Déshabillé

Indumento femminile di varia forma, sciolto e quasi sempre lungo, realizzato in tessuto leggero, da indossare sulla camicia da notte nell’identica stoffa, alzandosi dal letto o preparandosi a entrarvi. Il bon ton non lo ammette al di fuori della stanza destinata al riposo e all’abbigliarsi. Con quest’indumento, apparso all’inizio dell’800, si identifica da allora il significato del termine, pur datato nella lingua francese dal 1677, per esprimere la confortevole libertà della veste da camera maschile, corta o lunga, fornita di tasche applicate, morbidamente stretta da una cintura, che nel ‘700 assunse le caratteristiche dell’abito quotidiano di casa. Celebre la brochure (1772) di Dénis Diderot Rimpianti sulla mia vecchia robe de chambre, in cui la comodità del capo è lodata insieme al suo ampio servizio (“Perché non l’ho conservata? Era fatta per me e io ero per lei”). Sinonimo di déshabillé è peignoir, dal latino pectinare, ma solo nella sua forma settecentesca di vestaglia, larga, le maniche lunghe, in lana calda e leggera, equivalente, per donna, della veste da camera maschile ma con maggiore cittadinanza all’interno della casa. Agli inizi dell’800, infatti, con peignoir si indica anche un accappatoio di spugna in cui avvolgersi dopo il bagno.