sfarzoso stile neobarocco. Ma l’eclettico duo non si dedica solo alla moda in senso stretto: in questi anni firma anche una versione della Citroên C3 e un telefono cellulare per Motorola, mentre risale al 2006 l’inaugurazione a Milano del Gold, una location polifunzionale che raggruppa una caffetteria, un cocktail bar, un bistrot e un ristorante. L’edonismo si tiene al passo con i tempi: Dolce & Gabbana è tra le prime case di moda italiane a dotarsi di un eccellente sito web, attorno a cui si riunisce una vivace community, e che a fine 2008 vedrà nascere anche un ricco magazine on-line. Grande importanza continuano a rivestire le celebrities, che diventano uno dei principali mezzi di veicolazione del marchio: alla cerimonia degli Oscar, al festival di Cannes come a quello di Venezia, ma anche in TV e sui palchi della musica pop, sono immancabili le star vestite Dolce & Gabbana. Nel 2007 Dolce & Gabbana chiude dopo 12 anni la collaborazione con IT Holding per la produzione della linea giovane D&G, che viene portata in house per garantire un maggior controllo sul brand. Nello stesso anno, in Spagna e in Italia, una campagna pubblicitaria del marchio è oggetto di accese controversie che porteranno alla censura dell’immagine. Nel 2008, nonostante alcuni guai col fisco, Dolce & Gabbana si piazza al secondo posto nella classifica delle aziende moda più redditizie. Nella primavera del 2009, Dolce & Gabbana propongono la loro prima collezione make-up, con Scarlett Johansson testimonial. Per l’occasione, il duo sponsorizza assieme a Vogue America la mostra-evento Extreme Beauty in Vogue, un excursus sui variegati ideali di bellezza che si sono alternati nel corso del XX secolo, ripercorsi attraverso le immagini create per la rivista dai più celebri fotografi di moda.