Customizing

Usanza di personalizzare abiti e accessori. La sua ascendenza è di natura prettamente anglosassone. “To customize” si può tradurre con “rendere personale”. “A customized car” è un’automobile modificata negli optional su suggerimenti del proprietario. “Custom clothes” e “Custom shoes” sono abiti e scarpe fatte su misura. Il customizing appartiene dunque, in egual misura, alla tradizione dell’atelier come alla cultura di strada: ne fanno parte i completi sartoriali, le toilette d’alta moda, come i giubbotti dei punk pieni di spilline, le T-shirt decorate a mano delle “ka-gu-ru girl” giapponesi e i jeans strappati delle tribù metropolitane. Ovunque, perciò, vi sia una richiesta più o meno conscia di autenticità e individualità estetiche, culturali e anche politiche. Non a caso anche la produzione seriale del prêt-à-porter ha messo in cantiere molte linee “custom made”. Collezioni dove la personalità diventa elemento già previsto di un sistema che oggi promuove e vende sempre più desideri che prodotti tangibili.