Depero

Fortunato (1892-1960). Artista italiano. Nel 1919, fonda a Rovereto la Casa d’Arte Futurista in cui trova applicazione la concezione dell’unità creativa delle arti: pittura, architettura, arti decorative e moda, così come l’artista auspicava nel Manifesto per la ricostruzione futurista dell’universo. Alla Casa d’Arte Depero, con la moglie Rosetta, progetta e realizza, oltre a opere di grafica pubblicitaria, oggetti d’arredo come mobili, cuscini, arazzi, abiti fra cui scialli e sciarpe con fantasie geometriche ed elementi stilizzati di origine naturalistica, e tessuti per l’arredamento. Gli abiti più noti di Depero restano comunque i Gilet Futuristi ideati appositamente per gli artisti del movimento. Sono in stoffe variopinte con arabeschi e motivi naturalistici. È a pesci blu quello per Azari del 1923. È a inserti rossi, gialli e arancioni quello per Marinetti dello stesso anno. Sempre nel ’23 progetta scialli a fantasie geometriche per la seteria Piatti di Como e presenta i bozzetti all’Exposition des Arts Décoratifs di Parigi. Fra i rari lavori dedicati all’abito femminile sono i figurini per le copertine di Vogue del ’30. Negli anni ’40, Depero è suggestionato dai motivi decorativi dell’Aeropittura Futurista che si ritrovano nei tessuti per la ditta Franco Scalamandré-Silk di New York e il cui eco si avverte nel manifesto del 1942 L’abito della vittoria. Molte sue opere-moda sono esposte al Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, città quest’ultima dove morì.