Denim

Il tessuto dei jeans: un’identificazione tra forma e materia che si è tradotta in sinonimo. È in puro cotone, ad armatura diagonale, ove solo i fili di ordito vengono tinti con il caratteristico indigo, una tintura di origine vegetale che dona il caratteristico blu. Il nome denim deriva dalla città di NÑmes. Grazie alla sua robustezza, durata, lavabilità e facile manutenzione, è associato fin dalla nascita all’abbigliamento da lavoro. L’evoluzione del costume e dei consumi del XX secolo ne fa il tessuto casual per eccellenza, impiegato per la realizzazione soprattutto di pantaloni, ma anche di giacche, abiti, gonne e accessori. La produzione di massa di jeanseria, dagli anni ’70 in poi, lo elegge a divisa giovane per eccellenza. Il color indigo mantiene inalterata negli anni la propria sovranità, ma il denim è anche grezzo, nero, coloratissimo, delavato, candeggiato, stone washed, stampato, ricamato, stretch. Dalle proposte pop dei figli dei fiori al denim griffato degli stilisti negli anni ’80, dal basico evergreen alle versioni tecnologiche di fine millennio: l’utilizzo di questa tela nell’abbigliamento non conosce limiti né frontiere. Presente praticamente in tutte le collezioni degli stilisti, come capitolo stagionale o addirittura come linea a sé, ha conosciuto anche la gloria delle passerelle haute couture grazie ad ardite interpretazioni e sontuose metamorfosi create da Chanel, Gaultier, Galliano, Lacroix.