Delaunay

Sonia (1885-1979). Artista francese. Grande personalità creativa impegnata sul duplice fronte dell’arte e della moda, Sophie Stern (questo è il suo nome), nasce in Ucraina e trascorre la sua infanzia a San Pietroburgo. Dal 1903 al 1905 studia a Karlsruhe, negli anni in cui prende vita l’espressionismo tedesco che la influenzerà. Nel 1906, a Parigi si iscrive all’Accadémie de la Palette e nella capitale conosce Robert Delaunay con cui si sposa nel ’10: in quello stesso anno, inizia ad applicare le ricerche artistiche di tendenza cubista del marito su ricami e stoffe. Nell’11 esegue il suo primo lavoro astratto su tessuto, confezionando una coperta in applicazioni patchwork per il figlio Charles, nato in quell’anno. Per lei, la pittura è un’arte che si deve espandere nell’ambiente circostante e sulle forme viventi, secondo un concetto, quello della “totalità dell’arte”, comune a molte avanguardie. Matura l’idea di creare indumenti e oggetti di arredo che siano un tutt’uno con la pittura. In Contrastes Simultanés del ’12, crea un nuovo linguaggio astratto, quello simultaneo, dove i colori puri, senza chiaroscuro generano per opposizione e contrasto nuove forme e profondità. L’anno dopo esegue il suo primo abito simultaneo, da lei stessa indossato per il Bal Bullier a Parigi: il corpo umano diventa così supporto di un paradosso ambulante, attraverso il rapporto dialettico stabilitosi tra astrazione geometrica e bidimensionale del disegno e la natura tridimensionale, mobile della figura che ne varia il disegno. In questa ottica progetta la sua forma dell’abito anche mediante la sperimentazione di materiali molto diversi tra loro assemblati casualmente come panno, seta, tulle, lana, cotone e pelliccia. Nel ’14, Blaise Cendrars le dedica il poemetto intitolato Sur la robe elle a un corps. È la stagione in cui frequenta e diventa amica dei protagonisti delle avanguardie dadaiste e surrealiste, tra cui Tzara, Breton, Majakovskij. Nel ’17-18, dopo frequenti viaggi in Spagna e Portogallo, disegna i costumi per il balletto Cleopatra di Diaghilev. L’attività progettuale dell’artista si intensifica nel corso degli anni ’20, sempre affiancata alla costumistica teatrale: assieme a Iliazd per la Danseuse au disques e con Tristan Tzara per Le Coeur a gaz, lavori entrambi del ’23 affidati a colorate, geometriche soluzioni scultoreo-sartoriali in movimento. Al Salon d’Automne del ’24 inaugura una presentazione cinematica simultanea con stoffe esposte in una apposita vetrina del vasto salone del Grand Palais e realizzata in forma cinetica utilizzando un dispositivo di rulli verticali brevettato da Robert Delaunay che permetteva uno svolgimento simultaneo di teli colorati all’infinito. Risale al ’25 la sua Boutique Simultanée in boulevard Malesherbes 19, dove lancia una moda d’avanguardia che influenza tutta la produzione tessile degli anni successivi, abolendo qualsiasi tema di ispirazione naturalista a favore di un’architettura cromatica astratta dal ritmo facilmente percepibile. Sempre nel ’25 prende parte all’Exposition des Arts Décoratifs in collaborazione con il sarto Jaques Heim: mettono in mostra abiti, accessori e tessuti sia d’arredamento sia d’abbigliamento (prodotti dalla Bianchini-Férier) dalle forti, ritmiche tonalità. Straordinario anche il suo esperimento di progettazione grafica legato all’industria automobilistica, avvenuto nello stesso anno, che la porta a disegnare la carrozzeria della CitroÍn B12 come fosse un tessuto stampato. In questo periodo, aprirà filiali anche a Londra e Rio de Janeiro, mentre alla ricerca di nuovi filoni espressivi si cimenterà nella realizzazione di abiti per il cinema: Le P’tit Parigot e Vertigo di Marcel L’Herbier. Come riconoscimento al suo lavoro, nel ’27 viene convocata dalla Sorbonne a dibattere il tema delle influenze della pittura sull’arte vestimentaria e ottiene ampi consensi. Contraria a ogni decorativismo figurativo, dà un’impronta decisamente razionalista e semplificata al design tessile e di moda, stimolando la creatività di grandi nomi dello stilismo internazionale, quali Jean Patou ed Elsa Schiaparelli, anticipando persino grafismi e colori dell’optical art. La sua notorietà si amplifica nel corso degli anni ’30, quando ha clienti come Gloria Swanson, come le mogli, le compagne di intellettuali e designer quali Gropius, Breuer e Mendelsohn. Nel ’41, alla morte del marito, si ritira a Grasse in Provenza, interrompendo ogni attività. Negli anni ’50, si iniziano a organizzare sue retrospettive e nel ’75 Sonia Delaunay riceve la Legione d’Onore. Dopo aver donato disegni e manoscritti alla Biblioteca Nazionale di Parigi, muore nel ’79, ancora attiva in pittura.